{"id":3272,"date":"2021-09-27T10:03:08","date_gmt":"2021-09-27T08:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/catechistico\/?p=3272"},"modified":"2023-03-22T13:10:35","modified_gmt":"2023-03-22T12:10:35","slug":"un-laboratorio-sulliniziazione-cristiana-sperimentazione-nella-diocesi-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/catechistico\/index.php\/un-laboratorio-sulliniziazione-cristiana-sperimentazione-nella-diocesi-di-roma\/","title":{"rendered":"Un laboratorio sull&#8217;Iniziazione Cristiana &#8211; Sperimentazione nella Diocesi di Roma"},"content":{"rendered":"<p>Un parroco romano diceva: \u201cla domenica alla messa del catechismo ho 100 bambini (e un po\u2019 di genitori), ma non sono gli stessi che avevo l\u2019anno scorso: ogni anno ne arrivano 50 nuovi e se ne vanno 50 comunicati. Se la catechesi funzionasse, in cinque anni dovrei avere la chiesa che esplode di gente, e invece ho sempre 100 bambini\u2026\u201d. \u00c8 provocatorio e dice solo una parte della realt\u00e0, ma coglie un punto: l\u2019iniziazione cristiana in parrocchia assomiglia alla scuola, dove ogni anno c\u2019\u00e8 pi\u00f9 o meno lo stesso numero di alunni, che per\u00f2 sono diversi da quelli dell\u2019anno prima, perch\u00e9 arrivano i nuovi e se ne vanno i vecchi. La scuola \u00e8 pensata per essere un luogo dove si passa, si fa un\u2019esperienza bella e determinante, si va via. La parrocchia aspira ad altro: vorrebbe essere una casa, luogo dove si resta. E invece anch\u2019essa \u00e8, in molti casi, un luogo di passaggio. Di qui la necessit\u00e0 \u2013 non certo di oggi \u2013 di una riflessione sull\u2019iniziazione cristiana, tema delicato perch\u00e9 tocca la questione della generativit\u00e0 e perch\u00e9 il cosiddetto \u201ccatechismo\u201d impiega molte delle migliori energie delle parrocchie: le nostre comunit\u00e0 sono feconde? Le nostre pratiche di iniziazione funzionano? Nascono nuovi cristiani?<\/p>\n<p>Un\u2019occasione per la riflessione \u00e8 data dal fatto che una ventina di parrocchie romane cominciano quest\u2019anno a proporre, in via sperimentale, un nuovo itinerario di catechesi. Il progetto \u00e8 stato elaborato da un gruppo di sacerdoti e catechisti su indicazione del Consiglio episcopale, ed \u00e8 stato presentato prima dell\u2019estate. L\u2019esperienza delle parrocchie che cominciano sar\u00e0 lo stimolo per un laboratorio pi\u00f9 ampio sul tema. Si tratta di verificare i nostri percorsi alla luce dell\u2019ascolto della citt\u00e0: la societ\u00e0 di oggi \u00e8 certamente diversa da quella di cinquant\u2019anni fa, quando il nostro modo di proporre l\u2019iniziazione fu impostato. Le famiglie e anche le comunit\u00e0 cristiane sono molto cambiate. Per dare solo un cenno: mentre in passato il momento critico per la permanenza dei giovani in parrocchia veniva individuato nella confermazione, ora l\u2019allontanamento \u00e8 anticipato (gi\u00e0 una decina di anni fa, nel 2010, un\u2019analisi dei dati diocesani notava un problema nella continuit\u00e0 non <em>dopo<\/em> la cresima, ma <em>prima<\/em> di essa: sul totale dei bambini che ricevevano la prima comunione, solo il 58% proseguiva la catechesi con la preparazione alla cresima; negli anni successivi la percentuale \u00e8 ulteriormente scesa).<\/p>\n<p>La proposta di rinnovamento dell\u2019iniziazione prova a mettere in atto alcune istanze che sono da tempo sentite come importanti e dichiarate come principi fondamentali, ma che si fatica a realizzare in concreto. In particolare: l\u2019importanza di non proporre una catechesi <em>per<\/em> i sacramenti, cio\u00e8 percorsi finalizzati alla celebrazione, ma una formazione cristiana mediante i sacramenti; la necessit\u00e0 di spostare il soggetto principale della catechesi, dal solo bambino al bambino insieme alla sua famiglia; il valore dell\u2019unit\u00e0 del percorso di iniziazione cristiana.