{"id":1401,"date":"2019-10-03T10:29:05","date_gmt":"2019-10-03T08:29:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/?p=1401"},"modified":"2019-10-03T10:31:54","modified_gmt":"2019-10-03T08:31:54","slug":"direttorio-per-il-ministero-e-la-vita-dei-diaconi-permanenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/direttorio-per-il-ministero-e-la-vita-dei-diaconi-permanenti\/","title":{"rendered":"Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi permanenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>CONGREGAZIONE PER IL CLERO<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>DIRECTORIUM PRO MINISTERIO ET VITA<br \/>\nDIACONORUM PERMANENTIUM<\/em><\/strong><\/p>\n<p>DIRETTORIO<br \/>\nPER IL MINISTERO E LA VITA<br \/>\nDEI DIACONI PERMANENTI<\/p>\n<p><strong>1<\/strong><\/p>\n<p><strong>LO STATUTO GIURIDICO DEL DIACONO<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il diacono ministro sacro<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Il diaconato ha la sua sorgente nella consacrazione e nella missione di Cristo, delle quali il diacono viene chiamato a partecipare.(1) Mediante l&#8217;imposizione delle mani e la preghiera consacratoria egli viene costituito ministro sacro, membro della gerarchia. Questa condizione determina il suo stato teologico e giuridico nella Chiesa.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>L&#8217;incardinazione<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Al momento dell&#8217;ammissione tutti i candidati dovranno esprimere chiaramente e per iscritto l&#8217;intenzione di servire la Chiesa(2) per tutta la vita in una determinata circoscrizione territoriale o personale oppure in un Istituto di Vita consacrata, in una Societ\u00e0 di Vita apostolica, che abbiano facolt\u00e0 di incardinare.(3) L&#8217;accettazione scritta di tale richiesta \u00e8 riservata a chi ha la facolt\u00e0 di incardinare, e determina chi \u00e8 l&#8217;Ordinario del candidato.(4)<\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;incardinazione \u00e8 un vincolo giuridico che ha valore ecclesiologico e spirituale in quanto esprime la dedicazione ministeriale del diacono alla Chiesa.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Un diacono, gi\u00e0 incardinato in una circoscrizione ecclesiastica, pu\u00f2 essere incardinato in un&#8217;altra circoscrizione a norma del diritto.(5)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono, che, per giusti motivi, desidera esercitare il ministero in una diocesi diversa da quella di incardinazione, deve ottenere l&#8217;autorizzazione scritta dei due vescovi.<\/p>\n<p>I vescovi favoriscano i diaconi della loro diocesi che intendono mettersi a disposizione delle Chiese che soffrono per scarsit\u00e0 di clero, sia in forma definitiva, sia a tempo determinato, e, in particolare, quelli che chiedono di dedicarsi, premessa una specifica accurata preparazione, alla missione\u00a0<em>ad gentes<\/em>. I necessari rapporti saranno regolati, con idonea convenzione, tra i vescovi interessati.(6)<\/p>\n<p>\u00c8 dovere del vescovo seguire con particolare sollecitudine i diaconi della sua diocesi.(7) Egli vi provveder\u00e0 personalmente o tramite un sacerdote suo delegato, rivolgendosi con premura speciale verso coloro che, per la loro situazione di vita, si trovano in particolari difficolt\u00e0.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>Il diacono incardinato in un Istituto di Vita Consacrata o in una Societ\u00e0 di Vita Apostolica, eserciter\u00e0 il suo ministero sotto la potest\u00e0 del vescovo in tutto ci\u00f2 che riguarda la cura pastorale e l&#8217;esercizio pubblico del culto divino e le opere di apostolato, restando anche soggetto ai propri superiori, secondo le loro competenze e mantenendosi fedele alla disciplina della comunit\u00e0 di riferimento.(8) In caso di trasferimento ad altra comunit\u00e0 di diversa diocesi, il superiore dovr\u00e0 presentare il diacono all&#8217;Ordinario per avere da questi la licenza all&#8217;esercizio del ministero, secondo le modalit\u00e0 che essi stessi determineranno con sapiente accordo.<\/li>\n<li>La vocazione specifica del diacono permanente suppone la stabilit\u00e0 in quest&#8217;ordine. Pertanto, un eventuale passaggio al presbiterato di diaconi permanenti non uxorati o rimasti vedovi sar\u00e0 sempre una rarissima eccezione, possibile soltanto quando speciali e gravi ragioni lo suggeriscono. La decisione di ammissione all&#8217;Ordine del Presbiterato spetta al proprio Vescovo diocesano, se non ci sono altri impedimenti riservati alla Santa Sede.(9) Data per\u00f2 l&#8217;eccezionalit\u00e0 del caso, \u00e8 opportuno che egli consulti previamente la Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica per ci\u00f2 che riguarda il programma di preparazione intellettuale e teologica del candidato e la Congregazione per il Clero, circa il programma di preparazione pastorale e le attitudini del diacono al ministero presbiterale.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Fraternit\u00e0 sacramentale<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>I diaconi, in virt\u00f9 dell&#8217;ordine ricevuto, sono uniti tra loro da fraternit\u00e0 sacramentale. Essi operano tutti per la stessa causa: l&#8217;edificazione del Corpo di Cristo, sotto l&#8217;autorit\u00e0 del Vescovo, in comunione con il Sommo Pontefice.(10) Ciascun diacono si senta legato ai confratelli con il vincolo della carit\u00e0, della preghiera, dell&#8217;obbedienza attorno al proprio Vescovo, dello zelo ministeriale e della collaborazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 bene che i diaconi, con l&#8217;assenso del Vescovo e in presenza del Vescovo stesso o del suo delegato, si riuniscano periodicamente per verificare l&#8217;esercizio del proprio ministero, scambiarsi esperienze, proseguire la formazione, stimolarsi vicendevolmente nella fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>I suddetti incontri fra diaconi permanenti possono costituire un punto di riferimento anche per i candidati all&#8217;ordinazione diaconale.<\/p>\n<p>Spetta al Vescovo del luogo alimentare nei diaconi operanti in diocesi uno \u00ab spirito di comunione \u00bb, evitando il formarsi di quel \u00ab corporativismo \u00bb, che influ\u00ec nella scomparsa del diaconato permanente nei secoli passati.<\/p>\n<p><strong><em>Obblighi e diritti<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>Lo statuto del diacono comporta anche un insieme di obblighi e diritti specifici, a tenore dei cann. 273-283 del\u00a0<em>Codice di Diritto Canonico<\/em>, riguardanti gli obblighi e i diritti dei chierici, con le peculiarit\u00e0 ivi previste per i diaconi.<\/li>\n<li>Il Rito dell&#8217;ordinazione del diacono prevede la promessa di obbedienza al Vescovo: \u00ab Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza? \u00bb.(11)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono, promettendo obbedienza al Vescovo, assume come modello Ges\u00f9, l&#8217;uomo obbediente per eccellenza (cf\u00a0<em>Fil<\/em>\u00a02, 5-11), sul cui esempio caratterizzer\u00e0 la propria obbedienza nell&#8217;ascolto (cf\u00a0<em>Eb<\/em>\u00a010, 5ss;\u00a0<em>Gv<\/em>\u00a04, 34) e nella radicale disponibilit\u00e0 (cf\u00a0<em>Lc<\/em>\u00a09, 54ss; 10, 1ss).<\/p>\n<p>Egli, perci\u00f2, si impegna anzitutto con Dio ad agire in piena conformit\u00e0 alla volont\u00e0 del Padre; nello stesso tempo si impegna anche con la Chiesa, che ha bisogno di persone pienamente disponibili.(12) Nella preghiera e nello spirito di orazione di cui deve essere intriso, il diacono approfondir\u00e0 quotidianamente il dono totale di s\u00e9, come ha fatto il Signore \u00ab fino alla morte e alla morte di croce \u00bb (<em>Fil<\/em>\u00a02, 8).<\/p>\n<p>Questa visione dell&#8217;obbedienza predispone nell&#8217;accoglimento delle concrete specificazioni dell&#8217;obbligo assunto dal diacono con la promessa fatta nell&#8217;ordinazione, secondo quanto previsto dalla legge della Chiesa: \u00ab I chierici, se non sono scusati da un impedimento legittimo, sono tenuti ad accettare e adempiere fedelmente l&#8217;incarico loro affidato dal proprio Ordinario \u00bb.(13)<\/p>\n<p>Il fondamento dell&#8217;obbligo sta nella partecipazione stessa al ministero episcopale, conferita dal sacramento dell&#8217;Ordine e dalla missione canonica. L&#8217;ambito dell&#8217;obbedienza e della disponibilit\u00e0 \u00e8 determinato dallo stesso ministero diaconale e da tutto ci\u00f2 che ha relazione oggettiva, diretta e immediata con esso.<\/p>\n<p>Al diacono, nel decreto di conferimento dell&#8217;ufficio, il Vescovo attribuir\u00e0 compiti corrispondenti alle capacit\u00e0 personali, alla condizione celibataria o familiare, alla formazione, all&#8217;et\u00e0, alle aspirazioni riconosciute come spiritualmente valide. Saranno anche definiti l&#8217;ambito territoriale o le persone alle quali sar\u00e0 indirizzato il servizio apostolico; sar\u00e0, pure, specificato se l&#8217;ufficio \u00e8 a tempo pieno o parziale, e quale presbitero sar\u00e0 responsabile della \u00ab cura animarum \u00bb pertinente all&#8217;ambito dell&#8217;ufficio.<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li>Dovere dei chierici \u00e8 vivere nel vincolo della fraternit\u00e0 e della preghiera, impegnandosi nella collaborazione tra loro e con il Vescovo, riconoscendo e promuovendo anche la missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo,(14) conducendo uno stile di vita sobrio e semplice, che si apra alla \u00ab cultura del dare \u00bb e favorisca una generosa condivisione fraterna.(15)<\/li>\n<li>I diaconi permanenti non sono tenuti a portare l&#8217;abito ecclesiastico, come, invece, lo sono i diaconi candidati al presbiterato,(16) per i quali valgono le stesse norme previste ovunque per i presbiteri.(17)<\/li>\n<\/ol>\n<p>I membri degli Istituti di Vita consacrata e le Societ\u00e0 di Vita apostolica si atterranno a quanto disposto per loro dal\u00a0<em>Codice di Diritto Canonico<\/em>.(18)<\/p>\n<ol start=\"11\">\n<li>La Chiesa riconosce nel proprio ordinamento canonico il diritto dei diaconi ad associarsi fra di loro, per favorire la loro vita spirituale, per esercitare opere di carit\u00e0 e di piet\u00e0 e per conseguire altri fini, in piena conformit\u00e0 con la loro consacrazione sacramentale e la loro missione.(19)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ai diaconi, come agli altri chierici, non \u00e8 consentita la fondazione, l&#8217;adesione e la partecipazione ad associazioni, o raggruppamenti di qualsiasi genere, anche civili, incompatibili con lo stato clericale, o che ostacolino il diligente compimento del loro ministero. Eviteranno anche tutte quelle associazioni che, per loro natura, finalit\u00e0 e metodi di azione sono di nocumento alla piena comunione gerarchica della Chiesa; quelle, ancora, che arrecano danno all&#8217;identit\u00e0 diaconale e all&#8217;adempimento dei doveri, che i diaconi esercitano a servizio del popolo di Dio; quelle, infine, che complottano contro la Chiesa.(20)<\/p>\n<p>Sarebbero del tutto inconciliabili con lo stato diaconale quelle associazioni che intendessero riunire i diaconi, con una pretesa di rappresentativit\u00e0, in una specie di\u00a0<em>corporazione<\/em>, o di<em>sindacato<\/em>\u00a0o, comunque, in gruppi di pressione, riducendo, di fatto, il loro sacro ministero a professione o mestiere, paragonabili a funzioni di carattere profano. Inoltre, sarebbero incompatibili associazioni che, in qualche modo, snaturassero il rapporto diretto e immediato che ogni diacono ha con il proprio Vescovo.<\/p>\n<p>Tali associazioni sono vietate perch\u00e9 risultano dannose all&#8217;esercizio del sacro ministero diaconale, che rischia di essere considerato come prestazione subordinata, e introducono, cos\u00ec, un atteggiamento di contrapposizione ai sacri pastori, considerati unicamente come datori di lavoro.(21)<\/p>\n<p>Si tenga presente che nessuna associazione privata pu\u00f2 essere riconosciuta come ecclesiale senza la previa\u00a0<em>recognitio<\/em>\u00a0degli statuti da parte della competente autorit\u00e0 ecclesiastica;(22) che la stessa autorit\u00e0 ha il diritto-dovere di vigilanza sulla vita delle associazioni e sul conseguimento delle finalit\u00e0 statutarie.(23)<\/p>\n<p>I diaconi, provenienti da associazioni o movimenti ecclesiali, non siano privati delle ricchezze spirituali di tali aggregazioni, nelle quali possono continuare a trovare aiuto e sostegno per la loro missione a servizio della Chiesa particolare.<\/p>\n<ol start=\"12\">\n<li>L&#8217;eventuale attivit\u00e0 professionale o lavorativa del diacono ha un significato diverso da quella del fedele laico.(24) Nei diaconi permanenti il lavoro rimane collegato al ministero; essi, pertanto, terranno presente che i fedeli laici, per loro missione specifica, sono \u00ab particolarmente chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze, in cui essa non pu\u00f2 diventare sale della terra se non per loro mezzo \u00bb.(25)<\/li>\n<\/ol>\n<p>La vigente disciplina della Chiesa non proibisce ai diaconi permanenti di assumere ed esercitare una professione con esercizio di potere civile, n\u00e9 di impegnarsi nell&#8217;amministrazione di beni temporali ed esercitare uffici secolari con obbligo di rendiconto, in deroga a quanto previsto per gli altri chierici.(26) Poich\u00e9 tale deroga pu\u00f2 risultare non opportuna, \u00e8 previsto che il diritto particolare possa determinare diversamente.