{"id":23152,"date":"2023-06-23T07:50:47","date_gmt":"2023-06-23T05:50:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/?p=23152"},"modified":"2023-06-26T07:51:36","modified_gmt":"2023-06-26T05:51:36","slug":"linee-guida-per-il-cammino-sinodale-fase-sapienziale-2023-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/linee-guida-per-il-cammino-sinodale-fase-sapienziale-2023-2024\/","title":{"rendered":"Linee guida per il Cammino Sinodale \u2013 Fase Sapienziale 2023-2024"},"content":{"rendered":"<div class=\"td-post-featured-image\">\n<figure><figcaption class=\"wp-caption-text\">Foto DiocesiDiRoma\/Gennari<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/23.06.23.Linee-Guida-del-cammino-sinodale-2023-2024_compressed.pdf\">Scarica il documento in Pdf<\/a><\/p>\n<p>Di seguito l\u2019intervento del cardinale vicario Angelo De Donatis<\/p>\n<p>\u201cAllora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.\u201d (Lc 24,31)<\/p>\n<p>Carissimi,<br \/>\nsento la necessit\u00e0 di ripercorrere con voi in modo breve alcuni dei passaggi vissuti come Chiesa di Roma negli ultimi anni, per poter meglio collocarci nel presente e per aiutarci a dare l\u2019avvio all\u2019anno pastorale che ci aspetta.<\/p>\n<p>Fare questo esercizio di memoria, far riaffiorare al cuore il ricordo di ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto, non \u00e8 dettato da un intento apologetico rispetto alle scelte compiute o dal bisogno di evidenziare una linea coerente e consequenziale. Al contrario, ci\u00f2 che conta \u00e8 il cammino effettivamente vissuto, con tutto il suo bagaglio di passaggi imprevisti, di ripensamenti ed arretramenti, di esperienze di crescita comunitaria ma anche di situazioni di disorientamento, di frattura e di conflitto. \u00c8 comunque il cammino del Popolo di Dio che \u00e8 in Roma, e questo cammino \u00e8 un luogo teologico, direi, in cui si rivelano, come nella storia di Israele e della prima Chiesa, la fedelt\u00e0 di Dio e insieme anche le miserie degli uomini.<\/p>\n<p>In accordo con quello che ci ha sempre detto Papa Francesco, abbiamo superato fin dall\u2019inizio la logica dei piani pastorali annuali e dei convegni. \u00c8 stata una decisione coraggiosa. Bisognava mettere in evidenza che al centro della missione della Chiesa c\u2019\u00e8 lo Spirito Santo e non la capacit\u00e0 umana di saper pianificare. \u00c8 lo Spirito Santo la sorgente e il segreto motore dell\u2019evangelizzazione, non la Chiesa, non noi. Sembra un\u2019affermazione evidente, o addirittura scontata, ma non lo \u00e8 affatto. Cambia tutto, se la prendiamo sul serio: implica uno sguardo radicalmente diverso sulla nostra vita pastorale e sulla realt\u00e0 intera, e soprattutto esige e chiede alle nostre comunit\u00e0 uno stile e dei ritmi di cammino molto dlversi da quelli a cui siamo abituati, pi\u00f9 centrati sulle tappe di maturazione a cui il Signore ci vuole portare e meno preoccupati delle iniziative da realizzare. Ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale \u00e8 sperimentare la sinodalit\u00e0 del Popolo di Dio, che cammina insieme aprendosi a tutte quelle situazioni, volti, voci che contengono un\u2019ispirazione dello Spirito.<\/p>\n<p>Provo a riassumere quanto abbiamo vissuto.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del primo anno (2017-2018) \u00e8 stato quello di verificare le malattie spirituali delle nostre comunit\u00e0 parrocchiali (grazie al secondo capitolo di\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>, nella parte dedicata a \u201cle tentazioni degli operatori pastorali\u201d); la verifica \u00e8 stata realizzata dal 70% delle parrocchie e si \u00e8 conclusa con l\u2019assemblea del 14 maggio 2018 nella Basilica di San Giovanni in Laterano. In quell\u2019occasione abbiamo presentato a Papa Francesco la sintesi delle riflessioni emerse (l\u2019autoreferenzialit\u00e0, il pessimismo sterile e la guerra tra noi, sono state le malattie pi\u00f9 segnalate) e il Papa ci invit\u00f2 ad adottare un paradigma biblico, quello dell\u2019Esodo, per il percorso dei sette anni, spiegandoci il senso e la bellezza di farsi illuminare da un paradigma biblico per il cammino.<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo le comunit\u00e0 parrocchiali hanno fatto memoria di come il Signore le ha guidate e fatte maturare nel tempo, attraverso i diversi passaggi della stagione postconciliare e lo hanno raccontato in assemblee parrocchiali e di Prefettura.<\/p>\n<p>Vi ricordate? Sull\u2019esempio del Deuteronomio (Ricordati di tutto il cammino\u2026) abbiamo cercato non di scrivere una \u201ccronaca\u201d storica, ma di sviluppare insieme, comunitariamente, uno sguardo contemplativo sull\u2019opera che Dio ha compiuto nella Chiesa di Roma. Era un obiettivo ambizioso, se volete, ma alla portata delle nostre comunit\u00e0, che venivano cos\u00ec aiutate non a raccontare fatti ma a discernere l\u2019opera di Dio, a constatare che l\u2019aiuto del Signore non era venuto meno nel tempo e che aveva senso continuare a confidare nella sua guida, a riconoscere nella fede le mille situazioni e anche le persone attraverso le quali Egli aveva parlato. In tantissime comunit\u00e0, lo ricordo anche personalmente, abbiamo vissuto momenti intensi e ricchi. Inoltre nella Quaresima del 2019 abbiamo vissuto un forte momento di riconciliazione comunitaria, una richiesta reciproca di perdono, non solo tra le persone ma anche tra gruppi e associazioni ecclesiali, in modo tale che il riconoscimento reciproco della comune debolezza aprisse uno spazio maggiore all\u2019azione della Grazia.<\/p>\n<p>Il 9 maggio 2019 Papa Francesco ha lanciato nella Basilica di San Giovanni in Laterano il cammino dei due anni successivi (2019-2021): abitare con il cuore la citt\u00e0, mettendosi in ascolto del grido dei giovani, delle famiglie, delle persone povere e fragili, un ascolto contemplativo che permettesse di cogliere la presenza di Dio nella citt\u00e0 e nella vita delle persone. Il riferimento nel paradigma dell\u2019Esodo era al terzo capitolo, quando Dio dice a Mos\u00e8 nel roveto ardente di aver ascoltato il grido degli Ebrei e di voler inviare lui a liberare il Popolo.