
{"id":4291,"date":"2020-05-18T09:45:31","date_gmt":"2020-05-18T07:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=4291"},"modified":"2020-05-18T09:47:18","modified_gmt":"2020-05-18T07:47:18","slug":"sesta-domenica-di-pasqua-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/sesta-domenica-di-pasqua-a\/","title":{"rendered":"Sesta Domenica di Pasqua, A"},"content":{"rendered":"<p>17 maggio 2020<\/p>\n<div id=\"u_0_j\" class=\"_li\">\n<div id=\"globalContainer\" class=\"uiContextualLayerParent\">\n<div id=\"content\" class=\"fb_content clearfix \">\n<div id=\"mainContainer\" class=\"clearfix _2pie\">\n<div id=\"contentCol\" class=\"_5r-_ homeWiderContent _5ss6 _1qkq _1ql0\">\n<div id=\"content_container\" class=\"clearfix\">\n<div id=\"contentArea\" class=\"_14i5 _1qkq _1qkx\" role=\"main\">\n<div id=\"stream_pagelet\" data-referrer=\"stream_pagelet\" data-veid=\"vc_2\">\n<div class=\"_5pcb _3z-f __b4\" data-testid=\"newsFeedStream\">\n<div role=\"feed\">\n<div id=\"hyperfeed_story_id_5ec22cb4925bc6949043631\" class=\"_5jmm _5pat _3lb4 k_164n70wv01 _5uun\" role=\"article\" aria-describedby=\"js_1 js_2\" aria-labelledby=\"js_0\" data-testid=\"fbfeed_story\" data-referrer=\"hyperfeed_story_id_5ec22cb4925bc6949043631\" data-timestamp=\"1589330630\" data-ftr=\"1\" data-fte=\"1\" data-veid=\"vc_3\">\n<div id=\"u_0_v\" class=\"_4-u2 mbm _4mrt _5v3q _7cqq _4-u8\">\n<div id=\"u_0_x\" class=\"_3ccb\" data-gt=\"{&quot;type&quot;:&quot;click2canvas&quot;,&quot;fbsource&quot;:703,&quot;ref&quot;:&quot;nf_generic&quot;}\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-R&quot;}\">\n<div class=\"_5pcr userContentWrapper\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-R&quot;}\">\n<div class=\"_1dwg _1w_m _q7o\" data-vc-ignore-dynamic=\"1\">\n<div id=\"js_2\" class=\"_5pbx userContent _3576\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<div id=\"u_0_j\" class=\"_li\">\n<div id=\"globalContainer\" class=\"uiContextualLayerParent\">\n<div id=\"content\" class=\"fb_content clearfix \">\n<div id=\"mainContainer\" class=\"clearfix _2pie\">\n<div id=\"contentCol\" class=\"_5r-_ homeWiderContent _5ss6 _1qkq _1ql0\">\n<div id=\"content_container\" class=\"clearfix\">\n<div id=\"contentArea\" class=\"_14i5 _1qkq _1qkx\" role=\"main\">\n<div id=\"stream_pagelet\" data-referrer=\"stream_pagelet\" data-veid=\"vc_2\">\n<div class=\"_5pcb _3z-f __b4\" data-testid=\"newsFeedStream\">\n<div role=\"feed\">\n<div id=\"hyperfeed_story_id_5ec22cb4925bc6949043631\" class=\"_5jmm _5pat _3lb4 k_164n70wv01 _5uun\" role=\"article\" aria-describedby=\"js_1 js_2\" aria-labelledby=\"js_0\" data-testid=\"fbfeed_story\" data-referrer=\"hyperfeed_story_id_5ec22cb4925bc6949043631\" data-timestamp=\"1589330630\" data-ftr=\"1\" data-fte=\"1\" data-veid=\"vc_3\">\n<div id=\"u_0_v\" class=\"_4-u2 mbm _4mrt _5v3q _7cqq _4-u8\">\n<div id=\"u_0_x\" class=\"_3ccb\" data-gt=\"{&quot;type&quot;:&quot;click2canvas&quot;,&quot;fbsource&quot;:703,&quot;ref&quot;:&quot;nf_generic&quot;}\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-R&quot;}\">\n<div class=\"_5pcr userContentWrapper\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-R&quot;}\">\n<div class=\"_1dwg _1w_m _q7o\" data-vc-ignore-dynamic=\"1\">\n<div id=\"js_2\" class=\"_5pbx userContent _3576\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p>Omelia di S.E. mons. Paolo Ricciardi<\/p>\n<p>Non vi lascer\u00f2 orfani: una parola colma di tenerezza, in questa domenica di Pasqua, ci conquista facilmente il cuore.