
{"id":3934,"date":"2020-04-05T20:04:47","date_gmt":"2020-04-05T18:04:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=3934"},"modified":"2020-04-05T20:06:01","modified_gmt":"2020-04-05T18:06:01","slug":"non-sommersi-dalla-morte-ma-immersi-di-nuovo-nella-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/non-sommersi-dalla-morte-ma-immersi-di-nuovo-nella-vita\/","title":{"rendered":"NON SOMMERSI DALLA MORTE MA IMMERSI DI NUOVO NELLA VITA"},"content":{"rendered":"<p>Leggere questo tempo alla luce della Parola,<br \/>\ndal diluvio universale al nostro Battesimo (III PARTE)<\/p>\n<p>DALL\u2019ARCA ALL\u2019ARCO<br \/>\nDio benedice No\u00e8 e i suoi figli, stabilendo una \u201cberit\u201d, un\u2019alleanza, in cui promette che il diluvio non devaster\u00e0 pi\u00f9 la terra. Segno di questa alleanza \u00e8 l\u2019arco posto tra le nubi \u2013 l\u2019arcobaleno \u2013 che, nella sua poetica simbologia, nasconde un significato molto pi\u00f9 intenso e forte. Quell\u2019arco infatti sarebbe uno strumento da guerra che Dio poteva usare contro di noi, lanciando fulmini e frecce verso l\u2019umanit\u00e0 e che invece ora \u00e8 \u201cappeso al chiodo\u201d o, meglio, rivolto contro il cielo, se dovesse Dio (!) non essere fedele al patto stipulato con No\u00e8. Dio \u201csi mette in gioco\u201d dicendoci che la sua fedelt\u00e0 \u00e8 per sempre. E ne avremo prova quando mander\u00e0 suo Figlio che offrir\u00e0 se stesso, nella nuova ed eterna alleanza nel suo Corpo donato per noi e nel suo Sangue versato nel sacrificio della croce. Con l\u2019arcobaleno Dio promette che mai pi\u00f9 verr\u00e0 gettato un diluvio sulla terra. Come a dire che quella devastazione \u00e8 stata responsabilit\u00e0 sua, le tragedie successive saranno responsabilit\u00e0 nostre (5).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3935\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/92020185_2540562446181823_7451912212978860032_n-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/92020185_2540562446181823_7451912212978860032_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/92020185_2540562446181823_7451912212978860032_n-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/92020185_2540562446181823_7451912212978860032_n.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>TORNARE A \u201cFARE EUCARISTIA\u201d<br \/>\nNel capitolo 17 di Luca, si trova il riferimento ai giorni di No\u00e8 (cfr. Lc 17,20-37), per mettere in guardia l\u2019umanit\u00e0 a riconoscere i giorni del Figlio dell\u2019uomo (che non sono semplicemente un richiamo alla fine del mondo, ma un invito a trovare oggi, sempre, nella storia, la presenza di Ges\u00f9, altrimenti la morte arriver\u00e0 senza aver incontrato la Luce della grazia\u2026). Questo discorso, pronunciato dal Signore dopo la domanda dei farisei, sul \u201cquando\u201d verr\u00e0 il regno di Dio, segue uno dei miracoli pi\u00f9 particolari di Ges\u00f9: la guarigione di dieci lebbrosi (cfr. Lc 17,11-19).<br \/>\nNel concludere questa mia riflessione sul racconto del diluvio, come una possibile chiave per leggere quanto sta accadendo oggi, \u201cfaccio un salto\u201d passando a questo brano di vangelo, a quei dieci malati chiamati a stare a distanza \u2013 per evitare contagi fisici e cultuali \u2013 che gridano al Signore, chiamandolo per nome: \u201cGes\u00f9 maestro, abbi piet\u00e0 di noi!\u201d (6).<br \/>\nTutti e dieci sono invitati a mettersi in cammino e tutti saranno purificati. Ma uno solo, vedendosi guarito, torner\u00e0 a rendere grazie, trovandosi poi non solo purificato, ma salvato. La fede di quell\u2019uomo lo salva, perch\u00e9 \u00e8 stato capace di ringraziare. La gratitudine non serve a Dio, non accresce la sua grandezza, ma serve a noi, ci ottiene la grazia che ci salva, perch\u00e9 riconosciamo, come il giusto No\u00e8 che costruisce un altare e offre un sacrificio, di essere creature, bisognose del Creatore e del Salvatore, non di un semplice \u201cguaritore\u201d.<br \/>\nSe crediamo di bastare a noi stessi, capiter\u00e0 come a quegli uomini che mangiano, bevono, si sposano, senza un fine della vita\u2026 e si ritrovano nella morte.<br \/>\nQuel lebbroso guarito no\u2026 sente che deve \u201cfare eucaristia\u201d e che la sua vita diventi lode al Signore. Non pu\u00f2 pi\u00f9 essere a distanza, neanche di un metro, deve avvicinarsi e prostrarsi ai piedi di Ges\u00f9. E quest\u2019uomo \u00e8 un Samaritano, ossia qualcuno che, per vari motivi, veniva tenuto comunque lontano, anche se non fosse stato malato, immagine di una schiera di esclusi e di scartati di oggi.<br \/>\nProprio qualcuno che non ci aspetteremmo mai, un Samaritano di ieri e di oggi, torner\u00e0 a rendere grazie; come sar\u00e0 un Samaritano ad avere compassione dell\u2019uomo lasciato mezzo morto lungo la strada (cfr. Lc 10,29-37) che ci ricorder\u00e0 che dall\u2019Eucaristia occorre partire per andare a servire i piccoli e i poveri, gli ammalati e gli esclusi.