
{"id":6055,"global_id":"www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6055","global_id_lineage":["www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6055"],"author":"1","status":"publish","date":"2023-06-15 12:42:25","date_utc":"2023-06-15 10:42:25","modified":"2023-06-15 12:42:25","modified_utc":"2023-06-15 10:42:25","url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/event\/san-francesco-spinelli-1853-1913-5\/","rest_url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/events\/6055","title":"San Francesco Spinelli (1853-1913)","description":"<p><span style=\"color: #993300\"><strong>San Francesco Spinelli<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>L\u2019infanzia<\/strong><br \/>\nFrancesco Spinelli nacque a Milano il 14 aprile 1853. I suoi genitori, Bartolomeo Spinelli ed Emilia Cagliaroli, erano bergamaschi d\u2019origine, precisamente di Verdello, e lavoravano al servizio del marchese Emilio Stanga: rispettivamente, erano maggiordomo e cameriera.<\/p>\n<p>A causa delle insurrezioni popolari dovute al ritorno del dominio austriaco su Milano, i genitori pensarono di mandare Francesco a Verdello, perch\u00e9 potesse crescere al sicuro. Per i successivi tre anni fu quindi allevato da Giovanna, una zia della madre, cominciando a sviluppare un carattere riflessivo e un\u2019attenta capacit\u00e0 di osservazione. In particolare, si sentiva attratto dalle celebrazioni in chiesa e dai gesti del sacerdote all\u2019altare.<\/p>\n<p>Tornato dai genitori, che si erano trasferiti insieme ai marchesi Stanga a Vergo, nei pressi di Besana Brianza, Cecchino ricevette da loro un\u2019educazione improntata ai principi religiosi. In particolare, seguiva la madre nelle sue visite ai poveri e ai malati.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La guarigione miracolosa e la vocazione sacerdotale<\/strong><\/p>\n<p>A causa di una caduta dal letto, durante gli anni del ginnasio, Francesco sub\u00ec una lesione della colonna vertebrale. Fu quindi accolto in casa dello zio don Pietro, ma per le vacanze torn\u00f2 a Vergo, munito di stampelle.<\/p>\n<p>Un giorno, mentre, come suo solito, pregava davanti alla statua della Madonna de La Salette, esposta nella parrocchiale di Vergo, si sent\u00ec spinto a lasciar cadere i suoi sostegni: sotto gli occhi dei presenti, ricominci\u00f2 a camminare. Da allora cominci\u00f2 a pensare ancora pi\u00f9 seriamente a come ringraziare Dio e la Madonna per il dono ricevuto.<br \/>\nSuperati gli esami di maturit\u00e0, Francesco comunic\u00f2 ai genitori di voler diventare sacerdote. Entrambi acconsentirono, sebbene il padre, notando la propensione del ragazzo verso i malati, credesse che avrebbe voluto fare il medico.<\/p>\n<p>L\u2019ordinazione sacerdotale si svolse il 17 ottobre 1875 nella chiesa di Gavarno Vescovado, dove monsignor Pierluigi Speranza, vescovo di Bergamo, era temporaneamente a riposo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ispirazione del 1875<\/strong><\/p>\n<p>Nei giorni delle feste natalizie del 1875, si rec\u00f2 a Roma per il Giubileo. Visit\u00f2 gran parte delle chiese della citt\u00e0, ormai capitale d\u2019Italia, e sost\u00f2 a lungo nella basilica di Santa Maria Maggiore, dov\u2019\u00e8 venerata la \u201cSacra Culla\u201d, ovvero un reliquiario dove si ritiene siano custoditi i resti della mangiatoia di Ges\u00f9 bambino.<\/p>\n<p>Quello che gli accadde durante una delle sue meditazioni fu da lui stesso accennato in questi termini: \u201cMi sono inginocchiato, piansi, pregai e, giovane sacerdote allora, sognai uno stuolo di vergini che avrebbero adorato Ges\u00f9 in Sacramento\u201d.<\/p>\n<p>Tornato a Bergamo, fu incaricato di continuare a collaborare con don Palazzolo e con lo zio, diventando poi anche insegnante nel Collegio Sant\u2019Alessandro. Intanto, per\u00f2, non dimenticava l\u2019ispirazione che sentiva di aver ricevuto. Divenne anche molto richiesto come predicatore di ritiri, confessore e direttore spirituale.