<\/p>\n<p>Richiamandoci il discorso di Firenze 2015, Papa Francesco ci raccomand\u00f2 lo stile di questo ascolto e dialogo con tutti: umilt\u00e0, disinteresse e testimonianza della beatitudine dell\u2019incontro con Ges\u00f9. In quell\u2019occasione il Papa ci disse che la conversione missionaria non punta a creare una Diocesi pi\u00f9 efficiente, ma a renderci pi\u00f9 capaci di ascoltare lo Spirito, e questo significa accettare di essere \u201csquilibrati\u201d in vista di una nuova armonia realizzata dallo Spirito. Nella Veglia di Pentecoste 2019 a Piazza San Pietro il Papa affid\u00f2 a tutti i cristiani di Roma il \u201cmandato dell\u2019ascolto\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo, sulla scorta delle parole del Papa, invitammo tutte le parrocchie a costituire un\u2019\u00e9quipe pastorale formata da dodici \u201csquilibrati\u201d per animare questa tappa e per raccogliere le indicazioni pastorali che da questo ascolto sarebbero scaturite: queste \u00e9quipe hanno ricevuto da lui uno specifico mandato il 9 novembre dello stesso anno nella Basilica di San Giovanni in Laterano. La scelta dell\u2019\u00e9quipe, lo ricorderete, puntava a coinvolgere nei processi di discernimento persone diverse dalle \u201csolite\u201d, persone pi\u00f9 \u201csantamente intraprendenti\u201d, in modo da integrarle in un secondo momento negli abituali organismi di partecipazione, nei consigli pastorali.<\/p>\n<p>Di per s\u00e9 questa tappa non doveva durare due anni; ma il Covid 19 ci ha costretto tutti ad arrestarci e a riflettere, riscoprendo una prossimit\u00e0 con gli abitanti della nostra citt\u00e0 fatta di ascolto, di cura delle relazioni, di solidariet\u00e0 concreta. Non c\u2019era altro modo di attraversare la dura esperienza della pandemia se non continuando a stare vicini gli uni agli altri, a custodirci, ad aspettarci a vicenda evitando che qualcuno si isolasse o rimanesse indietro.<\/p>\n<p>Il dilagare della malattia, la proibizione di uscire e le relazioni vissute solo attraverso la rete online, la Pasqua celebrata nella case, ci hanno fatto sperimentare una situazione misteriosamente simile a quella vissuta dal Popolo in Egitto: le dieci piaghe, la notte di Pasqua in casa per evitare l\u2019angelo distruttore, e finalmente la partenza verso il passaggio del Mar Rosso, in vista di un nuovo cammino e di una rigenerazione (l\u2019attraversamento del Mar Rosso allude alla rinascita battesimale\u2026). Avevamo la consapevolezza credente di un tempo totalmente affidato al Signore, in cui a noi era chiesto di rimanere nell\u2019unica realt\u00e0 essenziale, che \u00e8 l\u2019appartenenza a Lui e alla comunit\u00e0 umana. Privati dei mezzi abituali con cui si esprime e si nutre la nostra fede, privati persino della celebrazione dei sacramenti, ci siamo aggrappati al Signore e da Lui siamo stati guidati a farci vicini e solidali a tutti gli uomini, condividendone la vita, la percezione di incertezza, la fatica di aspettare ogni giorno qualche buona notizia che alimentasse la speranza. Questa situazione cos\u00ec inedita, che ci ha messo \u201ctutti nella stessa barca\u201d, ci ha insegnato anche l\u2019atteggiamento profondo con cui vivere il dialogo con tutti e l\u2019ascolto: l\u2019amore di amicizia. L\u2019abbiamo sottolineato nelle linee pastorali 2020-21: \u00e8 necessario approcciare gli altri senza la pretesa di essere superiori a nessuno, in uno stato di povert\u00e0 del cuore che permetta di essere presenti tra gli altri senza arroganza, di annunciare il Vangelo senza esibirlo come un proprio merito, di aiutare i poveri senza umiliarli. L\u2019amore di amicizia disattiva il meccanismo perverso dell\u2019affermazione di s\u00e9 e del proprio gruppo favorendo un dialogo e un confronto senza \u201cinquinamenti\u201d, condizione necessaria per l\u2019evangelizzazione; \u00e8 il frutto pi\u00f9 bello, a livello delle relazioni con gli altri, di un cammino personale e comunitario di conversione umile al primato dello Spirito, che opera tutto in tutti e attraverso di tutti.<\/p>\n<p>Nel giugno 2021, lo ricorderete, avevamo immaginato, durante una \u201cdue giorni\u201d con il Consiglio dei Prefetti e i Direttori degli Uffici Pastorali del Vicariato, di puntare per l\u2019anno pastorale 2021-22 sull\u2019esperienza del kerigma (in generale, il terzo capitolo di\u00a0<em>Evangelii Gaudium)<\/em>\u00a0per ripartire tutti insieme dal cuore dell\u2019esperienza di fede, l\u2019incontro con il Risorto, incontro da cui inizia ogni rinascita battesimale personale e comunitaria. Il cammino formativo delle \u00e9quipe pastorali sul libro del Papa \u201cSenza di me non potete far nulla\u201d, dedicato al tema della missione della Chiesa, aveva posto le premesse per un linguaggio comune sull\u2019evangelizzazione, individuandone gli elementi fondamentali, le dimensioni costitutive.<\/p>\n<p>Ma ad un certo punto, durante l\u2019estate, in Papa Francesco matura la convinzione che fosse preferibile, per la Chiesa di Roma, allinearsi sul cammino sinodale della Chiesa Universale e della Chiesa italiana, anche se questo significava concretamente ritornare sull\u2019esperienza dell\u2019ascolto reciproco e dell\u2019ascolto di tutti per riconoscere la voce dello Spirito. A molti sembr\u00f2 di ritornare indietro. Eppure, alla luce dei due anni trascorsi, dobbiamo riconoscere che abbiamo vissuto altri passaggi importanti e decisivi per il nostro cammino ecclesiale.<\/p>\n<p>Prima di tutto il Papa ci ha regalato il discorso pi\u00f9 bello sul senso del cammino sinodale, quello del 18 settembre 2021, rivolto proprio a noi, fedeli di Roma. L\u2019inseparabilit\u00e0 dell\u2019ascolto della Scrittura e dell\u2019ascolto di tutti, in vista di un\u2019apertura del cuore capace di intercettare le ispirazioni dello Spirito, sono dimensioni da coltivare permanentemente. Ci ha fatto molto bene vivere l\u2019esperienza dei gruppi di ascolto tra di noi attraverso il metodo della conversazione spirituale, a partire dai brani delle Beatitudini: ci ha spinto a vivere incontri comunitari non centrati sul dibattito tra posizioni diverse, ma sull\u2019ascolto reciproco e sul discernimento comunitario della voce dello Spirito. Cos\u00ec il cammino sinodale non \u00e8 stato n\u00e9 un processo contro qualcuno n\u00e9 tantomeno la semplice sagra delle lamentele, bens\u00ec un cammino in cui la ferita dell\u2019altro \u00e8 la mia ferita, un aspetto critico e debole della comunit\u00e0 \u00e8 il mio punto debole, etc. Abbiamo vissuto un ascolto di Popolo di Dio, effettuato dal Popolo di Dio, battezzati e pastori insieme. \u00c8 stato un bel modo di \u201ccelebrare\u201d i sessant\u2019anni dall\u2019apertura del Concilio Vaticano Il (1962-2022), di vivere nella concretezza l\u2019ecclesiologia conciliare di comunione.