
{"id":6108,"global_id":"www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6108","global_id_lineage":["www.diocesidiroma.it\/sanitaria?id=6108"],"author":"1","status":"publish","date":"2023-06-15 12:43:01","date_utc":"2023-06-15 10:43:01","modified":"2023-06-15 12:43:01","modified_utc":"2023-06-15 10:43:01","url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/event\/san-giuseppe-moscati-1880-1927\/","rest_url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/events\/6108","title":"San Giuseppe Moscati (1880-1927)","description":"<p><span style=\"color: #993300\"><strong>San Giuseppe Moscati<\/strong><\/span><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Giuseppe Moscati fu uno dei medici pi\u00f9 conosciuti della Napoli d\u2019inizio Novecento. Per la sua capacit\u00e0 di coniugare scienza e fede, \u00e8 riconosciuto come Santo dalla Chiesa cattolica a partire dal 1987. Ancora oggi riceve visite da persone di ogni parte del mondo, non solo per le infermit\u00e0 fisiche, ma anche per i mali che colpiscono l\u2019animo degli uomini del nostro tempo. Contrariamente a quanto si possa credere, non nacque a Napoli, ma a Benevento, il 25 luglio 1890, da Francesco Moscati, magistrato, e Rosa de Luca; fu il settimo dei loro nove figli. Si trasfer\u00ec nel capoluogo campano quando aveva quattro anni, dopo una breva permanenza ad Ancona, per via del lavoro del padre.<\/p>\n<p>L\u20198 dicembre 1888 ricevette la Prima Comunione da monsignor Enrico Marano nella chiesa delle Ancelle del Sacro Cuore, fondate da santa Caterina Volpicelli. Studi\u00f2 presso il liceo \u00abVittorio Emanuele\u00bb; dopo il conseguimento del diploma di maturit\u00e0 classica, nel 1897, inizi\u00f2 gli studi universitari presso la facolt\u00e0 di Medicina. Il motivo di quella scelta, di rottura rispetto alla tradizione familiare (oltre al padre, anche suo nonno paterno e due fratelli avevano studiato Giurisprudenza), \u00e8 forse dovuto al fatto che, dalla finestra della nuova abitazione, poteva osservare l\u2019Ospedale degli Incurabili, che suo padre gl\u2019indicava suggerendogli sentimenti di piet\u00e0 per i pazienti ricoverati. Il primo ammalato con cui ebbe a che fare suo fratello Alberto, il quale, caduto da cavallo, sub\u00ec un trauma cranico, che gli produsse una forma di epilessia. Quest\u2019evento persuase il giovane da una parte della brevit\u00e0 della vita umana, dall\u2019altra di doversi dedicare interamente alla professione medica. Nel frattempo, il 2 marzo 1898, fu cresimato da monsignor Pasquale de Siena, vescovo ausiliare del cardinal Sanfelice, arcivescovo di Napoli.<\/p>\n<p>All\u2019epoca la facolt\u00e0 di Medicina, insieme a quella di Filosofia, era quella pi\u00f9 influenzata dalle dottrine del materialismo. Tuttavia Giuseppe se ne tenne a distanza, concentrandosi sulla preparazione degli esami. Concluse gli studi il 4 agosto 1903 con una tesi sull\u2019urogenesi epatica, laureandosi col massimo dei voti.<\/p>\n<p>Nemmeno tre anni dopo, inizi\u00f2 a emergere la sua capacit\u00e0 di agire tempestivamente: dopo aver assistito alle prime fasi dell\u2019eruzione del Vesuvio dell\u20198 aprile 1906, si precipit\u00f2 a Torre del Greco, dove gli Ospedali Riuniti di Napoli avevano una sede distaccata, e trasmise l\u2019ordine di sgombero, caricando personalmente i pazienti, molti dei quali paralitici, sugli automezzi che li avrebbero condotti in salvo. Appena l\u2019ultimo paziente fu sistemato, il tetto dell\u2019ospedale croll\u00f2. Per s\u00e9 il giovane medico non volle encomi, ringraziando invece il resto del personale, a suo dire pi\u00f9 meritevole. Nell\u2019epidemia di colera del 1911 fu invece incaricato di effettuare ricerche sull\u2019origine dell\u2019epidemia: i suoi consigli su come contenerla contribuirono a limitarne i danni.<\/p>\n<p>Tra gli elogi che arrivavano da parte del mondo accademico, gli giunse anche la vittoria in un importante concorso, che lo inser\u00ec a pieno titolo nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Ospedale degli Incurabili. Portava avanti in parallelo l\u2019esercizio della professione e la libera docenza universitaria. Furono numerose anche le sue pubblicazioni su riviste di settore e le partecipazioni a congressi medici internazionali.