
{"id":6005,"global_id":"www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6005","global_id_lineage":["www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6005"],"author":"1","status":"publish","date":"2023-06-15 12:41:52","date_utc":"2023-06-15 10:41:52","modified":"2023-06-15 12:41:52","modified_utc":"2023-06-15 10:41:52","url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/event\/beata-domenica-brun-barbantini-1789-1868-2\/","rest_url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/events\/6005","title":"Beata Domenica Brun Barbantini (1789-1868)","description":"<p><span style=\"color: #993300\"><strong>Beata Domenica Brun Barbantini<\/strong><\/span><br \/>\nMaria Domenica nasce a Lucca il 17 gennaio 1789 da Pietro Brun di origine elvetica e da Giovanna Granucci di Pariana, piccolo centro della provincia lucchese. Di carattere aperto e intelligente, la piccola trascorre felicemente la prima infanzia tra le cure della madre e la rigida educazione paterna. La sua adolescenza \u00e8 invece segnata da quattro lutti: la morte del padre e quella di tre fratellini a breve distanza uno dall\u2019altro. Con l\u2019aiuto della paziente guida materna, Maria Domenica supera il dramma dei lutti ed entra nella giovinezza carica di sogni e di speranze, tutta impegnata nello studio delle discipline umanistiche e religiose, proprie del ceto medio borghese della sua epoca e della sua citt\u00e0. Il 22 aprile del 1811, nella cattedrale di S. Martino in Lucca, Maria Domenica sposa il concittadino Salvatore Barbantini. \u00c8 un matrimonio d\u2019amore e di molteplici attese, ma dopo appena cinque mesi dalle nozze, &#8220;lo sposo adorato&#8221; muore improvvisamente lasciando tragicamente sola Maria Domenica gi\u00e0 in attesa di un figlio.<\/p>\n<p>Di fronte alla dolorosa prova, la vedova, appena ventiduenne, piange e singhiozza, ma non si lascia prendere dalla disperazione: ella s\u2019inginocchia davanti al Crocifisso, la notte stessa della immane tragedia e, abbracciandolo, pronuncia il suo fiat con questa parole: &#8220;Oh mio Dio&#8230; Dio del mio cuore&#8230; mi avete percossa a sangue&#8230; voi solo, Crocifisso mio bene, sarete da qui innanzi il dolcissimo sposo dell\u2019anima mia&#8230; il mio unico e solo amore, la mia eterna porzione&#8221;. Una consacrazione totale ed irrevocabile che nasce sul calvario di un dolore immenso e crudele, illuminato per\u00f2 da una fede viva, da una speranza senza confini, da un amore teologale autentico.<\/p>\n<p>Da quel momento nasce in lei la &#8220;passione&#8221; di servire le inferme povere e sole della sua citt\u00e0. Poich\u00e9 le cure del figlio le occupano l\u2019intera giornata, ella dedica eroicamente alcune ore della notte all\u2019assistenza delle inferme in case private. Ma un\u2019altra prova attende la giovane vedova: Lorenzino, il figlio amatissimo, che era tutta la consolazione di Maria Domenica sulla terra, muore quasi improvvisamente, colpito da grave malattia, all\u2019et\u00e0 di soli otto anni. La povera madre \u00e8 sconvolta: &#8220;Non so come non perdessi il senno&#8221;, scrive lei stessa e, mentre il suo cuore straziato piange lacrime di sangue, ancora una volta ella trasforma in offerta quel dramma indicibile: &#8220;Guardavo il cielo \u2014 afferma \u2014 e oppressa dal dolore, replicavo l\u2019offerta di quell\u2019unico amato figlio e dell\u2019eccessivo mio dolore&#8221;. Da un matrimonio infranto e da una maternit\u00e0 spezzata, Maria Domenica seppe elevarsi attraverso l\u2019abbandono totale a Dio ad una sponsalit\u00e0 cristica totale e ad una maternit\u00e0 spirituale ed universale. D\u2019ora in poi, il suo cuore materno brucer\u00e0 d\u2019amore, di tenerezza e di cure per i malati poveri e soli, per gli abbandonati, per i morenti.<\/p>\n<p>Di giorno e di notte, sotto il sole cocente o la pioggia dirompente, ella percorre, con la lanterna accesa, le vie strette e buie della citt\u00e0 di Lucca per raggiungere al capezzale le inferme pi\u00f9 gravi e sole. Una notte, assalita da un uragano, le si spegne il lumicino; brancolando a lungo nel buio, ella arriva finalmente al domicilio desiderato, e, con gli abiti intrisi d\u2019acqua, compie assistenza per tutta la notte non curandosi affatto di s\u00e9 ma di Ges\u00f9, presente &#8220;nelle membra inferme&#8221; di quella persona malata. Spesso, dopo una intera notte di servizio, faceva seguire anche il giorno senza prendere cibo. Talvolta assalita da un sonno terribile, mentre prestava assistenza, arriv\u00f2 a mettersi il tabacco negli occhi; tale rimedio le procurava una sofferenza grave, ma efficace per tenerla sveglia e non privare le inferme del suo aiuto e conforto.<\/p>\n<p>Talvolta, nel cuore della notte, era inseguita da ignoti male intenzionati; donna forte e coraggiosa non si faceva intimidire da nessuno; ella aveva in cuore una fiamma che non poteva spegnere: servire e curare Ges\u00f9 stesso nascosto nel volto dei malati e sofferenti.