<\/p>\n<p>Il frutto di questo ascolto \u00e8 stato fissato poi nella sintesi diocesana che abbiamo restituito a tutti a fine giugno dell\u2019anno scorso, alla vigilia della festa dei Santi Pietro e Paolo. Una sintesi in cui sono confluite le voci, le vite, le parole di tante persone, di tante situazioni.<\/p>\n<p>Nell\u2019economia del cammino sinodale, per come \u00e8 stata poi declinata dalla CEI, la fase narrativa della durata di due anni prevedeva la partenza di \u201ccantieri pastorali\u201d, emersi dal confronto delle sintesi di tutte le diocesi italiane. Ispirati dal brano biblico della visita di Ges\u00f9 nella casa di Marta e Maria a Betania, i quattro cantieri rappresentano i \u201cluoghi\u201d in cui le comunit\u00e0 cristiane continuano il loro ascolto reciproco, la loro riflessione sui nodi fondamentali della vita ecclesiale (la corresponsabilit\u00e0 dei laici, la formazione spirituale, i sacerdoti\u2026), ma anche il dialogo e l\u2019ascolto di tutti. Vero \u00e8 il fatto che per noi \u00e8 stato un anno atipico, o meglio, il nostro cantiere principale ad un certo punto \u00e8 diventata la Costituzione\u00a0<em>In Ecclesiarum Communione<\/em>, con la conseguente riforma del Vicariato, e gli organi sinodali di partecipazione che siamo stati invitati a creare a tutti i livelli della Chiesa Diocesana.<\/p>\n<p>Quando abbiamo iniziato il cammino, nel 2017, l\u2019intenzione che ci ha esplicitamente guidato era \u201cfar funzionare\u201d\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0come testo di riferimento per l\u2019attivazione di tutto il processo ecclesiale, come richiesto da Papa Francesco nell\u2019Esortazione stessa (EG 25). Di fatto abbiamo utilizzato i primi due capitoli dell\u2019Esortazione, insieme all\u2019ultimo, dedicato alla spiritualit\u00e0 degli evangelizzatori. A dieci anni dall\u2019uscita di\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>, nel novembre 2023, ci piacerebbe fare una verifica della nostra \u201creceptio\u201d, non soltanto per confermare la bont\u00e0 e la fecondit\u00e0 dell\u2019itinerario compiuto, ma soprattutto per rilanciarla come bussola per la prosecuzione del nostro cammino ecclesiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FASE SAPIENZIALE<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la\u00a0<em>fase narrativa<\/em>, con il nuovo anno pastorale il Cammino Sinodale entra nella sua\u00a0<em>fase sapienziale<\/em>. Che significa?<\/p>\n<p>Abbiamo vissuto quattro anni molto intensi, dedicati all\u2019ascolto della Parola di Dio unito all\u2019ascolto tra di noi e all\u2019ascolto di tutti. Il desiderio di allinearci al Cammino Sinodale della Chiesa universale e della Chiesa italiana ci ha spinto a rimanere per un tempo prolungato nella dinamica spirituale dell\u2019<em>ascolto contemplativo<\/em>, quasi un tempo di<em>\u00a0ricerca e di attesa<\/em>, in modo da creare quello spazio aperto, quell\u2019allargamento della mente e del cuore, necessario perch\u00e9 lo Spirito Santo possa parlare. Le narrazioni di vita, ascoltate soprattutto dalle labbra di chi si sente lontano dalla Chiesa e dalle labbra dei poveri, sono state fondamentali per realizzare in noi questo \u201callargamento\u201d. Ci siamo resi conto che non aveva senso continuare a girare intorno alle solite dinamiche e ai soliti problemi ecclesiali, mentre insieme con i nostri contemporanei stiamo vivendo un cambiamento d\u2019epoca. Vi invito a meditare la memoria del cammino fin qui compiuto perch\u00e9 aiuta a ricollocarci nel pellegrinaggio che ci porta fino al Giubileo 2025.<\/p>\n<p>Inaugurare quest\u2019anno la fase sapienziale significa decidere con coraggio di affrontare la sfida del\u00a0<em>discernimento comunitario<\/em>\u00a0della voce dello Spirito.<\/p>\n<p>\u00c8 un passaggio importante. Potremmo infatti pensare che, alla luce degli ascolti fatti, non ci rimanga che tirare le fila e prendere conseguentemente delle decisioni, magari a \u201cmaggioranza qualificata\u201d. Sarebbe un errore! Dobbiamo evitare una certa fretta decisionistica, e rimanere nel solco della vita spirituale, altrimenti rischiamo di fare un semplice \u201cmaquillage\u201d ecclesiale, sulla base soltanto delle informazioni ed impressioni raccolte. In questa fase, come e forse pi\u00f9 della precedente, \u00e8 indispensabile rafforzare la vita nello Spirito, la preghiera individuale e comunitaria, e solo lentamente riusciremo a capire dove ci sta portando il Signore.<\/p>\n<p>Se poi pensate alla sintesi diocesana che abbiamo inviato alla CEI, buona parte dei contenuti sono sottolineature di criticit\u00e0, difficolt\u00e0, aspetti problematici, cio\u00e8 un insieme di elementi che spingono ad un certo rinnovamento ecclesiale. Attenzione per\u00f2, perch\u00e9 non basta questo per creare le condizioni per un buon discernimento spirituale! Dibattere sul \u201cnegativo\u201d, discutere tra di noi a partire dai nodi irrisolti e dai passi falsi compiuti, prendere di conseguenza le decisioni che sembrano pi\u00f9 necessarie per evitare il fallimento e recuperare \u201cterreno\u201d con le persone\u2026 mi sembra una modalit\u00e0 di discernimento troppo \u201cumano\u201d o, per dirla con San Paolo, molto \u201ccarnale\u201d.<\/p>\n<p>Per spiegare cosa sia il discernimento a cui siamo chiamati, vi invito a contemplare un\u2019icona evangelica che tutti conosciamo e che abbiamo gi\u00e0 incontrato nel nostro cammino pastorale di questi anni: i discepoli di Emmaus.<\/p>\n<p>Sottolineer\u00f2 tre passaggi:<\/p>\n<p>1) Cleopa e il suo compagno (o si tratta di una donna? Che i due discepoli siano in realt\u00e0 una coppia di sposi \u00e8 un\u2019ipotesi esegetica realistica e\u2026 interessante!) stanno andando via da Gerusalemme e discutono animatamente tra di loro di tutto ci\u00f2 che era accaduto. Sono in grado di raccontare ci\u00f2 che \u00e8 successo, per filo e per segno, anche allo straniero che sta camminando con loro e che sembra non sappia nulla degli eventi recenti. Sanno mettere tutto in fila, ma solo per sottolineare la loro delusione, la loro sofferenza: \u201c<em>noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele!