Giovanni Paolo II

Briciole di liturgia del 2008

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Città del Vaticano,
lunedì, 1 giugno 2008

Dalle “Opere di S. Bonaventura, vescovo.
 

Presso di te è la fonte della vita. Il legno della vita, 29-30.47.

Considera anche tu, o uomo redento, quanto grande e di qual natura sia colui che pende per te dalla croce. La sua morte dà la vita ai morti, al suo trapasso piangono cielo e terra, le dure pietre si spaccano. Inoltre, perché dal fianco di Cristo morto in croce fosse formata la Chiesa e si adempisse la Scrittura che dice: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37), per divina disposizione è stato permesso che un soldato trafiggesse e aprisse quel sacro costato. Ne uscì sangue e acqua,prezzo della nostra salvezza. Lo sgorgare da una simile sorgente, cioè dal segreto del cuore, dà ai sacramenti della Chiesa la capacità di conferire la vita eterna ed è, per coloro che già vivono in Cristo, bevanda di fonte viva “che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14). Sorgi,dunque, o anima amica di Cristo, Sii “Come colomba che fa il suo nido nelle pareti di una gola profonda” (Ger 48,28). Come il passero che ha trovato la sua dimora (Cfr Sal 83,4), non cessar Di vegliare in questo santuario. Ivi, come tortora, nascondi i tuoi piccoli, nati da un casto amore. Ivi accosta la bocca per attingere le acque dalle sorgenti del Salvatore (Cfr Is 12,3). Da qui infatti scaturisce la sorgente che scende dal centro del Paradiso, la quale, divisa in quattro fiumi e infine diffusa nei cuori che ardono di amore, fecondo di amore, feconda e irriga tutta la terra. Corri a questa fonte di vita e di luce con vivo desiderio, chiunque tu sia, o anima consacrata a Dio, e con l’intima forza del cuore grida a lui:” O ineffabile bellezza del Dio eccelso, o splendore purissimo di luce eterna! Tu sei vita che vivifica ogni vita, luce che illumina ogni luce e che conserva nell’eterno splendore i multiformi luminari che brillano davanti al trono della tua divinità fin dalla prima aurora. O eterno e inaccessibile, splendido e dolce fluire di fonte nascosta agli occhi di tutti i mortali! La tua profondità è senza fine, la tua altezza senza termine, la tua ampiezza è infinita, la tua purezza imperturbabile! Da te scaturisce il fiume “che rallegra la città di Dio” (Sal 45, 5), perché “in mezzo ai canti di una moltitudine in festa” (Sal 41.5) possiamo cantare cantici di lode, dimostrando, con la testimonianza dell’esperienza, che “in te è la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce” (Sal 35,10)”


a cura della Comunità Benedettina - Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano


ne, il Postulatore, La segreteria, il WebMaster,  e i collabotaroei della rivista

 

 

 

 

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