{"id":1495,"date":"2021-06-20T17:51:32","date_gmt":"2021-06-20T15:51:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/?p=1495"},"modified":"2021-06-20T17:58:59","modified_gmt":"2021-06-20T15:58:59","slug":"discorso-del-santo-padre-francesco-ai-diaconi-permanenti-della-diocesi-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/discorso-del-santo-padre-francesco-ai-diaconi-permanenti-della-diocesi-di-roma\/","title":{"rendered":"DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO  AI DIACONI PERMANENTI DELLA DIOCESI DI ROMA"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Grazie della visita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vi ringrazio per le vostre parole e le vostre testimonianze. Saluto il Cardinale Vicario, tutti voi e le vostre famiglie. Mi rallegro che tu, Giustino, sia stato nominato Direttore della Caritas: guardando te penso che crescer\u00e0, tu hai il doppio di statura di don Ben, vai avanti! [ridono, applausi] Come pure del fatto che la Diocesi di Roma abbia ripreso l\u2019antica consuetudine di affidare una chiesa a un diacono perch\u00e9 diventi una Diaconia, come ha fatto con te, caro Andrea, in un quartiere popolare della citt\u00e0. Saluto con affetto te e tua moglie Laura. Mi auguro che non finirai come San Lorenzo, ma vai avanti! [ridono]<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che mi avete chiesto che cosa mi aspetto dai diaconi di Roma, vi dir\u00f2 alcune cose, come faccio spesso quando vi incontro e mi fermo a scambiare due parole con qualcuno di voi.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo riflettendo un poco sul ministero del diacono. La via maestra da percorrere \u00e8 quella indicata dal&nbsp;Concilio Vaticano II, che ha inteso il diaconato come \u00abgrado proprio e permanente della gerarchia\u00bb. La&nbsp;<em>Lumen gentium<\/em>, dopo aver descritto la funzione dei presbiteri come partecipazione alla funzione sacerdotale di Cristo, illustra il ministero dei diaconi, \u00abai quali \u2013 dice \u2013 vengono imposte le mani&nbsp;<em>non per il sacerdozio ma per il servizio<\/em>\u00bb (n.29). Questa differenza non \u00e8 di poco conto. Il diaconato, che nella concezione precedente era ridotto a un ordine di passaggio verso il sacerdozio, riacquista cos\u00ec il suo posto e la sua specificit\u00e0. Gi\u00e0 il solo fatto di sottolineare questa differenza aiuta a superare la piaga del clericalismo, che pone una casta di sacerdoti \u201csopra\u201d il Popolo di Dio. Questo \u00e8 il nocciolo del clericalismo: una casta sacerdotale \u201csopra\u201d il Popolo di Dio. E se non si risolve questo, continuer\u00e0 il clericalismo nella Chiesa. I diaconi, proprio perch\u00e9 dediti al servizio di questo Popolo, ricordano che nel corpo ecclesiale nessuno pu\u00f2 elevarsi al di sopra degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Chiesa deve vigere la logica opposta,&nbsp;<em>la logica dell\u2019abbassamento<\/em>. Tutti siamo chiamati ad abbassarci, perch\u00e9 Ges\u00f9 si \u00e8 abbassato, si \u00e8 fatto servo di tutti. Se c\u2019\u00e8 uno grande nella Chiesa \u00e8 Lui, che si \u00e8 fatto il pi\u00f9 piccolo e il servo di tutti. E tutto comincia da qui, come ci ricorda il fatto che il diaconato \u00e8 la porta d\u2019ingresso dell\u2019Ordine. E diaconi si rimane per sempre. Ricordiamoci, per favore, che sempre per i discepoli di Ges\u00f9&nbsp;<em>amare \u00e8 servire<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>servire \u00e8 regnare<\/em>. Il potere sta nel servizio, non in altro. E come tu hai ricordato quello che dico, che i diaconi sono i custodi del