<\/em>\u201d, e invece \u00e8 finito sulla croce. Raccontano del fallimento del Maestro, della sua morte, del sepolcro vuoto e delle donne visionarie che dicono di aver ricevuto un annuncio da parte degli angeli.<\/p>\n<p>I due hanno fatto discernimento e la loro conclusione \u00e8 molto chiara: il fallimento di Ges\u00f9 \u00e8 il nostro fallimento; non c\u2019\u00e8 niente da fare, non c\u2019\u00e8 futuro, e per quanto doloroso, questa \u00e8 la realt\u00e0 da accettare. Invece le donne, che pure lo hanno visto morire sulla croce, non si sono rassegnate e quindi \u00e8 iniziata la follia, il delirio di chi ritiene di averlo visto vivo. Ormai la comunit\u00e0 dei discepoli \u00e8 impazzita e divisa: meglio allora allontanarsi da questo gruppo di discepoli resi ciechi e pazzi dal loro dolore, meglio ritornare a casa e alla vita di prima.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 il frutto del discernimento dei due discepoli. Un discernimento senza Ges\u00f9, senza lo Spirito, all\u2019apparenza pieno di realismo, di intelligenza e di umano buon senso. Un discernimento nato dall\u2019ascolto reciproco di due discepoli che hanno conosciuto il Signore ma che non ricordano pi\u00f9 il cammino fatto insieme al Maestro\u00a0<em>verso Gerusalemme<\/em>. In quel viaggio, raccontato dall\u2019evangelista Luca a partire dal capitolo 9, Ges\u00f9 annuncia per tre volte che a Gerusalemme lo attende la passione, l\u2019ingresso nel regno promesso dal Padre attraverso la croce. Egli non si rivolge quasi pi\u00f9 alle folle per dedicarsi all\u2019insegnamento impartito ai discepoli (quelli rimasti) e che, convinti che Ges\u00f9 non parli \u201csul serio\u201d, lo seguono nonostante tutto, nonostante gli annunci profetici della sua morte. I due discepoli di Emmaus non hanno custodito nella memoria nulla di questa istruzione prepasquale sul Messia sofferente. Eppure sono stati con il Signore, hanno camminato con Lui e lo hanno ascoltato, ma senza capire il senso profondo della rivelazione contenuta nelle parole pronunciate durante il viaggio verso Gerusalemme.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ma i loro occhi erano impediti di vederlo\u2026<\/em>\u201d\u00a0 Non lo riconoscono, non distinguono nel forestiero la presenza del Risorto. Per poter vedere hanno bisogno di occhi nuovi (solo chi rinasce dall\u2019alto pu\u00f2 vedere il regno di Dio, dice Ges\u00f9 a Nicodemo) ma questi occhi nuovi, capaci di cogliere la presenza di Dio nella storia umana, ce li consegna solo la Pasqua di Ges\u00f9, lo Spirito del Risorto.<\/p>\n<p>Comprendiamo allora che c\u2019\u00e8 una grande differenza tra il ragionamento umano, dove al massimo regna la logica e il \u201cbuon senso\u201d, e la rivelazione della volont\u00e0 di Dio che lo Spirito ci vuole donare. Forse non ci prestiamo molta attenzione, ma questa \u00e8 davvero la domanda da farsi: cosa ci guida, quando nelle nostre comunit\u00e0 ci ritroviamo insieme per riflettere e decidere? Perch\u00e9 talvolta la volont\u00e0 di Dio va in una direzione opposta al realismo troppo umano! Lo Spirito ribalta i tavoli, ci ha detto Papa Francesco, e crea scompiglio per creare una nuova armonia. Lo Spirito dona quella fede soprannaturale che ci fa credere che Ges\u00f9 \u00e8 risorto, che \u00e8 presente in mezzo a noi e che \u00e8 il Signore della storia umana, al di l\u00e0 di ogni evento che fa piombare nell\u2019avvilimento o nella disperazione.<\/p>\n<p>Per questo il discernimento comunitario non \u00e8 una discussione di gruppo, ma si realizza\u00a0<strong>in un contesto di preghiera, dove ci mettiamo ai piedi del Signore, in ascolto della Parola di Dio, nella ricerca della sua volont\u00e0 e non della nostra<\/strong>. Ognuno di noi deve accettare la possibilit\u00e0 che anche i suoi occhi siano incapaci di vedere e che la strada indicata dal Signore sia un\u2019altra rispetto a quella che ha ipotizzato. Ho bisogno di ascoltare gli altri e di scrutare la Scrittura per permettere al Signore di comunicarsi il suo punto di vista. \u00c8 la rinuncia alla volont\u00e0 propria perch\u00e9 possa convertirmi alla volont\u00e0 di Dio e non sentirmi dire dal Signore \u201c<em>Stolto e lento di cuore a credere alla Parola\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>2) Un secondo aspetto: se leggiamo il racconto evangelico \u201cdalla parte\u201d di Ges\u00f9 Risorto, comprendiamo meglio quali siano le intenzioni del Signore. Egli non blocca la fuga dei discepoli, ma va loro incontro nelle vesti di un viandante sconosciuto, cammina con loro, si mette in ascolto delle loro delusioni, prova ad interagire nella discussione riaprendo il loro discernimento e proponendo una prospettiva \u201caltra\u201d, diversa\u2026 la prospettiva donata dalla Parola di Dio, testimoniata dalla parola dei profeti. Il Signore non pu\u00f2 sopportare che la sua piccola comunit\u00e0, con una missione storica cos\u00ec importante, perda la fede, si divida e si disperda, ma come Buon Pastore va in cerca di tutti i suoi fratelli per riportarli nel Cenacolo di Gerusalemme. Egli conosce il cuore dei discepoli di Emmaus: sa che pu\u00f2 ancora ardere a contatto con la Parola di Dio. Egli \u00e8 convinto che i suoi due amici non si ripiegheranno nel loro scetticismo triste e senza prospettiva, anche se in questo momento sono poco disposti a dare credibilit\u00e0 alle fantasie delle donne e alle parole di uno straniero. Hanno solo bisogno di fare ancora un pezzo di strada con Lui, di ascoltarlo ancora mentre mostra il filo rosso che lega Isacco, il servo sofferente di Jhwh cantato da Isaia, Geremia e il suo dolore solitario, i profeti perseguitati e messi a morte, fino a Lui e alla sua croce, Lui che \u00e8 il Messia e Figlio dell\u2019uomo che viene sulle nubi del Cielo.