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nL\u2019incontro con Caterina Comensoli<\/strong><\/p>\n<p>Proprio durante una sua predicazione presso le Suore di Maria Bambina a Bergamo, il suo fervore colp\u00ec particolarmente una giovane cameriera, Caterina Comensoli. Si era gi\u00e0 consacrata a Dio nella Compagnia di Sant\u2019Angela Merici, ma desiderava fondare una congregazione dedita all\u2019Adorazione Eucaristica perpetua.<\/p>\n<p>Nell\u2019inverno 1882, don Francesco si trovava a Capriate San Gervasio, in occasione delle Quarantore. Caterina lo rivide e chiese di potergli parlare. And\u00f2 anche a trovarlo in parrocchia, in quanto aveva accompagnato a Bergamo la sua padrona, la contessa Ippolita F\u00e9 d\u2019Ostiani-Vitali, in visita alla sorella Barbara. Nel corso dei loro colloqui, capirono di avere un progetto comune, che esposero prontamente al successore di monsignor Speranza, monsignor Camillo Guindani.<\/p>\n<p>Se da una parte il vescovo era favorevole, visto che a Bergamo non esistevano istituti dediti all\u2019Adorazione perpetua, dall\u2019altra i conti F\u00e9 d\u2019Ostiani non volevano privarsi di Caterina. Aiutata da don Francesco, lei ribatt\u00e9 tranquillamente a tutte le accuse.<\/p>\n<p><strong>La nascita delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento<\/strong><\/p>\n<p>Don Francesco, dal canto suo, andava delineando il fine specifico del nuovo istituto religioso: \u00abAdorare perpetuamente il SS. Sacramento, fonte di forze per queste opere ed in riparazione delle offese che a Dio si fanno in questi tempi\u00bb, ma anche \u00abraccogliere tutti quelli che non sono accettati negli altri ospedali e case di salute, specialmente i poveri\u00bb.<br \/>\nIl 21 giugno 1883 si svolse la prima Adorazione Eucaristica pubblica, mentre il 15 dicembre, a un anno dalla fondazione, furono celebrate le prime sei vestizioni. Caterina Comensoli, da quel momento in poi, divenne suor Geltrude del SS. Sacramento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Due congregazioni da un\u2019unica ispirazione<\/strong><\/p>\n<p>Il 4 marzo 1889, don Francesco arriv\u00f2 a Rivolta d\u2019Adda. Le suore l\u2019accolsero subito e ascoltarono ci\u00f2 che aveva loro da dire: \u00abSono qui per continuare l\u2019opera con le figlie decise a seguirmi. Volete unirvi alla Madre di Bergamo? Siete libere: andate, figlie, io vi benedir\u00f2; andate e fate del bene. Se per\u00f2 qualcuna vuole restare con me, l\u2019accolgo con tutto il cuore&#8230; Sono povero, poverissimo, ma lavoreremo, faremo sacrifici&#8230;\u00bb. Solo una suora si trasfer\u00ec in casa madre.<\/p>\n<p>Intanto, anche madre Geltrude e le consorelle furono travolte dal fallimento. Anche loro dovettero lasciare Bergamo: furono accolte dal vescovo di Lodi, monsignor Giovanni Battista Rota. L\u20198 settembre 1891, con decreto vescovile, furono erette le Suore Sacramentine. Madre Geltrude profess\u00f2 i voti perpetui il 26 febbraio 1892 e, dopo un mese, pot\u00e9 ristabilire la congregazione nella casa madre di Bergamo, riottenuta grazie ad alcune donazioni.<\/p>\n<p>Don Francesco chiese e ottenne di essere incardinato nella diocesi di Cremona nel marzo 1889. Pot\u00e9 quindi ripartire insieme alle sue figlie, che nel 1897 furono a loro volta erette in congregazione autonoma, mantenendo il nome originario di Suore Adoratrici del SS Sacramento.<\/p>\n<p><strong>Lo stile di don Francesco<\/strong><\/p>\n<p>Don Francesco riusciva a unire la contemplazione del Mistero eucaristico alla carit\u00e0 verso i poveri e i disabili. A sua volta indic\u00f2 alle suore quale dovesse essere il motore delle loro azioni: \u00abAdorate con l\u2019amore pi\u00f9 ardente l\u2019Augustissimo Sacramento e attingete da esso la carit\u00e0 a sollievo del prossimo\u00bb.<\/p>\n<p>Se c\u2019era una predilezione, da parte sua, era per i malati pi\u00f9 ripugnanti: li andava a cercare per le strade, li ripuliva e baciava le loro piaghe. Un giorno fu portata da lui una donna colpita da epilessia, con i segni evidenti della malattia: in particolare, aveva la bava alla bocca. Don Francesco, tranquillamente, prese il proprio fazzoletto di tasca e l\u2019asciug\u00f2. Accanto a lui c\u2019era una suora, alla quale spieg\u00f2: \u00abNegli infelici dobbiamo vedere Ges\u00f9 Cristo. Saresti contenta se nel giorno del giudizio Egli ti dicesse: Hai avuto schifo di me?