{"id":675,"date":"2018-04-17T23:51:29","date_gmt":"2018-04-17T21:51:29","guid":{"rendered":"http:\/\/diaconidiroma.com\/?p=675"},"modified":"2018-11-15T22:44:17","modified_gmt":"2018-11-15T21:44:17","slug":"discorso-del-cardinal-poletti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/diaconato\/index.php\/discorso-del-cardinal-poletti-2\/","title":{"rendered":"Discorso del Cardinal Poletti"},"content":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle, vogliamo vivere questo nostro incontro come un momento particolarmente significativo di ringraziamento e di gioia, accompagnato da un impegno profondo di ciascuno che scaturisce dalla fede, da un\u2019esperienza di ministero che avete compiuto e che deve continuare.<\/p>\n<p>Viviamo in un momento di passaggio. Nel 1980 io presi la deliberazione di ricostituire, nella Diocesi di Roma, il Diaconato permanente come segno e testimonianza ecclesiale di completezza di vita cristiana nella Chiesa. Nel 1983 ci fu la prima ordinazione diaconale alla quale ne seguirono altre. Siete arrivati ormai, ordinati o prossimi all&#8217;ordinazione, vicino alla cinquantina. \u00c8 stato fatto un lungo, grande e significativo cammino.<!--more--><\/p>\n<p>Siete stati circondati da una atmosfera di fiducia, di incoraggiamento, che vi ha dato stimolo a rispondere alla chiamata di Dio. Non dimentichiamo mai che ogni ordinazione \u00e8 risposta alla chiamata di Dio.<\/p>\n<p>\u00c8 partito questo vostro gruppo nella fiducia della Chiesa espressa dal Cardinal Vicario. Siete stati guidati da amore fraterno e prudente nel discernimento come quello di mons. Franco Peracchi. Siete stati condotti quasi per mano, gioiosamente, con fervore e con entusiasmo da padre Luca Brandolini che ha svolto in nome di Dio, prima come sacerdote, poi come Vescovo, il compito della vostra formazione spirituale, culturale e pastorale, come diaconi permanenti della Chiesa.<\/p>\n<p>Vivete un momento di passaggio, ho detto. C\u2019\u00e8 stato il cambiamento del Cardinal Vicario; resta l\u2019approvazione dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica, del Pastore di questa Chiesa al Diaconato permanente, al vostro impegno. Essa resta ed \u00e8 il fondamento solido, la base solida della vostra offerta a Dio, della vostra ordinazione diaconale e del vostro apostolato. Resta la presenza discreta, saggia, attenta di don Franco Peracchi. Cambia anche il vostro formatore, padre Luca, che sta per prendere la sua Diocesi di Sora. Pu\u00f2 nascere cos\u00ec sommessamente, quasi silenziosamente un interrogativo per il nostro cammino e le prospettive che ci attendono sono nelle mani di Dio.<\/p>\n<p>La separazione da persone care che hanno aiutato lo spirito, che hanno dato la vita, pu\u00f2 essere faticosa, pu\u00f2 nascondere sofferenza, ci\u00f2 \u00e8 umano. Ci garantisce la Sua presenza il Signore Dio. Quello che \u00e8 vero Egli lo conferma, quello che Egli ha predisposto nella sua Provvidenza Egli lo difende. Quello che Egli ha voluto per il bene della Sua Chiesa, del Suo popolo nella Chiesa particolare di Roma lo avvolge del Suo amore e della Sua protezione.<\/p>\n<p>Dunque non c\u2019\u00e8 nulla da temere. Il vostro servizio diaconale nella Chiesa di Roma, non frantumato nelle persone, ma consolidato nell\u2019unit\u00e0 della vocazione, della missione, del servizio, continua. La vostra forza \u00e8 di essere insieme fedeli al vostro carisma. Rispondere all\u2019amore di Dio, essere fedeli alla Chiesa esaltando in modo particolare questa caratteristica specifica, questa che \u00e8 propria dell\u2019Ordine diaconale: il servizio ecclesiale. Un servizio che \u00e8 unico, ben preciso, ben definito nella vita della Chiesa. Non un qualsiasi servizio, ma un servizio sacramentale. La grazia del sacramento si concentra in voi, a vostro incoraggiamento, in questo rimanere, sempre e in tutte le circostanze della vita cristiana di Roma, in questa dimensione di servizio.