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SUMMARY:San Rocco
DESCRIPTION:San Rocco\nNonostante la grande popolarità di San Rocco\, le notizie sulla sua vita sono molto frammentarie per poter comporre una biografia in piena regola\, comunque è possibile\, grazie ai molti studi fatti\, tracciare a grandi linee un profilo del nostro Santo\, elaborando una serie di notizie essenziali sulla sua breve esistenza terrena. Tra le varie “correzioni” che sono state proposte alle date tradizionali (1295-1327)\, si è gradatamente imposta quella che oggi sembra la più consolidata: il Santo è nato a Montpellier fra il 1345 e il 1350 ed è morto a Voghera fra il 1376 ed il 1379 molto giovane a non più di trentadue anni di età. Secondo tutte le biografie i genitori Jean e Libère De La Croix erano una coppia di esemplari virtù cristiane\, ricchi e benestanti ma dediti ad opere di carità. Rattristati dalla mancanza di un figlio rivolsero continue preghiere alla Vergine Maria dell’antica Chiesa di Notre-Dame des Tables fino ad ottenere la grazia richiesta. Secondo la pia devozione il neonato\, a cui fu dato il nome di Rocco (da Rog o Rotch)\, nacque con una croce vermiglia impressa sul petto. Intorno ai vent’anni di età perse entrambi i genitori e decise di seguire Cristo fino in fondo: vendette tutti i suoi beni\, si affiliò al Terz’ordine francescano e\, indossato l’abito del pellegrino\, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo. Bastone\, mantello\, cappello\, borraccia e conchiglia sono i suoi ornamenti; la preghiera e la carità la sua forza; Gesù Cristo il suo gaudio e la sua santità. Non è possibile ricostruire il percorso prescelto per arrivare dalla Francia nel nostro Paese: forse attraverso le Alpi per poi dirigersi verso l’Emilia e l’Umbria\, o lungo la Costa Azzurra per scendere dalla Liguria il litorale tirrenico. Certo è che nel luglio 1367 era ad Acquapendente\, una cittadina in provincia di Viterbo\, dove ignorando i consigli della gente in fuga per la peste\, il nostro Santo chiese di prestare servizio nel locale ospedale mettendosi al servizio di tutti. Tracciando il segno di croce sui malati\, invocando la Trinità di Dio per la guarigione degli appestati\, San Rocco diventò lo strumento di Dio per operare miracolose guarigioni. Ad Acquapendente San Rocco si fermò per circa tre mesi fino al diradarsi dell’epidemia\, per poi dirigersi verso l’Emilia Romagna dove il morbo infuriava con maggiore violenza\, al fine di poter prestare il proprio soccorso alle sventurate vittime della peste.   Leggi di più
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SUMMARY:Giulia Gabrieli\, testimone
DESCRIPTION:Giulia Gabrieli \n  Leggi di più
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SUMMARY:Giulia Gabrieli\, Serva di Dio (1997-2011)
DESCRIPTION:Giulia Gabrieli\nQuesta è la storia di Giulia Gabrieli\, 14 anni\, malata di tumore. Sappiate fin da subito che Giulia ce l’ha fatta. È vero\, non è guarita: è morta la sera del 19 agosto\, a casa sua\, nel quartiere di San Tomaso de’ Calvi\, a Bergamo\, proprio mentre alla Gmg di Madrid si concludeva la Via Crucis dei giovani.   Leggi di più
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DESCRIPTION:Giulia Gabrieli\nQuesta è la storia di Giulia Gabrieli\, 14 anni\, malata di tumore. Sappiate fin da subito che Giulia ce l’ha fatta. È vero\, non è guarita: è morta la sera del 19 agosto\, a casa sua\, nel quartiere di San Tomaso de’ Calvi\, a Bergamo\, proprio mentre alla Gmg di Madrid si concludeva la Via Crucis dei giovani.   Leggi di più
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SUMMARY:Santa Giovanna Antida Thouret (1765-1826)
DESCRIPTION:Santa Giovanna Antida Thouret\n  \nNacque presso Besanzone in Francia il 27 novembre del 1765. Di povera famiglia era dedita alla vita faticosa dei campi. La piccola Giovanna\, debole e tutt’altro che bella\, sembrava destinata a una breve vita piena di sofferenze. Era di animo delicatissimo\, di singolare gentilezza\, sempre improntata a una dolce melanconia.   Leggi di più
