{"id":1382,"date":"2019-10-02T17:08:59","date_gmt":"2019-10-02T15:08:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/?p=1382"},"modified":"2019-10-02T17:08:59","modified_gmt":"2019-10-02T15:08:59","slug":"ad-pascendum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/ad-pascendum\/","title":{"rendered":"AD PASCENDUM"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">PAOLO VI<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b><i><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">AD PASCENDUM\u00a0<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Motu Proprio<\/span><\/b><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Per pascere il popolo di Dio e procurarne l\u2019incremento, Cristo Signore istitu\u00ec nella chiesa diversi ministeri, ordinati al bene di tutto il suo corpo. Nell\u2019ambito di tali ministeri, fin dalla prima et\u00e0 apostolica, si distingue ed appare in particolare rilievo il diaconato, il quale \u00e8 stato sempre tenuto in grande onore nella chiesa. Ci\u00f2 \u00e8 attestato esplicitamente dall\u2019apostolo san Paolo sia nell\u2019epistola ai Filippesi, dove rivolge il suo saluto non solo ai vescovi, ma anche ai diaconi, sia in una lettera indirizzata a Timoteo, in cui illustra le qualit\u00e0 e le virt\u00f9 che sono indispensabili ai diaconi perch\u00e9 possano mantenersi all\u2019altezza del ministero loro affidato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Pi\u00f9 tardi, gli antichi scrittori della chiesa, nell\u2019elogiare la dignit\u00e0 dei diaconi, non tralasciano di esaltare le doti spirituali e le virt\u00f9 che si richiedono per assolvere lo stesso ministero, e cio\u00e8 la fedelt\u00e0 a Cristo, l\u2019integrit\u00e0 morale e la sottomissione al vescovo. Sant\u2019Ignazio di Antiochia afferma chiaramente che l\u2019ufficio del diacono non \u00e8 altro che &#8221; il ministero di Ges\u00f9 Cristo, il quale prima dei secoli era presso il Padre ed \u00e8 apparso alla fine dei tempi &#8220;, ed osserva: &#8221; \u00c8 necessario che anche i diaconi, i quali sono i ministri dei misteri di Ges\u00f9 Cristo, riescano in ogni modo di gradimento a tutti. Essi, infatti, non sono diaconi che distribuiscono cibi e bevande, ma ministri della chiesa di Dio &#8220;. San Policarpo di Smirne esorta i diaconi ad essere &#8221; in tutto continenti, misericordiosi, zelanti, ispirati nella loro condotta alla verit\u00e0 del Signore, il quale si \u00e8 fatto servo di tutti &#8220;. E l\u2019autore dell\u2019opera, che ha per titolo. Didascalia apostolorum, ricordando le parole di Cristo: &#8221; Chiunque vorr\u00e0 essere pi\u00f9 grande tra voi, sia vostro servo &#8220;, rivolge ai diaconi questa fraterna esortazione: &#8220;Bisogna dunque che anche voi diaconi facciate cos\u00ec, per cui, trovandovi nella necessit\u00e0 di dover dare anche la vita per il fratello nell\u2019esercizio del vostro ministero, abbiate a darla&#8230; Se dunque il Signore del cielo e della terra si \u00e8 fatto nostro servitore ed ha sofferto pazientemente ogni sorta di dolori per noi, quanto pi\u00f9 non dovremo far questo per i nostri fratelli noi, poich\u00e9 siamo i suoi imitatori ed abbiamo ricevuto la missione stessa del Cristo?&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Ed ancora gli autori dei primi secoli della chiesa, mentre ribadiscono l\u2019importanza del ministero dei diaconi, spiegano in maniera diffusa le molteplici e gravi funzioni loro affidate, e dichiarano apertamente quale prestigio hanno essi ottenuto presso le comunit\u00e0 cristiane e quale efficace contributo han dato all\u2019apostolato. Il diacono \u00e8 definito come &#8221; l\u2019orecchio, la bocca, il cuore e l\u2019anima del vescovo &#8220;. Il diacono sta a disposizione del vescovo, per servire a tutto il popolo di Dio ed aver cura dei malati e dei poveri; egli, perci\u00f2, esattamente e giustamente \u00e8 chiamato &#8220;l\u2019amico degli orfani, delle persone devote, delle vedove, fervente nello spirito, amante del bene&#8221;. A lui, inoltre, \u00e8 affidato l\u2019ufficio di portare la santa eucaristia agli ammalati costretti a casa, di amministrare il battesimo, di attendere alla predicazione della parola di Dio secondo l\u2019espressa volont\u00e0 del vescovo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Per queste ragioni, il diaconato conobbe nella chiesa una meravigliosa fioritura ed offr\u00ec, insieme, una magnifica testimonianza di amore verso Cristo e i fratelli nell\u2019esecuzione delle opere di carit\u00e0, nella celebrazione dei riti sacri e nell\u2019adempimento dei doveri pastorali. Coloro che sarebbero divenuti