<\/p>\n<p>Vedete quanto \u00e8 importante per noi ascoltare il Signore, nella Scrittura e in ogni sconosciuto con cui entriamo in contatto nelle strade dei quartieri della nostra citt\u00e0? \u00c8 solo la nostra stupidit\u00e0 spirituale che ci fa ritenere di non averne bisogno, l\u2019indurimento del nostro cuore dovuto ad una sorta di superbia fatta di senso di superiorit\u00e0 e di autosufficienza. Il Signore vuole davvero che il nostro Cammino Sinodale sia fatto di ascolto della Parola e di disponibilit\u00e0 al dialogo con tutti, oppure come ha detto Papa Francesco per due volte nel suo discorso all\u2019assemblea della CEI di maggio scorso: con \u201ctutti, tutti, tutti\u201d.<\/p>\n<p>In effetti, noi saremmo tentati di affidare il discernimento comunitario ad un gruppo di persone qualificate e ben formate: prendiamo \u201ci migliori\u201d e chiediamo loro di dirci cosa vuole da noi il Signore. Ma non funziona. Il Padre rivela i misteri del Regno non ai sapienti e ai dotti, ma a chi si fa piccolo, cos\u00ec piccolo da fare spazio agli altri e a Dio, cos\u00ec umile e mansueto da essere come un bue che si fa mettere al collo il giogo della Parola di Dio per farsi guidare (Mt 11,25-30). Per Ges\u00f9 questo \u201caltro\u201d con cui Egli cammina pu\u00f2 essere \u201cpagano e idolatra\u201d, come la donna sirofenicia, o persino \u201cnemico\u201d, come il centurione romano: egli scopre con gioia che la loro piccolezza nasconde una statura grande di fede. Anche una persona lontana dalla comunit\u00e0 o a noi sconosciuta, pu\u00f2 essere la finestra attraverso cui arriva tanta luce perch\u00e9 ci rendiamo conto che lo Spirito accompagna non solo la vita dei credenti, ma anche la ricerca inquieta di tanti nostri contemporanei, e che spesso \u00e8 anche la nostra. Ecco che pu\u00f2 succedere che un viandante inatteso ci ponga le domande giuste, quelle dell\u2019uomo di oggi, con le quali scrutare la Scrittura; o ci testimoni, sorprendendoci, una sapienza di vita permeata di Vangelo; o persino che ci faccia ardere il cuore, perch\u00e9 ci rivela che quel brano biblico, tante volte letto distrattamente, contiene il fuoco dello Spirito, la risposta che cercavamo.\u00a0<strong>La Chiesa cammina con tutti, non allontana nessuno, perch\u00e9 ogni uomo pu\u00f2 essere il Signore Risorto che si avvicina: anche questo \u00e8 a fondamento di ogni discernimento comunitario<\/strong>. Perch\u00e9 porti frutto, \u00e8 necessario che la comunit\u00e0 cristiana rinunci ad ogni mentalit\u00e0 elitaria, ma custodisca la consapevolezza di essere Popolo di Dio e si ponga sempre in un atteggiamento di apertura verso tutti, soprattutto verso i piccoli e i poveri.<\/p>\n<p>3) In ultimo, vorrei farvi notare che gli occhi dei discepoli sono guariti e si aprono per la Parola di Ges\u00f9 e per il segno dello spezzare il Pane, manifestazioni della presenza del Risorto. L\u2019Eucarestia che celebriamo ha il potere di aprirci gli occhi. In questo senso, come scrive Mons. Erio Castellucci, \u201cnon c\u2019\u00e8 solo un\u2019analogia, ad unire le due celebrazioni (sia l\u2019Eucarestia che il Sinodo si celebrano) ma \u00e8 una co- implicazione tale, che si potrebbe definire la Sinassi Eucaristica un\u00a0<em>Sinodo concentrato<\/em>\u00a0e il Cammino Sinodale, un\u2019<em>Eucarestia dilatata<\/em>\u201d. \u00c8 proprio cos\u00ec: quando la Chiesa ha il coraggio di vivere e camminare in maniera sinodale, non fa che prolungare, \u201cdilatare\u201d l\u2019Eucarestia. Non solo perch\u00e9 l\u2019assemblea eucaristica, di cui fanno parte tutti i battezzati, si riunisce per discernere e decidere, in dialogo con tutti gli uomini; ma perch\u00e9 al centro del discernimento della Chiesa c\u2019\u00e8 il Signore Crocifisso e Risorto: gli occhi nuovi, capaci di cogliere la presenza di Dio nella storia umana, ce li consegna solo la Pasqua di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>I due discepoli di Emmaus hanno udito le parole dei profeti che annunciano la realizzazione delle promesse di Dio grazie alle sofferenze dell\u2019inviato di Dio: \u201c<em>non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua Gloria?<\/em>\u201d, e hanno sentito che il loro cuore \u201cardeva\u201d; ma solo nel momento in cui il viandante accolto nella loro casa spezza il Pane, essi comprendono il senso profondo del gesto del Maestro durante l\u2019ultima cena, un gesto in cui egli ha voluto concentrare tutta la sua vita consegnata e donata, il memoriale dell\u2019amore di Dio che fa della croce l\u2019Albero della Vita. Il fallimento di Ges\u00f9 \u00e8 spiegato dall\u2019Eucarestia: non \u00e8 la fine di tutto, ma la pienezza della manifestazione dell\u2019amore di Dio e la realizzazione della salvezza per tutti gli uomini.<\/p>\n<p>In sostanza, ogni discernimento che prescinda dal fatto che il Signore realizza il Regno in ci\u00f2 che dal punto di vista umano sembra un fallimento, \u00e8 un discernimento che non coglie l\u2019opera di Dio. Chi non vive nella luce del Crocifisso Risorto non \u00e8 capace di uno sguardo contemplativo, non coglie la presenza e l\u2019opera di Dio nella storia umana, i suoi occhi vedono solo i fatti negativi, senza riuscire a realizzare che proprio attraverso questi eventi all\u2019apparenza incomprensibili e spiazzanti, nei quali emerge tutta la debolezza della comunit\u00e0 cristiana, il Signore sta preparando novit\u00e0 che sanno di Resurrezione!<\/p>\n<p>Vorrei che fissassimo nel cuore questo terzo punto della nostra riflessione sui discepoli di Emmaus. Siamo chiamati a riprendere in mano la sintesi, che sia quella diocesana o della nostra comunit\u00e0 parrocchiale, sempre e comunque partendo da un brano della Scrittura, e rileggere i racconti e le condivisioni, il frutto del nostro ascolto reciproco e dei nostri dialoghi con tutti,\u00a0<strong>con una\u00a0<em>chiave spirituale chiara<\/em>: la Pasqua di Ges\u00f9, il suo Mistero di Crocifisso Risorto, di cui siamo tutti resi partecipi attraverso il Battesimo e l\u2019Eucarestia e con il quale sono messi in contatto dallo Spirito Santo tutti gli uomini (Gaudium et spes 22)<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio nel momento in cui il Signore spezza il Pane che si realizza un\u2019irruzione dello Spirito Santo nel cuore dei discepoli, una Pentecoste che apre gli occhi e li spinge a ritornare di notte (una corsa \u201cfolle\u201d \u2026) nel Cenacolo di Gerusalemme per confermare agli apostoli la Resurrezione del Signore. L\u2019annuncio delle donne non suona pi\u00f9 assurdo e incredibile: davvero il Signore \u00e8 risorto ed \u00e8 apparso anche a noi!