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DESCRIPTION:Santa Giovanna Antida Thouret\n  \nNacque presso Besanzone in Francia il 27 novembre del 1765. Di povera famiglia era dedita alla vita faticosa dei campi. La piccola Giovanna\, debole e tutt’altro che bella\, sembrava destinata a una breve vita piena di sofferenze. Era di animo delicatissimo\, di singolare gentilezza\, sempre improntata a una dolce melanconia.   Leggi di più
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SUMMARY:Santa Maria Francesca di Gesù (1844-1904)
DESCRIPTION:Santa Maria Francesca di Gesù\nAnna Maria Rubatto nacque a Carmagnola\, in provincia e diocesi di Torino\, il 14 febbraio 1844 e fu battezzata lo stesso giorno nella chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo. Era la penultima degli otto figli di Giovanni Tommaso Rubatto\, proprietario di una stalla\, e Caterina Pavesio\, sarta. Marietta\, come la chiamavano in famiglia\, rimase orfana di padre a quattro anni. La madre si risposò\, ma morì quando lei era ormai diciannovenne. La ragazza\, quindi\, si trasferì a Torino\, in casa di sua sorella maggiore Maddalena\, sposata con Giuseppe Tuninetti e senza figli; vi rimase per cinque anni. Marietta era anche molto impegnata in opere di carità: visitava ogni giorno la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino\, servendo con letizia gli ammalati e aiutando con liberalità anche i poveri. Ebbe come guide spirituali l’oratoriano padre Felice Carpignano e il canonico Bartolomeo Giuganino. Fu quest’ultimo che\, con tutta probabilità\, la fece entrare in contatto con don Giovanni Bosco. Il futuro santo ebbe molta stima di lei e apprezzò il suo apporto negli oratori\, sia come benefattrice sia come catechista.   Leggi di più
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SUMMARY:Beato Mariano Mullerat Soldevida (1897-1931)
DESCRIPTION:Beato Mariano Mullerat Soldevida\nMariano Mullerat Soldevila (in catalano Marià Mullerat i Soldevila) nacque a Santa Coloma de Queralt\, presso Tarragona\, il 24 marzo 1897. I suoi genitori\, Ramon Mullerat Segura e Bonaventura Soldevila Calvís\, avevano avuto molti figli\, ma solo sette erano sopravvissuti; Mariano era il penultimo. Fu battezzato sei giorni dopo la nascita\, il 30 marzo 1897; secondo l’uso del tempo in Spagna\, ricevette la Cresima poco meno di due mesi dopo\, il 17 maggio. Rimase molto presto orfano di madre. Frequentò la scuola nel suo paese natale fino a tredici anni\, quando divenne allievo interno del collegio San Pietro Apostolo di Reus\, retto dai religiosi Figli della Sacra Famiglia. Nei quattro anni che trascorse lì ottenne ottimi voti\, come anche nell’Istituto d’Insegnamento Secondario della stessa città. Durante le vacanze\, però\, tornava al suo paese. Nel 1914 entrò a far parte della Guardia d’Onore al Sacro Cuore di Gesù\, impegnandosi quindi\, per tutta la vita\, a offrire un’ora della sua giornata in riparazione alle offese contro l’Eucaristia. Inoltre\, si accostava molto di frequente ai Sacramenti della Confessione e della Comunione eucaristica. Fino ai diciott’anni fu socio di un circolo giovanile di Santa Coloma de Queralt\, che portava avanti gli insegnamenti politici del movimento conservatore del carlismo. Cominciò anche a promuovere quegli stessi ideali tramite alcuni articoli per la stampa. Nel 1914 s’iscrisse alla facoltà di Medicina dell’Università di Barcellona. Anche allora i suoi voti furono eccellenti\, mentre la sua testimonianza di fede si faceva ancora più intensa: era ancora studente del primo anno quando difese la verginità di Maria in aperto contrasto con un professore che\, invece\, la negava. Nel 1918 entrò nel pensionato della facoltà\, cominciando il tirocinio pratico e imparando a trattare direttamente con i malati. Sul piano accademico\, continuava a dare prova di sé: sempre nel 1918\, con un compagno\, diede alle stampe un testo di