presbiteri, proprio con l\u2019esercizio dell\u2019ufficio diaconale, davano la dovuta prova si se, dimostravano il merito del loro lavoro ed acquistavano, altres\u00ec, la preparazione, richiesta per raggiungere la dignit\u00e0 sacerdotale e l\u2019ufficio pastorale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Tuttavia, col passare dei tempi, si verificarono dei mutamenti nella disciplina relativa a questo ordine sacro. Divenne, certo, pi\u00f9 rigida la proibizione di conferire le ordinazioni saltando i gradi intermedi, ma diminu\u00ec a poco a poco il numero di coloro che, anzich\u00e9 ascendere a un grado pi\u00f9 alto, preferivano rimanere diaconi per tutta la vita. Fu cos\u00ec che, nella chiesa latina, scomparve quasi del tutto il diaconato permanente. \u00c8 appena il caso di ricordare quanto fu stabilito dal concilio di Trento, il quale si era proposto di ripristinare gli ordini sacri secondo la loro propria natura, quali originarie funzioni della chiesa; sta di fatto che molto pi\u00f9 tardi matur\u00f2 l\u2019intenzione di restaurare questo importante ordine sacro, come un grado realmente permanente. Alla questione ebbe occasione di accennare fugacemente anche il nostro predecessore di v. m. Pio XII. Finalmente, il concilio Vaticano II venne incontro ai voti ed alle preghiere di veder restaurato &#8211; qualora ci\u00f2 favorisse il bene delle anime &#8211; il diaconato permanente come ordine intermedio tra i gradi superiori della gerarchia ecclesiastica ed il resto del popolo di Dio, perch\u00e9 fosse in qualche modo interprete delle necessit\u00e0 e dei desideri delle comunit\u00e0 cristiane, animatore del servizio, ossia della diaconia della chiesa presso le comunit\u00e0 cristiane locali, segno o sacramento dello stesso Cristo Signore, &#8220;il quale non venne per esser servito, ma per servire&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Pertanto, durante la terza sessione del concilio, nell\u2019ottobre del 1964, i padri confermarono il principio del rinnovamento del diaconato e, nel successivo mese di novembre, fu promulgata la costituzione dogmatica Lumen gentium, la quale all\u2019art. 29 presenta le linee principali che son proprie di quello stato: \u201cIn un grado inferiore della gerarchia sono i diaconi, ai quali sono imposte le mani &#8220;non per il sacerdozio ma per il ministero&#8221;. Essi infatti, sostenuti dalla grazia sacramentale, nel servizio della liturgia, della predicazione e della carit\u00e0, servono il popolo di Dio, in comunione col vescovo ed il suo presbiterio\u201d. A proposito di stabilit\u00e0 nel grado diaconale, la stessa costituzione dichiara quanto segue: &#8220;E poich\u00e9 questi uffici [dei diaconi], sommamente necessari alla vita della chiesa, nella disciplina oggi vigente della chiesa latina in molte regioni difficilmente possono essere esercitati, il diaconato potr\u00e0 in futuro essere restaurato come un proprio e permanente grado della gerarchia&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Ora, questa restaurazione del diaconato permanente esigeva, da una parte, un accurato approfondimento delle direttive del concilio e, dall\u2019altra, un maturo esame intorno alla condizione giuridica del diacono, sia celibe che coniugato. Nel medesimo tempo era necessario che gli elementi relativi al diaconato di coloro che saranno sacerdoti fossero adattati alle odierne condizioni, perch\u00e9 davvero l\u2019esercizio del diaconato fornisse quella esperienza di vita, prova di maturit\u00e0 e di attitudine al ministero sacerdotale, quale l\u2019antica disciplina richiedeva dai candidati al sacerdozio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Per queste ragioni, in data 18 giugno 1967, abbiamo pubblicato, con nostro motu proprio, la lettera apostolica Sacrum diaconatus ordinem, con la quale sono state fissate le convenienti norme canoniche circa il diaconato permanente. In data 17 giugno dell\u2019anno successivo, con la costituzione apostolica Pontificalis romani recognitio, abbiamo stabilito il nuovo rito per il conferimento degli ordini sacri del diaconato, del presbiterato e dell\u2019episcopato, definendo altres\u00ec la materia e la forma della medesima ordinazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">E ora, mentre in data odierna, per dare ulteriore sviluppo a questa materia promulghiamo la lettera apostolica &#8220;Ministeria quaedam&#8221;, riteniamo conveniente emanare precise norme intorno al diaconato; vogliamo, parimenti, che i candidati al diaconato conoscano quali ministeri debbono esercitare prima della sacra ordinazione, e in qual tempo e modo dovranno assumere gli obblighi