<\/p>\n<p>Nell&#8217;esercizio delle attivit\u00e0 commerciali e degli affari(27) \u2014 consentito ai diaconi se non ci sono diverse quanto opportune previsioni del diritto particolare \u2014 sar\u00e0 dovere dei diaconi dare buona testimonianza di onest\u00e0 e di correttezza deontologica, anche nell&#8217;osservanza degli obblighi di giustizia e delle leggi civili che non siano in opposizione al diritto naturale, al Magistero, alle leggi della Chiesa e alla sua libert\u00e0.(28)<\/p>\n<p>Questa deroga non si applica ai diaconi appartenenti ad Istituti di vita consacrata e Societ\u00e0 di vita apostolica.(29)<\/p>\n<p>I diaconi permanenti, comunque, avranno sempre cura di valutare ogni cosa con prudenza, chiedendo consiglio al proprio Vescovo, soprattutto nelle situazioni e nei casi pi\u00f9 complessi. Talune professioni, pur oneste e utili alla comunit\u00e0 \u2014 se esercitate da un diacono permanente \u2014 potrebbero risultare, in determinate situazioni, difficilmente compatibili con le responsabilit\u00e0 pastorali proprie del suo ministero. L&#8217;autorit\u00e0 competente, pertanto, tenendo presente le esigenze della comunione ecclesiale e la fruttuosit\u00e0 dell&#8217;azione pastorale al servizio di essa, valuti prudentemente i singoli casi, anche quando si verifichi un cambiamento di professione dopo l&#8217;ordinazione diaconale.<\/p>\n<p>In casi di conflitto di coscienza, i diaconi non possono non agire, seppur con grave sacrificio, in conformit\u00e0 alla dottrina e alla disciplina della Chiesa.<\/p>\n<ol start=\"13\">\n<li>I diaconi, in quanto ministri sacri, devono dare priorit\u00e0 al ministero e alla carit\u00e0 pastorale, favorendo \u00ab in sommo grado il mantenimento, fra gli uomini, della pace e della concordia \u00bb.(30)<\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;impegno di militanza attiva nei partiti politici e nei sindacati pu\u00f2 essere consentito in situazioni di particolare rilevanza per \u00ab la difesa dei diritti della Chiesa o la promozione del bene comune \u00bb,(31) secondo le disposizioni emanate dalle Conferenze Episcopali;(32) rimane, comunque, fermamente proibita, in ogni caso, la collaborazione a partiti e forze sindacali, che si fondano su ideologie, prassi e coalizioni incompatibili con la dottrina cattolica.<\/p>\n<ol start=\"14\">\n<li>Il diacono, di norma, per allontanarsi dalla diocesi \u00ab per un tempo notevole \u00bb, secondo le specificazioni del diritto particolare, dovr\u00e0 avere l&#8217;autorizzazione del proprio Ordinario o Superiore maggiore.(33)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Sostentamento e previdenza<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"15\">\n<li>I diaconi impegnati in attivit\u00e0 professionali devono mantenersi con gli utili da esse derivanti.(34)<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 del tutto legittimo che quanti si dedicano pienamente al servizio di Dio nello svolgimento di uffici ecclesiastici(35) siano equamente remunerati, dato che \u00ab l&#8217;operaio \u00e8 degno della sua mercede \u00bb (<em>Lc<\/em>\u00a010, 7) e che \u00ab il Signore ha disposto che quelli che annunziano il Vangelo vivano del Vangelo \u00bb (<em>1 Cor<\/em>\u00a09, 14). Ci\u00f2 non esclude che, come gi\u00e0 faceva l&#8217;apostolo Paolo (cf\u00a0<em>1 Cor<\/em>\u00a09, 12), non si possa rinunciare a questo diritto e provvedere diversamente al proprio sostentamento.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile fissare norme generali e vincolanti per tutti riguardo al sostentamento, data la grande variet\u00e0 di situazioni che si hanno tra i diaconi, nelle diverse Chiese particolari e nei diversi paesi. In questa materia, inoltre, vanno tenuti presenti anche gli eventuali accordi stipulati dalla Santa Sede e dalle Conferenze Episcopali con i governi delle nazioni. Si rinvia, perci\u00f2, al diritto particolare per le opportune determinazioni.<\/p>\n<ol start=\"16\">\n<li>I chierici, in quanto dedicati in modo attivo e concreto al ministero ecclesiastico, hanno diritto al sostentamento, che comprende \u00ab una rimunerazione adeguata \u00bb(36) e l&#8217;assistenza sociale.(37)<\/li>\n<\/ol>\n<p>In riferimento ai diaconi coniugati il\u00a0<em>Codice di Diritto Canonico<\/em>\u00a0cos\u00ec dispone: \u00ab I diaconi coniugati, che si dedicano a tempo pieno al ministero ecclesiastico, siano rimunerati in modo da essere in grado di provvedere al proprio sostentamento e a quello della famiglia; quanti ricevono una rimunerazione per la professione civile che esercitano o hanno esercitato, provvedano ai loro bisogni e a quelli della propria famiglia con i redditi provenienti da tale rimunerazione \u00bb.(38) Nello stabilire che la rimunerazione deve essere \u00ab adeguata \u00bb, sono anche enunciati i parametri per determinare e valutare la misura della rimunerazione: condizione della persona, natura dell&#8217;ufficio esercitato, circostanze di luogo e di tempo, necessit\u00e0 della vita del ministro (comprese quelle della sua famiglia, se coniugato), giusta retribuzione per le persone che, eventualmente, fossero al suo servizio. Si tratta di criteri generali, che si applicano a tutti i chierici.<\/p>\n<p>Per provvedere al \u00ab sostentamento dei chierici che prestano servizio a favore della diocesi \u00bb, in ogni Chiesa particolare deve essere costituito un istituto speciale, che a tale scopo \u00ab raccolga i beni e le offerte \u00bb.(39)<\/p>\n<p>L&#8217;assistenza sociale in favore dei chierici, se non \u00e8 stato provveduto diversamente, \u00e8 affidata ad altro apposito istituto.(40)<\/p>\n<ol start=\"17\">\n<li>I diaconi celibi, dediti al ministero ecclesiastico in favore della diocesi a tempo pieno, se non godono di altra fonte di sostentamento, hanno diritto essi pure alla remunerazione, secondo il principio generale.(41)<\/li>\n<li>I diaconi sposati, che si dedicano a tempo pieno al ministero ecclesiastico senza percepire da altra fonte alcun compenso economico, devono essere remunerati in modo da essere in grado di provvedere al proprio sostentamento e a quello della famiglia,(42) in conformit\u00e0 al suddetto principio generale.<\/li>\n<li>I diaconi sposati, che si dedicano a tempo pieno o a tempo parziale al ministero ecclesiastico, se ricevono una remunerazione per la professione civile, che esercitano o hanno esercitato, sono tenuti a provvedere ai loro bisogni e a quelli della propria famiglia con i redditi provenienti da tale remunerazione.(43)<\/li>\n<li>Spetta al diritto particolare regolare con opportune norme altri aspetti della complessa materia, stabilendo, ad esempio, che gli enti e le parrocchie, che beneficiano del ministero di un diacono, hanno l&#8217;obbligo di rimborsare le spese vive, da questi sostenute, per lo svolgimento del ministero.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diritto particolare pu\u00f2, inoltre, definire quale onere debba assumersi la diocesi nei confronti del diacono che, senza colpa, venisse a trovarsi privo di lavoro civile. Parimenti, sar\u00e0 opportuno precisare le eventuali obbligazioni economiche della diocesi nei confronti della moglie e dei figli del diacono sposato deceduto. Dov&#8217;\u00e8 possibile, \u00e8 opportuno che il diacono aderisca, prima dell&#8217;ordinazione, ad una mutua che preveda questi casi.<\/p>\n<p><strong><em>Perdita dello stato di diacono<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"21\">\n<li>Il diacono \u00e8 chiamato a vivere con generosa dedizione e sempre rinnovata perseveranza l&#8217;ordine ricevuto, fiducioso nella perenne fedelt\u00e0 di Dio. La sacra ordinazione, una volta validamente ricevuta, mai diviene nulla. Tuttavia, la perdita dello stato clericale avviene in conformit\u00e0 a quanto previsto dalla normativa canonica.(44)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>2<\/strong><\/p>\n<p><strong>MINISTERO DEL DIACONO<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Funzioni diaconali<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"22\">\n<li>Il ministero del diacono \u00e8 sintetizzato dal Concilio Vaticano II con la triade \u00ab diacon\u00eda della liturgia, della parola e della carit\u00e0 \u00bb.(45) In questo modo si esprime la partecipazione diaconale all&#8217;unico e triplice munus di Cristo nel ministero ordinato. Il diacono \u00ab \u00e8\u00a0<em>maestro<\/em>, in quanto proclama e illustra la Parola di Dio; \u00e8\u00a0<em>santificatore<\/em>, in quanto amministra il sacramento del Battesimo, dell&#8217;Eucaristia e i Sacramentali, partecipa alla celebrazione della S. Messa, in veste di &#8220;ministro del Sangue&#8221;, conserva e distribuisce l&#8217;Eucarestia; \u00e8\u00a0<em>guida<\/em>, in quanto \u00e8 animatore di comunit\u00e0 o settori della vita ecclesiale \u00bb.(46) Cos\u00ec il diacono assiste e serve i Vescovi e i presbiteri, che presiedono ogni liturgia, vigilano sulla dottrina e guidano il Popolo di Dio.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il ministero dei diaconi, nel servizio alla comunit\u00e0 dei fedeli, deve \u00ab collaborare alla costruzione dell&#8217;unit\u00e0 dei cristiani senza pregiudizi e senza iniziative inopportune \u00bb,(47) coltivando quelle \u00ab qualit\u00e0 umane che rendono una persona accetta agli altri e credibile, vigilante sul proprio linguaggio e sulle proprie capacit\u00e0 di dialogo, per acquisire un&#8217;attitudine autenticamente ecumenica \u00bb.(48)<\/p>\n<p><strong><em>Diacon\u00eda della Parola<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"23\">\n<li>Il Vescovo, durante l&#8217;ordinazione, consegna al diacono il libro dei Vangeli con queste parole: \u00ab Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l&#8217;annunziatore \u00bb.(49) Come i sacerdoti, i diaconi si dedicano a tutti gli uomini, sia con la loro buona condotta, sia con la predicazione aperta del mistero di Cristo, sia nel trasmettere l&#8217;insegnamento cristiano o nello studiare i problemi del tempo. Funzione principale del diacono \u00e8, quindi, collaborare con il Vescovo e i presbiteri nell&#8217;esercizio del ministero(50), non della propria sapienza, ma della Parola di Dio, invitando tutti alla conversione e alla santit\u00e0.(51) Per compiere questa missione i diaconi sono tenuti a prepararsi, prima di tutto, con lo studio accurato della Sacra Scrittura, della Tradizione, della liturgia e della vita della Chiesa.(52) Sono tenuti, inoltre, nell&#8217;interpretazione e applicazione del sacro deposito, a lasciarsi guidare docilmente dal Magistero di coloro che sono \u00ab testimoni della verit\u00e0 divina e cattolica \u00bb,(53) il Romano Pontefice e i Vescovi in comunione con lui,(54) in modo da proporre \u00ab integralmente e fedelmente il mistero di Cristo \u00bb.(55)<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 necessario, infine, che imparino l&#8217;arte di comunicare la fede all&#8217;uomo moderno in maniera efficace e integrale, nelle svariate situazioni culturali e nelle diverse tappe della vita.(56)<\/p>\n<ol start=\"24\">\n<li>\u00c8 proprio del diacono proclamare il Vangelo e predicare la Parola di Dio.(57) I diaconi godono della facolt\u00e0 di predicare ovunque, alle condizioni previste dal diritto.(58) Questa facolt\u00e0 nasce dal sacramento e deve essere esercitata col consenso, almeno tacito, del rettore della Chiesa, con l&#8217;umilt\u00e0 di chi \u00e8 ministro e non padrone della Parola di Dio. Per questo motivo \u00e8 sempre attuale l&#8217;avvertimento dell&#8217;Apostolo: \u00ab Investiti di questo ministero per la misericordia che ci \u00e8 stata usata, non ci perdiamo d&#8217;animo; al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia n\u00e9 falsificando la Parola di Dio, ma annunziando apertamente la verit\u00e0, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio \u00bb (<em>2 Cor<\/em>4, 1-2).(59)<\/li>\n<li>Nei casi in cui presiedono una celebrazione liturgica o quando, secondo le vigenti norme,(60) ne saranno incaricati, i diaconi diano grande importanza all&#8217;omelia in quanto \u00ab annunzio delle meraviglie compiute da Dio nel mistero di Cristo, presente e operante soprattutto nelle celebrazioni liturgiche \u00bb.(61) Sappiano, perci\u00f2, prepararla con cura particolare nella preghiera, nello studio dei testi sacri, nella piena sintonia con il Magistero e nella riflessione sulle attese dei destinatari.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Accordino pure solerte attenzione alla catechesi dei fedeli nelle diverse tappe dell&#8217;esistenza cristiana, cos\u00ec da aiutarli a conoscere la fede in Cristo, rafforzarla con la ricezione dei sacramenti ed esprimerla nella loro vita personale, familiare, professionale e sociale.(62) Questa catechesi oggi \u00e8 tanto pi\u00f9 urgente e tanto pi\u00f9 deve essere completa, fedele, chiara e aliena da problematicismi, quanto pi\u00f9 la societ\u00e0 \u00e8 secolarizzata e pi\u00f9 grandi sono le sfide che la vita moderna pone all&#8217;uomo e al Vangelo.