{"id":18429,"date":"2021-10-11T12:20:29","date_gmt":"2021-10-11T10:20:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/?p=18429"},"modified":"2022-03-11T10:25:24","modified_gmt":"2022-03-11T09:25:24","slug":"francesco-fare-sinodo-significa-camminare-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/francesco-fare-sinodo-significa-camminare-insieme\/","title":{"rendered":"Francesco: \u00abFare Sinodo significa camminare insieme\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>da <a href=\"https:\/\/www.romasette.it\/francesco-fare-sinodo-significa-camminare-insieme\/\"><em>Romasette.it<\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>Incontrare, ascoltare, discernere.<\/strong>\u00a0Sono i tre verbi che in qualche modo rappresentano altrettante \u201cchiavi\u201d consegnate da Papa Francesco per aprire il cammino sinodale. La XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema \u201cPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione\u201d \u00e8 iniziata con la celebrazione eucaristica durante la quale il Santo Padre, commentando il Vangelo della domenica che racconta l\u2019incontro tra il giovane ricco e Ges\u00f9, ha sviluppato la sua riflessione su questi tre verbi.<\/p>\n<p><strong>\u00abAprendo questo percorso<\/strong>\u00a0sinodale \u2013 ha detto Francesco \u2013 iniziamo con il chiederci tutti, Papa, vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, sorelle e fratelli laici: noi, comunit\u00e0 cristiana, incarniamo lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell\u2019umanit\u00e0? Siamo disposti all\u2019avventura del cammino o, timorosi delle incognite, preferiamo rifugiarci nelle scuse del \u201cnon serve\u201d o del \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d? Fare Sinodo significa camminare sulla stessa strada, camminare insieme. Guardiamo a Ges\u00f9 che, come con il giovane ricco, \u00e8 disponibile all\u2019incontro\u00bb. Questo \u00e8 il primo passo: \u00abGes\u00f9 non andava di fretta, non guardava l\u2019orologio per finire presto l\u2019incontro. Era sempre al servizio della persona che incontrava, per ascoltarla. Anche noi, che iniziamo questo cammino, siamo chiamati a diventare esperti nell\u2019arte dell\u2019incontro\u00bb.\u00a0Per fare questo, ha sottolineato il Papa, \u00e8 necessario prima di tutto incontrare il Signore. Dove? Nell\u2019adorazione, \u00abquesta preghiera che noi trascuriamo tanto: adorare, dare spazio all\u2019adorazione, a quello che lo Spirito vuole dire alla Chiesa\u00bb.\u00a0 Poi, \u00abper rivolgersi al volto e alla parola dell\u2019altro, incontrarci a tu per tu, lasciarci toccare dalle domande delle sorelle e dei fratelli\u00bb. Il Papa ha ricordato che \u00abogni incontro richiede apertura, coraggio, disponibilit\u00e0 a lasciarsi interpellare\u00bb mentre \u00abtalvolta preferiamo ripararci in rapporti formali o indossare maschere di circostanza, lo spirito clericale e di corte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi c\u2019\u00e8 l\u2019ascolto.<\/strong>\u00a0Seguendo l\u2019esempio di Cristo che ascolta, senza fretta, il giovane ricco, il pontefice ha ricordato che \u00abquando ascoltiamo con il cuore succede questo: l\u2019altro si sente accolto, non giudicato, libero di narrare il proprio vissuto e il proprio percorso spirituale. Chiediamoci, con sincerit\u00e0, in questo itinerario sinodale: come stiamo con l\u2019ascolto? Come va \u201cl\u2019udito\u201d del nostro cuore? Permettiamo alle persone di esprimersi, di camminare nella fede anche se hanno percorsi di vita difficili, di contribuire alla vita della comunit\u00e0 senza essere ostacolate, rifiutate o giudicate?