<\/p>\n<p>Nella breve lettura delle Lodi abbiamo sentito la parola del profeta Ezechiele che faceva promessa di rinnovamento del popolo di Dio. Tempi tristi, tempi di esilio e di schiavit\u00f9. Il popolo di Israele era disperso nei settant\u2019anni della cattivit\u00e0 babilonese, lontano dalla sua promessa:<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec dice il Signore: vi asperger\u00f2 con acqua pura e sarete purificati: io vi purificher\u00f2 da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli: vi dar\u00f2 un cuore nuovo, metter\u00f2 dentro di voi uno spirito nuovo, toglier\u00f2 da voi un cuore di pietra e vi dar\u00f2 un cuore di carne. Porr\u00f2 il mio spirito dentro di voi e vi far\u00f2 vivere secondo i miei precetti e vi far\u00f2 osservare e mettere in pratica le mie leggi.\u201d<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la parola del profeta al popolo di Israele, che \u00e8 parola di Dio che si rinnova alla Chiesa dispersa in tutto il mondo per compiere la sua missione: \u201cEcco io vi mando ad annunciare il Vangelo fino agli ultimi confini della terra\u201d. Questo \u00e8 il comando di Ges\u00f9 alla sua Chiesa, non solo agli Apostoli, ma alla sua Chiesa in tutte le sue componenti.<\/p>\n<p>Anche oggi potete avere l\u2019impressione di vivere nella Chiesa di Roma come una dispersione, una diaspora. Invece la vostra coesione, la partecipazione ad una interpretazione univoca, autentica, sincera del vostro servizio diaconale, non subito, ma accettato, voluto con amore, il vostro servizio che \u00e8 risposta di amore a Dio, vi terr\u00e0 come una forza viva e operante in questa Chiesa di Roma. Forza che andr\u00e0 aumentando gradualmente, man mano che si consolida con il passare degli anni la vostra fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti siamo uomini, tutti possiamo avere momenti di debolezza, di stanchezza, di incertezza, ma c\u2019\u00e8 sempre la forza dello Spirito Santo che ci avvicina, ci tiene insieme.<\/p>\n<p>La ricostituzione del Diaconato permanente nella Chiesa di Roma \u00e8 estremamente significativa. Io non cesso, ancora oggi, dal mio ritiro spirituale di ringraziare Dio, attraverso Maria, salvezza del popolo romano, che mi ha dato la possibilit\u00e0 di ricostituire il Diaconato permanente a Roma.<\/p>\n<p>Per\u00f2 dieci o dodici anni non costituiscono ancora una tradizione consolidata. Attraverso riflessioni e conversazioni, attraverso informazioni che potete aver ricevuto personalmente o che avete ascoltato da altri che vi sono vicini, potete avere la sensazione che in Italia, in questo nostro Paese, in seno alla stessa Conferenza Episcopale Italiana, ai Vescovi che sono Pastori del popolo in Italia, c\u2019\u00e8 ancora qualche incertezza circa l\u2019autenticit\u00e0, la verit\u00e0, la finalit\u00e0 del Diaconato permanente. Nessuna meraviglia! Anche dov\u2019\u00e8 stato costituito, pi\u00f9 o meno frettolosamente o con attenzione e diligenza, non \u00e8 che tutto sia chiaro immediatamente, manca ancora una lunga tradizione che lo convalidi. Siete ancora, oserei dire, una pianticella. Pianticella di Dio, posta da Lui nel terreno del Suo popolo, ma siete ancora una pianticella fragile, che ha bisogno di tanto aiuto proprio mentre porta i primi frutti.