<\/p>\n<ol start=\"26\">\n<li>A questa societ\u00e0 \u00e8 destinata la nuova evangelizzazione. Essa esige il pi\u00f9 generoso sforzo da parte dei ministri ordinati. Per promuoverla, \u00ab alimentati dalla preghiera e soprattutto dall&#8217;amore all&#8217;Eucarestia \u00bb,(63) i diaconi, oltre alla loro partecipazione ai programmi diocesani o parrocchiali di catechesi, evangelizzazione, preparazione ai sacramenti, trasmettano la Parola nell&#8217;eventuale ambito professionale, sia con una parola esplicita, sia con la loro sola presenza attiva nei luoghi dove si forma l&#8217;opinione pubblica o dove si applicano le norme etiche (come i servizi sociali, i servizi a favore dei diritti della famiglia, della vita, ecc.); abbiano anche in considerazione le grandi possibilit\u00e0 che offrono al ministero della Parola l&#8217;insegnamento della religione e della morale nelle scuole,(64) l&#8217;insegnamento nelle universit\u00e0 cattoliche e anche in quelle civili(65) e l&#8217;uso adeguato dei moderni mezzi di comunicazione.(66)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi\u00a0<em>nuovi areopaghi<\/em>\u00a0esigono certamente, oltre all&#8217;indispensabile sana dottrina, una accurata preparazione specifica; tuttavia, costituiscono altrettanti mezzi efficaci per portare il Vangelo agli uomini del nostro tempo e alla stessa societ\u00e0.(67)<\/p>\n<p>Infine, i diaconi terranno presente che occorre sottoporre al giudizio dell&#8217;Ordinario, prima della loro pubblicazione, gli scritti concernenti fede e costumi(68) e che \u00e8 necessaria la licenza dell&#8217;Ordinario del luogo per scrivere sulle pubblicazioni, che sono solite attaccare la religione cattolica o i buoni costumi. Per le trasmissioni radiotelevisive, si atterranno a quanto stabilito dalla Conferenza Episcopale.(69)<\/p>\n<p>In ogni caso, essi tengano sempre presente l&#8217;esigenza primaria ed irrinunciabile di non scendere mai ad alcun compromesso nell&#8217;esposizione della verit\u00e0.<\/p>\n<ol start=\"27\">\n<li>I diaconi ricordino che la Chiesa \u00e8 per natura sua missionaria,(70) sia perch\u00e9 ha avuto origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo secondo il piano del Padre, sia ancora perch\u00e9 ha ricevuto dal Signore risorto il mandato esplicito di predicare ad ogni creatura il Vangelo e di battezzare coloro che crederanno (cf\u00a0<em>Mc<\/em>16, 15-16;\u00a0<em>Mt<\/em>28, 19). Di questa Chiesa i diaconi sono ministri e, perci\u00f2, anche se incardinati in una Chiesa particolare, essi non possono sottrarsi al compito missionario della Chiesa universale e devono, quindi, rimanere sempre aperti anche alla\u00a0<em>missio ad gentes<\/em>, nel modo e nella misura consentiti dai loro obblighi familiari \u2014 se coniugati \u2014 e professionali.(71)<\/li>\n<\/ol>\n<p>La dimensione del servizio \u00e8 legata alla dimensione missionaria della Chiesa; ovvero lo sforzo missionario del diacono abbraccia il servizio della Parola, della liturgia e della carit\u00e0, che a loro volta si prolungano nella vita quotidiana. La missione si estende alla testimonianza di Cristo anche nell&#8217;eventuale esercizio di una professione laicale.<\/p>\n<p><strong><em>Diacon\u00eda della liturgia<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"28\">\n<li>Il rito dell&#8217;ordinazione mette in risalto un altro aspetto del ministero diaconale: il servizio dell&#8217;altare.(72)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono riceve il sacramento dell&#8217;Ordine per servire in veste di ministro alla santificazione della comunit\u00e0 cristiana, in comunione gerarchica con il Vescovo e con i presbiteri. Al ministero del Vescovo e, subordinatamente, a quello dei presbiteri, il diacono presta un aiuto sacramentale, quindi intrinseco, organico, inconfondibile.<\/p>\n<p>Risulta chiaro che la sua diacon\u00eda presso l&#8217;altare, perch\u00e9 originata dal sacramento dell&#8217;Ordine, differisce essenzialmente da qualsiasi ministero liturgico che i pastori possano affidare ai fedeli non ordinati. Il ministero liturgico del diacono differisce anche dallo stesso ministero ordinato sacerdotale.(73)<\/p>\n<p>Ne consegue che nell&#8217;offerta del Sacrificio eucaristico, il diacono non \u00e8 in grado di compiere il mistero ma, da un lato, rappresenta effettivamente il popolo fedele, lo aiuta in modo specifico ad unire l&#8217;oblazione della sua vita all&#8217;offerta di Cristo; e dall&#8217;altro serve, a nome di Cristo stesso, a fare partecipe la Chiesa dei frutti del suo sacrificio.<\/p>\n<p>Siccome \u00ab la liturgia \u00e8 il culmine verso cui tende l&#8217;azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virt\u00f9 \u00bb,(74) questa prerogativa della consacrazione diaconale \u00e8 anche fonte di una grazia sacramentale indirizzata a fecondare tutto il ministero; a tale grazia si deve corrispondere anche con un&#8217;accurata e profonda preparazione teologica e liturgica per poter partecipare degnamente alla celebrazione dei sacramenti e dei sacramentali.<\/p>\n<ol start=\"29\">\n<li>Nel suo ministero il diacono terr\u00e0 sempre viva la consapevolezza che \u00ab ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sommo ed eterno sacerdote e del suo Corpo, che \u00e8 la Chiesa, \u00e8 azione sacra per eccellenza, e nessun&#8217;altra azione della Chiesa, allo stesso titolo e allo stesso grado, ne uguaglia l&#8217;efficacia \u00bb.(75) La liturgia \u00e8 fonte di grazia e di santificazione. La sua efficacia deriva da Cristo redentore e non poggia sulla santit\u00e0 del ministro. Questa certezza render\u00e0 umile il diacono, che non potr\u00e0 mai compromettere l&#8217;opera di Cristo e, allo stesso tempo, lo spinger\u00e0 ad una vita santa per esserne degno ministro. Le azioni liturgiche, quindi, non sono riducibili ad azioni private o sociali che ognuno pu\u00f2 celebrare a suo modo ma appartengono al Corpo universale della Chiesa.(76) I diaconi devono osservare le norme celebrative proprie dei santi misteri con tale devozione da coinvolgere i fedeli in una cosciente partecipazione, che fortifichi la loro fede, renda culto a Dio e santifichi la Chiesa.(77)<\/li>\n<li>Secondo la tradizione della Chiesa e quanto stabilito dal diritto,(78) compete ai diaconi \u00ab aiutare il vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri \u00bb.(79) Quindi essi si adopereranno per promuovere celebrazioni che coinvolgano tutta l&#8217;assemblea, curando la partecipazione interiore di tutti e l&#8217;esercizio dei vari ministeri.(80)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Abbiano presente la pur importante dimensione estetica, che fa sentire all&#8217;uomo intero la bellezza di quanto si celebra. La musica e il canto, anche se poveri e semplici, la parola predicata, la comunione dei fedeli che vivono la pace e il perdono di Cristo, sono un bene prezioso che il diacono, per parte sua, far\u00e0 in modo che venga incrementato.<\/p>\n<p>Siano sempre fedeli a quanto \u00e8 richiesto dai libri liturgici, senza aggiungere, togliere o mutare alcunch\u00e9 di propria iniziativa.(81) Manipolare la liturgia equivale a privarla della ricchezza del mistero di Cristo che c&#8217;\u00e8 in essa e potrebbe essere segno di una qualche presunzione nei confronti di quanto stabilito dalla sapienza della Chiesa. Si limitino, perci\u00f2 a compiere tutto e soltanto ci\u00f2 che \u00e8 di loro competenza.(82) Indossino dignitosamente le prescritte vesti liturgiche.(83) La dalmatica, nei diversi ed appropriati colori liturgici, indossata sull&#8217;alba, il cingolo e la stola, \u00ab costituisce l&#8217;abito proprio del diacono \u00bb.(84)<\/p>\n<p>Il servizio dei diaconi si estende alla preparazione dei fedeli ai sacramenti, e anche alla loro cura pastorale dopo l&#8217;avvenuta celebrazione.<\/p>\n<ol start=\"31\">\n<li>Il diacono, con il Vescovo e il presbitero, \u00e8 ministro ordinario del battesimo.(85) L&#8217;esercizio di tale facolt\u00e0 richiede o la licenza ad agire concessa dal parroco, al quale compete in modo speciale battezzare i suoi parrocchiani,(86) o che si configuri il caso di necessit\u00e0.(87) \u00c8 di particolare importanza il ministero dei diaconi nella preparazione a questo sacramento.<\/li>\n<li>Nella celebrazione dell&#8217;Eucaristia, il diacono assiste e aiuta coloro che presiedono l&#8217;assemblea e consacrano il Corpo e il Sangue del Signore, cio\u00e8 il Vescovo e i presbiteri,(88) secondo quanto stabilito dall&#8217;<em>Institutio Generalis<\/em>del Messale Romano,(89) e manifesta cos\u00ec Cristo Servitore: sta accanto al sacerdote e lo aiuta, in particolare assiste nella celebrazione della S. Messa un sacerdote cieco o affetto da altra infermit\u00e0;(90) all&#8217;altare svolge il servizio al calice e al libro; propone ai fedeli le intenzioni della preghiera e li invita allo scambio del segno della pace; in assenza di altri ministri, egli stesso ne compie, secondo le necessit\u00e0, gli uffici.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non \u00e8 compito suo pronunciare le parole della preghiera eucaristica e le orazioni; n\u00e9 compiere le azioni e i gesti che, unicamente, spettano a chi presiede e consacra.(91)<\/p>\n<p>\u00c8 proprio del diacono proclamare i libri della divina Scrittura.(92)<\/p>\n<p>In quanto ministro ordinario della sacra comunione,(93) la distribuisce durante la celebrazione, oppure fuori di essa, e la reca agli infermi anche in forma di viatico.(94) Il diacono \u00e8 pure ministro ordinario dell&#8217;esposizione del Santissimo Sacramento e della benedizione eucaristica.(95) Tocca a lui presiedere eventuali celebrazioni domenicali in assenza del presbitero.(96)<\/p>\n<ol start=\"33\">\n<li>Ai diaconi pu\u00f2 venire affidata la cura della pastorale familiare, di cui il primo responsabile \u00e8 il Vescovo. Tale responsabilit\u00e0 si estende ai problemi morali, liturgici, ma anche a quelli di carattere personale e sociale, per sostenere la famiglia nelle sue difficolt\u00e0 e sofferenze.(97) Una tale responsabilit\u00e0 pu\u00f2 venire esercitata a livello diocesano o, sotto l&#8217;autorit\u00e0 di un parroco, a livello locale, nella catechesi sul matrimonio cristiano, nella preparazione personale dei futuri sposi, nella fruttuosa celebrazione del sacramento e nell&#8217;aiuto offerto agli sposi dopo il matrimonio.(98)<\/li>\n<\/ol>\n<p>I diaconi sposati possono essere di grande aiuto nel proporre la buona notizia circa l&#8217;amore coniugale, le virt\u00f9 che lo tutelano e nell&#8217;esercizio di una paternit\u00e0 cristianamente e umanamente responsabile.<\/p>\n<p>Tocca anche al diacono, se ne riceve la facolt\u00e0 da parte del parroco o dell&#8217;Ordinario del luogo, presiedere la celebrazione del matrimonio\u00a0<em>extra Missam<\/em>\u00a0e impartire la benedizione nuziale in nome della Chiesa.(99) La delega data al diacono pu\u00f2 essere anche in forma generale, alle condizioni previste, (100) e pu\u00f2 essere suddelegata esclusivamente nei modi precisati dal\u00a0<em>Codice di Diritto Canonico<\/em>. (101)<\/p>\n<ol start=\"34\">\n<li>\u00c8 dottrina definita (102) che il conferimento del sacramento dell&#8217;unzione degli infermi \u00e8 riservato al Vescovo e ai presbiteri, in relazione con la dipendenza di detto sacramento con il perdono dei peccati e la degna recezione dell&#8217;Eucarestia.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La cura pastorale degli infermi pu\u00f2 essere affidata ai diaconi. L&#8217;operoso servizio per soccorrerli nel dolore, la catechesi che prepara a ricevere il sacramento dell&#8217;unzione, la supplenza al sacerdote nella preparazione dei fedeli alla morte e l&#8217;amministrazione del Viatico con il rito proprio, sono mezzi con cui i diaconi rendono presente ai fedeli la carit\u00e0 della Chiesa. (103)<\/p>\n<ol start=\"35\">\n<li>I diaconi hanno l&#8217;obbligo stabilito dalla Chiesa di celebrare la Liturgia delle Ore, con cui tutto il Corpo Mistico si unisce alla preghiera che Cristo Capo eleva al Padre. Consapevoli di questa responsabilit\u00e0, celebreranno tale Liturgia, ogni giorno, secondo i libri liturgici approvati e nei modi determinati dalla Conferenza Episcopale. (104) Cercheranno, inoltre, di promuovere la partecipazione della comunit\u00e0 cristiana a questa Liturgia, che non \u00e8 mai azione privata ma sempre atto proprio di tutta la Chiesa, (105) anche quando la celebrazione \u00e8 individuale.<\/li>\n<li>Il diacono \u00e8 ministro dei sacramentali, cio\u00e8 di quei \u00ab segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali \u00bb. (106)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono pu\u00f2, quindi, impartire le benedizioni pi\u00f9 strettamente legate alla vita ecclesiale e sacramentale, che gli sono espressamente consentite dal diritto (107) e spetta a lui, inoltre, presiedere le esequie celebrate senza la S. Messa e il rito della sepoltura. (108)<\/p>\n<p>Tuttavia, quando \u00e8 presente e disponibile un sacerdote, deve essere affidato a lui il compito di presiedere. (109)<\/p>\n<p><strong><em>Diacon\u00eda della carit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"37\">\n<li>Per il sacramento dell&#8217;Ordine il diacono, in comunione con il Vescovo e il presbiterio della diocesi, partecipa anche delle stesse funzioni pastorali, (110) ma le esercita in modo diverso, servendo e aiutando il Vescovo e i presbiteri. Questa partecipazione, in quanto operata dal sacramento, fa s\u00ec che i diaconi servano il Popolo di Dio in nome di Cristo. Ma proprio per questo motivo devono esercitarla con umile carit\u00e0 e, secondo le parole di San Policarpo, devono mostrarsi sempre \u00ab misericordiosi, attivi, progredienti nella verit\u00e0 del Signore, il quale si \u00e8 fatto servo di tutti \u00bb. (111) La loro autorit\u00e0, quindi, esercitata in comunione gerarchica con il Vescovo e con i presbiteri, come lo esige la stessa unit\u00e0 di consacrazione e di missione, (112) \u00e8 servizio di carit\u00e0 e ha lo scopo di aiutare e di promuovere tutti i membri della Chiesa particolare, affinch\u00e9 possano partecipare, in spirito di comunione e secondo i loro carismi, alla vita e alla missione della Chiesa.