Sono Antonella, ho 40 anni e se sono qui a scrivervi lo devo solo a Giovanni (Paolo II). Si proprio a Lui, nei vari sogni lo chiamo così. Quando nell'aprile 2005 ci ha lasciati ho acceso per varie sere una candela dietro i vetri della mia camera da letto, purtroppo una notte la candela sciogliendosi ha dato fuoco ad un vaso di plastica generando piccole fiamme e fumo che hanno invaso il vano finestra senza danneggiare altri oggetti infiammabili vicini. Io mi sono svegliata in tempo nonostante la sera precedente avessi assunto farmaci antistaminici che danno sonnolenza. Successivamente ho sognato Giovanni che teneva il suo braccio sinistro sulla mia spala destra abbracciandomi. Eravamo seduti su tre scalini (tipo quelli preseti alle entrate delle case di paese) Lui sul primo in alto, io su quello centrale; alle nostre spalle una porta con tanti riquadri; l'anta alle Sue spalle era aperta, quella dal mio lato era chiusa (era uguale alla Porta Santa). Giovanni mi invitava a chiamarlo in caso di necessità insistendo a chiamarlo in prima persona ed enche sul suo cellulare. La Sua insistenza mi ha fatto cedere e lo rassicuravo che in caso di necessità l'avrei chiamato io personalmente anche se gli spiegavo che Lui era Papa ed io una Capo Sala d'Ospedale. La conversazione terminava con un Suo affettuosissimo bacio sulla fronte come quello avuto, sempre da Lui, al termine di una udienza all'eta di circa 10 anni. Dopo quel sogno ho avuto la necessità di venire a Roma per pregare sulla sua tomba e così ho fatto. Il giorno 21 Aprile 2005 insieme al mio fidanzato Sergio (oggi mio marito) ci siamo recati a Roma sulla tomba del Papa. Successivamente rientrati a Bari il giorno dopo, 22 Aprile 2005, verso le 22.30 circa rientravo a casa mia, quando nelle vicinanze della Chiesa di Ognissanti e di una nicchia con Cristo Gesù la mia autovettura si è ribaltata, (preciso che quell'attimo non lo ricordo) ho fatto fatica ad aprire gli occhi, ma quando mi sono accorta di cio' che stava accadendo e vedevo un muro venire verso di me, ho rivisto la nicchia con Gesù ed ho ricordato il sogno! Attimi di secondo ho invocato il Suo aiuto dicendo: Signore mio, Papa mio, fai fermare la macchina!!! In quell'istante si è fermata. Io ero appesa nell'auto a testa in giù. Slacciata la cintura ed atterrata al suolo sono riuscita ad uscire da un piccolo spazio non riportando alcun trauma e ferita! Avevo solo i segni di una mano sul braccio destro (come l'abbraccio del sogno). La macchina era da buttare, ma io ero SALVA! Ho detto a tutti che secondo me c'era stata una mano speciale a salvarmi. Dopo qualche giorno l'ho sognato: era ad un raduno di giovani su un palco alto e seduto su di una grande poltrona; io scappavo dalla folla e lo raggiungevo per ringraziarlo di cio' che aveva fatto per me dicendogli che avrei detto a tutti di cio' che era capace, ma Lui baciandomi nuovamente sulla fronte mi rassicurava dicendomi: non ti preoccupare loro lo sanno! So che questa breve testimonianza sarà una piccola goccia, ma posso garantire che in caso di necessità l'ho invocato e Lui non mi ha mai abbandonata! Mi è sempre vicino e se un giorno diverrò mamma lo dovrò solo aLui che mi ha permesso di continuare a vivere.
diAntonella
ne, il Postulatore, La segreteria, il
WebMaster, e i collabotaroei della rivista