
{"id":3305,"date":"2019-12-03T09:02:26","date_gmt":"2019-12-03T08:02:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=3305"},"modified":"2019-12-03T09:02:26","modified_gmt":"2019-12-03T08:02:26","slug":"admirabile-signum-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/admirabile-signum-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Admirabile signum di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<div id=\"photos_snowlift\" class=\"_n8 _3qx _4d3w fbPhotoSnowlift fbxPhoto _u77 _2nw8 uiLayer fullScreenAvailable _3qw zoomAvailable pagingReady\" tabindex=\"-1\" role=\"dialog\" aria-busy=\"false\" aria-label=\"Nuova visualizzazione foto di Facebook\">\n<div class=\"_n9\">\n<div class=\"_n3\">\n<div class=\"fbPhotoSnowliftContainer snowliftPayloadRoot uiContextualLayerParent\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;*F&quot;}\" data-ownerid=\"hyperfeed_story_id_5de6158583b465197245911\">\n<div class=\"clearfix fbPhotoSnowliftPopup\">\n<div class=\"rhc photoUfiContainer\" aria-busy=\"false\">\n<div id=\"fbPhotoSnowliftDetails\" class=\"_3t09 _6iil\">\n<div class=\"rhcBody _72zy\">\n<div class=\"uiScrollableArea rhcScroller _467y fade uiScrollableAreaWithShadow _72z- contentAfter contentBefore\">\n<div id=\"u_9_1\" class=\"uiScrollableAreaWrap\" tabindex=\"0\" role=\"group\" aria-label=\"Area che \u00e8 possibile scorrere\">\n<div class=\"uiScrollableAreaBody\">\n<div class=\"uiScrollableAreaContent\">\n<div class=\"_xlr\">\n<div id=\"id_5de615d05435b6910354363\" class=\"text_exposed_root text_exposed\">LETTERA APOSTOLICA\u00a0<em>Admirabile signum<\/em><br \/>\nDEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nSUL SIGNIFICATO E IL VALORE DEL PRESEPE<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"text_exposed_root text_exposed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3306\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/78354419_2429157410655661_7872421586073026560_o-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/78354419_2429157410655661_7872421586073026560_o-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/78354419_2429157410655661_7872421586073026560_o-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/78354419_2429157410655661_7872421586073026560_o.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<span class=\"text_exposed_hide\">&#8230;<\/span><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\n1. Il mirabile segno del presepe, cos\u00ec caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l\u2019evento della nascita di Ges\u00f9 equivale ad annunciare il mistero dell\u2019Incarnazione del Figlio di Dio con semplicit\u00e0 e gioia. Il presepe, infatti, \u00e8 come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall\u2019umilt\u00e0 di Colui che si \u00e8 fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perch\u00e9 anche noi possiamo unirci a Lui.<\/p>\n<p>Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze&#8230; \u00c8 davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali pi\u00f9 disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando pap\u00e0 e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in s\u00e9 una ricca spiritualit\u00e0 popolare. Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, l\u00e0 dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata.<\/p>\n<p>2. L\u2019origine del presepe trova riscontro anzitutto in alcuni dettagli evangelici della nascita di Ges\u00f9 a Betlemme. L\u2019Evangelista Luca dice semplicemente che Maria \u00abdiede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perch\u00e9 per loro non c\u2019era posto nell\u2019alloggio\u00bb (2,7). Ges\u00f9 viene deposto in una mangiatoia, che in latino si dice praesepium, da cui presepe.<\/p>\n<p>Entrando in questo mondo, il Figlio di Dio trova posto dove gli animali vanno a mangiare. Il fieno diventa il primo giaciglio per Colui che si riveler\u00e0 come \u00abil pane disceso dal cielo\u00bb (Gv 6,41). Una simbologia che gi\u00e0 Sant\u2019Agostino, insieme ad altri Padri, aveva colto quando scriveva: \u00abAdagiato in una mangiatoia, divenne nostro cibo\u00bb (Serm. 189,4). In realt\u00e0, il presepe contiene diversi misteri della vita di Ges\u00f9 e li fa sentire vicini alla nostra vita quotidiana.