
{"id":155,"date":"2017-11-23T11:39:51","date_gmt":"2017-11-23T10:39:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=155"},"modified":"2018-09-26T11:05:06","modified_gmt":"2018-09-26T09:05:06","slug":"discorso-dopo-lannuncio-della-nomina-a-vescovo-ausiliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/discorso-dopo-lannuncio-della-nomina-a-vescovo-ausiliare\/","title":{"rendered":"Discorso dopo l\u2019annuncio della nomina a Vescovo Ausiliare"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 in me umanamente la consapevolezza di sentirmi cos\u00ec inadeguato davanti al ministero cui sono chiamato. E per questo vi chiedo da subito di pregare per me.<br \/>\nSono andato a scovare allora ci\u00f2 che disse Albino Luciani, quando fu eletto vescovo: con me il Signore attua il suo vecchio sistema: prende i piccoli e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti, dal lago e ne fa degli apostoli. Certe cose il Signore non le vuole scrivere n\u00e9 sul bronzo, n\u00e9 sul marmo, ma addirittura nella polvere, affinch\u00e9 se la scrittura resta, non scompaginata, non dispersa dal vento, sia ben chiaro, che tutto \u00e8 opera e tutto merito del solo Signore.<br \/>\nRingrazio quindi Papa Francesco per la fiducia immeritata che mi d\u00e0. E voglio ringraziare in particolare Giovanni Paolo II che mi ha generato al sacerdozio, nel 1993, il primo anno in cui il Papa decise di ordinare i suoi preti. Ringrazio questa Chiesa in cui sono nato e cresciuto, e che ho sempre amato profondamente, nella certezza di aver ricevuto molto da tanti sacerdoti, religiosi e laici. Grazie a don Angelo che mi ricorda ancor pi\u00f9 oggi che nulla \u00e8 pi\u00f9 dolce dell\u2019amore. E gli altri vescovi \u2013 penso in particolare ora a don Paolo Selvadagi \u2013 don Guerino, don Giuseppe, don Gianrico, don Paolo e ora p. Daniele, con cui desidero da subito essere in profonda e vera comunione.<br \/>\nPenso al Cardinal Poletti che mi ha cresimato, al cardinal Ruini che mi ha ordinato diacono e mi ha dato le prime tre nomine, e in particolare al cardinale Vallini che mi ha confermato nella fiducia.<br \/>\nSo che mi \u00e8 vicino mio pap\u00e0 Stefano che \u00e8 in Cielo, che fu tra i primi dieci giovani fondatori della Giovent\u00f9 Francescana nel 1948, poi medico per vocazione, che mi ha testimoniato la fede, la povert\u00e0, il servizio e la forza della tenerezza. E mamma, i miei fratelli, mia sorella e le loro famiglie, che continuano a generarmi, nella vita e nella semplicit\u00e0. I miei zii preti, che dal cielo mi custodiscono: padre Giuseppe Zirilli, redentorista e padre Rosario, domenicano.<br \/>\nUn grazie particolare alla piccola grande parrocchia di Santa Caterina, a dieci minuti a piedi da qui, dove ho imparato a sentirmi famiglia nella chiesa, fin dai primi anni con don Pietro Sigurani e il qui presente don Guido Peressini \u2013 io avevo sei anni quando divenne il nostro viceparroco \u2013 e soprattutto con la presenza per pi\u00f9 di venticinque anni di don Aldo Zega, un padre che mi ha insegnato che il sacerdote \u00e8 come Ges\u00f9, in mezzo alla gente, alle famiglie, ai giovani, ai poveri, ai malati, condividendone gioie e dolori, passioni e sogni.<br \/>\nUn grazie immenso al Seminario. Nei sei anni di formazione e nei cinque in cui ho prestato servizio come assistente, ho avuto un\u2019esperienza di chiesa particolare e universale bellissima, grazie ai superiori e ai tanti compagni di Roma, d\u2019Italia e del mondo. Sono debitore al Seminario, come anche alla Universit\u00e0 Gregoriana, ai giovani della Scuola di Preghiera e alle comunit\u00e0 dove abbiamo vissuto le esperienze delle missioni o i luoghi di servizio come il Cottolengo di Torino.