servizio nella Chiesa, per conseguenza si pu\u00f2 dire che sono i custodi del vero \u201cpotere\u201d nella Chiesa, perch\u00e9 nessuno vada oltre il potere del servizio. Pensate su questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il diaconato, seguendo la via maestra del Concilio, ci conduce cos\u00ec al centro del mistero della Chiesa. Come ho parlato di \u201cChiesa costitutivamente missionaria\u201d e di \u201cChiesa costitutivamente sinodale\u201d, cos\u00ec dico che dovremmo parlare di \u201cChiesa&nbsp;<em>costitutivamente diaconale<\/em>\u201d. Se non si vive questa dimensione del servizio, infatti, ogni ministero si svuota dall\u2019interno, diventa sterile, non produce frutto. E poco a poco si mondanizza. I diaconi ricordano alla Chiesa che \u00e8 vero quanto scopr\u00ec Santa Teresina: la Chiesa ha un cuore bruciato dall\u2019amore. S\u00ec, un cuore umile che palpita di servizio. I diaconi ci ricordano questo quando, come il diacono San Francesco, portano agli altri la prossimit\u00e0 di Dio senza imporsi, servendo con umilt\u00e0 e letizia. La generosit\u00e0 di un diacono che si spende senza cercare le prime file profuma di Vangelo, racconta la grandezza dell\u2019umilt\u00e0 di Dio che fa il primo passo \u2013 sempre, Dio sempre fa il primo passo \u2013 per andare incontro anche a chi gli ha voltato le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi occorre fare attenzione anche a un altro aspetto. La diminuzione del numero dei presbiteri ha portato a un impegno prevalente dei diaconi in compiti di supplenza che, per quanto importanti, non costituiscono lo specifico del diaconato. Sono compiti di supplenza. Il Concilio, dopo aver parlato del servizio al Popolo di Dio \u00abnella diaconia della liturgia, della parola e della carit\u00e0\u00bb, sottolinea che i diaconi sono soprattutto \u2013 soprattutto \u2013 \u00abdediti agli uffici della carit\u00e0 e dell\u2019amministrazione\u00bb (<em>Lumen gentium,<\/em>&nbsp;29). La frase richiama i primi secoli, quando i diaconi si occupavano a nome e per conto del vescovo delle necessit\u00e0 dei fedeli, in particolare dei poveri e degli ammalati. Possiamo attingere anche alle radici della Chiesa di Roma. Non penso soltanto a San Lorenzo, ma anche alla scelta di dare vita alle&nbsp;<em>diaconie<\/em>. Nella grande metropoli imperiale si organizzarono sette luoghi, distinti dalle parrocchie e distribuiti nei municipi della citt\u00e0, in cui i diaconi svolgevano un lavoro capillare a favore dell\u2019intera comunit\u00e0 cristiana, in particolare degli \u201cultimi\u201d, perch\u00e9, come dicono gli&nbsp;<em>Atti degli Apostoli<\/em>, nessuno tra di loro fosse bisognoso (cfr 4,34).<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo a Roma si \u00e8 cercato di recuperare questa antica tradizione con la diaconia nella chiesa di San Stanislao. So che siete ben presenti anche nella Caritas e in altre realt\u00e0 vicine ai poveri. Cos\u00ec facendo non perderete mai la bussola: i diaconi non saranno \u201cmezzi preti\u201d o preti di seconda categoria, n\u00e9 \u201cchierichetti di lusso\u201d, no, su quella strada non si cammina; saranno servi premurosi che si danno da fare perch\u00e9 nessuno sia escluso e l\u2019amore del Signore tocchi concretamente la vita della gente. In definitiva, si potrebbe riassumere in poche parole la spiritualit\u00e0 diaconale, cio\u00e8 la spiritualit\u00e0 del servizio:&nbsp;<em>disponibilit\u00e0 dentro&nbsp;<\/em>e<em>&nbsp;apertura fuori<\/em>. Disponibili dentro, di cuore, pronti al s\u00ec, docili, senza far ruotare la vita attorno alla propria agenda; e