<\/li>\n<li>Nel ministero della carit\u00e0 i diaconi devono configurarsi a Cristo-Servo, che rappresentano, ed essere soprattutto \u00ab dediti agli uffici di carit\u00e0 e di amministrazione \u00bb. (113) Perci\u00f2, nella preghiera di ordinazione, il Vescovo chiede per loro a Dio Padre: \u00ab Siano pieni di ogni virt\u00f9: sinceri nella carit\u00e0, premurosi verso i poveri e i deboli, umili nel loro servizio&#8230; siano immagine del tuo Figlio, che non venne per essere servito ma per servire \u00bb. (114) Con l&#8217;esempio e la parola, essi devono adoperarsi affinch\u00e9 tutti i fedeli, seguendo il modello di Cristo, si pongano in costante servizio dei fratelli.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le opere di carit\u00e0, diocesane o parrocchiali, che sono tra i primi doveri del Vescovo e dei presbiteri, sono da questi, secondo la testimonianza della Tradizione della Chiesa, trasmesse ai servitori nel ministero ecclesiastico, cio\u00e8 ai diaconi; (115) cos\u00ec pure il servizio di carit\u00e0 nell&#8217;area dell&#8217;educazione cristiana; l&#8217;animazione degli oratori, dei gruppi ecclesiali giovanili e delle professioni laicali; la promozione della vita in ogni sua fase e della trasformazione del mondo secondo l&#8217;ordine cristiano. (116) In questi campi il loro servizio \u00e8 particolarmente prezioso perch\u00e9, nelle attuali circostanze, le necessit\u00e0 spirituali e materiali degli uomini, a cui la Chiesa \u00e8 chiamata a dare risposte, sono molto diversificate. Essi, perci\u00f2, cerchino di servire tutti senza discriminazioni, prestando particolare attenzione ai pi\u00f9 sofferenti e ai peccatori. Come ministri di Cristo e della Chiesa, sappiano superare qualsiasi ideologia e interesse di parte, per non svuotare la missione della Chiesa della sua forza, che \u00e8 la carit\u00e0 di Cristo. La diaconia, infatti, deve far sperimentare all&#8217;uomo l&#8217;amore di Dio e indurlo alla conversione, ad aprire il suo cuore alla grazia.<\/p>\n<p>La funzione caritativa dei diaconi \u00ab comporta anche un opportuno servizio nell&#8217;amministrazione dei beni e nelle opere di carit\u00e0 della Chiesa. I diaconi hanno in questo campo la funzione di \u00ab esercitare, in nome della gerarchia, i doveri della carit\u00e0 e dell&#8217;amministrazione, nonch\u00e9 le opere di servizio sociale \u00bb \u00bb. (117) Perci\u00f2, opportunamente essi possono essere assunti all&#8217;ufficio di economo diocesano, (118) o essere cooptati nel consiglio diocesano per gli affari economici. (119)<\/p>\n<p><strong><em>La missione canonica dei diaconi permanenti<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"39\">\n<li>I tre ambiti del ministero diaconale, a seconda delle circostanze, potranno certamente, l&#8217;uno o l&#8217;altro, assorbire una percentuale pi\u00f9 o meno grande dell&#8217;attivit\u00e0 di ogni diacono, ma insieme costituiscono una unit\u00e0 nel servizio al piano divino della Redenzione: il ministero della Parola conduce al ministero dell&#8217;altare, il quale, a sua volta, spinge a tradurre la liturgia in vita, che sboccia nella carit\u00e0: \u00ab Se consideriamo la profonda natura spirituale di questa diacon\u00eda, allora possiamo apprezzare meglio\u00a0<em>l&#8217;interrelazione fra le tre aree del ministero\u00a0<\/em>tradizionalmente associate con il diaconato, cio\u00e8 il ministero della Parola, il ministero dell&#8217;altare e il ministero della carit\u00e0. A seconda delle circostanze l&#8217;una o l&#8217;altra di queste pu\u00f2 assumere particolare importanza nel lavoro individuale di un diacono, ma questi tre ministeri sono\u00a0<em>inseparabilmente uniti nel servizio del piano redentore di Dio<\/em>\u00bb. (120)<\/li>\n<li>Lungo la storia il servizio dei diaconi ha assunto modalit\u00e0 molteplici per poter risolvere le diverse necessit\u00e0 della comunit\u00e0 cristiana e permettere a questa di esercitare la sua missione di carit\u00e0. Spetta soltanto ai Vescovi, (121) i quali reggono e hanno cura delle Chiese particolari \u00ab come vicari e legati di Cristo \u00bb, (122) conferire a ognuno dei diaconi l&#8217;ufficio ecclesiastico a norma del diritto. Nel conferire l&#8217;ufficio \u00e8 necessario valutare attentamente sia le necessit\u00e0 pastorali che, eventualmente, la situazione personale, familiare \u2014 se si tratta di uxorati \u2014 e professionale dei diaconi permanenti. In ogni caso, per\u00f2, \u00e8 di grandissima importanza che i diaconi possano svolgere, a seconda delle loro possibilit\u00e0, il proprio ministero in pienezza, nella predicazione, nella liturgia e nella carit\u00e0, e non vengano relegati a impegni marginali, a funzioni meramente supplettive, o a impegni che possono essere ordinariamente compiuti dai fedeli non ordinati. Solo cos\u00ec i diaconi permanenti appariranno nella loro vera identit\u00e0 di ministri di Cristo e non come laici particolarmente impegnati nella vita della Chiesa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per il bene del diacono stesso e perch\u00e9 non ci si abbandoni all&#8217;improvvisazione, \u00e8 necessario che l&#8217;ordinazione si accompagni ad una chiara investitura di responsabilit\u00e0 pastorale.<\/p>\n<ol start=\"41\">\n<li>Il ministero diaconale trova ordinariamente nei vari settori della pastorale diocesana e nella parrocchia il proprio ambito di esercizio, assumendo forme diverse.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Vescovo pu\u00f2 conferire ai diaconi l&#8217;incarico di cooperare alla cura pastorale di una parrocchia affidata ad un solo parroco, (123) oppure alla cura pastorale delle parrocchie, affidate\u00a0<em>in solidum<\/em>, ad uno o pi\u00f9 presbiteri. (124)<\/p>\n<p>Quando si tratta di partecipare all&#8217;esercizio della cura pastorale di una parrocchia \u2014 nei casi in cui essa, per scarsit\u00e0 di presbiteri, non potesse avvalersi della cura immediata di un parroco (125) \u2014 i diaconi permanenti hanno sempre la precedenza sui fedeli non ordinati. In tali casi, si deve precisare che il moderatore \u00e8 un sacerdote, poich\u00e9 soltanto lui \u00e8 il \u00ab pastore proprio \u00bb e pu\u00f2 ricevere l&#8217;incarico della \u00ab cura animarum \u00bb, per la quale il diacono \u00e8 cooperatore.<\/p>\n<p>Parimenti, i diaconi possono essere destinati alla guida, in nome del parroco o del Vescovo, delle comunit\u00e0 cristiane disperse. (126) \u00ab \u00c8 una funzione missionaria da svolgere nei territori, negli ambienti, negli strati sociali, nei gruppi, dove manchi o non sia facilmente reperibile il presbitero. Specialmente nei luoghi dove nessun sacerdote sia disponibile per celebrare l&#8217;Eucaristia, il diacono riunisce e dirige la comunit\u00e0 in una celebrazione della Parola con distribuzione delle sacre Specie, debitamente conservate. (127) \u00c8 una funzione di supplenza che il diacono svolge per mandato ecclesiale quando si tratta di rimediare alla scarsit\u00e0 di sacerdoti \u00bb. (128) In tali celebrazioni, non si mancher\u00e0 mai di pregare anche per l&#8217;incremento delle vocazioni sacerdotali, debitamente illustrate come indispensabili. In presenza di un diacono, la partecipazione all&#8217;esercizio della cura pastorale non pu\u00f2 essere affidata ad un fedele laico, n\u00e9 ad una comunit\u00e0 di persone; cos\u00ec pure la presidenza di una celebrazione domenicale.<\/p>\n<p>In ogni caso, le competenze del diacono devono essere accuratamente definite per iscritto nel momento del conferimento dell&#8217;ufficio.<\/p>\n<p>Tra i diaconi e i diversi soggetti della pastorale si dovranno perseguire, con generosit\u00e0 e convinzione, le forme di una costruttiva e paziente collaborazione. Se \u00e8 dovere dei diaconi rispettare sempre l&#8217;ufficio del parroco e operare in comunione con tutti coloro che ne condividono la cura pastorale, \u00e8 anche loro diritto essere accettati e pienamente riconosciuti da tutti. Nel caso in cui il Vescovo decida l&#8217;istituzione dei consigli pastorali parrocchiali, i diaconi, che hanno ricevuto una partecipazione alla cura pastorale della parrocchia, ne sono membri di diritto. (129) Ad ogni modo, prevalga sempre la carit\u00e0 sincera, che riconosce in ogni ministero un dono dello Spirito per l&#8217;edificazione del Corpo di Cristo.<\/p>\n<ol start=\"42\">\n<li>L&#8217;ambito diocesano offre numerose opportunit\u00e0 per il fruttuoso ministero dei diaconi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Infatti, in presenza dei requisiti previsti, possono essere membri degli organismi diocesani di partecipazione; in particolare, del consiglio pastorale (130) e, come detto, del consiglio diocesano per gli affari economici; possono anche partecipare al sinodo diocesano. (131)<\/p>\n<p>Non possono, per\u00f2, essere membri del consiglio presbiterale, in quanto esso rappresenta esclusivamente il presbiterio. (132)<\/p>\n<p>Nelle curie possono essere chiamati a ricoprire, se in possesso dei requisiti espressamente previsti, l&#8217;ufficio di cancelliere, (133) di giudice, (134) di assessore, (135) di uditore, (136) di promotore di giustizia e difensore del vincolo, (137) di notaio. (138)<\/p>\n<p>Non possono, invece, essere costituiti vicari giudiziali, n\u00e9 vicari giudiziali aggiunti, n\u00e9 decani, in quanto questi uffici sono riservati ai sacerdoti. (139)<\/p>\n<p>Altri campi aperti al ministero dei diaconi sono gli organismi o commissioni diocesane, la pastorale in ambienti sociali specifici, in particolare la pastorale della famiglia, o per settori della popolazione che richiedono speciale cura pastorale, come, per esempio, i gruppi etnici.<\/p>\n<p>Nell&#8217;espletamento dei suddetti uffici, il diacono terr\u00e0 sempre ben presente che ogni azione nella Chiesa deve essere segno di carit\u00e0 e di servizio ai fratelli. Nell&#8217;azione giudiziaria, amministrativa ed organizzativa cercher\u00e0, dunque, di evitare ogni forma di burocratizzazione per non privare il proprio ministero di senso e valore pastorale. Pertanto, per salvaguardare l&#8217;integrit\u00e0 del ministero diaconale, chi \u00e8 chiamato a svolgere questi uffici, sia messo, comunque, in condizione di svolgere il servizio tipico e proprio del diacono.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong><\/p>\n<p><strong>SPIRITUALIT\u00c0 DEL DIACONO<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Contesto storico attuale<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"43\">\n<li>La Chiesa, adunata da Cristo e guidata dallo Spirito Santo secondo il disegno di Dio Padre, \u00ab presente nel mondo e, tuttavia, pellegrina \u00bb (140) verso la pienezza del Regno, (141) vive e annunzia il Vangelo nelle concrete circostanze storiche. \u00ab Il mondo che essa ha presente \u00e8 perci\u00f2 quello degli uomini, ossia l&#8217;intera famiglia umana nel contesto di tutte quelle realt\u00e0 entro le quali essa vive; il mondo che \u00e8 teatro della storia del genere umano e reca i segni degli sforzi suoi, delle sue sconfitte e delle sue vittorie; il mondo che i cristiani credono creato e conservato in esistenza dall&#8217;amore del Creatore; mondo certamente posto sotto la schiavit\u00f9 del peccato, ma dal Cristo crocifisso e risorto, con la sconfitta del maligno, liberato e destinato, secondo il proposito divino, a trasformarsi e a giungere al suo compimento \u00bb. (142)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono, membro e ministro della Chiesa, deve tener conto, nella sua vita e nel suo ministero, di questa realt\u00e0; deve conoscere le culture, le aspirazioni e i problemi del suo tempo. Infatti, egli \u00e8 chiamato in questo contesto ad essere segno vivo di Cristo Servo e, nello stesso tempo, \u00e8 chiamato ad assumere il compito della Chiesa \u00ab di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, cos\u00ec che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sul loro reciproco rapporto \u00bb. (143)<\/p>\n<p><strong><em>Vocazione alla santit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"44\">\n<li>L&#8217;universale vocazione alla santit\u00e0 ha la sua fonte nel \u00ab battesimo della fede \u00bb, nel quale tutti siamo stati \u00ab fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e, perci\u00f2, realmente santi \u00bb. (144)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il sacramento dell&#8217;Ordine conferisce ai diaconi \u00ab una nuova consacrazione a Dio \u00bb, mediante la quale \u00ab sono consacrati dall&#8217;unzione dello Spirito e mandati da Cristo \u00bb (145) a servizio del Popolo di Dio, \u00ab al fine di edificare il Corpo di Cristo \u00bb (<em>Ef\u00a0<\/em>4, 12).