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SUMMARY:Gianluca Firetti (1994-2015)
DESCRIPTION:Gianluca Firetti\nGianluca\, per gli amici Gian\, è nato a Sospiro (CR) l’8 Settembre 1994\, secondo figlio di Luciano e Laura\, è un figlio\, un fratello\, un bambino\, un ragazzo come tutti gli altri\, si impegna a scuola\, ama il calcio\, tanto da intraprendere la strada del calciatore\, una storia normale\, niente di che\, come tanti\, come sempre. Nel Dicembre 2012\, durante una partita\, la malattia si manifesta con un pizzico\, un dolore alle gambe\, ma in breve peggiorerà\, la diagnosi è infausta (“osteosarcoma”)\, non sono molte le speranze\, nonostante gli sforzi dei medici. \nDurante la malattia l’incontro con Gesù\, Gian si rivede in Cristo\, diventa l’alter Christus Patiens\, è la vita che si manifesta nella sua pienezza proprio quando sta per finire. Tramite amici comuni incontra don Marco D’Agostino\, con lui parla del Signore\, diventa lampada per quel sacerdote ordinato da 20 anni\, che si converte dinanzi a un ragazzo che ha meno della metà dei suoi anni. E con don Marco scrive un libro\, il suo libro\, la sua vita in poche pagine\, in un alfabeto\, è così che Gian si presenta al mondo proprio quando parte per raggiungere il Cielo. \nDon Marco parla con chiarezza della sua esperienza di prete e di amico. Lui\, abituato a spiegare\, a insegnare\, a interrogare in un liceo\, in seminario\, ad organizzare e condurre corsi ed approfondimenti biblici\, si trova a lasciarsi interrogare nel profondo da Gian. Lo segue nella malattia attraverso messaggi e incontri frequenti\, con le modalità di oggi\, ma con la forza che viene da un altro Messaggio\, dalla Parola che non passa. \nRivolgendosi  a Papa Francesco\, Gianluca  aveva scritto che era in ospedale a “lottare”. La vita lo ha messo in condizione di entrare in guerra. E\, nonostante momenti difficili di afflizione e di scoraggiamento\, ogni giorno\, quando si svegliava\, ricominciava la sua lotta. Per questo ha avuto bisogno di un’arma come la fede. In questo combattimento si è allenato\, silenziosamente. Perché Gian era un ragazzo semplice\, pulito\, servizievole\, di buone relazioni a scuola e all’oratorio\, nella sua parrocchia di Sospiro\, ed in casa. \nIl miracolo degli ultimi mesi della sua malattia non è stato quello della guarigione. Forse questo sarebbe stato più eclatante. La notizia della sua vicenda – che il libro Spaccato in due contiene in tutta la sua freschezza e verità – ci restituisce un Gian che sa affrontare la vita prima della morte e sa leggere\, con gli occhi della fede\, una malattia e un dolore dei quali diventa non amico\, ma padrone. \nGian non è morto disperato\, ma affidato. Non se n’è andato sbattendo la porta\, ma incamminandosi. Non ha chiuso l’esistenza imprecando per un buio che non si meritava\, ma desiderando un incontro con la Luce del mondo\, appena contemplata nella gioia del Natale. Il miracolo vero è stato\, per Gian\, comprendere il “perché” di quella condizione così umanamente sfavorevole per lui e per la sua famiglia e leggerla con gli occhi della fede. Bisognoso di tutto\, da un punto di vista fisico – e infermieri e volontari sanno con esattezza quanto bene ha fatto a ciascuno di loro l’incontro con Gian! – da un punto di vista spirituale risplendeva da dentro. \nQuando alla fine del 2012 l’ospedale gli ha comunicato la sentenza del suo tumore egli ha dovuto decidere di diventare un vero uomo. Non in un colpo. Giorno per giorno. Ma senza mai tornare indietro. Proprio perché è cresciuto come uomo\, la fede ha trovato un terreno fecondo su cui germogliare. Io ho avuto la grazia –non saprei diversamente come chiamarla\, continua don Marco d’Agostino– di gustare e comprendere come un ragazzo giovane che si lascia plasmare\, incontrare e raggiungere da Dio e dai fratelli\, possa crescere veramente di spessore. \nGian è cresciuto e ha fatto crescere. Aveva fede e l’ha fatta tornare agli altri. Era uomo di comunione e desiderava che ci si amasse. E lo diceva\, lo scriveva su WhatsApp\, lo manifestava. Quella di Gian\, umanamente\, è una storia di dolore. Evangelicamente\, una storia di grazia e di bellezza. A soli vent’anni ha dimostrato che si può essere abitati da Dio e dagli uomini”. \nGian muore all’ospedale di Cremona il 30 Gennaio 2015\, lasciando al mondo una delle più belle testimonianze di fede e di fiducia nel Signore. Nell’introduzione al suo libro scrive: “In questo libro mi ritroverai\, in ogni pagina. E io troverò te. Sento che\, in Dio\, siamo già amici”\, ed è proprio così. \nLa sofferenza che Gianluca ha provato non è mai diventata un muro per gli altri\, non lo ha allontanato dai suoi amici\, dalla famiglia\, dai cari\, al contrario\, lo ha avvicinato sempre di più a loro. Il letto dell’Hospice in cui ha passato i suoi ultimi mesi di vita si è trasformato in un luogo di incontro\, amicizia e preghiera. \nIl ragazzo ha accettato fin da subito la sua situazione e ha deciso di raccontarla in un libro\, mostrando come nella lotta si diventi pienamente uomini. Marco D’Agostino ha scritto a quattro mani con lui il volume dove narra l’esperienza di malattia e di fede vissuta. \nSono immagini intense quelle di don Marco per raccontare Gianluca e per lui usare il presente non è casuale. Incontrarlo è stato “sfogliare pagine di Vangelo” e nel momento finale della sua esistenza il sacerdote ha pronunciato una frase che non richiede commento: “Tu\, dono\, sei riconsegnato a Chi ti ha donato a noi”. Eppure anche per lui non è stato facile stare dentro quella sofferenza\, se ha detto di sentirsi “ribaltato” uscendo dalle visite al giovane amico\, il quale chiedeva al Signore di “smezzargli la croce”. Una preghiera sconvolgente\, un’intercessione che esprime tutta la potenza del credere e dell’affidarsi. \n“Parlando di Gianluca ci si sente trascinati da un vortice di bene…”. \n  \n  \nPREGHIERA \nE’ il momento giusto per un cambiamento \nvedi la sorte che mi è capitata \npuò trasformare un uomo buono \n in un uomo cattivo \nquindi\, per favore\, lascia \nche io ottenga ciò che desidero questa volta. \nNon ho avuto sogni per lungo tempo \nvedi la vita che ho vissuto \npuò rendere un uomo buono cattivo \nquindi per una volta nella mia vita \nlascia che io abbia ciò che desidero \nDio solo sa che sarebbe la prima volta. \n(J.Marr – S.P.Morrissey\, Please\, please\, please) \n  \nFONTI \n-Marco d’Agostino-Gianluca Firetti\, Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca \n-Marco d’Agostino\, www.santiebeati.it \n-s.a.\, profilo biografico in www.cosìgiovanicosìsanti.it \n-Vittoria Battistotti\, profilo biografico\, www.riviera24.it \n–L’eco dei Barnabiti\, n.3/2016\, inserto dedicato a Gianluca \n  \n  \n  \n  \n
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