del celibato e della preghiera liturgica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Poich\u00e9 l\u2019ingresso nello stato clericale \u00e8 differito fino al diaconato, non ha pi\u00f9 luogo il rito della prima tonsura, per il quale in precedenza il laico diventa chierico. Viene, tuttavia, introdotto un nuovo rito, grazie al quale colui che aspira al diaconato o al presbiterato manifesta pubblicamente la sua volont\u00e0 di offrirsi a Dio ed alla chiesa per esercitare l\u2019ordine sacro; la chiesa, da parte sua, ricevendo questa offerta, lo sceglie e lo chiama perch\u00e9 si prepari a ricevere l\u2019ordine sacro, e sia in tal modo regolarmente ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">In particolare conviene che i ministeri di lettore e di accolito siano affidati a coloro che, come candidati all\u2019ordine del diaconato o del presbiterato, desiderano consacrarsi in modo speciale a Dio ed alla chiesa. Questa infatti, proprio perch\u00e9 &#8221; mai non cessa di nutrirsi del pane della vita dalla mensa sia della parola di Dio che del corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli &#8220;, ritiene molto opportuno che i candidati agli ordini sacri, tanto con lo studio quanto con l\u2019esercizio graduale del ministero della parola e dell\u2019altare, conoscano e meditino per un intimo contatto questo duplice aspetto della funzione sacerdotale. E cos\u00ec l\u2019autenticit\u00e0 del loro ministero risalter\u00e0 con la pi\u00f9 grande efficacia. I candidati allora si accosteranno agli ordini sacri, pienamente consapevoli della loro vocazione, &#8221; ferventi nello spirito, pronti nel servire il Signore, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessit\u00e0 dei santi &#8220;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Pertanto, avendo ponderato ogni aspetto della questione e richiesto il voto degli esperti, dopo aver consultato le conferenze episcopali e tenuto conto dei giudizi da loro espressi, sentito il parere dei nostri venerati fratelli che sono membri delle sacre congregazioni competenti, in forza della nostra autorit\u00e0 apostolica stabiliamo le norme seguenti, derogando &#8211; se e per quanto sia necessario &#8211; alle prescrizioni del CIC finora vigente e le promulghiamo con questa lettera.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">I. a) Viene introdotto un rito per l\u2019ammissione tra i candidati al diaconato e al presbiterato. Perch\u00e9 tale ammissione sia regolare, si richiede la libera domanda dell\u2019aspirante, di propria mano compilata e sottoscritta, nonch\u00e9 l\u2019accettazione per iscritto da parte del competente superiore ecclesiastico, in virt\u00f9 della quale si compie la scelta della chiesa. Non sono tenuti a questo rito i professi delle religioni clericali, i quali si preparano al sacerdozio. b) Superiore competente per questa accettazione \u00e8 l\u2019ordinario (il vescovo e, negli istituti clericali di perfezione, il superiore maggiore). Possono essere accettati coloro che dimostrano i segni di vera vocazione ed, essendo di buoni costumi ed immuni da difetti psichici e fisici, intendono dedicare la propria vita al servizio della chiesa per la gloria di Dio e per il bene delle anime. \u00c8 necessario che quelli che aspirano al diaconato transitorio abbiano compiuto almeno il ventesimo anno di et\u00e0 ed iniziato il corso degli studi teologici. c) In forza dell\u2019accettazione, il candidato \u00e8 tenuto ad aver cura speciale della sua vocazione ed a svilupparla, acquista il diritto di avere i necessari sussidi spirituali, per poter coltivare la sua vocazione ed uniformarsi alla volont\u00e0 di Dio, senza frapporre alcuna condizione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">II. I candidati al diaconato, sia permanente che transitorio, ed i candidati al sacerdozio debbono ricevere, se non l\u2019hanno gi\u00e0 fatto, i ministeri di lettore e di accolito, ed esercitarli per un conveniente periodo di tempo, al fine di disporsi meglio ai futuri servizi della parola e dell\u2019altare. Per i medesimi candidati la dispensa dal ricevere i ministeri \u00e8 riservata alla santa sede.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">III. I riti liturgici, mediante i quali avviene l\u2019ammissione tra i candidati al diaconato e al presbiterato, e si conferiscono i ministeri sopra ricordati, debbono essere compiuti dall\u2019ordinario dell\u2019aspirante (il vescovo e, negli istituti clericali di perfezione, il superiore maggiore).