Giovanni Paolo II

Lectio: Giovani in ascolto della parola - 2008

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Albano Laziale,
venerdì, 10 ottobre 2008

 

Giovani in ascolto della Parola.
 

Chiamato.

 

Con Paolo… “Frattanto Saulo, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore…” Il nostro cammino con Paolo inizia dall’incontro inaspettato con il Signore. Questi versetti nella nostra bibbia stanno sotto il titolo di vocazione o conversione di Paolo. Si vuole sottolineare il suo cambiamento da discepolo della Legge a discepolo del Signore Gesù. È un testo però, che non usa mai questo linguaggio religioso, mentre sottolinea termini di movimento: viaggiare, camminare, strada, andare, venire. Potremo dire che quello che noi chiamiamo con termine tecnico “vocazione” riguarda il nostro fare strada: il vero viaggio del cristiano si chiama vocazione. La vocazione cristiana è esattamene il percorso con cui ognuno di noi compie il proprio viaggio come risposta al suo essere profondamente più vivo, senza cercare di fermarsi e inaridire. L’incontro con Gesù cambia il viaggio di Paolo, esso diventa un invito e una verifica del nostro viaggio. Questo episodio ci annuncia che Gesù può invitarci ad un cambiamento di crescita solo se ci trova lungo la strada in cammino. Ed ecco alcune caratteristiche della proposta di Gesù: 1. Gesù ci appassiona. Il punto di partenza di ogni viaggio è una passione… positiva o negativa che sia. Pensate alla delusione che mette in viaggio i discepoli di Emmaus, o lo scrutare dei cieli da parte dei Magi… Questo indica che c’è sempre un motivo per viaggiare. Senza motivo nessuno si muove. Non tutti i cambiamenti sono “vocazione”, dipende da ciò che ti appassiona: cos’è che ti rende cieco? Ci fa impressione “Saulo fremente minaccia e strage”, eppure proprio perché egli è un uomo capace di scaldarsi tanto che Gesù potrà chiedergli di diventare l’appassionato apostolo delle Genti. 2. Chiede di diventare suoi discepoli progressivamente. Come scrisse San Giovanni Crisostomo: “Poiché Paolo vedeva male, Dio lo rese cieco a fin di bene… eppure non furono le tenebre ad accecarlo, ma fu un eccesso di luce che l’accecò”. Il testo della Scrittura ci mostra, attraverso i verbi, che l’itinerario di Paolo verso Cristo è progressivo. Dapprima “fremente”, poi “atterrito”, quindi “si alza”, “non vede nulla”, è “guidato per mano e condotto”, “rimase”… Il cammino di trasformazione in testimone, non più di una Legge ma dell’Amore del Cristo, chiede un percorso personale che va al di là del confine della sua appartenenza ai farisei o ad un popolo. Anche noi siamo chiamati a questa pazienza: nella nostra vita di credenti ci sono tempi nei quali può venire alla luce un aspetto rimasto oscuro, oppure un blocco si scioglie, o superiamo la pretesa e la concentrazione su noi stessi, accettiamo di non poter avere tutto sotto controllo per accogliere un’insicurezza nel cammino. Il dubbio è il luogo della fede, non è ciò che fa morire la fede. Le certezze più che alimentare la fede spesso alimentano ideologie. Quando tutto è chiaro, per tutto abbiamo la risposta, una spiegazione, si sa come fare ogni cosa, questo si chiama ideologia, o se vogliamo, fede farisaica contro la quale Gesù se la prende molto nel Vangelo. 3. Chiama a camminare in una comunità. Nell’imprevedibilità della vita il Signore ci dona l’áncora della sua Parola e una comunità che si raduna per ascoltarlo. La fede evangelica chiede affidamento: a Dio e ai fratelli che condividono le tue domande e le tue fragilità, ai fratelli che non fanno i maestri ma i condiscepoli, come Anania mosso ad aiutare Paolo dalla stessa Parola ascoltata. La fede molto spesso non è risposta ma nasce con una domanda. La domanda di Gesù a Pietro: “Mi ami tu?”. Quella alla Samaritana: “Dammi da bere”. La “nuova fede” di Paolo nasce da una domanda che lo provoca a vedere Gesù il Vivente nelle sue membra sofferenti, che Saulo stesso perseguitava: “Saulo, Saulo perché mi perseguiti?”. È come se Gesù gli dicesse: “Guarda io ho diritto di intromettermi nella tua vita perché tu te la stai prendendo con me”. Che cosa stai facendo della tua passione? L’incontro con Anania mostra come l’incontro personale con Cristo passa attraverso una comunità. Una comunità che ti viene incontro e oltrepassa i confini del già conosciuto – Paolo è un persecutore – per aprirsi all’inedito che Dio può operare. Saulo può diventare Paolo perché accolto da una comunità in stato di conversione!!! Nella comunità avviene un reciproco riconoscimento.


a cura delle Clarisse - Monastero Immacolata Concezione


ne, il Postulatore, La segreteria, il WebMaster,  e i collabotaroei della rivista

 

 

 

 

 

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