<\/p>\n<p>Allora pi\u00f9 che mai, di anno in anno, \u00e8 necessaria la vostra comunione tra voi comunit\u00e0 dei Diaconi permanenti di Roma. Per sorreggervi a vicenda, per arricchirvi a vicenda nella istruzione della Parola di Dio, nell\u2019insegnamento della Chiesa e anche nella comune esperienza, perch\u00e9 il vostro servizio si consolidi, diventi sempre pi\u00f9 efficace e si faccia testimonianza nella Chiesa di Dio che \u00e8 in Italia. \u00c8 una missione, un compito che pesa su di voi, Diaconi permanenti della Chiesa di Roma.<\/p>\n<p>Dovete rendervene conto, per non scoraggiarvi, anzi per stimolarvi vicendevolmente ad approfondire responsabilit\u00e0, ad accettare sacrifici, a testimoniare con animo aperto, con mente limpida, con cuore generoso, pronti a cogliere ogni ispirazione di Dio che dia luce, splendore, brillantezza al vostro servizio diaconale.<\/p>\n<p>Nella Chiesa voi non solo avete assunto uno speciale stato di servizio, non solo dovete rimanere in questo stato di servizio, ma il vostro stato di servizio \u00e8 specifico, in qualche modo si distingue e si qualifica da tutti gli altri stati di servizio che sono nella Chiesa. Che nella societ\u00e0 civile lo stato di servizio non sia compreso, che nella societ\u00e0 civile prevalga il senso dell\u2019autorit\u00e0, del potere, del prestigio \u00e8 comprensibile. La societ\u00e0 civile cerca prevalentemente gli interessi terreni. Ma nella Chiesa il Diaconato permanente, a mio modo di vedere, ha il compito di testimoniare che, chiamati da Ges\u00f9 ad essere suoi discepoli, noi dobbiamo vivere la condizione da Lui scelta. Pur essendo Dio, dice l\u2019apostolo Paolo ai Filippesi, non consider\u00f2 un privilegio da far valere la sua divinit\u00e0, ma umili\u00f2 se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Poi Dio lo esalt\u00f2 e la sua missione di Salvatore e Redentore del mondo brill\u00f2 proprio in relazione a questo stato di servizio e di annientamento che Lui aveva scelto. Nella Sua predicazione del Vangelo, Ges\u00f9 ripetutamente disse: \u201cIo sono come uno che serve; voi mi chiamate Maestro e Signore e lo sono, ma io mi sono messo in mezzo a voi come uno che serve\u201d. Tutti i discepoli di Cristo, dunque, devono mettersi in un atteggiamento di servizio che li rende simili al Maestro e Signore. Il Maestro che ci guida, al Signore che ci d\u00e0 la vita.<\/p>\n<p>Ma in modo particolare Ges\u00f9 chiede la condizione del servizio a coloro che Egli ha chiamati per l\u2019annuncio del Vangelo, per la testimonianza del Vangelo, per i suoi apostoli.<\/p>\n<p>Anche se Ges\u00f9 ha poi caricato sulle spalle dei suoi apostoli, Vescovi e Presbiteri, responsabilit\u00e0 di custodia della Parola di Dio, di annuncio della Parola di Dio, di distribuzione e animazione dei sacramenti della vita eterna che li rendono pi\u00f9 evidenti come pastori, come amministratori della grazia, come guide. Per\u00f2 in tutti resta lo spirito di servizio. In voi, nel Diaconato permanente, c\u2019\u00e8 ben poco di responsabilit\u00e0 ecclesiale che equivalga a potere, a custodia della verit\u00e0, a servizio della carit\u00e0. Ben poco potere decisionale; vorrei dire quasi nulla.<\/p>\n<p>Nel vostro stato di servizio si evidenzia solo questo. Quando gli apostoli costituirono i primi diaconi, le parole degli apostoli furono sufficientemente precise e chiare: \u201cNon \u00e8 giusto che noi ci disperdiamo nei servizi della comunit\u00e0, nei servizi delle mense, mensa del pane di Dio, mensa dell\u2019eucaristia, mensa della misericordia. Noi dobbiamo dedicarci alla Parola, alla preghiera e all\u2019annuncio del Vangelo.