\u00a0<strong>La missione della Chiesa nasce da questa sovrabbondanza di Spirito Santo<\/strong>, dall\u2019incontro con il Signore che riempie di gioia e di entusiasmo. Qui non c\u2019\u00e8 bisogno di un lungo lavoro di discernimento\u2026 \u00c8 talmente tanto evidente che dall\u2019Eucarestia nasce la missione!<\/p>\n<p>Dopo aver meditato il brano evangelico, ritorniamo con pi\u00f9 chiarezza alla fase sapienziale. Alla luce del brano dei discepoli di Emmaus, che significa \u201cdiscernimento comunitario\u201d? Non \u00e8 una \u201ctecnica pastorale\u201d, ma una dimensione essenziale e permanente della vita della Chiesa e di ogni comunit\u00e0 ecclesiale:\u00a0<strong>\u00e8 l\u2019assemblea eucaristica che, in ascolto della Parola e sentendosi in cammino e in dialogo con tutti gli uomini, cerca la volont\u00e0 di Dio qui e ora alla luce della Pasqua di Ges\u00f9, permettendo allo Spirito Santo di irrompere nella sua vita, di guidarla nelle scelte, di convertirla alla missione<\/strong>. Gi\u00e0 lo scorso anno, utilizzando il metodo della \u201cconversazione spirituale\u201d nei gruppi sinodali, abbiamo di fatto vissuto in germe l\u2019esperienza del discernimento comunitario. In tutte le Chiese d\u2019Italia \u00e8 stata confermata la bellezza e l\u2019efficacia di questo metodo, e quest\u2019anno potremo viverlo con pi\u00f9 consapevolezza. Nessuno di noi si illude che il discernimento comunitario sia un\u2019esperienza semplice; non \u00e8 semplice nemmeno il discernimento individuale, con il quale abbiamo una certa dimestichezza, come potrebbe esserlo quello comunitario?<\/p>\n<p>Tuttavia sarebbe insensato metterlo da parte. Dobbiamo invece creare le condizioni perch\u00e9 possiamo viverlo.<\/p>\n<p>Per favorire la riflessione comune, vorrei sintetizzarvi in un elenco alcune attenzioni da avere. Sono frutto del lavoro comune compiuto con gli altri Vescovi ausiliari, i parroci prefetti e i direttori degli Uffici della Diocesi e l\u2019\u00c9quipe pastorale Diocesana:<\/p>\n<p>1. Il soggetto che discese \u00e8 la comunit\u00e0 che si riunisce in ascolto della Parola ed intorno all\u2019Eucarestia e che si \u201cmette in discussione\u201d, in stato di conversione pastorale e di riforma, perch\u00e9 vuole davvero ascoltare lo Spirito per aderire con tutta s\u00e9 stessa alla volont\u00e0 di Dio. Non demanda ad alcuni il discernimento, ma coinvolge tutti i battezzati, sentendosi in cammino e in dialogo costante con gli uomini del nostro tempo, abitando i villaggi e le strade della citt\u00e0.<br \/>\n2. Quanto all\u2019oggetto del discernimento: in ogni riunione di gruppi o di comunit\u00e0 che vogliano discernere insieme la volont\u00e0 di Dio, \u00e8 importante circoscrivere e precisare quale sia l\u2019oggetto del discernimento e verificare che tutti abbiano le informazioni necessarie per poter valutare e decidere.<br \/>\n3. Fare discernimento significa entrare in un processo di preghiera, che permetta a tutti di mettersi davanti al Signore con lo scopo di ascoltare la sua volont\u00e0 e ridimensionare la propria. In sostanza, viene proposto a tutti di assumere l\u2019atteggiamento della conversione: un atteggiamento contrario all\u2019individualismo e all\u2019autosufficienza, per ribadire la necessit\u00e0 di comprendere insieme agli altri cosa ci chieda il Signore, di lasciarsi inspirare dallo Spirito che pu\u00f2 parlare attraverso tutti, anche i pi\u00f9 deboli.<br \/>\n4. Mettersi in ascolto della Parola di Dio: interpretare la situazione presente alla luce della Parola di Dio, fare memoria di alcuni brani della Scrittura che sono particolarmente significativi perch\u00e9 indicano come Dio \u201cvede\u201d la realt\u00e0 e come agisce nella storia.<br \/>\n5. Ricercare un tempo lungo e sereno per ascoltare la Parola di Dio e per ascoltare tutti.<br \/>\n6. Condividere con gli atri, in un dialogo aperto e sincero, i pensieri e i sentimenti che ciascuno prova. Non aver paura di esprimere anche il proprio senso di delusione o di frustrazione o l\u2019insicurezza che ci ha lasciato nel cuore la memoria di alcuni momenti bui vissuti. Nello stesso tempo, far presente le proprie speranze, i desideri, le attese, soprattutto se si pensa che dietro vi sia un\u2019ispirazione dello Spirito.<br \/>\n7. Oltre al proprio mondo interiore, \u00e8 bene raccontare le tradizioni da cui veniamo, le prassi consolidate, le esperienze vissute, le indicazioni magisteriali che ci hanno guidato nel passato; a questo punto \u00e8 importante condividere anche le intuizioni che sembrano orientarci per il presente e il futuro, per verificare insieme agli altri se vengono dallo Spirito.<br \/>\n8. Provare ad individuare tra le cose dette e ascoltate quelle che contengono<br \/>\nl\u2019indicazione della volont\u00e0 di Dio. Convergere su una direzione comune che ci sembra sia inspirata dallo Spirito, e che accolga la verit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 stato condiviso. Il pastore, che fino adesso si \u00e8 limitato a favorire il processo del discernimento (custodendo il clima della comunione, garantendo l\u2019ascolto di tutti, ecc.) conferma o corregge le conclusioni, riconoscendo nel processo compiuto l\u2019azione di Dio. Ognuno \u00e8 chiamato ad accogliere le decisioni frutto del discernimento comune e della conferma del pastore.<\/p>\n<p>Sono personalmente convinto che, se nelle nostre comunit\u00e0, sapremo custodire questo clima di preghiera e di apertura all\u2019azione di Dio, sperimenteremo una grande ricchezza. Nel discorso, a cui ho gi\u00e0 fatto riferimento, di Papa Francesco all\u2019Assemblea CEI egli ci ha lasciato quattro importanti consegne: continuate a camminare; continuate a fare Chiesa insieme; ad essere una Chiesa aperta a tutti; ad essere una Chiesa inquieta nelle inquietudini del nostro tempo. Soprattutto egli ci ha invitato a non aver paura di essere una Chiesa \u201cvulnerabile\u201d, che rifugge da ogni autoreferenzialit\u00e0 e da ogni clericalismo, e ad avere grande fiducia nell\u2019opera che lo Spirito Santo va realizzando. Vi leggo un bel passaggio: \u201c\u00c8 Lui il protagonista del processo sinodale, Lui, non noi! \u00c8 Lui che apre i singoli e le comunit\u00e0 all\u2019ascolto; \u00e8 Lui che rende autentico e fecondo il dialogo; \u00e8 Lui che illumina il discernimento; \u00e8 Lui che orienta le scelte e le decisioni. \u00c8 Lui soprattutto che crea l\u2019armonia, la comunione nella Chiesa, l\u2019armonia\u201d.