La “conversione missionaria” della pastorale (video all’interno)

    «Stiamo vivendo come Chiesa di Roma la stagione della conversione missionaria della pastorale delle nostre comunità cristiane, e sottolineavo – e lo dico ancora questa sera con tutto il cuore – che la conversione missionaria è a tutti gli effetti una conversione e nasce esattamente da questa domanda: dove sei? Nella relazione con il Signore, dove mi trovo? Di fronte a questo appello siamo costretti a uscire allo scoperto, a riconoscere l’amore del Signore che ci è venuto a cercare nonostante la nostra nudità». Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha esordito così, durante la veglia missionaria diocesana che si è tenuta ieri (giovedì 18 ottobre) sera nella basilica di San Giovanni in Laterano. “Lo seguiva un ragazzo…” è il tema che ha fatto da filo conduttore alla preghiera, alla cui “nudità” si è richiamato infatti il porporato.

    Durante la veglia, il cardinale ha conferito il mandato missionario a coloro che partiranno per la missione “ad gentes”, cioè per annunciare il Vangelo nel mondo: otto suore, un religioso e una coppia di laici, i coniugi Apollonio della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, che andranno in Costa d’Avorio. Cinque delle religiose – come riporta Romasette.it – appartengono all’ordine delle Missionarie Comboniane e opereranno rispettivamente in Etiopia, Congo, Kenya, Brasile e Perù. Una figlia del Divino Zelo andrà in Camerun, una suora delle Ospedaliere della Misericordia sarà impegnata in Vietnam e un’altra delle Missionarie dell’Immacolata in Guinea Bissau. Dall’Istituto Missioni Consolata proviene padre James Mate, che è in partenza per la Mongolia. La novità di quest’anno è stata la consegna del mandato anche ad alcuni operatori missionari diocesani che, in sinergia con il Centro missionario del Vicariato, cureranno l’animazione del mese missionario straordinario voluto da Papa Francesco per il prossimo ottobre 2019, al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missione nelle parrocchie.

    Leggi l’omelia completa

    19 ottobre 2018