anatomia patologica. Nell’ottobre 1921\, infine\, ottenne la licenza in Medicina e Chirurgia. Durante le vacanze estive\, che trascorreva nel vicino paese di Arbeca\, ospite di sua sorella Josepa e del marito di lei\, Mariano conobbe una ragazza\, Maria Dolores Sans Bové. Nelle lettere che le scrisse a partire dal novembre 1918 le manifestò i propri sentimenti e la determinazione a formare una famiglia veramente cristiana\, sull’esempio della Santa Famiglia di Nazaret. Si sposarono il 14 gennaio 1922\, ad Arbeca. La loro prima figlia\, Maria Dolores\, morì appena nata\, nel gennaio 1923\, lo stesso giorno in cui le fu amministrato d’urgenza il Battesimo in casa. Dopo di lei\, nel 1925\, nacque un’altra bambina che ricevette lo stesso nome; seguirono Josefina\, nel 1929; Adela\, nel 1932; Maria Montserrat\, nel 1935. Mariano e sua moglie educarono le bambine secondo i principi cristiani. In casa loro vivevano i nonni materni\, una bisnonna e una serva\, Teresa. Ogni sera\, tutti insieme\, svolgevano una sorta di liturgia domestica: recitavano il Rosario\, ascoltavano una breve meditazione e restavano qualche istante in silenzio. La domenica\, Mariano amava arrivare molto tempo prima della Messa\, per prepararsi bene e accostarsi alla Confessione. Mariano era stimatissimo come medico di famiglia\, sia nel suo paese sia in quelli vicini. Riceveva tutti i giorni\, in studio o\, più di frequente\, a domicilio. A quanti guarivano grazie alle sue cure\, rispondeva immancabilmente: «Non deve ringraziare me\, ma Dio; è lui che cura». Aiutava anche materialmente i suoi malati più poveri\, lasciando sotto il loro cuscino i soldi necessari per le medicine. Alla preoccupazione per la salute dei corpi accompagnava quella per la salvezza delle anime: quando si trovava davanti qualche moribondo\, lo preparava a ricevere gli ultimi Sacramenti. Apparteneva all’associazione degli Esercizi Spirituali Parrocchiali\, che promuoveva tra i fedeli la pratica degli Esercizi secondo gli insegnamenti di sant’Ignazio di Loyola; lui stesso vi prese parte\, più di una volta. S’iscrisse anche all’Apostolato della Preghiera ed era presidente del gruppo della Perseveranza nella fede. Partecipava a tutte le attività della parrocchia di San Giacomo nel suo paese. Devoto alla Vergine Maria\, non si vergognava di essere l’unico uomo a partecipare alle funzioni del mese di maggio. Era anche molto vicino all’Ordine domenicano: una sua cognata era monaca Domenicana dell’Assunzione. Dal 1923 al 1926 diresse «L’Escut»\, un periodico che conteneva articoli su vari argomenti: agricoltura\, religione\, storia locale. Mariano era entusiasta per il progresso civile dei suoi concittadini e lo manifestava nei suoi articoli\, nei quali trasmetteva la sua fede senza per questo imporla a nessuno. Per la stima di cui godeva presso i cittadini di Arbeca\, fu da loro eletto sindaco il 29 marzo 1924\, a ventisette anni\, pur non appartenendo a nessun partito politico. Promosse varie opere urbanistiche\, fece costruire nuove scuole e strade e aumentò i terreni coltivabili. Allo scopo di favorire la riscoperta delle tradizioni locali\, aprì l’archivio municipale ai ricercatori storici e fondò una biblioteca. Tutte queste realizzazioni\, unite al suo carattere simpatico\, lo resero molto famoso in tutta la provincia. Mariano terminò la sua carica nel marzo 1930. Qualche mese più tardi\, in Spagna\, fu proclamata la seconda repubblica. Gradualmente si distaccò dall’azione politica: sentiva\, infatti\, che la Chiesa spagnola fosse in serio pericolo. I rischi aumentarono dopo il 1934\, con la rivoluzione delle Asturie.   Leggi di più