<\/p>\n<p>Alcune caratteristiche di questa sperimentazione cercano di valorizzare le prassi virtuose gi\u00e0 presenti in molte parrocchie: ad esempio l\u2019idea di impostare il percorso sull\u2019anno liturgico, che \u00e8 la catechesi permanente della Chiesa, e quindi tornare ogni anno, con livelli diversi di approfondimento, sui misteri principali della vita di Cristo; a livello metodologico, il favorire un\u2019immersione nelle fonti principali della fede, cio\u00e8 la Parola e la liturgia; la proposta del campo estivo, ecc. Altre caratteristiche sono novit\u00e0: un anticipo generale dell\u2019iniziazione cristiana dei bambini, che cominciano la catechesi a sei anni e concludono il percorso a nove anni; un coinvolgimento diretto e costante delle famiglie (gli incontri familiari cominciano prima di quelli dei bambini); l\u2019ordine della celebrazione dei sacramenti modificato rispetto a quello attuale: nell\u2019arco dei quattro anni si celebra la confermazione, poi la prima comunione, poi la riconciliazione; infine l\u2019ultimo anno del percorso senza una meta sacramentale, ma con momenti forti come un pellegrinaggio mariano e una professione di fede.<\/p>\n<p>Ciascuna delle scelte nasce da una riflessione \u2013 e anche uno studio, direi \u2013 condotto quest\u2019anno dal gruppo di lavoro, e necessita di essere ampiamente discussa. Qui voglio solo segnalare due criteri che hanno guidato la stesura del progetto. Primo: dare l\u2019essenziale del cristianesimo. L\u2019iniziazione cristiana \u00e8 anzitutto una comunicazione della vita cristiana mediante i sacramenti, accompagnati da quel tanto di catechesi che serve per cominciare a credere in Ges\u00f9 Signore e a comprendere ci\u00f2 che si celebra; non \u00e8 una formazione completa, ma solo una introduzione a ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale nella fede. In quest\u2019ottica, i sacramenti dell\u2019iniziazione sono da presentare e celebrare come doni di grazia che precedono la risposta dell\u2019uomo. Secondo criterio: proporre un\u2019esperienza. La catechesi dell\u2019iniziazione non parla della vita cristiana n\u00e9 propone \u201cattivit\u00e0\u201d, ma immerge nelle quattro esperienze fondamentali della fede, secondo la descrizione della prima comunit\u00e0 cristiana negli Atti degli Apostoli: \u00abErano perseveranti nell&#8217;insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere\u00bb (At 2,42; cfr. le quattro parti del Catechismo).<\/p>\n<p>Quest\u2019anno dunque alcune parrocchie cominciano, <em>a latere<\/em> del percorso tradizionale, la catechesi con i bambini di sei anni. Ascoltare via via la loro esperienza sar\u00e0 uno stimolo per la discussione su questi temi. Certo, questo non basta: l\u2019iniziazione cristiana \u00e8 solo una parte della catechesi e quindi il ripensarla davvero comporta la necessit\u00e0 di mettere in discussione anche il prima e il dopo, e altri aspetti del nostro modo di proporre la fede. La riflessione dunque va collocata nel quadro pi\u00f9 ampio del cammino della chiesa di Roma in questi anni, un cammino che vuole proprio rimodulare l\u2019evangelizzazione alla luce di <em>Evangelii Gaudium<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un parroco romano diceva: \u201cla domenica alla messa del catechismo ho 100 bambini (e un po\u2019 di genitori), ma non sono gli stessi che avevo l\u2019anno scorso: ogni anno ne arrivano 50 nuovi e se ne vanno 50 comunicati. 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