Suor Laura Gaeta, romana di nascita, ha passato più della metà della sua vita in Africa. È a Libreville, capitale del Gabon, dal 1987 e qui dirige la scuola “San Giovanni Bosco”. «Ho 600 bambini, tra la scuola materna e la scuola elementare – racconta –. Il personale è tutto autoctono. I bambini hanno la gioia nel cuore! Si può essere missionari dappertutto, basta saper aprire il cuore alla differenza».
Suor Laura racconterà la sua esperienza durante la veglia missionaria diocesana, che si terrà giovedì 15 ottobre, alle ore 19.30, nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, e sarà presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. Con la religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, porterà la sua testimonianza anche don Paolo Boumis, parroco di Sant’Agapito, fidei donum in Brasile dal 2014 al 2019, che continua a seguire progetti nello Stato del Maranhão, d’intesa con il Centro missionario diocesano, che organizza il momento di preghiera.
Ad ascoltare i due testimoni ci saranno anche quanti, durante la celebrazione, riceveranno dal cardinale vicario il mandato missionario, e partiranno poi verso diversi Paesi per la missio ad gentes. Kenya, Russia, Indonesia, Repubblica democratica del Congo, Filippine, Stati Uniti sono alcune delle mete che raggiungeranno.
La veglia missionaria si tiene, tradizionalmente, il giovedì che precede la Giornata missionaria mondiale, che quest’anno festeggia la centesima edizione. “Uno in Cristo, uniti nella missione” è il tema scelto da Papa Leone XIV, che nel Messaggio ha ricordato: «Nessun battezzato è estraneo o indifferente alla missione: tutti, ciascuno secondo la propria vocazione e condizione di vita, partecipano alla grande opera che Cristo affida alla sua Chiesa. Come ha più volte ricordato Papa Francesco, l’annuncio del Vangelo è sempre un’azione corale, comunitaria, sinodale».
Animata da canti e danze di diversi Paesi – quest’anno in particolare dal Messico – la veglia rappresenta, nella diocesi di Roma, l’appuntamento centrale dell’Ottobre missionario. «Proprio Roma – riflette padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario diocesano – dovrebbe testimoniare con particolare forza che l’universalità della salvezza non è un principio teologico da custodire nei manuali, ma una responsabilità da tradurre nella storia. Se il Vangelo è davvero buona notizia per tutti, nessun popolo può essere considerato periferico, nessuna cultura irrilevante, nessuna sofferenza troppo lontana. La cattolicità o diventa apertura concreta all’umanità intera oppure rischia di ridursi a una definizione formale. L’Ottobre missionario diventa allora una salutare provocazione».
Un impegno che non si limita al mese di ottobre: per l’estate sono in programma due viaggi missionari per giovani dai 18 ai 35 anni, in Brasile e in India. A promuoverli e organizzarli, l’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma, l’Ufficio diocesano per la catechesi, l’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile e l’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria.
8 ottobre 2026













