{"id":22634,"date":"2022-09-26T09:09:37","date_gmt":"2022-09-26T07:09:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/?p=22634"},"modified":"2023-05-11T13:09:56","modified_gmt":"2023-05-11T11:09:56","slug":"dallascolto-alla-fase-del-cantiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/dallascolto-alla-fase-del-cantiere\/","title":{"rendered":"Dall\u2019ascolto alla fase del \u201ccantiere\u201d: bilancio del primo anno di cammino sinodale"},"content":{"rendered":"<p>\u00abConoscere\u00bb per sapere \u00abriconoscere\u00bb e potere \u00abascoltare\u00bb. Questo trittico di verbi racchiude in sintesi \u00abla prima parte del cammino sinodale svolto dalla diocesi di Roma, che si appresta a continuare il cammino condiviso guidato dallo Spirito\u00bb. Cos\u00ec padre <strong>Davide Carbonaro<\/strong>, coordinatore dell\u2019<strong>\u00e9quipe sinodale diocesana<\/strong>, tira le fila del primo tratto di cammino compiuto, \u00abfatto essenzialmente di tre buone pratiche: l\u2019idea della <strong>mappatura dei luoghi e delle diverse realt\u00e0 presenti sul territorio diocesano<\/strong>, la <strong>rete di preghiera<\/strong>, che ha sostenuto e sostiene il cammino sinodale, e l\u2019attivit\u00e0 dei <strong>tavoli di lavoro sinodali<\/strong>, una parte dedicata al confronto\u00bb. In primo luogo quindi si \u00e8 trattato non semplicemente di \u00abmappare il territorio ma di addentrarsi nella conoscenza dei luoghi che caratterizzano la diocesi e le singole parrocchie \u2013 spiega ancora Carbonaro \u2013, perch\u00e9 la realt\u00e0 ecclesiale vive nella realt\u00e0 sociale. \u00c8 stato quindi un modo per entrare in amicizia e vivere il coraggio di dialogare con un territorio pi\u00f9 vasto, oltre i confini della parrocchia, come le realt\u00e0 associative, le scuole, i comitati di quartiere o alcune realt\u00e0 politiche. Insomma un modo per vivere e realizzare quella \u201cChiesa in uscita\u201d di cui parla Papa Francesco\u00bb.<\/p>\n<p>Anche <strong>Miriam Fioravanti<\/strong>, che affianca padre Carbonaro nel coordinamento dell\u2019\u00e9quipe sinodale diocesana, mette in luce \u00abla bont\u00e0 e la validit\u00e0 di questo aspetto perch\u00e9 permetter\u00e0 di pensare ad una pastorale pi\u00f9 in sintonia con le reali esigenze del territorio, una pastorale specifica e \u201cpersonalizzata\u201d, che tiene conto e valorizza le sinergie con le associazioni e le realt\u00e0 che sono gi\u00e0 attive in certi settori e ambiti di competenza e dunque una pastorale che parte dalla realt\u00e0 concreta e va incontro alle esigenze vere\u00bb. Ora, volgendo lo sguardo in avanti, la prospettiva \u00e8 quella \u00abdi favorire sempre pi\u00f9 il passaggio dai frutti dell\u2019ascolto di questa prima fase \u2013 aggiunge Fioravanti \u2013 all\u2019avvio di processi, entrando nelle situazioni concrete, che ogni parrocchia individuer\u00e0 come prioritarie per s\u00e9, tenendo conto della eterogeneit\u00e0 delle esigenze. Si passer\u00e0 cos\u00ec alla dimensione del \u201ccantiere\u201d, secondo quelle che sono le indicazioni della Cei per questa seconda fase del cammino sinodale per il nuovo anno pastorale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Vademecum realizzato dalla Conferenza episcopale italiana<\/strong> invita infatti a proseguire \u00abil cammino \u2013 dedicato ancora all\u2019ascolto del Popolo di Dio \u2013 cercando di coinvolgere persone, gruppi e ambienti finora non raggiunti, a partire dai frutti del primo anno e dalle priorit\u00e0 individuate\u00bb. A fare da guida sar\u00e0 \u00abil testo della Cei <strong>\u201cI cantieri di Betania\u201d<\/strong> \u2013 dice Carbonaro \u2013, che traccia le prospettive di questo secondo anno e propone i cantieri sinodali come assi di lavoro, da adattare alle singole realt\u00e0 locali. I tre cantieri individuati sono quelli del villaggio globale, quello della casa e quello della diaconia e quindi del servizio\u00bb. In particolare si tratter\u00e0 di \u00abcurare l\u2019ascolto di quegli ambiti che spesso restano in silenzio o sono inascoltati, a partire dal mondo delle povert\u00e0 \u2013 specificano i vescovi nel documento \u2013, ossia quegli spazi in cui la Chiesa vive e opera, attraverso l\u2019azione personale e organizzata di tanti cristiani\u00bb.<\/p>\n<p>Carbonaro mette in luce che tanto \u00e8 gi\u00e0 stato fatto in questa direzione \u00abgrazie ai tavoli sinodali che hanno aperto un ponte con diverse realt\u00e0 come quella del turismo, con il dialogo attivato tra Opera romana pellegrinaggi e il Ministero del turismo, ad esempio, o quanto fatto dalla Caritas, dall\u2019Ufficio comunicazioni sociali e da altri Uffici nella prospettiva dell\u2019apertura e della condivisione\u00bb. Il referente tiene a sottolineare che \u00aba fare quasi da sottofondo e a sostenere tutte queste attivit\u00e0 \u00e8 stata la rete di preghiera, che ha visto il coinvolgimento di tanti ordini religiosi, claustrali e monastici, ma anche delle parrocchie, con esperienze di Adorazione eucaristica, ad esempio, o dei gruppi e della realt\u00e0 associative\u00bb. A dire che \u00abper vivere davvero il cammino sinodale in comunione \u2013 conclude Carbonaro \u2013 serve invocare la guida dello Spirito Santo\u00bb.<\/p>\n<p><em>di Michela Altoviti da Roma Sette<\/em><\/p>\n<p>26 settembre 2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abConoscere\u00bb per sapere \u00abriconoscere\u00bb e potere \u00abascoltare\u00bb. Questo trittico di verbi racchiude in sintesi \u00abla prima parte del cammino sinodale svolto dalla diocesi di Roma, che si appresta a continuare il cammino condiviso guidato dallo Spirito\u00bb. 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