
{"id":6073,"global_id":"www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6073","global_id_lineage":["www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6073"],"author":"1","status":"publish","date":"2023-06-15 12:42:35","date_utc":"2023-06-15 10:42:35","modified":"2023-06-15 12:42:35","modified_utc":"2023-06-15 10:42:35","url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/event\/beato-carlo-gnocchi-1902-1956\/","rest_url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/events\/6073","title":"Beato Carlo Gnocchi (1902-1956)","description":"<p><span style=\"color: #993300\"><strong>Beato Carlo Gnocchi<\/strong><\/span><br \/>\nEra nato il 25 ottobre 1902 a San Colombano al Lambro (Milano) da umile famiglia. Presto il dolore lo visit\u00f2 con la morte del padre in giovane et\u00e0, del fratello Mario, ancora ragazzo, e dell\u2019altro fratello, Andrea, a soli 20 anni.<\/p>\n<p><strong>Un grande educatore<\/strong><\/p>\n<p>Con notevoli sacrifici, la mamma sostenne Carlo nella sua ascesa al sacerdozio, fino alla sua Ordinazione il 5 giugno 1925. A soli 23 anni, celebrata la Prima Messa, Don Carlo Gnocchi \u00e8 una figura esile, ma entro il suo velo di carne vibra un\u2019anima ardente, un vero innamorato di Ges\u00f9 e, per suo amore, traboccante di carit\u00e0 per i ragazzi e per i poveri. Ha la passione che tutti vivano di Ges\u00f9, fino alla sua pienezza, nella sua vita divina della grazia santificante.<\/p>\n<p>Per i primi anni, svolge il suo ministero a Cernusco sul Naviglio, poi a San Pietro in Sala, a Milano, seguendo soprattutto i ragazzi nella loro crescita. \u00c8 confessore, \u201cpadre spirituale\u201d appassionato della salvezza delle anime, predicatore e conferenziere, gi\u00e0 scrittore, per arrivare a molti, il pi\u00f9 possibile, con la luce del Vangelo.<\/p>\n<p>Nel 1935, \u00e8 chiamato a 33 anni a diventare direttore spirituale dell\u2019Istituto Gonzaga di Milano, per la formazione della giovent\u00f9. Studia, legge, prega molto, affidandosi soprattutto alla Madonna, perch\u00e9 sa che soltanto un vero alter Christus potr\u00e0 far crescere Ges\u00f9 nelle anime. Affida ogni ragazzo alla Madonna, affinch\u00e9 sia Lei a modellarlo a immagine di Ges\u00f9. I suoi ragazzi sono affascinati da Lui, dalla sua opera.<\/p>\n<p>Li guida e li dirige in confessionale, nei colloqui con i singoli, in incontri e dibattiti, nelle numerose lettere che scrive, mediante gli articoli e i libri che pubblica e diffonde. \u00c8 trasparenza di Dio.<\/p>\n<p><strong>Nello strazio della Guerra<\/strong><\/p>\n<p>Il 10 giugno 1940, l\u2019Italia entra in guerra. Don Carlo vede i suoi giovani partire per diversi fronti d\u2019Europa, dove le foll\u00ece dei potenti li scaraventano con mani omicide. Chiede di essere arruolato come cappellano militare per essere vicino ai suoi ragazzi.<\/p>\n<p>Con il suo altarino da campo, su cui offre ogni giorno il Sacrificio di Ges\u00f9 nella Santa Messa, con il suo cuore sacerdotale, sar\u00e0 presente accanto ai suoi alpini in Albania, in Grecia, in Croazia. Un\u2019esperienza lacerante, ma perch\u00e9 tutto quel dolore, perch\u00e9 la morte di tanti innocenti? Solo lui, sacerdote di Cristo, alla luce della fede, sa rispondere, consolare, incoraggiare.<\/p>\n<p>Nel 1942, viene la terribile compagna in Russia: Don Carlo \u00e8 ancora l\u00e0 con i suoi soldati a condividere tanto strazio, la tragedia immane. A lui, prima di chiudere gli occhi, dilaniati dalle armi, i soldati morenti, affidano gli ultimi ricordi per le loro mamme, le spose, i figli. Quando Don Carlo ritorna in Italia, riprende il cammino per adempiere \u201cle commissioni\u201d lasciategli dai suoi alpini caduti sui fronti di guerra. Si rende conto con i suoi occhi che anche i bambini \u201channo fatto\u201d la guerra, soffrendo l\u2019indicibile: feriti, affamati, ammalati, non curati, orfani. S\u00ec, certamente, non l\u2019ha voluto Iddio, sono stati i prepotenti a causare la tragedia, ma perch\u00e9 tanto dolore, perch\u00e9 il dolore degli innocenti?