<\/p>\n<p>Essi hanno costituito i diaconi perch\u00e9 rimanessero nello stato e nella condizione di servizio in modo evidente. Questo servizio gli apostoli non lo limitavano a un servizio specifico, materiale, fisico, ma un servizio che liberasse la Parola di Dio, liberasse la diffusione della grazia di Dio, facesse da supporto all\u2019opera meravigliosa, visibile e invisibile, della grazia di Dio che si esprime nell\u2019annuncio della Parola del Vangelo ed \u00e8 comunicata attraverso gli strumenti della santificazione, i Sacramenti, nell\u2019esercizio di una carit\u00e0 senza limiti, non limitata alle cose materiali. Ma tutta questa missione di verit\u00e0, di carit\u00e0 e di servizio che \u00e8 nella Chiesa, gli apostoli vollero che fosse resa visibile nel suo fondamento, nell\u2019umilt\u00e0 di una pietra che si mette sotto terra e sostiene un edificio, vollero cio\u00e8 i diaconi. Gli Atti degli Apostoli riassumono in questa sola parola una volont\u00e0, una intenzione, una dimensione molto pi\u00f9 grande di quella intesa dagli apostoli: perch\u00e9 noi fossimo liberi nella preghiera, nell\u2019annuncio globale del Vangelo, nella santificazione della Chiesa.<\/p>\n<p>Questa caratteristica di servizio \u00e8 comune a tutti i membri della Chiesa; \u00e8 doverosa anche per noi rivestiti dell\u2019autorit\u00e0 di pastori e di maestri. Per\u00f2 l\u2019esercizio della nostra missione pu\u00f2 in qualche modo velare davanti agli uomini il nostro stato di servizio, che non \u00e8 meno valido del vostro, che porta anche maggior sacrificio del vostro, ma in noi resta meno evidente. Potete constatare anche voi quanta gente considera la struttura gerarchica della Chiesa come esercizio di potere, esercizio di forza: \u201cI preti fanno il loro mestiere, i preti cercano i loro interessi!\u201d. La gente \u00e8 confusa in merito a ci\u00f2.<\/p>\n<p>Ma voi siete posti in mezzo al popolo di Dio per testimoniare che la Chiesa \u00e8 servizio, attenta a tutti i grandi bisogni dell\u2019umanit\u00e0, attenta ai pi\u00f9 piccoli, ai pi\u00f9 umili, ai pi\u00f9 modesti. In mezzo alla comunit\u00e0 cristiana del popolo, nelle ripartizioni delle parrocchie, nei vari servizi che vi possono essere assegnati, voi siete l\u00ec come persone disponibili, anche se nella vita civile avete responsabilit\u00e0 che rivestono in qualche modo autorit\u00e0, quelle stesse responsabilit\u00e0 assumono, attraverso il vostro diaconato, una sfumatura pi\u00f9 delicata, vi rende pi\u00f9 pazienti, vi rende soprattutto pi\u00f9 umili, pi\u00f9 uniti, pi\u00f9 puri di cuore. Persone dalla mente pi\u00f9 libera per capire la gente. Siete davvero gli operatori primi e pi\u00f9 immediati del codice della vita cristiana che sono le otto beatitudini descritte da Matteo nel Vangelo.<\/p>\n<p>In principio di questo servizio ne avete fatto l\u2019esperienza; vi accolgono con diffidenza, con una certa ironia, con un certo distacco, poi a poco a poco vi apprezzano e vi stimano. \u00c8 un passo avanti, ma bisogna che il passo della gente si allunghi e riconosca nel vostro stile di vita questa continua disponibilit\u00e0, l\u2019essere in mezzo ai fratelli come uno che serve. Il che non vuol dire dispensarsi dalle responsabilit\u00e0; vuol dire gestire i propri doveri, a cominciare dalla famiglia fino al lavoro, fino alla partecipazione alla vita pubblica, in modo umile, paziente e mite, che \u00e8 caratteristico del servizio. I servi non si ribellano, non protestano, non discutono, anche se fra gli uomini questo potrebbe essere, in qualche situazione, discutibile. Ma nel Regno di Dio, davanti all\u2019infinita misericordia di Dio, che pu\u00f2 raggiungere tutti gli uomini, anche i pi\u00f9 lontani, \u00e8 questo spirito di servizio delicato, paziente, generoso, disponibile, senza limiti che \u00e8 caratteristico di una testimonianza ecclesiale. Ecco il Diaconato permanente, ecco quello che mi sembra sempre opportuno approfondire nella formazione, verificare nell\u2019esercizio, moltiplicare nella comunione fra voi.