<\/p>\n<p>Un insegnamento di rilievo gli veniva dalle autopsie, nelle quali era tanto abile che, nel 1925, accett\u00f2 di dirigere l\u2019Istituto di anatomia patologica. Un giorno convoc\u00f2 i suoi assistenti nella sala delle autopsie per mostrare loro non un caso clinico, ma la vittoria della vita sulla morte: \u00abEro mors tua, o mors\u00bb, come diceva un cartello sovrastato da un crocifisso, fatto sistemare da lui su una delle pareti. In altri casi, mentre esaminava i cadaveri, fu udito affermare che la morte aveva qualcosa d\u2019istruttivo.<\/p>\n<p>Non che fosse un personaggio cupo, tutt\u2019altro. I suoi parenti e colleghi testimoniarono che dalla sua persona promanava un fascino distinto, che lo rendeva di buona compagnia. Era anche molto attento alla natura, all\u2019arte e alla storia antica, come si evince dal racconto di un viaggio in Sicilia.\u00a0 Non si concedeva altri svaghi come andare a teatro o al cinema e non aveva neppure un\u2019automobile sua, preferendo spostarsi a piedi o coi mezzi pubblici, anche sulla lunga distanza.<\/p>\n<p>Erano tutti modi con cui si esercitava a conservarsi sobrio e povero, come gli ammalati che prediligeva visitare. Numerosi sono i racconti di pazienti che si videro recapitare indietro la somma con cui l\u2019avevano pagato, anche se ne aveva diritto essendo venuto da lontano. I poveri, per lui, erano \u00able figure di Ges\u00f9 Cristo, anime immortali, divine, per le quali urge il precetto evangelico di amarle come noi stessi\u00bb. Viene quasi alla mente l\u2019espressione che papa Francesco ha pi\u00f9 volte pronunciato, definendoli \u201ccarne di Cristo\u201d, quindi scendendo nel concreto della corporeit\u00e0 e del dolore. Il dottor Moscati insegnava a trattare questa manifestazione \u00abnon come un guizzo o una contrazione muscolare, ma come il grido di un\u2019anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l\u2019ardenza dell\u2019amore, la carit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>E proprio la carit\u00e0 era, secondo lui, la vera forza capace di cambiare il mondo, come scrisse nel 1922 al dottor Antonio Guerricchio, un tempo suo assistente: \u00abNon la scienza, ma la carit\u00e0 ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell&#8217;eternit\u00e0 della vita, in cui la morte non \u00e8 che una tappa, una metamorfosi per un pi\u00f9 alto ascenso, se si dedicheranno al bene\u00bb.<\/p>\n<p>Nel dottor Moscati la scienza era compenetrata da un\u2019acuta capacit\u00e0 diagnostica, tanto pi\u00f9 sorprendente se si pensa che, alla sua epoca, erano sicuramente noti i raggi X, ma non le tecniche con le quali oggi s\u2019indaga l\u2019interno degli organi, come la TAC o altre. I sintomi che altri riconducevano a malattie di un certo tipo erano da lui riferiti a cause di natura diversa, per le quali disponeva terapie il pi\u00f9 delle volte benefiche. Oltre ai suoi prediletti, ebbe due pazienti celebri: il tenore Enrico Caruso, a cui rivel\u00f2 \u2013 dopo essere stato tardivamente consultato \u2013 la vera natura del male che lo condusse alla morte, e il fondatore del santuario della Madonna del Rosario di Pompei, il Beato Bartolo Longo.<\/p>\n<p>Tutte queste doti traevano la propria sorgente dall\u2019Eucaristia, che riceveva quotidianamente, in particolare nella chiesa del Ges\u00f9 Nuovo, non molto lontana dalla sua abitazione, in via Cisterna dell\u2019Olio 10, dove viveva con la sorella Anna, detta Nina. Grande era anche la sua devozione alla Vergine Maria, sul cui esempio decise, nel pieno della maturit\u00e0, di rimanere celibe, ma senza farsi religioso come san Riccardo Pampuri n\u00e9 diventare sacerdote, scelta che invece comp\u00ec, a quarantacinque anni, il Servo di Dio Eustachio Montemurro. Qualcuno ha sospettato che fosse, per usare un eufemismo, incapace alla riproduzione o che avesse qualche tratto di misoginia. In realt\u00e0 non si riteneva incline al matrimonio, che invece esortava ad abbracciare ai suoi giovani allievi: inoltre, se avesse preso moglie, non sarebbe pi\u00f9 stato libero di visitare i suoi poveri.<\/p>\n<p>La morte lo colse per infarto al culmine di una giornata come tante, verso le 15 del 12 aprile 1927. La poltrona dove si sedette, poco dopo aver applicato a se stesso la capacit\u00e0 diagnostica che aveva salvato tanti, \u00e8 conservata ancora oggi, come tanti altri suoi oggetti, nella chiesa del Ges\u00f9 Nuovo, grazie all\u2019intervento della sorella Nina.