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SUMMARY:Venerabile Benedetta Bianchi Porro
DESCRIPTION:Venerabile Benedetta Bianchi Porro (1936-1964)\n  \nBenedetta Bianchi Porro nasce a Dovadola\, in provincia di Forlì e diocesi di Forlì-Bertinoro\, l’8 agosto 1936. A tre mesi si ammala di poliomielite: guarisce\, ma rimane con una gamba più corta dell’altra. A dispetto delle condizioni di salute\, s’iscrive alla facoltà di Fisica dell’Università degli Studi di Milano\, ma dopo un mese passa a quella di Medicina. Proprio questi suoi studi le permettono\, nel 1957\, di riconoscere da sola la natura della malattia che l’aveva intanto resa cieca e progressivamente sorda: neurofibromatosi diffusa o morbo di Recklinghausen. La vicinanza degli amici le permette di uscire a poco a poco dal dolore. Due volte pellegrina a Lourdes\, scopre in quel luogo quale sia la propria autentica vocazione: lottare e vivere in maniera serena la malattia. Attorno a lei si radunano amici e sconosciuti\, mentre con le sue lettere raggiunge molti cuori. Muore nella sua casa di Sirmione alle 10.40 del 23 gennaio 1964\, a ventisette anni\, con un «Grazie» come ultima parola. Dal 22 marzo 1969 le sue spoglie mortali riposano nella chiesa della badia di Sant’Andrea a Dovadola. È stata beatificata il 14 settembre 2019 nella cattedrale di Santa Croce a Forlì\, sotto il pontificato di papa Francesco. La sua memoria liturgica cade il 23 gennaio\, giorno della sua nascita al Cielo. a quella di Medicina. Proprio questi suoi studi le permettono\, nel 1957\, di riconoscere da sola la natura della malattia che l’aveva intanto resa cieca e progressivamente sorda: neurofibromatosi diffusa o morbo di Recklinghausen. La vicinanza degli amici le permette di uscire a poco a poco dal dolore. Due volte pellegrina a Lourdes\, scopre in quel luogo quale sia la propria autentica vocazione: lottare e vivere in maniera serena la malattia. Attorno a lei si radunano amici e sconosciuti\, mentre con le sue lettere raggiunge molti cuori. Muore nella sua casa di Sirmione alle 10.40 del 23 gennaio 1964\, a ventisette anni\, con un «Grazie» come ultima parola. Dal 22 marzo 1969 le sue spoglie mortali riposano nella chiesa della badia di Sant’Andrea a Dovadola. È stata beatificata il 14 settembre 2019 nella cattedrale di Santa Croce a Forlì\, sotto il pontificato di papa Francesco. Vive in maniera serena la malattia. Attorno a lei si radunano amici e sconosciuti\, mentre con le sue lettere raggiunge molti cuori. Muore nella sua casa di Sirmione alle 10.40 del 23 gennaio 1964\, a ventisette anni\, con un «Grazie» come ultima parola. Dal 22 marzo 1969 le sue spoglie mortali riposano nella chiesa della badia di Sant’Andrea a Dovadola. È stata beatificata il 14 settembre 2019 nella cattedrale di Santa Croce a Forlì\, sotto il pontificato di papa Francesco. La sua memoria liturgica cade il 23 gennaio\, giorno della sua nascita al Cielo. \nBenedetta moriva e una rosa quel giorno sbocciava\, fuori tempo\, nel suo giardino. Aveva detto: «Fra poco io non sarò più che un nome; ma il mio spirito vivrà\, qui fra i miei\, fra chi soffre\, e non avrò neppure io sofferto invano». \n  \nSignore\, commossi ti ringraziamo\nper il dono bello e luminoso\ndi Benedetta Bianchi Porro.\nAttraverso di lei tu hai seminato\nsperanza nella nostra strada\,\npovera di speranza\ne ci hai rieducato\nal canto della vita. \nSolo Tu potevi trasformare\nuna giovane paralizzata\nIn una guida capace di insegnare a camminare;\nsolo tu potevi rendere una cieca\nmirabilmente esperta\ndella strada che conduce\nalla luce\, alla pace\ne alla gioia grata e incontenibile.\nSignore\, per intercessione di Benedetta\nsorella da te donata\nalla nostra povertà di fede\,\nconcedimi la grazia che ti chiedo\naffinché nel cielo della Chiesa\nbrilli la santità di benedetta\ne susciti in noi nostalgia viva di santità. \n  \nAutore: Maria Di Lorenzo \nhttp://www.santiebeati.it/dettaglio/90001 \n
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