<\/p>\n<p>Ma veniamo subito all\u2019origine del presepe come noi lo intendiamo. Ci rechiamo con la mente a Greccio, nella Valle Reatina, dove San Francesco si ferm\u00f2 venendo probabilmente da Roma, dove il 29 novembre 1223 aveva ricevuto dal Papa Onorio III la conferma della sua Regola. Dopo il suo viaggio in Terra Santa, quelle grotte gli ricordavano in modo particolare il paesaggio di Betlemme. Ed \u00e8 possibile che il Poverello fosse rimasto colpito, a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dai mosaici con la rappresentazione della nascita di Ges\u00f9, proprio accanto al luogo dove si conservavano, secondo un\u2019antica tradizione, le tavole della mangiatoia.<\/p>\n<p>Le Fonti Francescane raccontano nei particolari cosa avvenne a Greccio. Quindici giorni prima di Natale, Francesco chiam\u00f2 un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo preg\u00f2 di aiutarlo nell\u2019attuare un desiderio: \u00abVorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l\u2019asinello\u00bb.[1] Appena l\u2019ebbe ascoltato, il fedele amico and\u00f2 subito ad approntare sul luogo designato tutto il necessario, secondo il desiderio del Santo. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Arrivato Francesco, trov\u00f2 la greppia con il fieno, il bue e l\u2019asinello. La gente accorsa manifest\u00f2 una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebr\u00f2 solennemente l\u2019Eucaristia, mostrando il legame tra l\u2019Incarnazione del Figlio di Dio e l\u2019Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c\u2019erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti.[2]<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza pi\u00f9 alcuna distanza tra l\u2019evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero.<\/p>\n<p>Il primo biografo di San Francesco, Tommaso da Celano, ricorda che quella notte, alla scena semplice e toccante s\u2019aggiunse anche il dono di una visione meravigliosa: uno dei presenti vide giacere nella mangiatoia Ges\u00f9 Bambino stesso. Da quel presepe del Natale 1223, \u00abciascuno se ne torn\u00f2 a casa sua pieno di ineffabile gioia\u00bb.[3]<\/p>\n<p>3. San Francesco, con la semplicit\u00e0 di quel segno, realizz\u00f2 una grande opera di evangelizzazione. Il suo insegnamento \u00e8 penetrato nel cuore dei cristiani e permane fino ai nostri giorni come una genuina forma per riproporre la bellezza della nostra fede con semplicit\u00e0. D\u2019altronde, il luogo stesso dove si realizz\u00f2 il primo presepe esprime e suscita questi sentimenti. Greccio diventa un rifugio per l\u2019anima che si nasconde sulla roccia per lasciarsi avvolgere nel silenzio.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il presepe suscita tanto stupore e ci commuove? Anzitutto perch\u00e9 manifesta la tenerezza di Dio. Lui, il Creatore dell\u2019universo, si abbassa alla nostra piccolezza. Il dono della vita, gi\u00e0 misterioso ogni volta per noi, ci affascina ancora di pi\u00f9 vedendo che Colui che \u00e8 nato da Maria \u00e8 la fonte e il sostegno di ogni vita. In Ges\u00f9, il Padre ci ha dato un fratello che viene a cercarci quando siamo disorientati e perdiamo la direzione; un amico fedele che ci sta sempre vicino; ci ha dato il suo Figlio che ci perdona e ci risolleva dal peccato.<\/p>\n<p>Comporre il presepe nelle nostre case ci aiuta a rivivere la storia che si \u00e8 vissuta a Betlemme. Naturalmente, i Vangeli rimangono sempre la fonte che permette di conoscere e meditare quell\u2019Avvenimento; tuttavia, la sua rappresentazione nel presepe aiuta ad immaginare le scene, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell\u2019evento che \u00e8 vivo e attuale nei pi\u00f9 diversi contesti storici e culturali.<\/p>\n<p>In modo particolare, fin dall\u2019origine francescana il presepe \u00e8 un invito a \u201csentire\u201d, a \u201ctoccare\u201d la povert\u00e0 che il Figlio di Dio ha scelto per s\u00e9 nella sua Incarnazione. E cos\u00ec, implicitamente, \u00e8 un appello a seguirlo sulla via dell\u2019umilt\u00e0, della povert\u00e0, della spogliazione, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce. \u00c8 un appello a incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle pi\u00f9 bisognosi (cfr Mt 25,31-46).