<\/p>\n<p>Don Carlo ha una lunga lista di indirizzi con cui risale le valli del Tagliamento, la Val d\u2019Intelvi, la Valtellina&#8230; presso le famiglie dei suoi caduti; incontra e consola le mamme, le spose rimaste vedove, i bambini orfani. Ma che cosa pu\u00f2 fare per i piccoli?<\/p>\n<p><strong>Per gli orfani e i mutilatini<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019aiuto della Provvidenza di Dio, ad Arosio (Como), presso la Casa dei grandi Invalidi, offre ospitalit\u00e0 a un certo numero di orfani. Presto avrebbe dato vita a una casa tutta per loro. Pubblica un libro: Restaurazione della persona umana (Edizioni La scuola, Brescia), il cui titolo dice tutto. Lui, d\u2019ora in poi, sarebbe vissuto per restaurare nei piccoli, tanto pi\u00f9 se sofferenti, la dignit\u00e0 della persona umana \u00aballa statura di Cristo\u00bb (cf. Ef 4,13).<br \/>\nUna sera di luglio, una mamma gli porta il suo bambino privo di una gamba. Non sapendo pi\u00f9 come provvedere, lo adagia per terra e gli dice: \u00abDon Carlo, lo affido a lei\u00bb. E se ne va via di corsa. Don Carlo si avvicina al bambino, si inginocchia accanto a lui e lo guarda con sconfinato amore, come quando guarda Ges\u00f9 sulla croce durante la Santa Messa. I due si guardano e si comprendono. Durante la notte, dopo aver aiutato il bambino ad addormentarsi, tenendogli la mano, scende in cappella e chiede a Ges\u00f9-Ostia, l\u2019Amico che non manca mai: \u00abChe faccio? Tu devi aiutarmi. Tu ci devi pensare!\u00bb.<\/p>\n<p>In quell\u2019istante, si vede circondato da una folla di bambini, senza mani, senza gambe, ciechi, sordi, sfigurati, bisognosi di tutto, soprattutto di amore&#8230; e lui avrebbe provveduto come un pap\u00e0 e una mamma insieme. Quanto sangue innocente! In giro per l\u2019Italia, Don Carlo stende la mano. Nel 1948, fonda la \u201cPro infanzia mutilata\u201d, la Federazione dei piccoli mutilati, per assistere le innocenti vittime della guerra, con una prima modesta sede a Milano, e l\u2019altra a Roma, poi in altre citt\u00e0.<\/p>\n<p>In quei suoi istituti \u2013 vere famiglie \u2013 i mutilatini non devono essere commiserati, perch\u00e9 \u00abessi sono l\u2019aristocrazia del dolore, sono dei privilegiati: Dio ha scelto loro, come gi\u00e0 ha scelto il Figlio suo Ges\u00f9, per la redenzione dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. L\u2019Italia si mobilita per la sua opera. L\u201911 febbraio 1953, nasce l\u2019opera grandiosa \u201cPro Juventute\u201d, con 8 efficienti Istituti, tra cui quello di Parma per le cure e la riabilitazione dei mutilati. Don Carlo \u00e8 segnato dentro da quel mondo di sofferenza: quanto dolore innocente!<\/p>\n<p><strong>Lacrime come perle<\/strong><\/p>\n<p>Tutta quella sofferenza vissuta senza senso \u2013 Don Carlo lo sa \u2013 \u00e8 un tesoro preziosissimo che va perduto. Tocca a lui dare senso e letizia a quell\u2019umano dolore innocente. Per questo insegna ai suoi mutilatini a soffrire e a offrire in unione con Ges\u00f9 che soffre sulla croce e ripresenta il suo Sacrificio nella Santa Messa, ogni giorno, in espiazione dei peccati del mondo e per la salvezza degli uomini. Un giorno, lo spiega a chiare lettere ai suoi bambini che piangono: \u00abQueste vostre lacrime devono diventare perle, angeli miei!\u00bb. \u00abMa com\u2019\u00e8 possibile?