\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre la congregazione aveva un nuovo sviluppo, don Francesco continuava a essere invitato in altre parrocchie per predicazioni speciali. Diede poi alle stampe un libro, \u00abConversazioni eucaristiche\u00bb, nel quale riportava le sue riflessioni davanti al Santissimo Sacramento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi anni<\/strong><\/p>\n<p>Consapevole di essere sul finire della vita, il 9 maggio 1910 firm\u00f2 il proprio testamento, nel quale, tra l\u2019altro, rinnov\u00f2 il perdono a quanti gli avevano fatto del male: \u00abRendo pure grazie ai Sacerdoti che mi hanno con zelo e sacrificio coadiuvato. Protesto di amare tutti e di non avere il minimo rancore con alcuno, e a quelli che volontariamente o no hanno concorso a recarmi dispiaceri o danni, prego il Buon Signore renda loro altrettanto di bene e pi\u00f9 di quello che mi hanno fatto di male\u00bb.<br \/>\nSul finire del 1912 gli fu diagnosticato un carcinoma allo stomaco. Celebr\u00f2 l\u2019ultima Messa il giorno di Natale, poi si prepar\u00f2 all\u2019ultimo addio alle suore. Alle 21 del 6 febbraio 1913, mentre tutte gli stavano attorno, si spense tracciando il segno della Croce. Undici anni pi\u00f9 tardi, la sera del 14 maggio 1924, i suoi resti mortali furono traslati nella chiesa della casa madre delle Suore Adoratrici, a Rivolta d\u2019Adda.<\/p>\n<p><strong>La causa di beatificazione fino al riconoscimento delle virt\u00f9 eroiche<\/strong><br \/>\nA fronte della fama di santit\u00e0 che, a quindici anni dalla morte, continuava a circondare don Francesco, fu avviata la sua causa di beatificazione e canonizzazione, per l\u2019accertamento dell\u2019eroicit\u00e0 delle sue virt\u00f9. Il 1\u00b0 marzo 1928 fu aperto il processo informativo presso la diocesi di Cremona. Il decreto sull\u2019introduzione della causa, che all\u2019epoca apriva la fase romana della causa, rimonta invece al 25 gennaio 1952. Il processo apostolico si svolse quindi dal 4 marzo 1953 all\u20198 marzo 1957.<br \/>\nLa sua \u201c<em>Positio super virtutibus<\/em>\u201d fu consegnata nel 1988 presso la Congregazione delle Cause dei Santi. L\u2019anno successivo, il 14 aprile 1989, i Consultori teologi espressero il loro parere positivo, confermato, il 9 gennaio 1990, dai cardinali e dai vescovi membri della stessa Congregazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il 3 marzo 1990, il Papa san Giovanni Paolo II autorizz\u00f2 la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto con cui don Francesco Spinelli veniva dichiarato Venerabile.<\/p>\n<p><strong>La beatificazione<\/strong><\/p>\n<p>San Giovanni Paolo II lo beatific\u00f2 il 21 giugno 1992, domenica del Corpus Domini, presso il santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio, fissando la sua memoria liturgica al 6 febbraio, il giorno della sua nascita al Cielo.<\/p>\n<p><strong>La canonizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Il miracolo esaminato per ottenere la canonizzazione riguardava un bambino, Ambrozo Maria Diaz, nato il 25 aprile 2007 nel centro di maternit\u00e0 gestito dalle Suore Adoratrici a Kinshasa, in Congo. Mentre la madre s\u2019incamminava verso casa, con lui al collo, rischi\u00f2 d\u2019inciampare. Per la paura, strinse a s\u00e9 il bambino, causandogli una forte emorragia.<\/p>\n<p>I tentativi di procurare delle trasfusioni risultavano difficili per lo stato di estrema sofferenza del piccolo, cos\u00ec una delle religiose, suor Adeline, si sent\u00ec condotta a chiedere l\u2019intercessione del suo fondatore: accese una lampada di fronte alla sua immagine esposta in cappella e mise un santino sotto il lenzuolo del bambino.<\/p>\n<p>Dopo oltre un\u2019ora, i medici riuscirono a trovare una vena, grande come quella di un adulto: la trasfusione funzion\u00f2 e il bambino si riprese. In segno di gratitudine, i genitori gli cambiarono nome in Francesco Maria Spinelli Diaz, ma all\u2019anagrafe \u201cSpinelli\u201d fu scritto erroneamente come \u201cSpinto\u201d.