<\/p>\n<p>La ricchezza delle sue doti umane e spirituali, tra cui intelligenza, creativit\u00e0, coraggio e intraprendenza, non sfuggirono all\u2019attenzione del Vescovo e del clero della sua citt\u00e0. Essi infatti le affidarono il compito di stabilire in Lucca un Monastero della Visitazione per l\u2019educazione della giovent\u00f9. Maria Domenica, docile alla voce dei pastori e sensibile alle istanze della Chiesa, accett\u00f2 l\u2019impegno con generosit\u00e0 e determinazione. Il suo zelo per la gloria di Dio, la rendeva capace di affrontare ogni difficolt\u00e0. Dopo circa sei anni intensi di lavoro e di tribolazioni, ella riusc\u00ec nell\u2019intento di dare alla citt\u00e0 di Lucca il monastero desiderato, ancor oggi esistente e ricco di vitalit\u00e0 spirituale e apostolica. Compiuta l\u2019opera della Visitazione, emerge chiara, prorompente in Maria Domenica la vocazione profetica: fondare una Congregazione religiosa di Sorelle Oblate Infermiere per servire Cristo nelle membra doloranti dei malati e sofferenti, a tempo pieno e per tutta la vita. Il 23 gennaio 1829 Maria Domenica d\u00e0 inizio alla prima comunit\u00e0 delle Sorelle Oblate Infermiere. Povere e con poca salute, ma ricche di zelo e di amore per Cristo, la Fondatrice e le prime sorelle compirono prodigi di carit\u00e0 al capezzale delle inferme e morenti, nelle abitazioni povere, dove giacevano sole e abbandonate anche le moribonde. La testimonianza di evangelica carit\u00e0 della Fondatrice e delle figlie, indusse mons. Domenico Stefanelli, Arcivescovo di Lucca, ad approvare le Regole e l\u2019Istituto di Maria Domenica; ci\u00f2 avvenne il 5 agosto 1841.<\/p>\n<p>Nella sua lunga vita, Maria Domenica cerc\u00f2 unicamente &#8220;la volont\u00e0 di Dio e la sua maggior gloria&#8221;. Nel suo cammino di configurazione a Cristo, assapor\u00f2 l\u2019amarezza della calunnia, che accolse: &#8220;pregando, perdonando, e amando i suoi persecutori&#8221;. Dedic\u00f2 tempo e fatiche alla formazione spirituale e carismatica delle figlie. Mor\u00ec in Lucca il 22 maggio 1868, lasciando l\u2019Istituto piccolo nel numero, ma forte nello spirito, generoso nel servizio ai malati. Il 17 maggio 1995 Giovanni Paolo II ha proclamato solennemente &#8220;Beata&#8221; Maria Domenica Brun Barbantini, indicandola al mondo quale testimone autentica &#8220;di un amore evangelico concreto per gli ultimi, gli emarginati, i piagati; un amore fatto di gesti di attenzione, di cristiana consolazione, di generosa dedizione e di instancabile vicinanza nei confronti degli ammalati e dei sofferenti&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pensieri<\/strong><\/p>\n<p>(Le Ministre degli Infermi) &#8220;serviranno Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo nelle persone delle inferme con generosit\u00e0 e purit\u00e0 d\u2019intenzione, pronte sempre ad esporre la propria vita per amore di Cristo morto sopra una croce per noi&#8221;. &#8220;Visitare, assistere e servire il Dio umanato agonizzante nell\u2019orto o spirante sulla croce nelle persone delle inferme povere e moribonde&#8221;\u2026 E tutto ci\u00f2 &#8220;con un cuore tutto avvampante della carit\u00e0 di Cristo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Preghiera<\/strong><\/p>\n<p>O Dio, nostro Padre, che nella beata Maria Domenica ci hai offerto la viva testimonianza di una donna in continua ricerca della tua volont\u00e0, interamente consacrata a diffondere nel mondo la tenerezza della tua misericordia verso i malati e i sofferenti, per la sua intercessione concedi a me e ai miei cari la salute del corpo e dello spirito e la grazia che ti chiedo\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","excerpt":"","slug":"beata-domenica-brun-barbantini-1789-1868-2","image":false,"all_day":false,"start_date":"2020-05-04 00:00:00","start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"04","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"end_date":"2020-05-04 00:00:00","end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"04","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_start_date":"2020-05-03 22:00:00","utc_start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"03","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_end_date":"2020-05-03 22:00:00","utc_end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"03","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"timezone":"Europe\/Rome","timezone_abbr":"CEST","cost":"","cost_details":{"currency_symbol":"","currency_position":"prefix","values":[]},"website":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/mc-events\/beata-domenica-brun-barbantini-1789-1868-2\/","show_map":false,"show_map_link":false,"hide_from_listings":false,"sticky":false,"featured":false,"categories":[{"name":"General","slug":"general","term_group":0,"term_taxonomy_id":66,"taxonomy":"tribe_events_cat","description":"","parent":0,"count":37,"filter":"raw","id":66,"urls":{"self":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories\/66","collection":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories"}}],"tags":[],"venue":[],"organizer":[],"json_ld":{"@context":"http:\/\/schema.org","@type":"Event","name":"Beata Domenica Brun Barbantini (1789-1868)","description":"&lt;p&gt;Beata Domenica Brun Barbantini Maria Domenica nasce a Lucca il 17 gennaio 1789 da Pietro Brun di origine elvetica e da Giovanna Granucci di Pariana, piccolo centro della provincia lucchese. 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