\u00bb. \u00abPrepareremo una cassettina e in essa lasceremo cadere delle perle vere, preziose. Quando uno di voi deve, per il suo bene, subire nella clinica di Parma un\u2019operazione chirurgica, lasciarsi ingessare un arto, farselo tirare in trazione, soffre. Ebbene questa sofferenza fisica non deve andare perduta: bisogna offrirla al Signore, senza piangere, senza gridare. Quando uno di voi sar\u00e0 riuscito con coraggio, pensando a Ges\u00f9 in croce, che ha sofferto pi\u00f9 di qualsiasi altro sulla terra, a sopportare senza lamenti la sua operazione, avr\u00e0 diritto a mettere nella cassettina una perla vera\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE poi, e poi?\u00bb, chiedono quegli innocenti in croce. \u00abTra un anno, conteremo le perle, le porteremo a un orefice che le user\u00e0 per formare il nostro distintivo, poi lo doneremo al Papa come segno della nostra sofferenza accolta, con amore, con Ges\u00f9 sulla croce\u00bb.<\/p>\n<p>I piccoli gli promettono che l\u2019avrebbero fatto. Un giorno d\u2019estate del 1950, tutti i mutilatini di Don Gnocchi si recano in udienza dal Santo Padre Pio XII. Il dono pi\u00f9 bello che gli portano \u00e8 la spilla preziosa che rappresenta il monogramma di Cristo, il \u201cChi-Ro\u201d, in cui la \u201cX\u201d \u00e8 fatta da due stampelline incrociate e allacciate da una corona nobiliare, a indicare che \u00abla sofferenza innestata su Cristo forma una cosa sola con Lui, il Cristo mistico, e soltanto in questo modo pu\u00f2 ricevere la corona del merito e del premio\u00bb.<\/p>\n<p>Il simbolo era stato fatto interamente con le perle della sofferenza, del coraggio, e dell\u2019offerta dimostrati dai bambini. Don Carlo spiega al santo Pontefice Pio XII il significato del gioiello, come \u00e8 nato, e conclude: \u00abI miei piccoli hanno offerto il loro dolore per Lei, Santo Padre, per la Chiesa, per la salvezza di tutte le anime\u00bb. Negli occhi di Pio XII brillano delle grosse lacrime di tenerezza e di riconoscenza, che tutti vedono. Nella sala delle udienze si sente singhiozzare: la sala ora \u00e8 come un altare. Anche Pio XII, percorso da un fremito, piange.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Crocifisso \u00e8 il significato<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando tornano nei loro istituti, i piccoli si sentono davvero dei privilegiati. Dio li ha scelti perch\u00e9 portino nelle loro carni la sofferenza redentrice: come Ges\u00f9 ha tanto sofferto sulla croce fino a morire affinch\u00e9 gli uomini siano liberi dal peccato e ricchi della Vita divina della grazia santificante, cos\u00ec anch\u2019essi stanno soffrendo affinch\u00e9 la Redenzione di Ges\u00f9 raggiunga ogni uomo. \u00c8 il grande significato del dolore innocente: occorre spiegarlo a tutti.<\/p>\n<p>Don Carlo matura l\u2019idea di una Federazione europea dei giovani mutilati di guerra. Il 27 agosto 1953, Pio XII riceve in udienza 120 mutilatini di Europa, guidati da Don Carlo. Un ragazzo francese offre al Papa una targa con lo stemma della Pro Juventute, il monogramma di Cristo, con inciso il motto: \u201cCum reciditur, coronatur\u201d (Quando si \u00e8 immolati, si \u00e8 incoronati). E gli dice: \u00abQuesto significa che noi vogliamo unire i nostri sacrifici a quello di Ges\u00f9 sulla croce, affinch\u00e9 essi possano servire a un mondo migliore e ricevere cos\u00ec la corona che il Vangelo ha promesso a coloro che soffrono per Ges\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>Pio XII gli risponde: \u00abLa vostra sofferenza unita a quella di Ges\u00f9, vi condurr\u00e0 tutti al pi\u00f9 grande amore per Lui e a una tenera carit\u00e0 per i vostri fratelli\u00bb.