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DESCRIPTION:Beato Mariano Mullerat Soldevida\nMariano Mullerat Soldevila (in catalano Marià Mullerat i Soldevila) nacque a Santa Coloma de Queralt\, presso Tarragona\, il 24 marzo 1897. I suoi genitori\, Ramon Mullerat Segura e Bonaventura Soldevila Calvís\, avevano avuto molti figli\, ma solo sette erano sopravvissuti; Mariano era il penultimo. Fu battezzato sei giorni dopo la nascita\, il 30 marzo 1897; secondo l’uso del tempo in Spagna\, ricevette la Cresima poco meno di due mesi dopo\, il 17 maggio. Rimase molto presto orfano di madre. Frequentò la scuola nel suo paese natale fino a tredici anni\, quando divenne allievo interno del collegio San Pietro Apostolo di Reus\, retto dai religiosi Figli della Sacra Famiglia. Nei quattro anni che trascorse lì ottenne ottimi voti\, come anche nell’Istituto d’Insegnamento Secondario della stessa città. Durante le vacanze\, però\, tornava al suo paese. Nel 1914 entrò a far parte della Guardia d’Onore al Sacro Cuore di Gesù\, impegnandosi quindi\, per tutta la vita\, a offrire un’ora della sua giornata in riparazione alle offese contro l’Eucaristia. Inoltre\, si accostava molto di frequente ai Sacramenti della Confessione e della Comunione eucaristica. Fino ai diciott’anni fu socio di un circolo giovanile di Santa Coloma de Queralt\, che portava avanti gli insegnamenti politici del movimento conservatore del carlismo. Cominciò anche a promuovere quegli stessi ideali tramite alcuni articoli per la stampa. Nel 1914 s’iscrisse alla facoltà di Medicina dell’Università di Barcellona. Anche allora i suoi voti furono eccellenti\, mentre la sua testimonianza di fede si faceva ancora più intensa: era ancora studente del primo anno quando difese la verginità di Maria in aperto contrasto con un professore che\, invece\, la negava. Nel 1918 entrò nel pensionato della facoltà\, cominciando il tirocinio pratico e imparando a trattare direttamente con i malati. Sul piano accademico\, continuava a dare prova di sé: sempre nel 1918\, con un compagno\, diede alle stampe un testo di anatomia patologica. Nell’ottobre 1921\, infine\, ottenne la licenza in Medicina e Chirurgia. Durante le vacanze estive\, che trascorreva nel vicino paese di Arbeca\, ospite di sua sorella Josepa e del marito di lei\, Mariano conobbe una ragazza\, Maria Dolores Sans Bové. Nelle lettere che le scrisse a partire dal novembre 1918 le manifestò i propri sentimenti e la determinazione a formare una famiglia veramente cristiana\, sull’esempio della Santa Famiglia di Nazaret. Si sposarono il 14 gennaio 1922\, ad Arbeca. La loro prima figlia\, Maria Dolores\, morì appena nata\, nel gennaio 1923\, lo stesso giorno in cui le fu amministrato d’urgenza il Battesimo in casa. Dopo di lei\, nel 1925\, nacque un’altra bambina che ricevette lo stesso nome; seguirono Josefina\, nel 1929; Adela\, nel 1932; Maria Montserrat\, nel 1935. Mariano e sua moglie educarono le bambine secondo i principi cristiani. In casa loro vivevano i nonni materni\, una bisnonna e una serva\, Teresa. Ogni sera\, tutti insieme\, svolgevano una sorta di liturgia domestica: recitavano il Rosario\, ascoltavano una breve meditazione e restavano qualche istante in silenzio. La domenica\, Mariano amava arrivare molto tempo prima della Messa\, per prepararsi bene e accostarsi alla Confessione. Mariano era stimatissimo come medico di famiglia\, sia nel suo paese sia in quelli vicini. Riceveva tutti i giorni\, in studio o\, più di frequente\, a domicilio. A quanti guarivano grazie alle sue cure\, rispondeva immancabilmente: «Non deve ringraziare me\, ma Dio; è lui che cura». Aiutava anche materialmente i suoi malati più poveri\, lasciando sotto il loro cuscino i soldi necessari per le medicine. Alla preoccupazione per la salute dei corpi accompagnava quella per la salvezza delle anime: quando si trovava davanti qualche moribondo\, lo preparava a ricevere gli ultimi Sacramenti. Apparteneva all’associazione degli Esercizi Spirituali Parrocchiali\, che promuoveva tra i fedeli la pratica degli Esercizi secondo gli insegnamenti di sant’Ignazio di Loyola; lui stesso vi prese parte\, più di una volta. S’iscrisse anche all’Apostolato della Preghiera ed era presidente del gruppo della Perseveranza nella fede. Partecipava a tutte le attività della parrocchia di San