aperti fuori, con lo sguardo rivolto a tutti, soprattutto a chi \u00e8 rimasto fuori, a chi si sente escluso. Ho letto ieri un passo di don Orione, che parlava dell\u2019accoglienza dei bisognosi, e lui diceva: \u201cNelle nostre case \u2013 parlava ai religiosi della sua congregazione \u2013 nelle nostre case dev\u2019essere accolto ognuno che abbia un bisogno, qualsiasi tipo di necessit\u00e0, qualsiasi cosa, anche chi abbia un dolore\u201d. E questo mi piace. Ricevere non solo i bisognosi, ma quello che ha un dolore. Aiutare questa gente \u00e8 importante. Affido a voi questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa quello che mi aspetto dai diaconi di Roma, aggiungo ancora tre brevi idee \u2013 ma non spaventatevi: sto finendo gi\u00e0 \u2013 che non vanno nella direzione delle \u201ccose da fare\u201d, ma delle dimensioni da coltivare. In primo luogo mi aspetto che siate&nbsp;<em>umili<\/em>. \u00c8 triste vedere un vescovo e un prete che si pavoneggiano, ma lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 vedere un diacono che vuole mettersi al centro del mondo, o al centro della liturgia, o al centro della Chiesa. Umili. Tutto il bene che fate sia un segreto tra voi e Dio. E cos\u00ec porter\u00e0 frutto.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, mi aspetto siate&nbsp;<em>bravi sposi e bravi padri<\/em>. E bravi nonni. Questo dar\u00e0 speranza e consolazione alle coppie che stanno vivendo momenti di fatica e che troveranno nella vostra semplicit\u00e0 genuina una mano tesa. Potranno pensare: \u201cGuarda un po\u2019 il nostro diacono! \u00c8 contento di stare con i poveri, ma anche con il parroco e persino con i figli e con la moglie!\u201d. Anche con la suocera, \u00e8 molto importante! Fare tutto con gioia, senza lamentarsi: \u00e8 una testimonianza che vale pi\u00f9 di tante prediche. E le lamentele, fuori. Senza lamentarsi. \u201cHo avuto tanto lavoro, tanto\u2026\u201d. Niente. Mangiate [mandate gi\u00f9] queste cose. Fuori. Il sorriso, la famiglia, aperti alla famiglia, la generosit\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, terza [cosa], mi aspetto che siate delle&nbsp;<em>sentinelle<\/em>: non solo che sappiate avvistare i lontani e i poveri \u2013 questo non \u00e8 tanto difficile \u2013 ma che aiutiate la comunit\u00e0 cristiana ad avvistare Ges\u00f9 nei poveri e nei lontani, mentre bussa alle nostre porte attraverso di loro. E una dimensione anche, dir\u00f2, catechetica, profetica, della sentinella-profeta-catechista che sa vedere oltre e aiutare gli altri a vedere oltre, e vedere i poveri, che sono lontani. Potete fare vostra quella bella immagine che sta alla fine dei Vangeli, quando Ges\u00f9 da lontano chiede ai suoi: \u00abNon avete nulla da mangiare?\u00bb E il discepolo amato lo riconosce e dice: \u00ab\u00c8 il Signore!\u00bb (<em>Gv<\/em>&nbsp;21,5.7). Qualsiasi necessit\u00e0, vedere il Signore. Cos\u00ec anche voi avvistate il Signore quando, in tanti suoi fratelli pi\u00f9 piccoli, chiede di essere nutrito, accolto e amato. Ecco, vorrei che questo fosse il profilo dei diaconi di Roma e di tutto il mondo. Lavorate su questo. Voi avete delle generosit\u00e0 e andate avanti con questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi ringrazio per quello che fate e per quello che siete e vi chiedo, per favore, di continuare a pregare per me. Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti! Grazie della visita. Vi ringrazio per le vostre parole e le vostre testimonianze. Saluto il Cardinale Vicario, tutti voi e le vostre famiglie. 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