<\/p>\n<p>I padri Gesuiti, a cui \u00e8 tuttora affidato il Ges\u00f9 Nuovo, non raccolsero solo la sua eredit\u00e0 materiale, ma si fecero custodi del suo ricordo e seguirono l\u2019aumento della sua fama di santit\u00e0. La sua causa di beatificazione si \u00e8 quindi svolta nella diocesi di Napoli a partire dal 1931. Dichiarato Venerabile il 10 maggio 1973, \u00e8 stato beatificato a Roma dal Beato Paolo VI il 16 novembre 1975.<\/p>\n<p>A seguito del riconoscimento di un ulteriore miracolo per sua intercessione, dopo i due necessari per farlo Beato secondo la legislazione dell\u2019epoca, \u00e8 stato canonizzato da san Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987. In quel periodo si stava svolgendo la VII Assemblea generale del Sinodo dei Vescovi su \u00abVocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo a vent\u2019anni dal Concilio Vaticano II\u00bb: non poteva esserci occasione migliore per indicarlo alla venerazione dei cattolici di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Il 16 novembre del 1930 i suoi resti vennero trasferiti dalla cappella dei Pellegrini nel cimitero di Poggioreale alla chiesa del Ges\u00f9 Nuovo e collocati nel lato destro della cappella di san Francesco Saverio. Sempre il 16 novembre, ma del 1977, quindi due anni dopo la beatificazione, vennero posti sotto l\u2019altare della cappella della Visitazione, a seguito della ricognizione canonica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Preghiera <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amabilissimo Ges\u00f9, che ti degnasti venire sulla terra per curare<\/p>\n<p>la salute spirituale e corporale degli uomini e fosti tanto largo<\/p>\n<p>di grazie per San Giuseppe Moscati, facendolo un medico secondo<\/p>\n<p>il tuo Cuore, insigne nella sua arte e zelante nell\u2019amore apostolico,<\/p>\n<p>e santificandolo nella tua imitazione con l\u2019esercizio di questa duplice,<\/p>\n<p>amorevole carit\u00e0 verso il prossimo, ardentemente ti prego<\/p>\n<p>di voler glorificare in terra, il tuo servo nella gloria dei santi,<\/p>\n<p>concedendomi la grazia\u2026. che ti chiedo, se \u00e8 per la tua<\/p>\n<p>maggior gloria e per il bene delle anime nostre. Cos\u00ec sia.<\/p>","excerpt":"","slug":"san-giuseppe-moscati-1880-1927","image":false,"all_day":false,"start_date":"2020-05-19 00:00:00","start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"19","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"end_date":"2020-05-19 00:00:00","end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"19","hour":"00","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_start_date":"2020-05-18 22:00:00","utc_start_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"18","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"utc_end_date":"2020-05-18 22:00:00","utc_end_date_details":{"year":"2020","month":"05","day":"18","hour":"22","minutes":"00","seconds":"00"},"timezone":"Europe\/Rome","timezone_abbr":"CEST","cost":"","cost_details":{"currency_symbol":"","currency_position":"prefix","values":[]},"website":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/mc-events\/san-giuseppe-moscati-1880-1927\/","show_map":false,"show_map_link":false,"hide_from_listings":false,"sticky":false,"featured":false,"categories":[{"name":"Santi della Sanit\u00e0","slug":"santi-della-sanita","term_group":0,"term_taxonomy_id":64,"taxonomy":"tribe_events_cat","description":"","parent":0,"count":426,"filter":"raw","id":64,"urls":{"self":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories\/64","collection":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/categories"}}],"tags":[],"venue":[],"organizer":[],"json_ld":{"@context":"http:\/\/schema.org","@type":"Event","name":"San Giuseppe Moscati (1880-1927)","description":"&lt;p&gt;San Giuseppe Moscati &nbsp; Giuseppe Moscati fu uno dei medici pi\u00f9 conosciuti della Napoli d\u2019inizio Novecento. Per la sua capacit\u00e0 di coniugare scienza e fede, \u00e8 riconosciuto come Santo dalla Chiesa cattolica a partire dal 1987. Ancora oggi riceve visite da persone di ogni parte del mondo, non solo per le infermit\u00e0 fisiche, ma anche [&hellip;]&lt;\/p&gt;\\n","url":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/event\/san-giuseppe-moscati-1880-1927\/","startDate":"2020-05-19T00:00:00+02:00","endDate":"2020-05-19T00:00:00+02:00"}}