<\/p>\n<p>\u00ab Scaturisce da qui la\u00a0<em>spiritualit\u00e0 diaconale<\/em>, che ha la sua sorgente in quella che il Concilio Vaticano II chiama \u00ab grazia sacramentale del diaconato \u00bb. (146) Oltre ad essere un aiuto prezioso nel compimento delle varie funzioni, essa incide profondamente nell&#8217;animo del diacono, impegnandolo all&#8217;offerta, alla donazione di tutta la persona a servizio del Regno di Dio nella Chiesa. Come \u00e8 indicato dal termine stesso di diaconato, ci\u00f2 che caratterizza l&#8217;intimo sentire e volere di chi riceve il sacramento \u00e8 lo\u00a0<em>spirito di servizio<\/em>. Col diaconato si tende a realizzare ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha dichiarato in merito alla sua missione: \u00ab Il Figlio dell&#8217;uomo non \u00e8 venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti \u00bb \u00bb. (147) Cos\u00ec il diacono vive, per mezzo e nel seno del suo ministero, la virt\u00f9 dell&#8217;obbedienza: quando esegue fedelmente gli incarichi che gli vengono affidati, serve l&#8217;episcopato ed il presbiterato nei \u00ab munera \u00bb della missione di Cristo. E ci\u00f2 che esegue \u00e8 il ministero pastorale stesso, per il bene degli uomini.<\/p>\n<ol start=\"45\">\n<li>Da ci\u00f2 deriva la necessit\u00e0 che il diacono accolga con gratitudine l&#8217;invito alla sequela di Cristo Servo e dedichi la propria attenzione ad esservi fedele nelle diverse circostanze della vita. Il carattere ricevuto nell&#8217;ordinazione produce una configurazione a Cristo alla quale il soggetto deve aderire e che deve fare crescere in tutta la sua vita.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La santificazione, doverosa per ogni fedele, (148) trova per il diacono ulteriore fondamento nella speciale consacrazione ricevuta. (149) Comporta la pratica delle virt\u00f9 cristiane e dei diversi precetti e consigli di origine evangelica secondo il proprio stato di vita. Il diacono \u00e8 chiamato a vivere santamente, perch\u00e9 lo Spirito Santo lo ha fatto santo col sacramento del Battesimo e dell&#8217;Ordine e lo ha costituito ministro dell&#8217;opera con cui la Chiesa di Cristo serve e santifica l&#8217;uomo. (150)<\/p>\n<p>In particolare, per i diaconi la vocazione alla santit\u00e0 significa \u00ab sequela di Ges\u00f9 in questo atteggiamento di umile servizio, che non s&#8217;esprime soltanto nelle opere di carit\u00e0, ma investe e modella tutto il modo di pensare e di agire \u00bb, (151) per cui, \u00ab se il loro ministero \u00e8 coerente con questo spirito, essi mettono maggiormente in luce quel tratto qualificante del volto di Cristo: il servizio \u00bb, (152) per essere non solo \u00ab servi di Dio \u00bb, ma anche servi di Dio nei propri fratelli. (153)<\/p>\n<p><strong><em>Rapporti dell&#8217;Ordine sacro<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"46\">\n<li>L&#8217;Ordine sacro conferisce al diacono, mediante gli specifici doni sacramentali, una speciale partecipazione alla consacrazione e missione di Colui che si \u00e8 fatto servo del Padre nella redenzione dell&#8217;uomo e lo inserisce, in modo nuovo e specifico, nel mistero di Cristo, della Chiesa e della salvezza di tutti gli uomini. Per questo motivo, la vita spirituale del diacono deve approfondire e sviluppare questa triplice relazione, nella linea di una spiritualit\u00e0 comunitaria in cui si tenda a testimoniare la natura comunionale della Chiesa.<\/li>\n<li>La prima e pi\u00f9 fondamentale relazione \u00e8 con Cristo che ha assunto la condizione di servo per amore del Padre e dei suoi fratelli, gli uomini. (154) Il diacono in virt\u00f9 della sua ordinazione \u00e8 davvero chiamato ad agire in conformit\u00e0 a Cristo Servo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Figlio eterno di Dio, \u00ab spogli\u00f2 se stesso assumendo la condizione di servo \u00bb (<em>Fil<\/em>\u00a02, 7) e visse questa condizione nell&#8217;obbedienza al Padre (cf\u00a0<em>Gv<\/em>\u00a04, 34) e nell&#8217;umile servizio ai fratelli (cf\u00a0<em>Gv<\/em>\u00a013, 4-15). In quanto servo del Padre nell&#8217;opera della redenzione degli uomini, Cristo costituisce la via, la verit\u00e0 e la vita di ogni diacono nella Chiesa.<\/p>\n<p>Tutta l&#8217;attivit\u00e0 ministeriale avr\u00e0 un senso se aiuter\u00e0 a meglio conoscere, amare e seguire Cristo nella sua diaconia. \u00c8 necessario, quindi, che i diaconi si adoperino per conformare la loro vita a Cristo, che con la sua obbedienza al Padre \u00ab fino alla morte e alla morte di croce \u00bb (<em>Fil\u00a0<\/em>2, 8), ha redento l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<ol start=\"48\">\n<li>A questa relazione fondamentale \u00e8 inscindibilmente associata la Chiesa, (155) che Cristo ama, purifica, nutre e cura (cf\u00a0<em>Ef<\/em>5, 25-29). Il diacono non potrebbe vivere fedelmente la sua configurazione a Cristo, senza partecipare del suo amore per la Chiesa, \u00ab per la quale non pu\u00f2 non nutrire un profondo attaccamento, a motivo della sua missione e della sua istituzione divina \u00bb. (156)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Rito dell&#8217;ordinazione mette in luce il legame che viene ad instaurarsi tra il Vescovo e il diacono: soltanto il Vescovo impone le mani all&#8217;eletto, invocando su di lui l&#8217;effusione dello Spirito Santo. Ogni diacono, perci\u00f2, trova il riferimento del proprio ministero nella comunione gerarchica con il Vescovo. (157)<\/p>\n<p>L&#8217;ordinazione diaconale, inoltre, pone in risalto un altro aspetto ecclesiale: comunica una partecipazione da ministro alla diaconia di Cristo con cui il Popolo di Dio, guidato dal Successore di Pietro e dagli altri Vescovi in comunione con lui, e con la cooperazione dei presbiteri, continua a servire l&#8217;opera della redenzione degli uomini. Il diacono, quindi, \u00e8 chiamato a nutrire il suo spirito e il suo ministero con un amore ardente e operoso per la Chiesa, e con una sincera volont\u00e0 di comunione con il Santo Padre, con il proprio Vescovo e con i presbiteri della diocesi.<\/p>\n<ol start=\"49\">\n<li>Bisogna ricordare, infine, che la diaconia di Cristo ha come destinatario l&#8217;uomo, ogni uomo (158) che nel suo spirito e nel suo corpo porta le tracce del peccato, ma \u00e8 chiamato alla comunione con Dio. \u00ab Dio infatti ha amato tanto il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna \u00bb (<em>Gv<\/em>3, 16). Di questo piano d&#8217;amore Cristo si \u00e8 fatto servo, assumendo la nostra carne; e di questa sua diaconia la Chiesa \u00e8 segno e strumento nella storia.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono, dunque, per il sacramento, \u00e8 destinato a servire i suoi fratelli bisognosi di salvezza. E se in Cristo Servo, nelle sue parole e azioni, l&#8217;uomo pu\u00f2 vedere in pienezza l&#8217;amore con cui il Padre lo salva, anche nella vita del diacono deve poter trovare questa stessa carit\u00e0. Crescere nell&#8217;imitazione dell&#8217;amore di Cristo per l&#8217;uomo, che supera i limiti di ogni ideologia umana, sar\u00e0, quindi, compito essenziale della vita spirituale del diacono.<\/p>\n<p>In coloro che desiderano essere ammessi al tirocinio diaconale, si richiede \u00ab una naturale propensione dello spirito al servizio della sacra gerarchia e della comunit\u00e0 cristiana \u00bb, (159) da non intendere \u00ab nel senso di una semplice spontaneit\u00e0 delle disposizioni naturali&#8230; Si tratta di una propensione della natura animata dalla grazia, con uno spirito di servizio che conforma il comportamento umano a quello di Cristo. Il sacramento del diaconato sviluppa questa propensione: rende il soggetto pi\u00f9 intimamente partecipe dello spirito di servizio di Cristo, ne penetra la volont\u00e0 con una speciale grazia, facendo s\u00ec che egli, in tutto il suo comportamento, sia animato da una\u00a0<em>propensione nuova<\/em>\u00a0al servizio dei fratelli \u00bb. (160)<\/p>\n<p><strong><em>Mezzi di vita spirituale<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"50\">\n<li>I suddetti riferimenti evidenziano il primato della vita spirituale. Il diacono, perci\u00f2, deve ricordare che vivere la diaconia del Signore supera ogni capacit\u00e0 naturale e, quindi, ha bisogno di assecondare, in piena coscienza e libert\u00e0, l&#8217;invito di Ges\u00f9: \u00ab Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me \u00bb (<em>Gv<\/em>15, 4).<\/li>\n<\/ol>\n<p>La sequela di Cristo nel ministero diaconale \u00e8 impresa affascinante ma ardua, piena di soddisfazioni e di frutti, ma anche esposta, talvolta, alle difficolt\u00e0 e alle fatiche dei veri seguaci del Signore Ges\u00f9 Cristo. Per realizzarla, il diacono ha bisogno di stare con Cristo affinch\u00e9 sia Lui a portare la responsabilit\u00e0 del ministero, di riservare il primato alla vita spirituale, di vivere con generosit\u00e0 la diaconia, di organizzare il ministero e i suoi obblighi familiari \u2014 se coniugato \u2014 o professionali in modo da progredire nell&#8217;adesione alla persona e alla missione di Cristo Servo.<\/p>\n<ol start=\"51\">\n<li>Fonte primaria del progresso nella vita spirituale \u00e8 senza dubbio l&#8217;adempimento fedele e instancabile del ministero in un motivato e sempre perseguito contesto di unit\u00e0 di vita. (161) Questo, esemplarmente adempiuto, non solo non ostacola la vita spirituale, ma favorisce le virt\u00f9 teologali, accresce la propria volont\u00e0 di donazione e servizio ai fratelli e promuove la comunione gerarchica. Opportunamente adattato, vale anche per i diaconi quanto affermato per i presbiteri: \u00ab sono ordinati alla perfezione della vita in forza delle stesse azioni sacre che svolgono quotidianamente, come anche di tutto il loro ministero&#8230; ma la stessa santit\u00e0&#8230; a sua volta, contribuisce non poco al compimento efficace del loro ministero \u00bb. (162)<\/li>\n<li>Il diacono tenga sempre ben presente l&#8217;esortazione della liturgia di ordinazione: \u00ab Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei diventato l&#8217;annunziatore: credi sempre a ci\u00f2 che proclami, insegna ci\u00f2 che credi, vivi ci\u00f2 che insegni \u00bb. (163)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per proclamare degnamente e fruttuosamente la Parola di Dio, il diacono deve realizzare \u00ab un contatto continuo con le Scritture, mediante la sacra lettura assidua e lo studio accurato, affinch\u00e9 non diventi \u00ab vano predicatore della Parola di Dio all&#8217;esterno colui che non l&#8217;ascolta di dentro \u00bb, (164) mentre deve partecipare ai fedeli a lui affidati le sovrabbondanti ricchezze della Parola divina, specialmente nella sacra Liturgia \u00bb. (165)<\/p>\n<p>Dovr\u00e0, inoltre, approfondire questa stessa Parola, sotto la guida di coloro che nella Chiesa sono maestri autentici della verit\u00e0 divina e cattolica, (166) per sentirne il richiamo e la potenza salvifica (cf\u00a0<em>Rom<\/em>\u00a01, 16). La sua santit\u00e0 si fonda sulla sua consacrazione e missione anche nei confronti della Parola: prender\u00e0 coscienza di esserne ministro. Come membro della gerarchia i suoi atti e le sue dichiarazioni impegnano la Chiesa; perci\u00f2 \u00e8 essenziale alla sua carit\u00e0 pastorale verificare l&#8217;autenticit\u00e0 del proprio insegnamento, la propria comunione effettiva e chiara con il Sommo Pontefice, con l&#8217;ordine episcopale e con il proprio Vescovo, non solo circa il simbolo della fede, ma anche circa l&#8217;insegnamento del Magistero ordinario e circa la disciplina, nello spirito della professione di fede, previa all&#8217;ordinazione, e del giuramento di fedelt\u00e0. (167) Infatti, \u00ab nella Parola di Dio \u00e8 insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa saldezza della fede, cibo dell&#8217;anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale \u00bb. (168) Quanto pi\u00f9 si accoster\u00e0 alla Parola divina, perci\u00f2, tanto pi\u00f9 fortemente sentir\u00e0 il desiderio di comunicarla ai fratelli. Nella Scrittura \u00e8 Dio che parla all&#8217;uomo; (169) nella predicazione il ministro sacro favorisce questo incontro salvifico. Egli, quindi, dedicher\u00e0 le sue pi\u00f9 attente cure a predicarla instancabilmente, affinch\u00e9 i fedeli non ne siano privati per l&#8217;ignoranza o per la pigrizia del ministro e sar\u00e0 intimamente convinto del fatto che l&#8217;esercizio del ministero della Parola non si esaurisce nella sola predicazione.<\/p>\n<ol start=\"53\">\n<li>Ugualmente, quando battezza, quando distribuisce il Corpo e il Sangue del Signore o serve nella celebrazione degli altri sacramenti e dei sacramentali, il diacono verifica la sua identit\u00e0 nella vita della Chiesa: \u00e8 ministro del Corpo di Cristo, corpo mistico e corpo ecclesiale; ricordi che queste azioni della Chiesa, se vissute con fede e riverenza, contribuiscono alla crescita della sua vita spirituale e all&#8217;edificazione della comunit\u00e0 cristiana. (170)<\/li>\n<li>Nella loro vita spirituale i diaconi diano la dovuta importanza ai sacramenti della grazia, che \u00ab sono ordinati alla santificazione degli uomini, alla edificazione del Corpo di Cristo, e, infine, a rendere culto a Dio \u00bb. (171)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Soprattutto, partecipino con particolare fede alla celebrazione quotidiana del sacrificio eucaristico, (172) possibilmente esercitando il proprio\u00a0<em>munus<\/em>\u00a0liturgico, e adorino con assiduit\u00e0 il Signore presente nel sacramento, (173) giacch\u00e9 nell&#8217;Eucaristia, fonte e culmine di tutta l&#8217;evangelizzazione, \u00ab \u00e8 racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa \u00bb. (174) Nell&#8217;Eucaristia incontreranno veramente Cristo, che, per amore dell&#8217;uomo, si fa vittima di espiazione, cibo di vita eterna, amico vicino ad ogni sofferenza.