<\/p>\n<p>4. Mi piace ora passare in rassegna i vari segni del presepe per cogliere il senso che portano in s\u00e9. In primo luogo, rappresentiamo il contesto del cielo stellato nel buio e nel silenzio della notte. Non \u00e8 solo per fedelt\u00e0 ai racconti evangelici che lo facciamo cos\u00ec, ma anche per il significato che possiede. Pensiamo a quante volte la notte circonda la nostra vita. Ebbene, anche in quei momenti, Dio non ci lascia soli, ma si fa presente per rispondere alle domande decisive che riguardano il senso della nostra esistenza: chi sono io? Da dove vengo? Perch\u00e9 sono nato in questo tempo? Perch\u00e9 amo? Perch\u00e9 soffro? Perch\u00e9 morir\u00f2? Per dare una risposta a questi interrogativi Dio si \u00e8 fatto uomo. La sua vicinanza porta luce dove c\u2019\u00e8 il buio e rischiara quanti attraversano le tenebre della sofferenza (cfr Lc 1,79).<\/p>\n<p>Una parola meritano anche i paesaggi che fanno parte del presepe e che spesso rappresentano le rovine di case e palazzi antichi, che in alcuni casi sostituiscono la grotta di Betlemme e diventano l\u2019abitazione della Santa Famiglia. Queste rovine sembra che si ispirino alla Legenda Aurea del domenicano Jacopo da Varazze (secolo XIII), dove si legge di una credenza pagana secondo cui il tempio della Pace a Roma sarebbe crollato quando una Vergine avesse partorito. Quelle rovine sono soprattutto il segno visibile dell\u2019umanit\u00e0 decaduta, di tutto ci\u00f2 che va in rovina, che \u00e8 corrotto e intristito. Questo scenario dice che Ges\u00f9 \u00e8 la novit\u00e0 in mezzo a un mondo vecchio, ed \u00e8 venuto a guarire e ricostruire, a riportare la nostra vita e il mondo al loro splendore originario.<\/p>\n<p>5. Quanta emozione dovrebbe accompagnarci mentre collochiamo nel presepe le montagne, i ruscelli, le pecore e i pastori! In questo modo ricordiamo, come avevano preannunciato i profeti, che tutto il creato partecipa alla festa della venuta del Messia. Gli angeli e la stella cometa sono il segno che noi pure siamo chiamati a metterci in cammino per raggiungere la grotta e adorare il Signore.<\/p>\n<p>\u00abAndiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u00bb (Lc 2,15): cos\u00ec dicono i pastori dopo l\u2019annuncio fatto dagli angeli. \u00c8 un insegnamento molto bello che ci proviene nella semplicit\u00e0 della descrizione. A differenza di tanta gente intenta a fare mille altre cose, i pastori diventano i primi testimoni dell\u2019essenziale, cio\u00e8 della salvezza che viene donata. Sono i pi\u00f9 umili e i pi\u00f9 poveri che sanno accogliere l\u2019avvenimento dell\u2019Incarnazione. A Dio che ci viene incontro nel Bambino Ges\u00f9, i pastori rispondono mettendosi in cammino verso di Lui, per un incontro di amore e di grato stupore. \u00c8 proprio questo incontro tra Dio e i suoi figli, grazie a Ges\u00f9, a dar vita alla nostra religione, a costituire la sua singolare bellezza, che traspare in modo particolare nel presepe.<\/p>\n<p>6. Nei nostri presepi siamo soliti mettere tante statuine simboliche. Anzitutto, quelle di mendicanti e di gente che non conosce altra abbondanza se non quella del cuore. Anche loro stanno vicine a Ges\u00f9 Bambino a pieno titolo, senza che nessuno possa sfrattarle o allontanarle da una culla talmente improvvisata che i poveri attorno ad essa non stonano affatto. I poveri, anzi, sono i privilegiati di questo mistero e, spesso, coloro che maggiormente riescono a riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi.