{"id":1426,"date":"2020-09-02T11:11:08","date_gmt":"2020-09-02T09:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/pretiaroma\/?p=1426"},"modified":"2021-11-15T12:42:29","modified_gmt":"2021-11-15T11:42:29","slug":"presentazione-anno-pastorale-2020-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/pretiaroma\/index.php\/presentazione-anno-pastorale-2020-2021\/","title":{"rendered":"Nuovo libretto attivit\u00e0 Formazione Permanente 21-22"},"content":{"rendered":"<p>Carissimo,<\/p>\n<p>questo libretto \u00e8 soltanto uno strumento \u2014 si spera utile ed utilizzato \u2014 per il cammino formativo che ciascun prete affronta dopo l\u2019ordinazione, grazie al quale la Grazia si incarna e il ministero si evangelizza, fino a che non sia formato Cristo in noi (cfr. <i>Gal <\/i>4,19).<\/p>\n<p>Ascoltiamo come rivolte a noi le parole che san Paolo indirizza a Timoteo: \u00abPer questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che \u00e8 in te mediante l&#8217;imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carit\u00e0 e di prudenza&#8230; Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti \u00e8 stato affidato\u00bb (<i>2Tm<\/i> 1,6-7.14).<\/p>\n<p>\u201cRavvivare\u201d potrebbe sembrare un\u2019operazione che contraddice il \u201ccustodire\u201d, se intendessimo quest\u2019ultimo\u00a0 come la conservazione di un reperto da riconsegnare intatto &#8211; pi\u00f9 o meno quel che intendeva fare il servo \u201cmalvagio e fannullone\u201d della parabola (cfr. <i>Mt <\/i>25,26).<\/p>\n<p>Si tratta invece di far crescere e di\u00a0 non dare tregua a un dono che ha bisogno, per esprimersi nella sua verit\u00e0, di un\u2019esistenza appassionata e inquieta, per certi versi molto concreta e molto ordinaria, ma nondimeno sorprendente e financo avventurosa, certamente complicata.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile maneggiare un fuoco (Prometeo ci prov\u00f2, racconta il mito, con gli esiti che sappiamo), eppure \u00e8 questa la nostra vocazione.<\/p>\n<p>Iniziando un nuovo anno pastorale all\u2019insegna della sinodalit\u00e0 \u2014 come ci chiede quest\u2019anno il nostro Vescovo \u2014 siamo invitati a tradurre la nostra passione pastorale, il nostro amore per Cristo, nell\u2019impegno di un ascolto della nostra gente che riaccenda relazioni non timide e non soltanto funzionali alla \u201ccose da fare\u201d, ma piene di \u201cforza, di carit\u00e0, di prudenza\u201d. E come lo Spirito si manifest\u00f2 a Pentecoste (anche) come lingue di fuoco che si dividevano e si posavano sopra ciascuno degli apostoli, cos\u00ec anche a noi quest\u2019anno lo Spirito verr\u00e0 donato come luce, calore e capacit\u00e0 di parlare e di essere capiti; come forza che vince paure, chiusure e timidezze, spingendoci ad una missione che comprende un annuncio franco ed esplicito dell\u2019essenziale della fede in Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Questa tappa del cammino della nostra chiesa diocesana ci mette in comunione con il cammino della chiesa universale, ricordandoci che si tratta di camminare, insieme. Camminare: cio\u00e8 non stare seduti o fermi, per procedere anzi verso un altrove. Ma non un camminare quale che sia, dirigendosi a spron battuto verso dove non si sa.<\/p>\n<p>Un \u201ccamminare insieme\u201d,\u00a0 nell\u2019unit\u00e0 che lo Spirito suscita, Lui che \u00e8 l\u2019anima della Chiesa e il principio della sua missione.<\/p>\n<p>Ci siamo gi\u00e0 detti tante volte che la formazione non \u00e8 il tempo iniziale del ministero, quasi che terminato il seminario si tratti soltanto di mettere in atto quello che l\u00ec ci avevano insegnato a fare, sperando di essere fortunati nelle successive destinazioni ch\u00e9 tutto il resto andr\u00e0 bene a seguire. \u00c8 una dimensione che attraversa e costituisce l\u2019essere umano, per il quale fino alla fine dei suoi giorni non cessa il compito di rielaborare quel che vive, di ravvivare appunto il dono ricevuto, riconducendo quel che vive al Centro che unifica la sua persona, trovandone il significato capace di rendere bella e buona l\u2019esistenza, libera di fiorire nell\u2019amore.<\/p>\n<p>Un \u201cbene prezioso\u201d ci \u00e8 stato affidato. E poich\u00e9 siamo ricchi, possiamo donare senza paura di ritrovarci poveri e abbandonati. Anche quest\u2019anno ci aiuteremo a farlo. Insieme.<\/p>\n<p>don Paolo Asolan<\/p>\n<p><a style=\"text-decoration-line: underline;\" href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/pretiaroma\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Libretto-2021-2022-finale-per-il-sito.pdf\">Libretto 2021-2022 finale per il sito<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimo, questo libretto \u00e8 soltanto uno strumento \u2014 si spera utile ed utilizzato \u2014 per il cammino formativo che ciascun prete affronta dopo l\u2019ordinazione, grazie al quale la Grazia si incarna e il ministero si evangelizza, fino a che non sia formato Cristo in noi (cfr. Gal 4,19). 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