\u00bb. Questo significa \u00abscoprire con stupore che lo Spirito Santo soffia in modo sempre sorprendente, per suggerire percorsi e linguaggi nuovi. \u00c8 un esercizio lento, forse faticoso, per imparare ad ascoltarci a vicenda \u2013 vescovi, preti, religiosi e laici, tutti, tutti i battezzati \u2013 evitando risposte artificiali e superficiali, risposte pr\u00eat-\u00e0-porter, no. Lo Spirito ci chiede di metterci in ascolto delle domande, degli affanni, delle speranze di ogni Chiesa, di ogni popolo e nazione. E anche in ascolto del mondo, delle sfide e dei cambiamenti che ci mette davanti. Non insonorizziamo il cuore, non blindiamoci dentro le nostre certezze\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Infine, discernere.<\/strong>\u00a0\u00abL\u2019incontro e l\u2019ascolto reciproco non sono qualcosa di fine a s\u00e9 stesso, che lascia le cose come stanno \u2013 ha affermato il Papa -. Al contrario, quando entriamo in dialogo, ci mettiamo in discussione, in cammino, e alla fine non siamo gli stessi di prima, siamo cambiati. Il Sinodo \u00e8 un cammino di discernimento spirituale, di discernimento ecclesiale, che si fa nell\u2019adorazione, nella preghiera, a contatto con la Parola di Dio\u00bb che \u00aborienta il Sinodo perch\u00e9 non sia una \u201cconvention\u201d ecclesiale, un convegno di studi o un congresso politico, perch\u00e9 non sia un parlamento, ma un evento di grazia, un processo di guarigione condotto dallo Spirito. In questi giorni Ges\u00f9 ci chiama, come fece con l\u2019uomo ricco del Vangelo, a svuotarci, a liberarci di ci\u00f2 che \u00e8 mondano e anche delle nostre chiusure e dei nostri modelli pastorali ripetitivi; a interrogarci su cosa ci vuole dire Dio in questo tempo e verso quale direzione vuole condurci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019apertura ufficiale del<\/strong>\u00a0Sinodo \u00e8 stata preceduta sabato da un momento di riflessione e di preghiera in Vaticano durante il quale il pontefice aveva ribadito concetti analoghi e aveva fatto riferimento alle tre parole chiave che stanno nel titolo del tema scelto: comunione, partecipazione, missione. In particolare, comunione e missione sono \u00able linee maestre, enunciate dal Concilio\u00bb. Ma, ha detto Francesco, \u00abrischiano di restare termini un po\u2019 astratti se non si coltiva una prassi ecclesiale che esprima la concretezza della sinodalit\u00e0 in ogni passo del cammino e dell\u2019operare, promuovendo il reale coinvolgimento di tutti e di ciascuno. Vorrei dire che celebrare un Sinodo \u00e8 sempre bello e importante ma \u00e8 veramente proficuo se diventa espressione viva dell\u2019essere Chiesa, di un agire caratterizzato da una partecipazione vera\u00bb. In questo senso il Papa ha messo in guardia dai rischi che corre il Sinodo, indicandone tre. Il primo \u00e8 il formalismo, perch\u00e9 il Sinodo non si riduca a un evento di facciata: \u00abA volte c\u2019\u00e8 qualche elitismo nell\u2019ordine presbiterale che lo fa staccare dai laici; e il prete diventa alla fine il \u201cpadrone della baracca\u201d e non il pastore di tutta una Chiesa che sta andando avanti\u00bb. Il secondo \u00e8 l\u2019intellettualismo, ovvero \u00abfar diventare il Sinodo una specie di gruppo di studio, con interventi colti ma astratti sui problemi della Chiesa e sui mali del mondo; una sorta di \u201cparlarci addosso\u201d\u00bb. Infine, l\u2019immobilismo, con \u00abil rischio che alla fine si adottino soluzioni vecchie per problemi nuovi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Andrea Acali<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Romasette.it Incontrare, ascoltare, discernere.\u00a0Sono i tre verbi che in qualche modo rappresentano altrettante \u201cchiavi\u201d consegnate da Papa Francesco per aprire il cammino sinodale. 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