<\/p>\n<p>I poveri e i semplici nel presepe ricordano che Dio si fa uomo per quelli che pi\u00f9 sentono il bisogno del suo amore e chiedono la sua vicinanza. Ges\u00f9, \u00abmite e umile di cuore\u00bb (Mt 11,29), \u00e8 nato povero, ha condotto una vita semplice per insegnarci a cogliere l\u2019essenziale e vivere di esso. Dal presepe emerge chiaro il messaggio che non possiamo lasciarci illudere dalla ricchezza e da tante proposte effimere di felicit\u00e0. Il palazzo di Erode \u00e8 sullo sfondo, chiuso, sordo all\u2019annuncio di gioia. Nascendo nel presepe, Dio stesso inizia l\u2019unica vera rivoluzione che d\u00e0 speranza e dignit\u00e0 ai diseredati, agli emarginati: la rivoluzione dell\u2019amore, la rivoluzione della tenerezza. Dal presepe, Ges\u00f9 proclama, con mite potenza, l\u2019appello alla condivisione con gli ultimi quale strada verso un mondo pi\u00f9 umano e fraterno, dove nessuno sia escluso ed emarginato.<\/p>\n<p>Spesso i bambini \u2013 ma anche gli adulti! \u2013 amano aggiungere al presepe altre statuine che sembrano non avere alcuna relazione con i racconti evangelici. Eppure, questa immaginazione intende esprimere che in questo nuovo mondo inaugurato da Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 spazio per tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano e per ogni creatura. Dal pastore al fabbro, dal fornaio ai musicisti, dalle donne che portano le brocche d\u2019acqua ai bambini che giocano\u2026: tutto ci\u00f2 rappresenta la santit\u00e0 quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni, quando Ges\u00f9 condivide con noi la sua vita divina.<\/p>\n<p>7. Poco alla volta il presepe ci conduce alla grotta, dove troviamo le statuine di Maria e di Giuseppe. Maria \u00e8 una mamma che contempla il suo bambino e lo mostra a quanti vengono a visitarlo. La sua statuetta fa pensare al grande mistero che ha coinvolto questa ragazza quando Dio ha bussato alla porta del suo cuore immacolato. All\u2019annuncio dell\u2019angelo che le chiedeva di diventare la madre di Dio, Maria rispose con obbedienza piena e totale. Le sue parole: \u00abEcco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola\u00bb (Lc 1,38), sono per tutti noi la testimonianza di come abbandonarsi nella fede alla volont\u00e0 di Dio. Con quel \u201cs\u00ec\u201d Maria diventava madre del Figlio di Dio senza perdere, anzi consacrando grazie a Lui la sua verginit\u00e0. Vediamo in lei la Madre di Dio che non tiene il suo Figlio solo per s\u00e9, ma a tutti chiede di obbedire alla sua parola e metterla in pratica (cfr Gv 2,5).<\/p>\n<p>Accanto a Maria, in atteggiamento di proteggere il Bambino e la sua mamma, c\u2019\u00e8 San Giuseppe. In genere \u00e8 raffigurato con il bastone in mano, e a volte anche mentre regge una lampada. San Giuseppe svolge un ruolo molto importante nella vita di Ges\u00f9 e di Maria. Lui \u00e8 il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia. Quando Dio lo avvertir\u00e0 della minaccia di Erode, non esiter\u00e0 a mettersi in viaggio ed emigrare in Egitto (cfr Mt 2,13-15). E una volta passato il pericolo, riporter\u00e0 la famiglia a Nazareth, dove sar\u00e0 il primo educatore di Ges\u00f9 fanciullo e adolescente. Giuseppe portava nel cuore il grande mistero che avvolgeva Ges\u00f9 e Maria sua sposa, e da uomo giusto si \u00e8 sempre affidato alla volont\u00e0 di Dio e l\u2019ha messa in pratica.<\/p>\n<p>8. Il cuore del presepe comincia a palpitare quando, a Natale, vi deponiamo la statuina di Ges\u00f9 Bambino. Dio si presenta cos\u00ec, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilit\u00e0 nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, eppure \u00e8 cos\u00ec: in Ges\u00f9 Dio \u00e8 stato bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore, che si manifesta in un sorriso e nel tendere le sue mani verso chiunque.<\/p>\n<p>La nascita di un bambino suscita gioia e stupore, perch\u00e9 pone dinanzi al grande mistero della vita. Vedendo brillare gli occhi dei giovani sposi davanti al loro figlio appena nato, comprendiamo i sentimenti di Maria e Giuseppe che guardando il bambino Ges\u00f9 percepivano la presenza di Dio nella loro vita.<\/p>\n<p>\u00abLa vita infatti si manifest\u00f2\u00bb (1 Gv 1,2): cos\u00ec l\u2019apostolo Giovanni riassume il mistero dell\u2019Incarnazione. Il presepe ci fa vedere, ci fa toccare questo evento unico e straordinario che ha cambiato il corso della storia, e a partire dal quale anche si ordina la numerazione degli anni, prima e dopo la nascita di Cristo.