<br \/>\nE poi le mie comunit\u00e0: Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario \u2013 il primo amore non si scorda mai \u2013 Santa Silvia, dove ho potuto gustare la bellezza di essere padre, per tutti, piccoli e grandi, e condividere una splendida fraternit\u00e0 sacerdotale con vari viceparroci, sacerdoti ospiti, studenti e seminaristi, perch\u00e9 l\u2019unit\u00e0 tra i sacerdoti \u00e8 il primo segreto per la comunione parrocchiale. E infine San Carlo da Sezze, per un tempo purtroppo cos\u00ec breve, dove ho imparato tanto, anche grazie alla presenza ancora viva di don Mario Torregrossa, sacerdote e vittima d\u2019amore per i giovani e per i poveri.<br \/>\nCon don Mario, don Aldo e tanti altri sacerdoti che ci precedono, voglio affidarmi anche a tanti vescovi che hanno seminato nei solchi di questa diocesi: in particolare don Luigi Rovigatti, parroco dei miei genitori, e mons. Clemente Riva, don Salvatore Boccaccio, don Armando Brambilla e mons. Marcello Costalunga che ho avuto la gioia e l\u2019onore di avere come collaboratore a Santa Silvia, e che in una dimensione di famiglia \u00e8 stato accolto in canonica nel suo ultimo anno di vita fino alla sua morte in parrocchia.<br \/>\nUn grazie ricco di fraternit\u00e0 va a tutti i sacerdoti di Roma, a tanti che mi sono amici e fratelli, i miei compagni di seminario, i sacerdoti della prefettura, i diaconi permanenti e in particolare ai cappellani ospedalieri, alle religiose e quanti si adoperano a servizio dei malati. Per loro \u00e8 il mio primo pensiero da vescovo. Nella mia vita in parrocchia ho sempre considerato la visita ai malati come un impegno primario e sono stato testimone tante volte di esempi di santit\u00e0 nella sofferenza. Ma so che in questo campo \u2013 quello della pastorale della salute \u2013 ho tanto da imparare, e mi metter\u00f2 sulla scia di mons. Leuzzi e di p. Luca Brandolini con umilt\u00e0 e disponibilit\u00e0.<br \/>\nRingrazio le religiose che ho conosciuto nella mia vita \u2013 penso in particolare alle Suore Ospedaliere della Misericordia nella cui cappella ha trovato casa la parrocchia di Santa Caterina per pi\u00f9 di 40 anni \u2013 e poi a tante altre suore che pregano per me e servono questa chiesa nell\u2019umilt\u00e0 e nel servizio: le agostiniane dei SS. Quattro e di Lecceto, le benedettine di Santa Cecilia di cui sono il confessore, le Cottolenghine di Manziana.<br \/>\nTra i laici che mi sostengono \u2013 in particolare tante coppie di sposi con cui ho camminato \u2013 e tra i vari collaboratori del Vicariato che ringrazio \u2013 penso ora a tanti medici, tanti infermieri, tanti operatori nella sanit\u00e0 che conosco e che soprattutto conoscer\u00f2. Mi auguro con loro di poter crescere in uno spirito di collaborazione e di fiducia, con il desiderio, da oggi, di portare a chi vive nella malattia e nella prova la carezza del Papa e della Chiesa di Roma, la mano forte e tenera del Signore Ges\u00f9, medico delle anime e dei corpi.<br \/>\nMaria Madre della Fiducia, Madre del Perpetuo Soccorso, Salute degli Infermi e Salvezza del popolo romano mi accompagni. Pregate per noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 in me umanamente la consapevolezza di sentirmi cos\u00ec inadeguato davanti al ministero cui sono chiamato. E per questo vi chiedo da subito di pregare per me.\r\nSono andato a scovare allora ci\u00f2 che disse Albino Luciani, quando fu eletto vescovo: con me il Signore attua il suo vecchio sistema: prende i piccoli e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti, dal lago e ne fa degli apostoli. 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