<\/p>\n<p>Consapevoli della propria debolezza e fiduciosi nella misericordia divina, si accostino con regolare frequenza al sacramento della riconciliazione, (175) in cui l&#8217;uomo peccatore incontra Cristo redentore, riceve il perdono delle sue colpe ed \u00e8 spinto verso la pienezza della carit\u00e0.<\/p>\n<ol start=\"55\">\n<li>Infine, nell&#8217;esercizio delle opere di carit\u00e0, che il Vescovo gli affider\u00e0, si lasci guidare sempre dall&#8217;amore di Cristo per tutti gli uomini e non dagli interessi personali o dalle ideologie, che ledono l&#8217;universalit\u00e0 della salvezza o negano la vocazione trascendente dell&#8217;uomo. Il diacono ricordi, pure, che la diaconia della carit\u00e0 conduce necessariamente a promuovere la comunione all&#8217;interno della Chiesa particolare. La carit\u00e0 \u00e8, infatti, l&#8217;anima della comunione ecclesiale. Favorisca, quindi, con impegno la fraternit\u00e0, la cooperazione con i presbiteri e la sincera comunione con il Vescovo.<\/li>\n<li>I diaconi sappiano sempre, in ogni contesto e circostanza, rimanere fedeli al mandato del Signore: \u00ab Vegliate e pregate in ogni momento, perch\u00e9 abbiate la forza di sfuggire a tutto ci\u00f2 che deve accadere e di comparire davanti al Figlio dell&#8217;uomo \u00bb (<em>Lc<\/em>21, 26; cf\u00a0<em>Fil<\/em>4, 6-7).<\/li>\n<\/ol>\n<p>La preghiera, dialogo personale con Dio, conferir\u00e0 loro la luce e la forza necessarie per seguire Cristo e per servire i fratelli nelle diverse vicissitudini. Fondati su questa certezza, cerchino di lasciarsi modellare dalle diverse forme di preghiera: la celebrazione della Liturgia delle Ore, nelle modalit\u00e0 stabilite dalla Conferenza Episcopale, (176) caratterizza tutta la loro vita di preghiera; in quanto ministri, intercedano per tutta la Chiesa. Tale preghiera prosegue nella\u00a0<em>lectio divina<\/em>, nell&#8217;orazione mentale assidua, nella partecipazione ai ritiri spirituali secondo le disposizioni del diritto particolare. (177)<\/p>\n<p>Abbiano altres\u00ec a cuore la virt\u00f9 della penitenza e gli altri mezzi di santificazione, che tanto favoriscono l&#8217;incontro personale con Dio. (178)<\/p>\n<ol start=\"57\">\n<li>La partecipazione al mistero di Cristo Servo indirizza necessariamente il cuore del diacono verso la Chiesa e verso Colei che \u00e8 la sua Madre santissima. Infatti, non si pu\u00f2 separare Cristo dalla Chiesa suo Corpo. La verit\u00e0 dell&#8217;unione con il Capo susciter\u00e0 un vero amore per il Corpo. E questo amore far\u00e0 s\u00ec che il diacono collabori operosamente all&#8217;edificazione della Chiesa con la dedizione ai doveri ministeriali, la fraternit\u00e0 e la comunione gerarchica con il proprio Vescovo e il presbiterio. Tutta la Chiesa deve essere nel cuore del diacono: la Chiesa universale, della cui unit\u00e0 il Romano Pontefice, quale successore di Pietro, \u00e8 principio e fondamento perpetuo e visibile, (179) e la Chiesa particolare, che, \u00ab aderendo al suo pastore e da lui riunita nello Spirito Santo mediante il Vangelo e l&#8217;Eucaristia [rende] veramente presente e operante la Chiesa di Cristo una, santa, cattolica e apostolica \u00bb. (180)<\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;amore a Cristo e alla Chiesa \u00e8 profondamente legato alla Beata Vergine, l&#8217;umile serva del Signore, che, con l&#8217;irrepetibile e ammirevole titolo di madre, \u00e8 stata socia generosa della diaconia del suo Figlio divino (cf\u00a0<em>Gv<\/em>\u00a019, 25-27). L&#8217;amore alla Madre del Signore, fondato sulla fede ed espresso nella quotidiana preghiera del santo rosario, nell&#8217;imitazione delle sue virt\u00f9 e nel fiducioso affidamento a Lei, dar\u00e0 senso a manifestazioni di vera e filiale devozione. (181)<\/p>\n<p>A Maria guarder\u00e0 con venerazione ed affetto profondo ogni diacono; infatti \u00ab la Vergine Madre \u00e8 stata la creatura che pi\u00f9 di tutte ha vissuto la piena verit\u00e0 della vocazione, perch\u00e9 nessuno come Lei ha risposto con un amore cos\u00ec grande all&#8217;amore immenso di Dio \u00bb. (182) Quest&#8217;amore particolare alla Vergine, Serva del Signore, nato dalla Parola e tutto radicato nella Parola, si far\u00e0 imitazione della sua vita. Sar\u00e0 questo un modo per introdurre nella Chiesa quella dimensione mariana che molto si addice alla vocazione del diacono. (183)<\/p>\n<ol start=\"58\">\n<li>Sar\u00e0, infine, di grandissima utilit\u00e0 per il diacono la direzione spirituale regolare. L&#8217;esperienza mostra quanto contribuisca il dialogo, sincero e umile, con un saggio direttore, non solo a risolvere i dubbi e i problemi, che inevitabilmente sorgono durante la vita, ma a operare il necessario discernimento, a realizzare una migliore conoscenza di se stessi e a progredire nella fedele sequela di Cristo.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Spiritualit\u00e0 del diacono e stati di vita<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"59\">\n<li>A differenza di quanto richiesto per il presbiterato, al diaconato permanente possono essere ammessi anzitutto uomini celibi, ma anche uomini viventi nel sacramento del matrimonio, e uomini vedovi. (184)<\/li>\n<li>La Chiesa riconosce con gratitudine il magnifico dono del celibato concesso da Dio a taluni dei suoi membri e in modi diversi lo ha collegato, sia in Oriente che in Occidente, con il ministero ordinato, al quale \u00e8 sempre mirabilmente consono. (185) La Chiesa sa pure che questo carisma, accettato e vissuto per amore al Regno dei cieli (cf\u00a0<em>Mt<\/em>19, 12), indirizza l&#8217;intera persona del diacono verso Cristo, che, nella verginit\u00e0, dedic\u00f2 se stesso per il servizio del Padre e per condurre gli uomini alla pienezza del Regno. Amare Dio e servire i fratelli in questa scelta di totalit\u00e0, lungi dal contraddire lo sviluppo personale dei diaconi, lo favorisce, poich\u00e9 la vera perfezione di ogni uomo \u00e8 la carit\u00e0. Infatti, nel celibato, l&#8217;amore si qualifica come segno di consacrazione totale a Cristo con cuore indiviso e di pi\u00f9 libera dedicazione al servizio di Dio e degli uomini, (186) proprio perch\u00e9 la scelta celibataria non \u00e8 disprezzo del matrimonio, n\u00e9 fuga dal mondo, ma piuttosto \u00e8 modo privilegiato di servire gli uomini e il mondo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Gli uomini del nostro tempo, sommersi tante volte nell&#8217;effimero, sono specialmente sensibili alla testimonianza di coloro che proclamano l&#8217;eterno con la propria vita. I diaconi, quindi, non mancheranno di offrire ai fratelli questa testimonianza con la fedelt\u00e0 al loro celibato, cos\u00ec da stimolarli a cercare quei valori che manifestano la vocazione dell&#8217;uomo alla trascendenza. \u00ab Il celibato \u00ab per il regno \u00bb non \u00e8 soltanto un segno escatologico, ma ha anche un grande significato sociale, nella vita presente, per il servizio al popolo di Dio \u00bb. (187)<\/p>\n<p>Per meglio custodire durante tutta la vita il dono ricevuto da Dio per il bene della Chiesa intera, i diaconi non confidino eccessivamente sulle proprie risorse, ma abbiano sempre spirito di umile prudenza e vigilanza, ricordando che \u00ab lo spirito \u00e8 pronto, ma la carne \u00e8 debole \u00bb (<em>Mt<\/em>\u00a026, 41); siano fedeli, altres\u00ec, alla vita di preghiera e ai doveri ministeriali.<\/p>\n<p>Si comportino con prudenza nei rapporti con persone la cui familiarit\u00e0 possa mettere in pericolo la continenza oppure suscitare scandalo. (188)<\/p>\n<p>Siano, infine, consapevoli che l&#8217;attuale societ\u00e0 pluralista obbliga ad attento discernimento circa l&#8217;uso degli strumenti della comunicazione sociale.<\/p>\n<ol start=\"61\">\n<li>Anche il sacramento del matrimonio, che santifica l&#8217;amore dei coniugi e lo costituisce segno efficace dell&#8217;amore con cui Cristo si dona alla Chiesa (cf\u00a0<em>Ef<\/em>5, 25), \u00e8 un dono di Dio e deve alimentare la vita spirituale del diacono sposato. Poich\u00e9 la vita coniugale e familiare e il lavoro professionale riducono inevitabilmente il tempo da dedicare al ministero, si richiede un particolare impegno per raggiungere la necessaria unit\u00e0, anche attraverso la preghiera in comune. Nel matrimonio l&#8217;amore si fa donazione interpersonale, mutua fedelt\u00e0, sorgente di vita nuova, sostegno nei momenti di gioia e di dolore; in una parola, l&#8217;amore si fa servizio. Vissuto nella fede, questo\u00a0<em>servizio familiare<\/em>\u00e8, per gli altri fedeli, esempio di amore in Cristo e il diacono coniugato lo deve usare anche come stimolo della sua diaconia nella Chiesa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il diacono sposato deve sentirsi particolarmente responsabilizzato nell&#8217;offrire una chiara testimonianza della santit\u00e0 del matrimonio e della famiglia. Quanto pi\u00f9 cresceranno nel mutuo amore, tanto pi\u00f9 forte diventer\u00e0 la loro donazione ai figli e tanto pi\u00f9 significativo sar\u00e0 il loro esempio per la comunit\u00e0 cristiana. \u00ab L&#8217;arricchimento e l&#8217;approfondimento dell&#8217;amore sacrificale e reciproco tra marito e moglie costituisce forse il pi\u00f9 significativo coinvolgimento della moglie del diacono nel ministero pubblico del proprio marito nella Chiesa \u00bb. (189) Questo amore cresce grazie alla virt\u00f9 di castit\u00e0, la quale fiorisce sempre, anche mediante l&#8217;esercizio della paternit\u00e0 responsabile, con l&#8217;apprendimento del rispetto per il coniuge e con la pratica di una certa continenza. Tale virt\u00f9 favorisce questa donazione matura che si manifesta presto nel ministero, fuggendo gli atteggiamenti possessivi, l&#8217;idolatria della riuscita professionale, l&#8217;incapacit\u00e0 ad organizzare il tempo, favorendo invece relazioni interpersonali autentiche, la delicatezza e la capacit\u00e0 di dare ad ogni cosa il suo giusto posto.<\/p>\n<p>Siano curate opportune iniziative di sensibilizzazione al ministero diaconale, rivolte a tutta la famiglia. La sposa del diacono, che ha dato il suo consenso alla scelta del marito, (190) sia aiutata e sorretta perch\u00e9 viva il proprio ruolo con gioia e discrezione, ed apprezzi tutto ci\u00f2 che riguarda la Chiesa, in particolare i compiti affidati al marito. Per questo motivo \u00e8 opportuno che sia informata delle attivit\u00e0 del marito, evitando tuttavia ogni indebita invasione, in modo da concordare e realizzare un equilibrato ed armonico rapporto tra la vita familiare, professionale ed ecclesiale. Anche i figli del diacono, se adeguatamente preparati, potranno apprezzare la scelta del padre ed impegnarsi con particolare attenzione nell&#8217;apostolato e nella coerente testimonianza di vita.<\/p>\n<p>In conclusione, la famiglia del diacono sposato, come, per altro, ogni famiglia cristiana, \u00e8 chiamata a prendere parte viva e responsabile alla missione della Chiesa nelle circostanze del mondo attuale. \u00ab Il diacono e sua moglie devono essere un esempio di\u00a0<em>fedelt\u00e0 e indissolubilit\u00e0 del matrimonio cristiano\u00a0<\/em>dinanzi al mondo che avverte un profondo bisogno di questi segni. Affrontando\u00a0<em>con spirito di fede\u00a0<\/em>le sfide della vita matrimoniale e le esigenze della vita quotidiana, esse rafforzano la vita familiare non solo della comunit\u00e0 ecclesiale ma dell&#8217;intera societ\u00e0. Esse mostrano anche come gli obblighi della famiglia, del lavoro e del ministero possano armonizzarsi\u00a0<em>nel servizio della missione della Chiesa<\/em>. I diaconi, le loro mogli e i figli possono essere di grande incoraggiamento per tutti coloro che sono impegnati a promuovere la vita familiare \u00bb. (191)<\/p>\n<ol start=\"62\">\n<li>Occorre riflettere sulla situazione, determinata dalla morte della sposa di un diacono. \u00c8 un momento dell&#8217;esistenza che domanda di essere vissuto nella fede e nella speranza cristiana. La vedovanza non deve distruggere la dedizione ai figli, se ci sono; neppure dovrebbe indurre alla tristezza senza speranza. Questa tappa della vita, anche se dolorosa, costituisce una chiamata alla purificazione interiore e uno stimolo a crescere nella carit\u00e0 e nel servizio ai propri cari e a tutti i membri della Chiesa. \u00c8 anche una chiamata a crescere nella speranza, giacch\u00e9 l&#8217;adempimento fedele del ministero \u00e8 una via per raggiungere Cristo e le persone care nella gloria del Padre.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Bisogna riconoscere, tuttavia, che questo evento introduce nella vita quotidiana della famiglia una situazione nuova, che influisce sui rapporti personali e determina, in non pochi casi, problemi economici. Per tale motivo, il diacono rimasto vedovo dovr\u00e0 essere aiutato con grande carit\u00e0 a discernere e ad accettare la sua nuova situazione personale; a non trascurare l&#8217;impegno educativo nei confronti degli eventuali figli, nonch\u00e9 le nuove necessit\u00e0 della famiglia.<\/p>\n<p>In particolare, il diacono vedovo dovr\u00e0 essere seguito nell&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo di osservare la continenza perfetta e perpetua (192) e sorretto nella comprensione delle profonde motivazioni ecclesiali che rendono impossibile il passaggio a nuove nozze (cf\u00a0<em>1 Tm\u00a0<\/em>3, 12), in conformit\u00e0 alla costante disciplina della Chiesa, sia d&#8217;Oriente che d&#8217;Occidente. (193) Ci\u00f2 potr\u00e0 essere realizzato con una intensificazione della propria dedizione agli altri, per amore di Dio, nel ministero. In questi casi sar\u00e0 di grande conforto per i diaconi l&#8217;aiuto fraterno degli altri ministri, dei fedeli e la vicinanza del Vescovo.