Giacomo nel suo paese. Devoto alla Vergine Maria\, non si vergognava di essere l’unico uomo a partecipare alle funzioni del mese di maggio. Era anche molto vicino all’Ordine domenicano: una sua cognata era monaca Domenicana dell’Assunzione. Dal 1923 al 1926 diresse «L’Escut»\, un periodico che conteneva articoli su vari argomenti: agricoltura\, religione\, storia locale. Mariano era entusiasta per il progresso civile dei suoi concittadini e lo manifestava nei suoi articoli\, nei quali trasmetteva la sua fede senza per questo imporla a nessuno. Per la stima di cui godeva presso i cittadini di Arbeca\, fu da loro eletto sindaco il 29 marzo 1924\, a ventisette anni\, pur non appartenendo a nessun partito politico. Promosse varie opere urbanistiche\, fece costruire nuove scuole e strade e aumentò i terreni coltivabili. Allo scopo di favorire la riscoperta delle tradizioni locali\, aprì l’archivio municipale ai ricercatori storici e fondò una biblioteca. Tutte queste realizzazioni\, unite al suo carattere simpatico\, lo resero molto famoso in tutta la provincia. Mariano terminò la sua carica nel marzo 1930. Qualche mese più tardi\, in Spagna\, fu proclamata la seconda repubblica. Gradualmente si distaccò dall’azione politica: sentiva\, infatti\, che la Chiesa spagnola fosse in serio pericolo. I rischi aumentarono dopo il 1934\, con la rivoluzione delle Asturie.   Leggi di più
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DESCRIPTION:San Rocco\nNonostante la grande popolarità di San Rocco\, le notizie sulla sua vita sono molto frammentarie per poter comporre una biografia in piena regola\, comunque è possibile\, grazie ai molti studi fatti\, tracciare a grandi linee un profilo del nostro Santo\, elaborando una serie di notizie essenziali sulla sua breve esistenza terrena. Tra le varie “correzioni” che sono state proposte alle date tradizionali (1295-1327)\, si è gradatamente imposta quella che oggi sembra la più consolidata: il Santo è nato a Montpellier fra il 1345 e il 1350 ed è morto a Voghera fra il 1376 ed il 1379 molto giovane a non più di trentadue anni di età. Secondo tutte le biografie i genitori Jean e Libère De La Croix erano una coppia di esemplari virtù cristiane\, ricchi e benestanti ma dediti ad opere di carità. Rattristati dalla mancanza di un figlio rivolsero continue preghiere alla Vergine Maria dell’antica Chiesa di Notre-Dame des Tables fino ad ottenere la grazia richiesta. Secondo la pia devozione il neonato\, a cui fu dato il nome di Rocco (da Rog o Rotch)\, nacque con una croce vermiglia impressa sul petto. Intorno ai vent’anni di età perse entrambi i genitori e decise di seguire Cristo fino in fondo: vendette tutti i suoi beni\, si affiliò al Terz’ordine francescano e\, indossato l’abito del pellegrino\, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo. Bastone\, mantello\, cappello\, borraccia e conchiglia sono i suoi ornamenti; la preghiera e la carità la sua forza; Gesù Cristo il suo gaudio e la sua santità. Non è possibile ricostruire il percorso prescelto per arrivare dalla Francia nel nostro Paese: forse attraverso le Alpi per poi dirigersi verso l’Emilia e l’Umbria\, o lungo la Costa Azzurra per scendere dalla Liguria il litorale tirrenico. Certo è che nel luglio 1367 era ad Acquapendente\, una cittadina in provincia di Viterbo\, dove ignorando i consigli della gente in fuga per la peste\, il nostro Santo chiese di prestare servizio nel locale ospedale mettendosi al servizio di tutti. Tracciando il segno di croce sui malati\, invocando la Trinità di Dio per la guarigione degli appestati\, San Rocco diventò lo strumento di Dio per operare miracolose guarigioni. Ad Acquapendente San Rocco si fermò per circa tre mesi fino al diradarsi dell’epidemia\, per poi dirigersi verso l’Emilia Romagna dove il morbo infuriava con maggiore violenza\, al fine di poter prestare il proprio soccorso alle sventurate vittime della peste.   Leggi di più
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