<\/p>\n<p>Il modo di agire di Dio quasi tramortisce, perch\u00e9 sembra impossibile che Egli rinunci alla sua gloria per farsi uomo come noi. Che sorpresa vedere Dio che assume i nostri stessi comportamenti: dorme, prende il latte dalla mamma, piange e gioca come tutti i bambini! Come sempre, Dio sconcerta, \u00e8 imprevedibile, continuamente fuori dai nostri schemi. Dunque il presepe, mentre ci mostra Dio cos\u00ec come \u00e8 entrato nel mondo, ci provoca a pensare alla nostra vita inserita in quella di Dio; invita a diventare suoi discepoli se si vuole raggiungere il senso ultimo della vita.<\/p>\n<p>9. Quando si avvicina la festa dell\u2019Epifania, si collocano nel presepe le tre statuine dei Re Magi. Osservando la stella, quei saggi e ricchi signori dell\u2019Oriente si erano messi in cammino verso Betlemme per conoscere Ges\u00f9, e offrirgli in dono oro, incenso e mirra. Anche questi regali hanno un significato allegorico: l\u2019oro onora la regalit\u00e0 di Ges\u00f9; l\u2019incenso la sua divinit\u00e0; la mirra la sua santa umanit\u00e0 che conoscer\u00e0 la morte e la sepoltura.<\/p>\n<p>Guardando questa scena nel presepe siamo chiamati a riflettere sulla responsabilit\u00e0 che ogni cristiano ha di essere evangelizzatore. Ognuno di noi si fa portatore della Bella Notizia presso quanti incontra, testimoniando la gioia di aver incontrato Ges\u00f9 e il suo amore con concrete azioni di misericordia.<\/p>\n<p>I Magi insegnano che si pu\u00f2 partire da molto lontano per raggiungere Cristo. Sono uomini ricchi, stranieri sapienti, assetati d\u2019infinito, che partono per un lungo e pericoloso viaggio che li porta fino a Betlemme (cfr Mt 2,1-12). Davanti al Re Bambino li pervade una gioia grande. Non si lasciano scandalizzare dalla povert\u00e0 dell\u2019ambiente; non esitano a mettersi in ginocchio e ad adorarlo. Davanti a Lui comprendono che Dio, come regola con sovrana sapienza il corso degli astri, cos\u00ec guida il corso della storia, abbassando i potenti ed esaltando gli umili. E certamente, tornati nel loro Paese, avranno raccontato questo incontro sorprendente con il Messia, inaugurando il viaggio del Vangelo tra le genti.<\/p>\n<p>10. Davanti al presepe, la mente va volentieri a quando si era bambini e con impazienza si aspettava il tempo per iniziare a costruirlo. Questi ricordi ci inducono a prendere sempre nuovamente coscienza del grande dono che ci \u00e8 stato fatto trasmettendoci la fede; e al tempo stesso ci fanno sentire il dovere e la gioia di partecipare ai figli e ai nipoti la stessa esperienza. Non \u00e8 importante come si allestisce il presepe, pu\u00f2 essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ci\u00f2 che conta, \u00e8 che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma, il presepe racconta l\u2019amore di Dio, il Dio che si \u00e8 fatto bambino per dirci quanto \u00e8 vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, il presepe fa parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede. A partire dall\u2019infanzia e poi in ogni et\u00e0 della vita, ci educa a contemplare Ges\u00f9, a sentire l\u2019amore di Dio per noi, a sentire e credere che Dio \u00e8 con noi e noi siamo con Lui, tutti figli e fratelli grazie a quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria. E a sentire che in questo sta la felicit\u00e0. Alla scuola di San Francesco, apriamo il cuore a questa grazia semplice, lasciamo che dallo stupore nasca una preghiera umile: il nostro \u201cgrazie\u201d a Dio che ha voluto condividere con noi tutto per non lasciarci mai soli.<\/p>\n<p>Dato a Greccio, nel Santuario del Presepe, 1\u00b0 dicembre 2019, settimo del pontificato.<\/p>\n<p>FRANCESCO<br \/>\n<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"LETTERA APOSTOLICA\u00a0Admirabile signum DEL SANTO PADRE FRANCESCO SUL SIGNIFICATO E IL VALORE DEL PRESEPE &#8230; 1. Il mirabile segno del presepe, cos\u00ec caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l\u2019evento della nascita di Ges\u00f9 equivale ad annunciare il mistero dell\u2019Incarnazione del Figlio di Dio con semplicit\u00e0 e gioia. 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