<\/p>\n<p>Se \u00e8 la moglie del diacono a restare vedova, essa, secondo le possibilit\u00e0, non sia mai trascurata dai ministri e dai fedeli nelle sue necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong><\/p>\n<p><strong>FORMAZIONE PERMANENTE DEL DIACONO<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Caratteristiche<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"63\">\n<li>La formazione permanente dei diaconi \u00e8 un&#8217;esigenza umana, che si pone in continuit\u00e0 con la chiamata soprannaturale per servire ministerialmente la Chiesa e con l&#8217;iniziale formazione al ministero, al punto da considerare i due momenti come appartenenti all&#8217;unico organico percorso di vita cristiana e diaconale. (194) Infatti, \u00ab per chi riceve il diaconato vi \u00e8 un obbligo di formazione dottrinale permanente, che perfezioni e attualizzi sempre pi\u00f9 quella richiesta prima dell&#8217;ordinazione \u00bb, (195) in modo che la vocazione \u00ab al \u00bb diaconato continui e si riesprima come vocazione \u00ab nel \u00bb diaconato, attraverso la periodica rinnovazione del \u00ab s\u00ec, lo voglio \u00bb pronunciato il giorno dell&#8217;ordinazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Deve essere dunque considerata \u2014 sia da parte della Chiesa, che la impartisce, sia da parte dei diaconi, che la ricevono \u2014 come un mutuo diritto-dovere fondato sulla verit\u00e0 dell&#8217;impegno vocazionale assunto.<\/p>\n<p>Il fatto di dover continuare sempre ad offrire e ricevere l&#8217;adeguata formazione integrale costituisce, per i Vescovi e per i diaconi, un obbligo non trascurabile.<\/p>\n<p>Le caratteristiche di obbligatoriet\u00e0, globalit\u00e0, interdisciplinariet\u00e0, profondit\u00e0, scientificit\u00e0 e propedeuticit\u00e0 alla vita apostolica di tale formazione permanente sono costantemente richiamate dalla normativa ecclesiastica (196) e sono ancor pi\u00f9 necessarie se la formazione iniziale non fosse stata conseguita secondo il modello ordinario.<\/p>\n<p>Tale formazione assume i caratteri della \u00ab fedelt\u00e0 \u00bb a Cristo e alla Chiesa e della \u00ab continua conversione \u00bb, frutto della grazia sacramentale vissuta nella dinamica della carit\u00e0 pastorale propria di ogni articolazione del ministero ordinato. Essa si configura come scelta fondamentale, che esige di riaffermarsi e di riesprimersi lungo gli anni del diaconato permanente, attraverso una lunga serie di risposte coerenti, radicate e vivificate dal \u00ab s\u00ec \u00bb iniziale. (197)<\/p>\n<p><strong><em>Motivazioni<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"64\">\n<li>Traendo ispirazione dalla preghiera di ordinazione, la formazione permanente si fonda sulla necessit\u00e0 per il diacono di un amore per Ges\u00f9 Cristo che spinge all&#8217;imitazione (\u00ab siano immagine del tuo Figlio \u00bb); tende a confermarlo nella fedelt\u00e0 indiscussa alla personale vocazione al ministero (\u00ab compiano fedelmente l&#8217;opera del ministero \u00bb); propone la sequela di Cristo Servo con radicalit\u00e0 e franchezza (\u00ab l&#8217;esempio della loro vita sia un richiamo costante al Vangelo&#8230; siano sinceri&#8230; premurosi&#8230; vigilanti&#8230; \u00bb).<\/li>\n<\/ol>\n<p>La formazione permanente trova, dunque, \u00ab il suo fondamento proprio e la sua motivazione originale nel dinamismo stesso dell&#8217;ordine ricevuto \u00bb (198) e trae il suo alimento primordiale dall&#8217;Eucaristia, compendio del mistero cristiano, sorgente inesauribile di ogni energia spirituale. Anche al diacono si pu\u00f2, in qualche modo, applicare l&#8217;esortazione dell&#8217;apostolo Paolo a Timoteo: \u00ab Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che \u00e8 in te \u00bb (<em>2 Tim<\/em>\u00a01, 6; cf\u00a0<em>1 Tim<\/em>\u00a04, 14-16). Le esigenze teologiche della sua chiamata ad una singolare missione di servizio ecclesiale richiedono dal diacono un amore crescente per la Chiesa e per i suoi fratelli, manifestato nel fedele adempimento dei propri compiti e delle proprie funzioni. Scelto da Dio per essere santo, servendo la Chiesa e tutti gli uomini, il diacono deve crescere nella coscienza della propria ministerialit\u00e0 in modo continuo, equilibrato, responsabile, sollecito e sempre gioioso.<\/p>\n<p><strong><em>Soggetti<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"65\">\n<li>Considerata dalla prospettiva del diacono, primo responsabile e protagonista, la formazione permanente rappresenta, quindi, prima di tutto, un perenne processo di conversione, che interessa l&#8217;essere del diacono come tale, vale a dire, tutta la sua persona consacrata dal sacramento dell&#8217;Ordine e messa al servizio della Chiesa e ne sviluppa tutte le potenzialit\u00e0, al fine di fargli vivere in pienezza i doni ministeriali ricevuti, in ogni periodo e condizione di vita e nelle diverse responsabilit\u00e0 conferitegli dal Vescovo. (199)<\/li>\n<\/ol>\n<p>La sollecitudine della Chiesa per la formazione permanente dei diaconi sarebbe perci\u00f2 inefficace senza l&#8217;impegno di ciascuno di essi. Tale formazione non pu\u00f2 pertanto venir ridotta alla sola partecipazione ai corsi, alle giornate di studio, ecc., ma richiede che ogni diacono, consapevole di questa necessit\u00e0, la coltivi con interesse e con un certo spirito di sana iniziativa. Il diacono curi la lettura di libri scelti con criteri ecclesiali, non manchi di seguire qualche pubblicazione periodica di provata fedelt\u00e0 al magistero e non trascuri la meditazione quotidiana. Formarsi sempre di pi\u00f9 per servire sempre meglio e di pi\u00f9 \u00e8 una parte importante del servizio che gli viene richiesto.<\/p>\n<ol start=\"66\">\n<li>Considerata dalla prospettiva del Vescovo, (200) e dei presbiteri, cooperatori dell&#8217;ordine episcopale, che portano la responsabilit\u00e0 e il peso del suo espletamento, la formazione permanente consiste nell&#8217;aiutare i diaconi a superare qualsiasi dualismo o rottura fra spiritualit\u00e0 e ministerialit\u00e0 ma, prima ancora, a superare ogni rottura fra la propria eventuale professione civile e la spiritualit\u00e0 diaconale, \u00ab a rispondere generosamente all&#8217;impegno richiesto dalla dignit\u00e0 e dalla responsabilit\u00e0 che Dio ha conferito loro per mezzo del sacramento dell&#8217;Ordine; nel custodire, difendere e sviluppare la loro specifica identit\u00e0 e vocazione; nel santificare se stessi e gli altri mediante l&#8217;esercizio del ministero \u00bb. (201)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le due prospettive sono complementari e si richiamano reciprocamente in quanto fondate, con l&#8217;aiuto dei doni soprannaturali, nell&#8217;unit\u00e0 interiore della persona.<\/p>\n<p>L&#8217;aiuto che i formatori sono chiamati ad offrire sar\u00e0 tanto pi\u00f9 efficace quanto pi\u00f9 rispondente alle necessit\u00e0 personali di ciascun diacono, poich\u00e9 ognuno vive il proprio ministero nella Chiesa come persona irrepetibile e nelle proprie circostanze.<\/p>\n<p>Tale accompagnamento personalizzato, far\u00e0 anche sentire ai diaconi l&#8217;amore con cui la madre Chiesa \u00e8 vicina al loro impegno per vivere la grazia del sacramento nella fedelt\u00e0. \u00c8 quindi di somma importanza che i diaconi abbiano modo di scegliere un direttore spirituale, approvato dal Vescovo, con il quale avere regolari e frequenti colloqui.<\/p>\n<p>Per altro, l&#8217;intera comunit\u00e0 diocesana \u00e8, in qualche modo, coinvolta nella formazione dei diaconi (202) e, in particolare, lo \u00e8 il parroco, o altro sacerdote a ci\u00f2 designato, che prester\u00e0 il proprio sostegno con fraterna sollecitudine.<\/p>\n<p><strong><em>Specificit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"67\">\n<li>La cura e l&#8217;impegno personale nella formazione permanente sono segni inequivocabili di una risposta coerente alla vocazione divina, di un amore sincero alla Chiesa e di una preoccupazione pastorale autentica nei confronti dei fedeli cristiani e di tutti gli uomini. Si pu\u00f2 estendere ai diaconi quanto affermato per i presbiteri: \u00ab La formazione permanente si presenta come un mezzo necessario &#8230; per raggiungere il fine della sua vocazione, che \u00e8 il servizio di Dio e del suo popolo \u00bb. (203)<\/li>\n<\/ol>\n<p>La formazione permanente \u00e8 veramente un&#8217;esigenza, che si pone in continuit\u00e0 con la formazione iniziale, con la quale condivide ragioni di finalit\u00e0 e di significato e, nei confronti della quale, compie una funzione di integrazione, di custodia e di approfondimento.<\/p>\n<p>L&#8217;essenziale disponibilit\u00e0 del diacono nei confronti degli altri costituisce una espressione pratica della configurazione sacramentale a Cristo Servo, ricevuta mediante l&#8217;Ordine sacro e impressa nell&#8217;anima con il carattere: \u00e8 un traguardo e un richiamo permanente per il ministero e la vita dei diaconi. In tale prospettiva, la formazione permanente non pu\u00f2 ridursi ad un semplice impegno di completamento culturale o pratico per un maggiore o un migliore\u00a0<em>fare<\/em>. La formazione permanente non deve aspirare soltanto a garantire l&#8217;aggiornamento, ma deve tendere a facilitare una progressiva conformazione pratica dell&#8217;intera esistenza del diacono con Cristo che tutti ama e tutti serve.<\/p>\n<p><strong><em>Ambiti<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"68\">\n<li>La formazione permanente deve comprendere e armonizzare tutte le dimensioni della vita e del ministero del diacono. Pertanto, come per i presbiteri, deve essere completa, sistematica e personalizzata, nelle sue diverse dimensioni: umana, spirituale, intellettuale, pastorale. (204)<\/li>\n<li>Curare i diversi aspetti della formazione umana dei diaconi costituisce, oggi, come nel passato, un compito importante dei Pastori. Il diacono, consapevole di essere stato scelto come uomo tra gli uomini, per mettersi al servizio della salvezza di tutti gli uomini, deve essere pronto a lasciarsi aiutare nell&#8217;opera di miglioramento delle proprie qualit\u00e0 umane \u2014 strumenti preziosi per il suo servizio ecclesiale \u2014 e a perfezionare tutti quegli aspetti della sua personalit\u00e0, che possano rendere pi\u00f9 efficace il suo ministero.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per realizzare quindi utilmente la sua vocazione alla santit\u00e0 e la sua peculiare missione ecclesiale, egli \u2014 con gli occhi fissi a Colui che \u00e8 perfetto Dio e perfetto uomo \u2014 si deve applicare anzitutto nella pratica delle virt\u00f9 naturali e soprannaturali, che lo renderanno pi\u00f9 simile all&#8217;immagine di Cristo e pi\u00f9 degno della stima dei suoi fratelli. (205) In particolare, dovr\u00e0 curare, nel suo ministero e nella sua vita quotidiana, la bont\u00e0 del cuore, la pazienza, l&#8217;amabilit\u00e0, la forza d&#8217;animo, l&#8217;amore per la giustizia, la fedelt\u00e0 alla parola data, lo spirito di sacrificio, la coerenza con gli impegni liberamente assunti, lo spirito di servizio, ecc.<\/p>\n<p>La pratica di queste virt\u00f9 aiuter\u00e0 i diaconi a diventare uomini di personalit\u00e0 equilibrata, maturi nell&#8217;agire e nel discernere fatti e circostanze.<\/p>\n<p>\u00c8 altres\u00ec importante che il diacono, conscio della dimensione di esemplarit\u00e0 del suo comportamento sociale, rifletta sulla importanza della capacit\u00e0 di dialogo, sulla correttezza delle varie forme di relazioni umane, sulle attitudini al discernimento delle culture, sul valore dell&#8217;amicizia, sulla signorilit\u00e0 del tratto. (206)<\/p>\n<ol start=\"70\">\n<li>La formazione spirituale permanente \u00e8 in stretta connessione con la spiritualit\u00e0 diaconale, che deve alimentare e far progredire, e con il ministero, sostenuto da \u00ab un vero incontro personale con Ges\u00f9, da un fiducioso colloquio con il Padre, da una profonda esperienza dello Spirito \u00bb. (207) I diaconi vanno quindi specialmente incoraggiati e sostenuti dai Pastori a coltivare responsabilmente la propria vita spirituale, dalla quale sorge con abbondanza la carit\u00e0 che sostiene e rende fecondo il loro ministero, evitando il pericolo di cadere nell&#8217;attivismo o in una mentalit\u00e0 \u00ab burocratica \u00bb nell&#8217;esercizio del diaconato.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In particolare, la formazione spirituale dovr\u00e0 sviluppare nei diaconi atteggiamenti collegati con la triplice diaconia della parola, della liturgia e della carit\u00e0.<\/p>\n<p>La meditazione assidua della S. Scrittura realizzer\u00e0 familiarit\u00e0 e dialogo adorante con il Dio vivente, favorendo una assimilazione di tutta la Parola rivelata.<\/p>\n<p>La conoscenza profonda della Tradizione e dei libri liturgici aiuter\u00e0 il diacono a riscoprire continuamente le ricchezze inesauribili dei divini misteri per essere ministro degno.<\/p>\n<p>La sollecitudine fraterna nella carit\u00e0 avvier\u00e0 il diacono a diventare animatore e coordinatore delle iniziative di misericordia spirituale e corporale, quasi segno vivente della carit\u00e0 della Chiesa.