<\/p>\n<p>Ora Don Carlo pensa alle cure e alla riabilitazione dei ragazzi colpiti dalla poliomielite. Il 12 settembre 1955 a Milano viene posta la prima pietra del centro-pilota per i fanciulli poliomielitici. Ma ormai Don Carlo \u00e8 stremato dalla fatica e dal cancro che lo rode allo stomaco. Viene a fargli visita mons. Montini, Arcivescovo di Milano, il suo Arcivescovo, che a vederlo piange. Don Carlo, morente, commenta: \u00abPiange perch\u00e9 sono uno che muore\u00bb.<\/p>\n<p>Il 28 febbraio 1956, va incontro a Dio. Ora per le sue virt\u00f9 cristiane e sacerdotali eroiche, Don Carlo \u00e8 stato beatificato dalla Chiesa, e la sua memoria \u00e8 al 25 ottobre.<\/p>\n<p>Proprio il giorno del funerale esce un piccolo libro che lui ha scritto con le sue ultime forze, come il suo testamento, che condensa tutta la sua vita e il suo sacerdozio, la sua opera in mezzo alla giovent\u00f9 nelle parrocchie, all\u2019Istituto Gonzaga, di cappellano militare, soprattutto in mezzo al dolore dei piccoli e dei pi\u00f9 giovani, per dare a ogni lacrima, a ogni goccia di sangue sparsa, il significato e il valore pi\u00f9 alto. Il libro si intitola Pedagogia del dolore innocente (Edizioni La scuola, Brescia 1956), ed \u00e8 la risposta, in Ges\u00f9 Crocifisso, al grande perch\u00e9 del dolore, cos\u00ec come il beato Don Carlo ha fatto e noi abbiamo narrato. Risposta che spazza via in un soffio il cosiddetto \u201ctestamento biologico\u201d. Ogni cristiano, prima di pronunciarsi sul dolore della vita e della morte, dovrebbe riflettere sull\u2019infinito valore della sofferenza unita alla Croce di Cristo e fidarsi di Lui che nelle ore pi\u00f9 dolorose gli sar\u00e0 accanto come medico, medicina e Salvatore. La risposta non \u00e8 mai la morte, ma la vita in Cristo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Preghiera<\/strong><\/p>\n<p>O Dio, che sei Padre, e in Ges\u00f9 Cristo ci rendi fratelli, ti ringraziamo per il dono di <strong>don Carlo Gnocchi<\/strong> che la Chiesa venera come Beato. &#8230; Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell&#8217;ora della nostra morte. Amen. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.<\/p>","excerpt":"","slug":"beato-carlo-gnocchi-1902-1956","image":false,"all_day":false,"start_date":"2020-05-18 00:00:00","start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"18","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"end_date":"2020-05-18 00:00:00","end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"18","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_start_date":"2020-05-17 22:00:00","utc_start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"17","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_end_date":"2020-05-17 22:00:00","utc_end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"17","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"timezone":"Europe\/Rome","timezone_abbr":"CEST","cost":"","cost_details":{"currency_symbol":"","currency_position":"prefix","values":[]},"website":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/mc-events\/beato-carlo-gnocchi-1902-1956\/","show_map":false,"show_map_link":false,"hide_from_listings":false,"sticky":false,"featured":false,"categories":[{"name":"Santi della Sanit\u00e0","slug":"santi-della-sanita","term_group":0,"term_taxonomy_id":64,"taxonomy":"tribe_events_cat","description":"","parent":0,"count":426,"filter":"raw","id":64,"urls":{"self":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories\/64","collection":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories"}}],"tags":[],"venue":[],"organizer":[],"json_ld":{"@context":"http:\/\/schema.org","@type":"Event","name":"Beato Carlo Gnocchi (1902-1956)","description":"&lt;p&gt;Beato Carlo Gnocchi Era nato il 25 ottobre 1902 a San Colombano al Lambro (Milano) da umile famiglia. 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