<\/p>\n<p>Siamo fedeli a questo spirito di servizio, a questa nostra vocazione. La grazia sacramentale del servizio che voi avete ricevuto come noi nel diaconato, in voi resta in qualche modo stabile e prevalente, mentre in noi resta dovere, ma assorbita da tanti altri doveri, \u00e8 forse meno percepibile. Allora il vostro spirito di servizio diventa la pi\u00f9 pertinente, la pi\u00f9 efficace evangelizzazione in mezzo al popolo di Dio.<\/p>\n<p>Il servizio liturgico, le iniziative varie che vi vengono assegnate nell\u2019esercizio del vostro ministero, l\u2019attenzione ai poveri, l\u2019attenzione agli emarginati, alle famiglie che sono nel bisogno, il servizio nei sacramenti, la Parola di Dio, ecc. sono vostre importanti attribuzioni, ma deve emergere in tutto questo lo spirito di servizio per cui siete diaconi. Avete un diritto solo: essere servi del Signore perch\u00e9 gli uomini abbiano la vita e nel vostro servizio riconoscano l\u2019amore, la Provvidenza, la benevolenza, la vicinanza del Padre che tutti amano.<\/p>\n<p>La vostra caratteristica \u00e8 lo spirito di servizio. Perch\u00e9 questo emerga, perch\u00e9 nel numero sempre crescente di diaconi permanenti, come avviene gradualmente nella Diocesi di Roma e anche si estende nelle altre Chiese di Italia, io vorrei che fosse messo in luce questo spirito di servizio. Allora emerge anche quello che nell\u2019ordinazione diaconale \u00e8 in qualche modo richiesto. Non solo il consenso della consorte del diacono, ma della famiglia del diacono. Essere costanti in questo spirito di servizio, con pazienza, con dolcezza. \u00c8 difficile soprattutto per gli uomini quando sono impegnati e travolti dalla vita esterna. Ma l\u2019aiuto colmo di fede della consorte, della sposa, della madre e la partecipazione dei figli, man mano che divengono grandi, questi vi danno speranza, perseveranza, costanza, fortezza nella testimonianza di questo spirito di servizio, che diventa disponibile a tutti senza discriminazione. Il diacono deve dire, ovunque si trovi, di non contare nulla, di essere uno che serve perch\u00e9 crede e perch\u00e9 ama.<\/p>\n<p>Ecco il fondamento: la vostra fede. Dovete credere che Dio vi ha chiamati, ed Egli vi ha chiamati perch\u00e9 avete creduto al suo amore, gli avete offerta la vostra disponibilit\u00e0. Questo spirito di servizio \u00e8 la caratteristica del Diaconato permanente. Altri, teologi, pastoralisti, dottori, sacerdoti, Vescovi, potranno discutere sulle competenze del Diacono, ma nessuno potr\u00e0 discutere sul fatto che voi, in virt\u00f9 dell\u2019ordine diaconale, avete ricevuto la grazia sacramentale del servizio: \u00e8 e resta prevalente in tutta la vostra vita ministeriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Saluto della comunit\u00e0 diaconale a S. E. mons. Luca Brandolini, a cura del diac. Giampaolo Mollo.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro padre Luca,<\/p>\n<p>\u00e8 toccato a me il compito di rivolgerti il nostro caro e affettuoso saluto. Puoi ben comprendere la mia emozione.<\/p>\n<p>Quando il Diaconato ha cominciato a riprendere corpo dopo tanti secoli, io mi sono trovato in qualche riunione al Seminario Maggiore dove stranamente erano dodici le persone presenti. Di tutti quelli che quella volta si sono riuniti intorno a te e a don Franco non tutti sono diventati diaconi e non tutti quelli che sono diventati diaconi sono ora qui tra noi.