{"id":22713,"date":"2022-10-03T10:16:30","date_gmt":"2022-10-03T08:16:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/?p=22713"},"modified":"2023-05-05T10:35:59","modified_gmt":"2023-05-05T08:35:59","slug":"cammino-sinodale-lassemblea-del-settore-ovest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/cammino-sinodale-lassemblea-del-settore-ovest\/","title":{"rendered":"Cammino sinodale, l\u2019assemblea del settore Ovest"},"content":{"rendered":"<p>La sera di venerd\u00ec 30 settembre, si \u00e8 svolta nella cornice della basilica di San Giuseppe al Trionfale, l\u2019assemblea rivolta alle \u00e9quipe pastorali e gli organi di partecipazione del settore Ovest, guidata dal vescovo ausiliare monsignor Baldassare Reina. L\u2019oggetto dell\u2019incontro era la presentazione e l\u2019avvio del secondo anno di cammino sinodale della diocesi, presentata quest\u2019anno nei vari settori, che ha per titolo \u201cI cantieri di Betania\u201d.<\/p>\n<p>\u00abRestare contemplativi nell\u2019azione, misurare la quantit\u00e0 delle parole, allontanare la tentazione dell\u2019invidia, l\u2019essere salvi perch\u00e9 Dio \u00e8 morto per me e non perch\u00e9 io muoio per i molti servizi!\u00bb. Per prime risuonano le parole di don Giacomo Pavanello, parroco di San Giuseppe Cottolengo a Valle Aurelia, che spezza la Parola in una breve lectio divina. Il brano proclamato \u00e8, non a caso, l\u2019episodio evangelico della duplice ospitalit\u00e0 delle sorelle di Betania che accolgono il Signore Ges\u00f9 nella loro casa (Lc 10, 398-42). \u00abEntrambe sono necessarie: Maria poich\u00e9 simbolo di una nuova sponsalit\u00e0 e Marta emblema della diaconia. Marta, tuttavia, rischia di vivere il suo servizio dando tutto senza la capacit\u00e0 di farsi uno con l\u2019altro. Occorre quindi capire qual \u00e8 il bene che dobbiamo fare, quello che vuole il Signore!\u00bb. Nella riflessione di don Giacomo la reazione di Marta \u00e8 un metro utile a tutti per capire se si vive il proprio servizio e il proprio incarico secondo la logica di Dio, ovvero ricercando la comunione con Lui, oppure esclusivamente con il servizio stesso, e la parte \u201cbuona\u201d scelta da Maria \u00e8 quella che sa generare vita. <\/p>\n<p>La parola passa poi a Miriam Fioravanti, coordinatrice dell\u2019\u00e9quipe sinodale diocesana, incaricata di illustrare la relazione stesa sulla base dell\u2019ascolto delle 334 parrocchie di Roma e di tutte le realt\u00e0 che insistono nel suo territorio come le associazioni, le famiglie religiose, le carceri e gli ospedali. \u00abLa Chiesa \u00e8 in debito di ascolto nei confronti del popolo di Dio che chiede una Chiesa pi\u00f9 povera e coerente, che sia pi\u00f9 sale che dolcificante\u00bb. Queste le prime parole che tratteggiano il volto che la Chiesa di Roma \u00e8 chiamata ad assumere: una Chiesa alla quale \u00e8 riconosciuta ancora l\u2019autorit\u00e0 per parlare del mistero del dolore e per accompagnare nella sofferenza e che deve lavorare per costruire, nelle sue realt\u00e0 particolari, relazioni autentiche e non esclusivamente funzionali.<\/p>\n<p>\u00c8 stato dato spazio all\u2019ascolto delle voci dei giovani, che hanno sete di Dio ma che non riconoscono pi\u00f9 nella Chiesa una interlocutrice valida; dei sacerdoti, che chiedono di essere sostenuti nel loro servizio, in quanto chiamati dai fedeli ad essere padri e punti di riferimento; dei laici, ai quali \u00e8 necessario dare pi\u00f9 spazio poich\u00e9 portano la vita al centro; delle famiglie; degli anziani e dei malati: dei carcerati e delle comunit\u00e0 etniche. La relazione ha pertanto illustrato le istanze di tutto l\u2019universo che compone la nostra compagine diocesana e si \u00e8 conclusa con una presa di coscienza: \u00abS\u00ec, vi \u00e8 una crisi di fede, ma bisogna prenderne atto solo per rialzarsi in quanto c\u2019\u00e8 un forte desiderio di abitare il cambiamento d\u2019epoca e siamo chiamati a far fare esperienza di risurrezione anche ai lontani!