<\/p>\n<p>Con questa fiducia nel cuore, possiamo affrontare il prossimo anno pastorale. Vorrei presentare, insieme agli altri Vescovi, alcune concrete linee, facendo riferimento alle tre parole del Sinodo dei Vescovi di ottobre: comunione, partecipazione, missione. A breve usciranno poi le linee guida della CEI, per cui rimaniamo aperti ad eventuali altri suggerimenti e nuove indicazioni.<\/p>\n<p>COMUNIONE:<\/p>\n<p>Alla base del Cammino Sinodale, ci\u00f2 che lo rende possibile, \u00e8 che lo Spirito custodisce la Chiesa nella Comunione, come il succo tiene insieme i chicchi del melograno. Unit\u00e0 nella pluralit\u00e0 dei ministeri e dei carismi, per cui \u00e8 lo stesso Spirito che diversifica i doni rendendo ricca e poliedrica la Comunione.<\/p>\n<p>Per questo, facendo nostra e attuale l\u2019esortazione di San Paolo, \u00e8 davvero importante \u201cconservare l\u2019unit\u00e0 dello Spirito per mezzo del vincolo della pace\u201d (Ef 4,3), vale a dire custodire il primato dello Spirito Santo in tutto quello che faremo. Mi riferisco al fatto che, conformemente alla Costituzione Apostolica\u00a0<em>In Ecclesiarum Communione<\/em>, porteremo avanti il processo di conversione sinodale delle strutture e degli organismi della nostra Chiesa locale, a partire dai consigli pastorali parrocchiali, per poi arrivare al livello di Prefettura, di Settore e Diocesano. Questa conversione sinodale, come sapete, riguarda anche il Consiglio Episcopale stesso e gli uffici del Vicariato. Questa riforma potr\u00e0 funzionare solo se questi organismi di partecipazione, di discernimento e di decisione nella Chiesa, saranno davvero luoghi in cui abitualmente ci metteremo in ascolto dello Spirito e non solo di esercizio di \u201cbuon senso umano\u201d. Altrimenti scadranno immediatamente in \u201criunioni di condominio\u201d! Nel cammino che abbiamo compiuto, per evitare fin dall\u2019inizio questo rischio, abbiamo puntato sulle \u00e9quipe pastorali, realt\u00e0 pi\u00f9 \u201ccarismatiche\u201d che istituzionali. Ora \u00e8 tempo di far confluire le \u00e9quipe negli organismi ordinari, che sono i Consigli Pastorali; il metodo della \u201cconversazione spirituale\u201d ci ha aiutato e ci aiuter\u00e0 ad evitare ogni deriva negativa, ogni ritorno alla condizione dei discepoli di Emmaus prima dell\u2019incontro con il Risorto.<\/p>\n<p>Ma soprattutto \u00e8 necessario che in ogni momento possiate \u201cmisurare la temperatura\u201d del clima e dello stile delle vostre comunit\u00e0 e dei suoi organismi di partecipazione. Quando non si mette al centro la Parola di Dio e l\u2019Eucarestia, quando salta la comunione, bisogna fare molta attenzione e ripartire dalla conversione al Signore.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un brano che cito spesso, per spiegare come si manifesta la comunione suscitata dallo Spirito. Lo racconter\u00f2 ancora. \u00c8 preso dal Colloquio con Motovilov, di San Serafino di Sarov (+1833), un grande santo russo. San Serafino riceve un giorno la visita del giovane Nikolaj. Nasce un dialogo, che inizia con la domanda del giovane:<\/p>\n<p>\u201c<em>Come posso scorgere in me la manifestazione dello Spirito Santo?\u201d. \u201cTi ho gi\u00e0 detto che \u00e8 molto semplice. Cosa vuoi ancora?\u201d. \u201cHo bisogno di capirlo ancora meglio\u201d, rispose Nikolaj. Allora padre Serafino mi prese per le spalle, mi abbracci\u00f2 e mi disse. \u201cSiamo entrambi nella pienezza dello Spirito Santo. Perch\u00e9 non mi guardi?\u201d. \u201cNon posso, padre, dei lampi brillano nei suoi occhi e il suo volto \u00e8 diventato pi\u00f9 luminoso del solito. Mi fanno male gli occhi\u201d. Non aver paura, amico di Dio, anche tu sei diventato luminoso come me, anche tu adesso sei nella pienezza dello Spirito Santo. Altrimenti non avresti potuto vedermi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019esperienza della trasfigurazione dei volti il colloquio tra Serafino e Nikolaj continua cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>\u201cCome ti senti adesso?\u201d, chiese Padre Serafino. Stavano sulla neve e c\u2019era molto freddo. \u201cEccezionalmente bene, sento un tepore nel cuore\u201d. \u201cCome bene? Cosa intendi con bene?\u2019. \u201cLa mia anima \u00e8 colma di un silenzio e di una pace inesprimibili\u201d. \u201cAmico di Dio, \u00e8 quella pace di cui il Signore parlava quando diceva ai suoi discepoli \u201cvi do la mia pace, non come la d\u00e0 il mondo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 il clima che si vive quando la Comunione che viene dallo Spirito ci afferra, quando ne siamo coinvolti come persone e come comunit\u00e0. E a sua volta \u201c<em>lo Spirito cresce quando rimaniamo nella pace, quando c\u2019\u00e8 lo sguardo di benevolenza verso gli altri. Lo Spirito c\u2019\u00e8 quando siamo nell\u2019uTYlilt\u00e0, quando siamo nel gusto delle cose create, quando siamo nell\u2019amicizia con la nostra fragilit\u00e0, quando siamo nella pazienza verso noi stessi e verso gli altri, quando siamo nella gratitudine silenziosa, a volte fino alle lacrime. L\u00ec lo Spirito c\u2019\u00e8. Questi sono segnali dello Spirito Santo<\/em>\u201d (Giuseppe Forlai, Vestirsi di luce. Introduzione pratica alla vita dello Spirito, ed. Paoline, 2018, p. 142).<\/p>\n<p>PARTECIPAZIONE:<\/p>\n<p>Un processo sinodale riesce se coinvolge tutti, se permette a tutti di partecipare, di esercitare la propria corresponsabilit\u00e0. Sar\u00e0 davvero importante fare in modo che ogni consiglio, a tutti i livelli, sia \u201cuno spazio aperto a tutti, dove ciascuno trovi posto, abbla la possibilit\u00e0 di prendere la parola, sentendosi ascoltato e imparando ad ascoltare\u201d (Proemio, \u00a76), dove i sogni e le inquietudini delle persone possano essere espressi e diventare oggetto di discernimento. Quando si d\u00e0 alla vita delle persone la possibilit\u00e0 di \u201cvenire allo scoperto\u201d, si accendono mille \u201cfuochi dello Spirito\u201d, che dovremo aver cura di non spegnere con le nostre paure. La corresponsabilit\u00e0 chiede senso di appartenenza reciproca, poich\u00e9 siamo un unico corpo, percezione del bisogno dell\u2019altro rinunciando a fare da soli, premura e cura gli uni degli altri perch\u00e9 si \u00e8 accomunati dalla vulnerabilit\u00e0 e dalla debolezza. In questa maniera il senso della fede di cui ogni battezzato \u00e8 munito, il fiuto o il gusto delle cose di Dio, converge insieme con gli altri in un consenso di fede di tutti i fedeli, segno che lo Spirito ha parlato.