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SUMMARY:Eleonora Cantamessa (1969-2013) Testimone
DESCRIPTION:Il bene a volte ha un solo difetto: è difficile da raccontare. Troppo alto il rischio di scivolare nella retorica e nella banalità. «Per una volta\, almeno\, non dobbiamo avere paura delle parole: mia sorella ha compiuto un atto di eroismo. Il suo è stato un martirio»\, dice Luigi\, il fratello di Eleonora Cantamessa\, la ginecologa uccisa la sera di domenica 8 settembre mentre cercava di soccorrere Kumar Baldev\, un indiano pestato da alcuni connazionali. A ucciderla il fratello di Baldev\, Vicky Vicky\, 25 anni\, ora in carcere\, che con l’auto è piombato addosso alla dottoressa uccidendola sul colpo. Al primo piano di piazza Cavour 4 a Trescore Balneario (Bg)\, dove abitava Eleonora\, è un pellegrinaggio continuo di gente. Sul tavolo del soggiorno\, accanto alla foto di lei che stringe nelle braccia un neonato\, tanti mazzi di fiori bianchi accompagnati da bigliettini\, molti dei quali inviati da sconosciuti. Un messaggio è di consolazione per i genitori: «Il mondo»\, c’è scritto\, «vi è debitore per questo grande esempio di amore e di fede».\nArriva una delle sue pazienti-amiche: «La Ele»\, racconta\, «era fatta così: disponibile e generosa. Se la chiamavi alle due di notte rispondeva». Squilla il telefono\, è una signora di Bologna: «Vorrei venire ad abbracciarvi e avere anch’io un po’ della forza della mamma». Davvero\, come ha scritto san Tommaso\, il bene è diffusivum sui\, è contagioso\, si diffonde. «Venga\, si accomodi sul balcone. A Eleonora piaceva tanto sedersi qui. Domenica pomeriggio aveva fumato la sua ultima sigaretta e avevamo chiacchierato insieme»\, dice la signora Mariella 65 anni\, insegnante elementare in pensione. Molti suoi ex alunni vengono a darle conforto: «Coraggio\, maestra». Sul tavolino\, c’è ancora il posacenere. Al collo\, Mariella porta una catenina d’argento con una piccola campanella: «Eleonora la indossava quando è morta. Lo sente questo suono? Me l’ha mostrata e mi ha detto: “Mamma\, è il suono che serve per chiamare gli angeli. E se lo indossano donne in attesa\, anche il bimbo che portano in grembo lo ascolta”. E io le ho risposto: “Ma che bisogno hai\, tu\, di chiamare gli angeli?”. Ora capisco\, forse dovevano accompagnarla in cielo».   Leggi di più
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