<\/p>\n<p>Per\u00f2 quel momento \u00e8 rimasto nella nostra memoria, nella nostra attenzione come un momento creativo dello Spirito. Ci\u00f2 che preferisco ricordare \u00e8 che tu sei stato voce di quello Spirito. Di quello Spirito animatore che, dopo tanto tempo, in maniera misteriosa, voleva nuovamente evidenziare quel servizio sacramentale che cos\u00ec bene Sua Eminenza ci ha delineato e sottolineato ancora una volta questa mattina.<\/p>\n<p>E se veramente questo spirito sacramentale ha trovato corpo, tu sei stato il nostro primo esempio. Primo esempio perch\u00e9 hai messo a nostra disposizione tutto: il tuo tempo, la tua preparazione, la tua cultura e soprattutto la tua disponibilit\u00e0 a tutte le nostre richieste. Anche quando ci hai richiamati in maniera vivace per le nostre impazienze, sei stato ancora una volta paziente con tutti noi.<\/p>\n<p>Partire \u00e8 un po\u2019 morire. E, come abbiamo gi\u00e0 sentito questa mattina, questo \u00e8 il momento dei distacchi. Per\u00f2 penso anche che, per il canto che hai scelto, un cammino \u00e8 stato aperto, un cammino che continua perch\u00e9 quello che viviamo \u00e8 un inizio. Ripensando alla figura del diacono Lorenzo, non posso pensare che, quando egli concluse la sua esperienza, tutto si fosse chiuso. Egli ha lasciato una strada aperta, nella quale siamo stati reimmessi per il tuo aiuto, per la tua comprensione e per la tua attenzione.<\/p>\n<p>Questo cammino intrapreso non vogliamo, noi della Comunit\u00e0 diaconale di Roma, che si interrompa. E questa \u00e8 l\u2019altra annotazione che ci tengo a fare. Hai avuto la capacit\u00e0, la prudenza, l\u2019attenzione di sperimentare giorno per giorno sempre una comunit\u00e0 nuova che cresceva. Dalle difficolt\u00e0 dei primi giorni, quando pochissimi si ponevano gli interrogativi di crescere, a oggi che siamo prossimi alla cinquantina, ci sono gi\u00e0 i germi di una capacit\u00e0 della comunit\u00e0 di vivere poggiando sulla propria esperienza. Questo \u00e8 un grandissimo dono che ci hai fatto e che, girando per l\u2019Italia, ho avuto l\u2019occasione di sperimentare come sia unico per questa Chiesa.<\/p>\n<p>Ho avuto occasione di incontrare delle Diocesi dove purtroppo, dopo l\u2019ordinazione, i diaconi si sono dispersi. \u00c8 stata una grandissima sofferenza. Quando invece ci siamo incontrati per la preparazione dell\u2019anno nuovo, ci riconoscevi gi\u00e0 la capacit\u00e0 di camminare con le nostre forze, hai sentito che realmente lo Spirito stava operando in mezzo a noi.<\/p>\n<p>Di tutto questo vogliamo ringraziarti. Anche della tua docilit\u00e0 nelle difficolt\u00e0, che non sono state poche per sostenere questa comunit\u00e0; del discernimento per trovare tra di noi quelli che realmente lo Spirito chiamava a questo servizio sacramentale.<\/p>\n<p>Siamo qui per renderti grazie e per dirti che sarebbe una grande gioia averti ogni tanto tra noi. Ci auguriamo che tu possa portare di tutti quelli che hanno ricevuto il dono dell\u2019Ordine e di coloro che la Provvidenza chiama ad altri servizi un ricordo vivo nella preghiera e nella possibilit\u00e0 di chiamarci ad essere ancora al tuo servizio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cari fratelli e sorelle, vogliamo vivere questo nostro incontro come un momento particolarmente significativo di ringraziamento e di gioia, accompagnato da un impegno profondo di ciascuno che scaturisce dalla fede, da un\u2019esperienza di ministero che avete compiuto e che deve continuare. Viviamo in un momento di passaggio. 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