So che sarai sempre al nostro fianco tenendoci per mano!
E' estremamente difficile riassumere in poche righe il rapporto che mi lega al mio amico "Lolek". Giovanni Paolo II° sta accompagnando la mia vita fin dalla più tenera infanzia. Nonostante non avessi ancora sei anni, conservo un ricordo nitido della sera della sua elezione; ripenso con angoscia al pomeriggio dell'attentato, pochi giorni dopo la mia prima comunione. Poi le prime visite a Roma da ragazzino, quando lo vedevo e sentivo il cuore battere forte, intuendo di avere vicino un uomo eccezionale; la sua visita a Vicenza nel 1991: eravamo in migliaia di giovani ad accoglierlo e gioire per e con lui. Mi sembra ancora di vivere un sogno quando ripenso poi a quei due minuti a quattr'occhi in Vaticano nel 1993, quando ebbi il grandissimo dono di partecipare alla S. Messa nella sua cappella privata, al termine della quale potei parlargli rimanendo letteralmente estasiato dalla sua dolcezza e cordialità. In quell'occasione mi regalò due rosari: uno per me ed uno per la mia fidanzata Marta che sarebbe poi diventata mia moglie. Quante volte li abbiamo usati.e quante volte lui ha intercesso per noi! Da allora mi sono sempre più documentato su Giovanni Paolo II°: più lo conoscevo, più lui entrava a far parte della mia vita. Da anni mi permetto di invocarlo chiamandolo come gli amici più cari: semplicemente "Karol" o "Lolek"! Il miracolo più grande è stato la nascita di nostra figlia. Marta ed io ci siamo sposati il 27 agosto del 2000, quando nelle nostre orecchie risuonavano ancora i canti e l'entusiasmo del Grande Giubileo dei giovani, momenti vissuti da casa mentre preparavamo la nostra cerimonia nuziale. Dopo poco più di un anno iniziammo a provare ad avere un figlio. I mesi passavano, ma la gravidanza che desideravamo ogni giorno di più non arrivava. Cominciammo quindi una lunga serie di accertamenti clinici, al termine dei quali risultò che entrambi avevamo dei problemi che però, a detta dei medici, non rappresentavano dei limiti insuperabili grazie alle moderne terapie. Da lì un calvario di tentativi, iniezioni, visite e delusioni. Solo chi lo ha provato direttamente può intuire come una culla vuota possa diventare un incubo. Anche il nostro matrimonio iniziava a scricchiolare, in un vortice perverso di dolore da cui non riuscivamo ad uscire. Pareva poi che il Signore si facesse beffe del nostro disagio: sembrava ci fosse una epidemia di pancioni attorno a noi! Mia moglie soffriva terribilmente, la vedevo appassire nel dolore ed io non sapevo come aiutarla: scagliavo la mia rabbia verso un Dio che sembrava essere diventato sordo ed indifferente. Poi Lolek se n'è andato: la notte in cui è tornato in cielo gli ho chiesto tra le lacrime di non abbandonarci. Poche settimane dopo ero davanti alla sua tomba e gli ho affidato ancora una volta la nostra vita... La situazione però non cambiava, sembrava anzi peggiorare, anche dopo un pellegrinaggio a Medjugorje nel 2006 dove avevamo ritrovato un po' di serenità. Non ce la facevamo più e non sapevamo più a chi votarci, anche perché l'iter per adottare un bambino ci spaventava. Il ginecologo ci convinse a fare infine un ultimo tentativo con alcune terapie. Settimane di punture e controlli che ormai sopportavamo quasi con rassegnazione. Presi allora in mano quel rosario che Lolek mi aveva regalato e gli dissi: "Karol: ora tocca a te! Tu sai quello che stiamo provando: non abbandonarci!". Le due settimane prima del test non passavano mai: la speranza si alternava ad una paura feroce di restare delusi per l'ennesima, definitiva volta. E quella voce nel cuore: "Non abbiate paura!". Poi arriva il 31 gennaio 2007, il giorno di San Giovanni Bosco. Il cuore in gola, tenendoci per mano, componendo il numero dell'ospedale. La voce dell'infermiera: "Marta, tieniti forte: sei incinta!". Una alluvione di felicità ha invaso i nostri cuori inariditi da tante delusioni. Due settimane dopo ero in Vaticano a ringraziare Lolek sulla sua tomba. In tanti avrebbero potuto dire che mia moglie era incinta grazie alla scienza, ma noi sapevamo chi aveva intercesso per noi. La gravidanza trascorreva serena e dopo qualche mese sapemmo che si trattava di una bambina. Ci rifiutammo di fare tanti esami - alcuni dei quali molto rischiosi per la nascitura - per sapere se la bimba era sana: il Signore non ci avrebbe abbandonato. Poi una notte un sogno. Io e Marta eravamo in una grande basilica simile a San Pietro e, al termine di una solenne processione alla fine della S. Messa, Giovanni Paolo II° - radioso e vestito dei paramenti sacri - si avvicinò a mia moglie e le benedisse il grembo. Poi ci invitò a sederci con lui vicino all'altare, ci fissò sorridendo e ci disse una frase che non dimenticherò mai: "Ricordatevi che dovrete insegnarle fin da subito ad amare Dio. Anche se sono molto piccoli e non lo danno a vedere, i bambini hanno una grandissima sete e bisogno di spiritualità!". Mi svegliai piangendo di gioia. Tutto procedeva per il meglio ed alla fine arrivò il momento del parto. Sembrava che la piccola dovesse nascere addirittura il 16 ottobre, anniversario dell'elezione di Giovanni Paolo II°: sarebbe stato il massimo! La bimba invece venne alla luce il giorno dopo, il 17 ottobre: qualche settimana dopo, con immensa gioia, scoprii che in quella stessa data era nato Giovanni Paolo I° che avevo più volte pregato prima della gravidanza. La piccola ci ha dato una gioia infinita, tingendo la nostra vita di rosa. Cresce bella e rigogliosa come un fiore e ci sforziamo, come ci ha raccomandato Lolek, di educarla ad amare Dio. Questa esperienza straordinaria ci ha insegnato che dobbiamo avere fede nella Provvidenza, anche se i suoi tempi non coincidono con i nostri. Perché davvero chi semina nel pianto raccoglie nella gioia! Ah, dimenticavo: nostra figlia si chiama CAROLA MARIA, in onore di Karol Wojtyla, San Giovanni Paolo II°, e della Madonna di Monte Berico, la nostra Mamma nel cielo che tra i tanti doni ci ha fatto anche quello di un uomo eccezionale diventato papa e già Santo nei nostri cuori! Sia lode al Signore ed ancora grazie Lolek, amico mio: so che sarai sempre al nostro fianco tenendoci per mano! Paolo con Marta e Carola Maria.
diPaolo F.
ne, il Postulatore, La segreteria, il
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