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 richiede una programmazione accurata e realistica dei mezzi e dei tempi, cercando sempre di evitare le improvvisazioni. Oltre a stimolare la direzione spirituale, si devono prevedere corsi e sessioni speciali di studio su questioni appartenenti alla grande tradizione teologica spirituale cristiana, periodi particolarmente intensi di spiritualit\u00e0, visite a luoghi spiritualmente significativi.<\/p>\n<p>In occasione degli esercizi spirituali, ai quali dovrebbe partecipare almeno ogni due anni, (208) il diacono non mancher\u00e0 di tracciare un concreto progetto di vita, da verificare periodicamente con il proprio direttore spirituale. In esso non dovrebbero mancare i tempi dedicati quotidianamente alla fervida devozione eucaristica, alla filiale piet\u00e0 mariana e alle pratiche ascetiche abituali, oltre che alla preghiera liturgica e alla meditazione personale.<\/p>\n<p>Il centro unificatore di questo itinerario spirituale \u00e8 l&#8217;Eucaristia. Essa costituisce il criterio orientativo, la dimensione permanente di tutta la vita e l&#8217;azione diaconale, il mezzo indispensabile per una consapevole perseveranza, per ogni autentico rinnovamento e per giungere cos\u00ec ad una sintesi equilibrata della propria vita. In tale ottica, la formazione spirituale del diacono riscopre l&#8217;Eucaristia come Pasqua, nella sua articolazione annuale (la Settimana Santa), settimanale (la Domenica), quotidiana (la Messa feriale).<\/p>\n<ol start=\"71\">\n<li>L&#8217;inserimento dei diaconi nel mistero della Chiesa, in virt\u00f9 del loro battesimo e del primo grado del sacramento dell&#8217;Ordine, rende necessario che la formazione permanente rafforzi in essi la coscienza e la volont\u00e0 di vivere in motivata, operosa e matura comunione con i presbiteri e con il proprio Vescovo, nonch\u00e9 con il Sommo Pontefice, che \u00e8 il fondamento visibile dell&#8217;unit\u00e0 di tutta la Chiesa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Cos\u00ec formati, i diaconi, nel loro ministero, si proporranno pure come animatori di comunione. In particolare, laddove si verificassero tensioni, non mancheranno di promuovere la pacificazione per il bene della Chiesa.<\/p>\n<ol start=\"72\">\n<li>Occorre organizzare opportune iniziative (giornate di studio, corsi di aggiornamento, frequenza di corsi o seminari presso istituzioni accademiche) per approfondire la dottrina della fede. Sar\u00e0 particolarmente utile, in questo senso, fomentare lo studio attento, approfondito e sistematico del\u00a0<em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 indispensabile verificare la corretta conoscenza del sacramento dell&#8217;Ordine, dell&#8217;Eucarestia e dei sacramenti pi\u00f9 consuetamente affidati ai diaconi, come il Battesimo ed il Matrimonio. \u00c8 necessario anche approfondire ambiti o tematiche della filosofia, dell&#8217;ecclesiologia, della teologia dogmatica, della Sacra Scrittura e del diritto canonico pi\u00f9 utili per l&#8217;adempimento del loro ministero.<\/p>\n<p>Oltre che favorire un sano aggiornamento, tali incontri dovrebbero condurre alla preghiera, ad una maggiore comunione e ad un&#8217;azione pastorale sempre pi\u00f9 incisiva, quale risposta alle urgenti necessit\u00e0 della nuova evangelizzazione.<\/p>\n<p>Si devono approfondire in forma comunitaria e con guida autorevole anche i documenti del Magistero, specialmente quelli che esprimono la posizione della Chiesa riguardo a problemi dottrinali e morali maggiormente sentiti, mirando sempre al ministero pastorale. Cos\u00ec facendo si potr\u00e0 esprimere e realizzare la dovuta obbedienza al Pastore universale della Chiesa e ai Pastori diocesani, rafforzando anche la fedelt\u00e0 alla dottrina e alla disciplina della Chiesa in un rinsaldato vincolo di comunione.<\/p>\n<p>\u00c8 del massimo interesse e di grande attualit\u00e0, inoltre, studiare, approfondire e diffondere la dottrina sociale della Chiesa. L&#8217;inserimento di buona parte dei diaconi nelle professioni, nel lavoro e nella famiglia, infatti, consentir\u00e0 di elaborare mediazioni efficaci per la conoscenza e l&#8217;attuazione dell&#8217;insegnamento sociale cristiano.<\/p>\n<p>Coloro che ne hanno le capacit\u00e0 possono essere indirizzati dal Vescovo alla specializzazione in una disciplina teologica, conseguendo possibilmente i gradi accademici presso centri accademici pontifici o riconosciuti dalla Sede Apostolica, che assicurino una formazione dottrinalmente corretta.<\/p>\n<p>Infine, abbiano sempre a cuore lo studio sistematico, non solo per perfezionare il loro sapere teologico, ma anche per rivitalizzare continuamente il loro ministero, rendendolo sempre adeguato alle necessit\u00e0 della comunit\u00e0 ecclesiale.<\/p>\n<ol start=\"73\">\n<li>Accanto all&#8217;approfondimento doveroso delle scienze sacre, va curata una adeguata acquisizione delle metodologie pastorali (209) per un efficace ministero.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La formazione pastorale permanente consiste, in primo luogo, nel promuovere continuamente l&#8217;impegno del diacono a perfezionare l&#8217;efficacia del proprio ministero, di rendere presente nella Chiesa e nella societ\u00e0 l&#8217;amore e il servizio di Cristo a tutti gli uomini senza distinzioni, specialmente ai pi\u00f9 deboli e bisognosi. Infatti, \u00e8 dalla carit\u00e0 pastorale di Ges\u00f9 che il diacono attinge la forza e il modello del suo agire. Questa stessa carit\u00e0 spinge e stimola il diacono, collaborando con il Vescovo e i presbiteri, a promuovere la missione propria dei fedeli laici nel mondo. Egli \u00e8 perci\u00f2 stimolato \u00ab a conoscere sempre meglio la condizione reale degli uomini, ai quali \u00e8 mandato, a discernere nelle circostanze storiche nelle quali \u00e8 inserito gli appelli dello Spirito, a ricercare i metodi pi\u00f9 adatti e le forme pi\u00f9 utili per esercitare oggi il suo ministero \u00bb (210) in leale e convinta comunione con il Sommo Pontefice e con il proprio Vescovo.<\/p>\n<p>Tra queste forme, l&#8217;apostolato odierno richiede anche il lavoro in gruppo, che, per essere fruttuoso, esige di sapere rispettare e difendere, in sintonia con la natura organica della comunione ecclesiale, la diversit\u00e0 e complementarit\u00e0 dei doni e delle funzioni rispettive dei presbiteri, dei diaconi e di tutti gli altri fedeli.<\/p>\n<p><strong><em>Organizzazione e mezzi<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"74\">\n<li>La variet\u00e0 di situazioni, presenti nelle Chiese particolari, rende arduo definire un quadro esauriente sulla organizzazione e sui mezzi idonei per una congrua formazione permanente dei diaconi. \u00c8 necessario scegliere gli strumenti formativi sempre in un contesto di chiarezza teologica e pastorale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sembra pi\u00f9 opportuno, perci\u00f2, offrire soltanto alcune indicazioni di carattere generale, facilmente traducibili nelle diverse situazioni concrete.<\/p>\n<ol start=\"75\">\n<li>Luogo primo della formazione permanente dei diaconi \u00e8 lo stesso ministero. Attraverso il suo esercizio il diacono matura, focalizzando sempre pi\u00f9 la propria vocazione personale alla santit\u00e0 nell&#8217;adempimento dei propri doveri sociali ed ecclesiali, in particolare, delle funzioni e responsabilit\u00e0 ministeriali. La coscienza di ministerialit\u00e0 costituisce quindi lo scopo preferenziale della specifica formazione che viene impartita.<\/li>\n<li>L&#8217;itinerario di formazione permanente deve svilupparsi sulla base di un preciso e accurato progetto stabilito e verificato dall&#8217;autorit\u00e0 competente, con la caratteristica dell&#8217;unitariet\u00e0, scandita con progressione per tappe, in piena sintonia col Magistero ecclesiastico. \u00c8 opportuno stabilire un minimo indispensabile per tutti, da non confondere con gli itinerari di approfondimento.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo progetto deve prendere in considerazione due livelli formativi strettamente collegati fra di loro: quello diocesano, che ha come referente il Vescovo o un suo delegato; quello della comunit\u00e0, in cui il diacono esercita il proprio ministero, che ha come referente il parroco o altro sacerdote.<\/p>\n<ol start=\"77\">\n<li>La prima nomina del diacono in una comunit\u00e0 o in un ambito pastorale rappresenta un momento delicato. La sua presentazione ai responsabili della comunit\u00e0 (parroco, sacerdoti, ecc.) e di questa allo stesso diacono, oltre che favorire la reciproca conoscenza, contribuir\u00e0 a improntare subito la collaborazione sulla base della stima e del dialogo rispettoso, in uno spirito di fede e di carit\u00e0. Pu\u00f2 risultare proficuamente formativa la propria comunit\u00e0 cristiana, quando il diacono vi si inserisce con l&#8217;animo di chi sa rispettare le sane tradizioni, sa ascoltare, discernere, servire ed amare cos\u00ec come farebbe il Signore Ges\u00f9.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;esperienza pastorale iniziale sar\u00e0 seguita con particolare attenzione da un esemplare sacerdote responsabile, incaricato dal Vescovo.<\/p>\n<ol start=\"78\">\n<li>Saranno garantiti ai diaconi incontri periodici di contenuto liturgico, di spiritualit\u00e0, di aggiornamento, di verifica e di studio a livello diocesano o sovradiocesano.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sar\u00e0 bene prevedere, sotto l&#8217;autorit\u00e0 del Vescovo e senza moltiplicare strutture, raduni periodici tra sacerdoti, diaconi, religiose, religiosi e laici impegnati nell&#8217;esercizio della cura pastorale, sia per superare l&#8217;isolamento di piccoli gruppi, sia per garantire l&#8217;unit\u00e0 di vedute e di azione di fronte ai diversi modelli pastorali.<\/p>\n<p>Il Vescovo seguir\u00e0 con sollecitudine i diaconi suoi collaboratori, presenziando agli incontri, secondo le sue possibilit\u00e0 e, se impedito, non mancher\u00e0 di farsi rappresentare.<\/p>\n<ol start=\"79\">\n<li>Con l&#8217;approvazione del Vescovo deve essere elaborato un piano di formazione permanente realistico e realizzabile, conforme alle presenti disposizioni, che tenga conto dell&#8217;et\u00e0 e delle specifiche situazioni dei diaconi, insieme alle esigenze del loro ministero pastorale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A tale scopo, il Vescovo potr\u00e0 costituire un gruppo di idonei formatori o, eventualmente, richiedere la collaborazione delle diocesi vicine.<\/p>\n<ol start=\"80\">\n<li>\u00c8 auspicabile che il Vescovo istituisca un\u00a0<em>organismo di coordinamento dei diaconi<\/em>, per programmare, coordinare e verificare il ministero diaconale: dal discernimento vocazionale, (211) alla formazione e all&#8217;esercizio del ministero, compresa la formazione permanente.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Faranno parte di tale organismo lo stesso Vescovo, che lo presieder\u00e0, o un sacerdote suo delegato, insieme ad un proporzionato numero di diaconi. Detto organismo non mancher\u00e0 di tenere i dovuti collegamenti con gli altri organismi diocesani.<\/p>\n<p>Norme proprie, emanate dal Vescovo, regoleranno tutto ci\u00f2 che riguarda la vita e il funzionamento di tale organismo.<\/p>\n<ol start=\"81\">\n<li>Per i diaconi coniugati saranno programmate, oltre alle altre, iniziative e attivit\u00e0 di formazione permanente, che, secondo l&#8217;opportunit\u00e0, coinvolgano, in qualche modo, anche le mogli e l&#8217;intera famiglia, tenendo sempre presente l&#8217;essenziale distinzione di ruoli e la chiara indipendenza del ministero.<\/li>\n<li>I diaconi valorizzeranno tutte quelle iniziative che, abitualmente, le Conferenze Episcopali o le diocesi promuovono per la formazione permanente del clero: ritiri spirituali, conferenze, giornate di studio, convegni, corsi integrativi a carattere teologico-pastorale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Essi avranno anche cura di non mancare a quelle iniziative che pi\u00f9 segnatamente riguarderanno il loro ministero di evangelizzazione, liturgico e di carit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Il Sommo Pontefice, Giovanni Paolo II, ha approvato il presente Direttorio e ne ha ordinato la pubblicazione.<\/em><\/p>\n<p>Roma, dal Palazzo delle Congregazioni, il 22 febbraio, festa della Cattedra di S. Pietro, dell&#8217;anno 1998.<\/p>\n<p><strong>Dar\u00edo Card. Castrill\u00f3n Hoyos<br \/>\n<\/strong><em>Prefetto<\/em><\/p>\n<p><strong>Csaba Terny\u00e1k<\/strong><br \/>\n<em>Arcivescovo titolare di Eminenziana<br \/>\nSegretario<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"CONGREGAZIONE PER IL CLERO DIRECTORIUM PRO MINISTERIO ET VITA DIACONORUM PERMANENTIUM DIRETTORIO PER IL MINISTERO E LA VITA DEI DIACONI PERMANENTI 1 LO STATUTO GIURIDICO DEL DIACONO Il diacono ministro sacro Il diaconato ha la sua sorgente nella consacrazione e nella missione di Cristo, delle quali il diacono viene chiamato a partecipare.(1) Mediante l&#8217;imposizione delle [&hellip;]","protected":false},"author":2,"featured_media":1404,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-1401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-diaconato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1401"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1403,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1401\/revisions\/1403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}