\u00bb.<\/p>\n<p>Infine \u00e8 la volta del vescovo monsignor Reina, chiamato a illustrare alle \u00e9quipe del suo settore la via che dovranno intraprendere per lavorare nelle e insieme alle loro comunit\u00e0 specifiche. \u00abCosa ci si aspetta da questo anno? Non cose da fare\u2026 ma quali passi fare!\u00bb, indica il vescovo, che articola il suo intervento in tre punti programmatici. Innanzitutto occorre \u00abmantenere uno stile di ascolto e il desiderio di camminare insieme!\u00bb. Occorre una attitudine costante all\u2019ascolto: ascolto della Parola di Dio, del Popolo di Dio, del Magistero e delle storie di ognuno. In secondo luogo \u00e8 necessaria \u00abuna riflessione a partire dal lavoro fatto l\u2019anno scorso per arrivare ai \u2018cantieri\u2019 di quest\u2019anno\u00bb. L\u2019immagine del cantiere \u00e8 stata scelta proprio perch\u00e9 tiene conto della progettazione, richiede il reperimento dei materiali necessari, ed \u00e8 una operosit\u00e0 corale in quanto richiede diverse maestranze per un unico obiettivo.<\/p>\n<p>Il terzo punto dell\u2019intervento del vescovo \u00e8 il progetto del cammino sinodale diocesano di questo anno. Dall\u2019episodio di Marta e Maria e dal lavoro svolto lo scorso anno sono stati individuati tre possibili cantieri da attuare nelle parrocchie: 1. Il cantiere \u201cdella strada e del villaggio\u201d; 2. Il cantiere dell\u2019\u201cospitalit\u00e0 e della casa\u201d; 3. Il cantiere della \u201cdiaconia e della formazione\u201d. Ogni cantiere pu\u00f2 essere racchiuso in una parola chiave. Per il primo la parola \u00e8 \u201cTerritorio\u201d ed \u00e8 il cantiere chiamato a conoscere la propria realt\u00e0 territoriale, ad ascoltare chi vi lavora e chi vi abita e a discernere per capire qual \u00e8 la migliore modalit\u00e0 di presenza. Per il secondo invece la parola \u00e8 \u201cFamiglia\u201d e deve avere come obiettivo la maggiore fraternit\u00e0 delle comunit\u00e0 parrocchiali, una Chiesa famiglia di famiglie, dove tutti passano dall\u2019essere collaboratori ad essere corresponsabili. Per il terzo, infine, la parola \u00e8 \u201cFormazione\u201d e il suo compito sar\u00e0 quello di porre l\u2019accento sulla formazione degli operatori pastorali e di tutto il popolo alla preghiera, all\u2019ascolto della Parola, alla vita spirituale. <\/p>\n<p>La metodologia proposta ad ogni parrocchia \u00e8 quella di scegliere un solo cantiere in una assemblea parrocchiale entro fine ottobre; in essa inoltre saranno definiti i confini del cantiere scelto al fine di poter approfondirlo e cominciare a costruire, alla luce del libro degli Atti degli Apostoli, scelto come immagine di Chiesa in costruzione. Entro il mese di marzo ogni parrocchia \u00e8 chiamata a presentare una restituzione sul lavoro svolto che, racchiuso in una sintesi diocesana, sar\u00e0 presentata a Papa Francesco alla Veglia di Pentecoste 2023 a fine maggio. <\/p>\n<p>3 ottobre 2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sera di venerd\u00ec 30 settembre, si \u00e8 svolta nella cornice della basilica di San Giuseppe al Trionfale, l\u2019assemblea rivolta alle \u00e9quipe pastorali e gli organi di partecipazione del settore Ovest, guidata dal vescovo ausiliare monsignor Baldassare Reina. 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