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">IV. Siano rispettati gli interstizi, stabiliti dalla santa sede o dalle conferenze episcopali, tra il conferimento &#8211; che avr\u00e0 luogo durante il corso teologico &#8211; dei ministeri del lettorato e dell\u2019accolitato, nonch\u00e9 tra l\u2019accolitato e il diaconato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">V. I candidati al diaconato, prima dell\u2019ordinazione, debbono consegnare all\u2019ordinario (il vescovo e, negli istituti clericali di perfezione, il superiore maggiore) una dichiarazione di propria mano compilata e sottoscritta, nella quale attestano di voler ricevere spontaneamente e liberamente l\u2019ordine sacro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">VI. La consacrazione propria del celibato, da osservare per il regno dei cieli, e l\u2019obbligo di esso per i candidati al sacerdozio e per i candidati non coniugati al diaconato sono realmente connessi con il diaconato. La pubblica assunzione dell\u2019impegno del sacro celibato dinanzi a Dio e alla chiesa deve essere celebrata, anche dai religiosi, con rito speciale, che dovr\u00e0 precedere l\u2019ordinazione diaconale. Il celibato, assunto in tal modo, costituisce impedimento dirimente a contrarre le nozze. Anche i diaconi coniugati, quando abbiano perduta la moglie, secondo la disciplina tradizionale della chiesa sono inabili a contrarre un nuovo matrimonio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">VII. a) I diaconi chiamati al sacerdozio non siano ordinati se non abbiano prima completato il corso degli studi, quale \u00e8 definito dalle prescrizioni della santa sede. b) Per quanto riguarda il corso degli studi teologici, che deve precedere l\u2019ordinazione dei diaconi permanenti, \u00e8 compito delle conferenze episcopali emanare, in base alle circostanze di luogo, le norme opportune, e sottoporle per l\u2019approvazione alla sacra congregazione per l\u2019educazione cattolica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">VIII. A norma dei nn. 29-30 di \u201cPrincipi e norme per la liturgia delle ore\u201d: a) i diaconi, chiamati al sacerdozio, in virt\u00f9 della stessa sacra ordinazione sono tenuti all\u2019obbligo di celebrare la liturgia delle ore; b) \u00e8 sommamente conveniente che i diaconi permanenti recitino ogni giorno almeno una parte della liturgia delle ore, definita dalla conferenza episcopale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">IX. L\u2019ingresso nello stato clericale e l\u2019incardinazione ad una diocesi avvengono con l\u2019ordinazione diaconale stessa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">X. Il rito dell\u2019ammissione dei candidati al diaconato e al presbiterato, nonch\u00e9 quello della consacrazione propria del sacro celibato saranno pubblicati entro breve tempo dal competente dicastero della curia romana.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Norma transitoria. &#8211; I candidati al sacramento dell\u2019ordine, i quali han gi\u00e0 ricevuto la prima tonsura prima della promulgazione di questa lettera, conservano tutti i doveri, i diritti e i privilegi propri dei chierici; quelli che sono stati promossi al suddiaconato, sono tenuti agli obblighi assunti quanto al celibato e alla liturgia delle ore; devono, per\u00f2, celebrare di nuovo la pubblica assunzione del celibato dinanzi a Dio e alla chiesa secondo il nuovo rito speciale, che precede l\u2019ordinazione diaconale. Tutto quanto \u00e8 stato da noi decretato con questa lettera, in forma di motu proprio, ordiniamo che abbia stabile valore, nonostante qualsiasi disposizione contraria. Stabiliamo anche che dette norme entrino in vigore dal 1 gennaio 1973.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Roma, S. Pietro, 15 agosto 1972, solennit\u00e0 dell\u2019assunzione della beata vergine Maria, anno decimo del nostro pontificato.<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"PAOLO VI AD PASCENDUM\u00a0 Motu Proprio \u00a0\u00a0 Per pascere il popolo di Dio e procurarne l\u2019incremento, Cristo Signore istitu\u00ec nella chiesa diversi ministeri, ordinati al bene di tutto il suo corpo. Nell\u2019ambito di tali ministeri, fin dalla prima et\u00e0 apostolica, si distingue ed appare in particolare rilievo il diaconato, il quale \u00e8 stato sempre tenuto [&hellip;]","protected":false},"author":2,"featured_media":1377,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-1382","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-diaconato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1382"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1383,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1382\/revisions\/1383"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}