<\/p>\n<p>Il 6 marzo 2018, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui la guarigione inspiegabile del bambino era da attribuire all\u2019intercessione del Beato Francesco Spinelli. La sua canonizzazione, insieme a quella di altri sei Beati, \u00e8 stata celebrata da papa Francesco domenica 14 ottobre 2018.<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>La sua eredit\u00e0 oggi<\/strong><\/p>\n<p>Le Suore Sacramentine di Bergamo e le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d\u2019Adda proseguono autonomamente i loro cammini. Le une hanno scuole, asili d\u2019infanzia e opere educative, mentre le altre, alle stesse opere, uniscono un\u2019attenzione particolare per disabili e malati. Hanno ricevuto il Decreto di lode l\u201911 dicembre 1926, mentre l\u2019approvazione pontificia definitiva rimonta al 27 febbraio 1932.<br \/>\nLe due congregazioni riconoscono di avere una comune sorgente nella spiritualit\u00e0 eucaristica di don Francesco e di madre Geltrude, che a sua volta \u00e8 stata canonizzata nel 2009, ma le Sacramentine di Bergamo attribuiscono solo a lei il titolo di fondatrice. Hanno comunque molti momenti di fraternit\u00e0 in comune, specie nelle memorie liturgiche dei rispettivi fondatori.<\/p>\n<p>Alle comunit\u00e0 delle Suore Adoratrici, sparse in Italia, Africa e America Latina, si affianca la Fraternit\u00e0 Eucaristica per laici, che condivide l\u2019insegnamento del fondatore: \u00abSiate sempre l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 un essere umano che soffre\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Preghiera<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dio Creatore e Salvatore,<\/p>\n<p>Tu domini con l&#8217;affetto le creature e le guidi alla salvezza.<\/p>\n<p>Noi ti preghiamo: risana le ferite di questo nostro caro ammalato,<\/p>\n<p>allevia il suo dolore e concedigli la salute del corpo.<\/p>\n<p>Perdona i suoi peccati e liberalo dall&#8217;angoscia della malattia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi abbiamo fiducia in Te:<\/p>\n<p>Tu hai guarito tanti ammalati,<\/p>\n<p>hai liberato dal carcere i tuoi apostoli Pietro e Paolo,<\/p>\n<p>e hai comandato ai tuoi sacerdoti di assistere gl infermi.<\/p>\n<p>Signore, fa che questo nostro caro malato<\/p>\n<p>sia liberato dal carcere della malattia<\/p>\n<p>e che possa ringraziarti nella tua Chiesa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","excerpt":"","slug":"san-francesco-spinelli-1853-1913-5","image":false,"all_day":false,"start_date":"2020-05-14 00:00:00","start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"14","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"end_date":"2020-05-14 00:00:00","end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"14","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_start_date":"2020-05-13 22:00:00","utc_start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"13","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_end_date":"2020-05-13 22:00:00","utc_end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"13","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"timezone":"Europe\/Rome","timezone_abbr":"CEST","cost":"","cost_details":{"currency_symbol":"","currency_position":"prefix","values":[]},"website":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/mc-events\/san-francesco-spinelli-1853-1913-5\/","show_map":false,"show_map_link":false,"hide_from_listings":false,"sticky":false,"featured":false,"categories":[{"name":"Santi della Sanit\u00e0","slug":"santi-della-sanita","term_group":0,"term_taxonomy_id":64,"taxonomy":"tribe_events_cat","description":"","parent":0,"count":426,"filter":"raw","id":64,"urls":{"self":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories\/64","collection":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories"}}],"tags":[],"venue":[],"organizer":[],"json_ld":{"@context":"http:\/\/schema.org","@type":"Event","name":"San Francesco Spinelli (1853-1913)","description":"&lt;p&gt;San Francesco Spinelli L\u2019infanzia Francesco Spinelli nacque a Milano il 14 aprile 1853. 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