<\/p>\n<p>I \u201cluoghi\u201d in cui eserciteremo il discernimento comunitario sono prima di tutto i cantieri sinodali che abbiamo gi\u00e0 fatto partire e che rappresentano alcuni snodi fondamentali della vita della Diocesi: la Chiesa in uscita che incontra e ascolta tutti con amore di amicizia (come abbiamo detto altre volte, \u00e8 gi\u00e0 l\u2019inizio della missione!), la formazione di tutti (il cantiere delle diaconie e della formazione spirituale), i ministri ordinati (il quarto cantiere che abbiamo scelto come Diocesi di Roma), la forma sinodale della vita della Chiesa e lo snellimento delle strutture (il cantiere della casa) e gli altri cantieri che avete attivato nelle vostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Con l\u2019aiuto di alcune schede (saranno sei), ogni realt\u00e0 ecclesiale vivr\u00e0 il discernimento comunitario su altrettante questioni fondamentali della nostra vita pastorale. Ogni scheda partir\u00e0 da un brano della Parola di Dio e inviter\u00e0 a procedere secondo il metodo della \u201cconversazione spirituale\u201d. Cercheremo di fare in modo che questi incontri sinodali siano momenti intensi di preghiera e di ascolto dello Spirito. Non scoraggiamoci, se all\u2019inizio incontreremo qualche difficolt\u00e0, se cadremo nei due pericoli di cui parla il Papa: \u201cle polarizzazioni\u201d, quando ci blocchiamo in una posizione per motivi ideologici, o il \u201cfalso irenismo\u201d, quando non affrontiamo le questioni pi\u00f9 complesse per evitare il conflitto e custodire una pace solo \u201cdi facciata\u201d. Cercheremo invece di vivere il \u201ctraboccamento\u201d. Ascoltiamo questo bellissimo passaggio del Papa, in cui spiega che cosa intende con \u201ctraboccamento\u201d: \u201c<em>questo progresso avviene come un dono nel dialogo, quando le persone si fidano a vicenda e cercano umilmente il bene insieme, e nel farlo sono disposti ad imparare l\u2019una dall\u2019altra in uno scambio reciproco di doni. In momenti del genere, la soluzione a un problema inestricabile arriva in modi inattesi e imprevisti, come risultato di una nuova e maggiore creativit\u00e0 liberata, per cos\u00ec dire, dall\u2019esterno. Lo chiamo \u201ctraboccamento\u201d, perch\u00e8 rompe gli argini che confinavano il nostro pensiero e fa sgorgare, come da una fonte traboccante, le risposte che prima la contrapposizione non ci permetteva di vedere. Riconosciamo in questo processo un dono di Dio perch\u00e9 \u00e8 l\u2019azione dello Spirito stesso, descritta nella Scrittura ed evidente nella storia. [\u2026] La mia preoccupazione come Papa \u00e8 stata quella di incoraggiare traboccamenti del genere all\u2019interno della Chiesa, ridando vigore all\u2019antica pratica della sinodalit\u00e0. Ho voluto ravvivare questo antico processo non solo per il bene della Chiesa, ma come servizio a un\u2019umanit\u00e0 che \u00e8 cos\u00ec spesso bloccata da discordie paralizzanti<\/em>\u201d (Papa Francesco, Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore, ed. Piemme, 2020).<\/p>\n<p>Ci aiuteremo ad avviare delle Scuole di Preghiera.<\/p>\n<p>MISSIONE:<\/p>\n<p>Lo Spirito ci mette in stato di permanente conversione in vista della missione. Come abbiamo ascoltato nel brano dei discepoli di Emmaus, la missione nasce dalla gioia e dall\u2019entusiasmo dell\u2019incontro con il Risorto, grazie agli occhi che si aprono per l\u2019irruzione dello Spirito.<\/p>\n<p>Vi invito a fare memoria di questo incontro con il Signore e a celebrarlo vivendo un pellegrinaggio quaresimale alla Cattedrale e al Battistero di San Giovanni. Il Capitolo dei Canonici della Cattedrale si \u00e8 reso disponibile a facilitare e accompagnare le comunit\u00e0 in questo pellegrinaggio alla vigilia del Giubileo, che ci permette di riscoprire le radici della nostra identit\u00e0 pi\u00f9 profonda: siamo battezzati, figli di Dio immersi nel corpo di Cristo Risorto, membra gli uni degli altri, discepoli missionari inviati per l\u2019annuncio del Vangelo e la trasformazione del mondo nel regno di Dio. Si pu\u00f2 organizzare questo pellegrinaggio sotto forma di una \u201cStatio\u201d quaresimale, anche a livello di Prefettura, per vivere questo momento celebrativo in una dimensione pi\u00f9 esplicitamente comunionale ed ecclesiale.<\/p>\n<p>Il 25 novembre, poi, \u00e8 il decennale della pubblicazione di\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>, il testo programmatico del pontificato di Papa Francesco, bussola che ha orientato il nostro cammino dei sette anni in vista del Giubileo. Vorremmo in quell\u2019occasione verificare i passi compiuti nella direzione della nostra conversione pastorale, verificare cio\u00e8 la nostra \u201crecezione\u201d dell\u2019Esortazione apostolica.<\/p>\n<p>Basilica di San Giovanni in Laterano, 23 giugno 2023<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/23.06.23.Linee-Guida-del-cammino-sinodale-2023-2024_compressed.pdf\">Scarica il documento in Pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foto DiocesiDiRoma\/Gennari Scarica il documento in Pdf Di seguito l\u2019intervento del cardinale vicario Angelo De Donatis \u201cAllora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.\u201d (Lc 24,31) Carissimi, sento la necessit\u00e0 di ripercorrere con voi in modo breve alcuni dei passaggi vissuti come Chiesa di Roma negli ultimi anni, per poter meglio collocarci nel presente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":23153,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[935],"tags":[],"class_list":["post-23152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie-22-23"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23152"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23154,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23152\/revisions\/23154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/camminosinodale\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}