Giovanni Paolo II

Briciole di liturgia del 2008

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Città del Vaticano,
giovedì, 25 settembre 2008

Dalle “Omelie su Ezechiele” di San Gregorio Magno, papa. ( Li. 2, om. 2, 8-9 ).
 

La vita attiva e la vita contemplativa.

E’ vita attiva donare il pane all’affamato, insegnare la sapienza a chi non la conosce, correggere l’errante e richiamare sulla via dell’umiltà il superbo, aver cura dell’infermo, dispensare ciò che può servire ai singoli e a chiunque e provvedere il necessario a quelli che ci sono stati affidati. E’ invece vita contemplativa custodire con tutta l’anima l’amore di Dio e del prossimo, ma astenendosi dall’attività esteriore e lasciandosi invadere unicamente dal desiderio del Creatore, in modo che non si abbia più gusto per nessuna opera, ma piuttosto negletta ogni altra preoccupazione, l’anima arda dal desiderio di vedere il Volto del suo Creatore, sopporti con dolore il peso della carne corruttibile e aspiri con tutta se stessa a unirsi ai cori osannanti degli Angeli, ai cittadini del cielo, e a godere eternamente dell’infinita contemplazione di Dio. Marta e Maria simboleggiano bene questi due stati di vita: la prima infatti si affannava nelle molteplici faccende, l’altra invece sedeva ai piedi del signore per ascoltare le sue parole. Poiché Marta si lamentava della sorella perché trascurava di aiutarla, il Signore le rispose: “ Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno: Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” ( Lc 10, 41-42 ). La parte di Marta no è biasimata, ma quella di Maria viene lodata. Non disse infatti che Maria aveva scelto la parte buona, ma la parte migliore, per indicare che anche la parte di Marta era buona. Che poi la parte di Maria sia migliore, è sottinteso quando dice: “ che non le sarà tolta “. La vita attiva infatti finisce con la morte, poiché chi potrà porgere il pane all’affamato, nella vita eterna, dove nessuno ha fame? E chi porgerà da bere all’assetato là dove nessunoha sere? Chi seppellirà i morti dove nessuno muore? Dunque mentre la vita attiva finirà in questo mondo, la contemplativa comincia qui e giunge a perfezione nella patria celeste, poiché il fuoco dell’amore che, ha incominciato, ad ardere quaggiù s’infiammerà ancor più alla vista dell’amato. La vita contemplativa dunque non viene mai tolta perché, spenta la luce del mondo presente, diventa perfetta.


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