{"id":4114,"date":"2024-11-02T05:15:37","date_gmt":"2024-11-02T04:15:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/catecumenato\/?p=4114"},"modified":"2024-11-06T08:19:55","modified_gmt":"2024-11-06T07:19:55","slug":"commemorazione-di-tutti-i-fedeli-defunti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/catecumenato\/index.php\/commemorazione-di-tutti-i-fedeli-defunti-2\/","title":{"rendered":"Commemorazione di tutti i fedeli defunti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"color: #ff0000;\">Moriamo insieme a Cristo, per vivere con lui<\/span><\/b><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Dal libro \u00abSulla morte del fratello Satiro\u00bb di sant&#8217;Ambrogio, vescovo<\/span><\/em><br \/>\n<\/span><em>(Lib. 2, 40.41.46.47.132.133; CSEL 73, 270-274, 323-324)<\/em><span style=\"color: #800000;\"><br \/>\n<\/span>Dobbiamo riconoscere che anche la morte pu\u00f2 essere un guadagno e la vita un castigo. Perci\u00f2 anche san Paolo dice: \u00abPer me il vivere \u00e8 Cristo e il morire un guadagno\u00bb (Fil 1,21). E come ci si pu\u00f2 trasformare completamente nel Cristo, che \u00e8 spirito di vita, se non dopo la morte corporale?<br \/>\nEsercitiamoci, perci\u00f2, quotidianamente a morire e alimentiamo in noi una sincera disponibilit\u00e0 alla morte. Sar\u00e0 per l&#8217;anima un utile allenamento alla liberazione dalle cupidigie sensuali, sar\u00e0 un librarsi verso posizioni inaccessibili alle basse voglie animalesche, che tendono sempre a invischiare lo spirito. Cos\u00ec, accettando di esprimere gi\u00e0 ora nella nostra vita il simbolo della morte, non subiremo poi la morte quale castigo. Infatti la legge della carne lotta contro la legge dello spirito e consegna l&#8217;anima stessa alla legge del peccato. Ma quale sar\u00e0 il rimedio? Lo domandava gi\u00e0 san Paolo, dandone anche la risposta: \u00abChi mi liberer\u00e0 da questo corpo votato alla morte?\u00bb (Rm 7,24). La grazia di Dio per mezzo di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore (cfr. Rm 7,25 ss.).<br \/>\nAbbiamo il medico, accettiamo la medicina. La nostra medicina \u00e8 la grazia di Cristo, e il corpo mortale \u00e8 il corpo nostro. Dunque andiamo esuli dal corpo per non andare esuli dal Cristo. Anche se siamo nel corpo cerchiamo di non seguire le voglie del corpo.<br \/>\nNon dobbiamo, \u00e8 vero, rinnegare i legittimi diritti della natura, ma dobbiamo per\u00f2 dar sempre la preferenza ai doni della grazia.<br \/>\nIl mondo \u00e8 stato redento con la morte di uno solo. Se Cristo non avesse voluto morire, poteva farlo. Invece egli non ritenne di dover fuggire la morte quasi fosse una debolezza, n\u00e9 ci avrebbe salvati meglio che con la morte. Pertanto la sua morte \u00e8 la vita di tutti. Noi portiamo il sigillo della sua morte, quando preghiamo la annunziamo; offrendo il sacrificio la proclamiamo; la sua morte \u00e8 vittoria, la sua morte \u00e8 sacramento, la sua morte \u00e8 l&#8217;annuale solennit\u00e0 del mondo.<br \/>\nE che cosa dire ancora della sua morte, mentre possiamo dimostrare con l&#8217;esempio divino che la morte sola ha conseguito l&#8217;immortalit\u00e0 e che la morte stessa si \u00e8 redenta da s\u00e9? La morte allora, causa di salvezza universale, non \u00e8 da piangere. La morte che il Figlio di Dio non disdegn\u00f2 e non fugg\u00ec, non \u00e8 da schivare.<br \/>\nA dire il vero, la morte non era insita nella natura, ma divenne connaturale solo dopo. Dio infatti non ha stabilito la morte da principio, ma la diede come rimedio. Fu per la condanna del primo peccato che cominci\u00f2 la condizione miseranda del genere umano nella fatica continua, fra dolori e avversit\u00e0. Ma si doveva porre fine a questi mali perch\u00e9 la morte restituisse quello che la vita aveva perduto, altrimenti, senza la grazia, l&#8217;immortalit\u00e0 sarebbe stata pi\u00f9 di peso che di vantaggio.<br \/>\nL&#8217;anima nostra dovr\u00e0 uscire dalle strettezze di questa vita, liberarsi delle pesantezze della materia e muovere verso le assemblee eterne.<br \/>\nArrivarvi \u00e8 proprio dei santi. L\u00e0 canteremo a Dio quella lode che, come ci dice la lettura profetica, cantano i celesti sonatori d&#8217;arpa: \u00abGrandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti. Chi non temer\u00e0, o Signore, e non glorificher\u00e0 il tuo nome? Poich\u00e9 tu solo sei santo. Tutte le genti verranno e si prostreranno dinanzi a te\u00bb (Ap 15,3-4).<br \/>\nL&#8217;anima dovr\u00e0 uscire anche per contemplare le tue nozze, o Ges\u00f9, nelle quali, al canto gioioso di tutti, la sposa \u00e8 accompagnata dalla terra al cielo, non pi\u00f9 soggetta al mondo, ma unita allo spirito: \u00abA te viene ogni mortale\u00bb (Sal 64,3).<br \/>\nDavide santo sospir\u00f2, pi\u00f9 di ogni altro, di contemplare e vedere questo giorno. Infatti disse: \u00abUna cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore\u00bb (Sal 26,4).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Moriamo insieme a Cristo, per vivere con lui Dal libro \u00abSulla morte del fratello Satiro\u00bb di sant&#8217;Ambrogio, vescovo (Lib. 2, 40.41.46.47.132.133; CSEL 73, 270-274, 323-324) Dobbiamo riconoscere che anche la morte pu\u00f2 essere un guadagno e la vita un castigo. 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