<br \/>\nCi ricorder\u00e0 che la comunit\u00e0 \u00e8 chiamata a stare vicina sempre agli ammalati, nel corpo e nello spirito \u2013 come ci insegna la testimonianza di tanti cappellani di ospedale \u2013 e a prendersi cura di loro, per la loro salute e per la loro salvezza.<br \/>\nCi ricorder\u00e0 che siamo chiamati a stare vicino con tenerezza alle famiglie nel lutto, per dare il conforto della fede e annunciare la vittoria di Cristo sulla morte, con la certezza che ci ritroveremo tutti nella Vita senza fine.<\/p>\n<p>UNO SU DIECI\u2026<br \/>\nForse, finita questa quarantena del mondo \u2013 in cui molti \u201clontani\u201d si sono ritrovati credenti e molti \u201ccredenti\u201d si sono ritrovati lontani \u2013 sar\u00e0 uno su dieci che torner\u00e0 a \u201cfare eucaristia\u201d. Ma sar\u00e0 un Samaritano, pi\u00f9 convinto, pi\u00f9 assetato, pi\u00f9 desideroso non solo di \u201cfare la comunione\u201d, ma di \u201ccostruire comunione\u201d. Egli, toccato dall\u2019amore di Ges\u00f9 e della Chiesa, ci aiuter\u00e0 a metterci in cerca degli altri nove guariti perch\u00e9 scoprano, facendo eucaristia, che ha molto pi\u00f9 valore essere salvati.<br \/>\nE star\u00e0 a noi, sacerdoti e membri della comunit\u00e0 cristiana, offrirgli il Signore, la sua Parola, la sua Grazia.<br \/>\nIl segno del \u201csacrificio\u201d di tanti sacerdoti italiani morti per coronavirus, testimoniando fino in fondo la grazia del ministero, anche con atti d\u2019amore enormi, ci \u00e8 di testimonianza grande in questo momento. Allo stesso modo siamo chiamati a presentare una comunit\u00e0 pi\u00f9 viva e vivace, stretta intorno a Cristo, capace di farsi \u201csquilibrare\u201d dallo Spirito Santo e di scendere dall\u2019arca, per abitare con il cuore la citt\u00e0. La beatitudine della povert\u00e0 di spirito potr\u00e0 essere la via migliore per affrontare un tempo di crisi che durer\u00e0 a lungo, che sta mettendo in difficolt\u00e0 tante persone, a livello economico, psicologico e relazionale. La comunit\u00e0 umana, resa pi\u00f9 povera, potr\u00e0 essere sostenuta dalla comunit\u00e0 cristiana che accoglie la povert\u00e0 di spirito come via di salvezza.<br \/>\nE allora sar\u00e0 l\u2019occasione per ringraziare Dio Padre per quel \u201cpiccolo diluvio\u201d che \u00e8 stato il nostro battesimo, quando l\u2019acqua sulla nostra testa (o in cui siamo stati immersi) e l\u2019olio profumato sul nostro capo, ci hanno resi figli amati e<\/p>\n<p>\u2026come figli fiduciosi ci rivolgiamo al Padre. Lo facciamo tutti i giorni, pi\u00f9 volte al giorno; ma in questo momento vogliamo implorare misericordia per l\u2019umanit\u00e0 duramente provata dalla pandemia di coronavirus\u2026 (a questa pandemia) vogliamo rispondere con la universalit\u00e0 della preghiera, della compassione, della tenerezza (Papa Francesco).<\/p>\n<p>Vogliamo rispondere dicendo ancora che siamo gioiosi di essere suoi figli, cristiani \u2013 unti e uniti a Cristo e ai fratelli \u2013 a tal punto da desiderare di essere contagiosi perch\u00e9 il desiderato e ritrovato abbraccio, sia quello del Padre misericordioso per il mondo intero.<\/p>\n<p>Maria, stella del mattino, preghi per noi,<br \/>\nora e nell\u2019ora della nostra morte.<\/p>\n<p>+ Paolo Ricciardi<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\nNOTE<br \/>\n(5) In un discorso alla curia romana, papa Benedetto XVI racconta commosso del suo pellegrinaggio ad Auschwitz dicendo: Nei miei spostamenti in Polonia non poteva mancare la visita ad Auschwitz-Birkenau nel luogo della barbarie pi\u00f9 crudele &#8211; del tentativo di cancellare il popolo di Israele, di vanificare cos\u00ec anche l\u2019elezione da parte di Dio, di bandire Dio stesso dalla storia. Fu per me motivo di grande conforto veder comparire nel cielo in quel momento l\u2019arcobaleno, mentre io davanti all\u2019orrore di quel luogo, nell\u2019atteggiamento di Giobbe gridavo verso Dio, scosso dallo spavento della sua apparente assenza e, al contempo, sorretto dalla certezza che Egli anche nel suo silenzio non cessa di essere e di rimanere con noi. L\u2019arcobaleno era come una risposta. S\u00ec, io ci sono, e le parole della promessa, dell\u2019Alleanza, che ho pronunciato dopo il diluvio, sono valide anche oggi [cf Gn 9, 12-17] (Benedetto XVI, 22 dicembre 2006).<br \/>\n(6) Solamente in altre due occasioni il Signore verr\u00e0 invocato con il suo nome, nel vangelo di Luca: dal cieco di Gerico (cfr. Lc 18,38) e dal malfattore crocifisso accanto a lui sulla croce (Lc 23,42)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Leggere questo tempo alla luce della Parola, dal diluvio universale al nostro Battesimo (III PARTE) DALL\u2019ARCA ALL\u2019ARCO Dio benedice No\u00e8 e i suoi figli, stabilendo una \u201cberit\u201d, un\u2019alleanza, in cui promette che il diluvio non devaster\u00e0 pi\u00f9 la terra. 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