<br \/>\nEssere orfani \u00e8 un\u2019esperienza che, in forme diverse, conosciamo tutti. Pensiamo a quanti, a causa della pandemia, sono rimasti tali. Ma l\u2019orfano non \u00e8 solo chi tra noi ha perso un genitore, un dolore che \u00e8 un taglio netto con le nostre radici, con la nostra storia\u2026 Ti senti orfano se hai perso un amico, un sacerdote, un maestro, un personaggio a cui eri legato, o se hai visto fallire un ideale, insomma qualcosa o qualcuno che rappresenta una ragione di vita.<br \/>\nQuesto periodo \u00e8 stato un tempo di \u201corfanezza\u201d per tutti, in cui in molti abbiamo creduto a momenti di essere rimasti anche senza Dio. S\u00ec, a volte, questa \u00e8 la nostra impressione: Dio ci lascia.<br \/>\nCome i discepoli alla vigilia della passione, avvertiamo la paura di una separazione. E quando il senso dell\u2019abbandono diventa forte, \u00e8 facile scegliere la via della fuga: dalle amicizie, dalla vita con gli altri, perfino da se stessi.<br \/>\nPer questo la promessa di Ges\u00f9, trova in noi, oggi, un\u2019attenzione particolare, che ci fa uscire da una condizione di assenza e di vuoto. Ges\u00f9 non ci lascia, ma ci promette il dono dello Spirito, il \u201cParaclito\u201d, che vuol dire il \u201cconsolatore\u201d, il \u201cprotettore\u201d; il termine greco significa anche \u201cavvocato che non abbandona il suo cliente\u201d.<br \/>\nIl Paraclito per eccellenza, il nostro avvocato presso il Padre \u00e8 Ges\u00f9. La missione dello Spirito si affianca quindi a quella di Ges\u00f9, morto per i nostri peccati per ricondurci a Dio.<br \/>\nCi piace pensare che il Suo compito sia soprattutto quello di intercedere per noi a partire dalla nostra condizione. Lo Spirito conosce le sofferenze delle famiglie in questo momento, dei malati, dei poveri. Egli vede se soffri operando il bene, se sei solo, se sei gravemente malato o se hai perduto qualsiasi ragione vitale e non trovi nulla che valga a riempire il vuoto.<br \/>\nVede il piccolo particolare: la mano che tendi, la parola che dici, il sorriso con cui accogli.<br \/>\nLo Spirito ti sostiene e, davanti al Padre, un giorno sar\u00e0 lui ad alleggerire le tue responsabilit\u00e0 dicendo: \u201cHa sbagliato, nella sua vita, ma ha anche tanto sofferto\u201d. \u00c8 e sar\u00e0 il tuo difensore, perch\u00e9 ti far\u00e0 stare accanto Cristo.<br \/>\nAgli apostoli, smarriti per la perdita fisica di Ges\u00f9, lo Spirito ha dato consolazione con parole di conforto, ma cancellando la separazione stessa, assicurando, con la sua presenza, quella di Cristo e del Padre.<br \/>\nA noi che non avvertiamo la presenza fisica di Ges\u00f9, dice che Egli c\u2019\u00e8. Unendo la sua umanit\u00e0 in Dio (nel mistero dell\u2019ascensione) Cristo ha inserito la mia umanit\u00e0 in Dio, facendomi immergere nell\u2019onda d\u2019amore tra lui e il Padre. E se in questo tempo ci manca tanto un abbraccio, l\u2019abbraccio di fuoco di Dio, che \u00e8 lo Spirito, non mi ha lasciato mai solo, perch\u00e9 grazie allo Spirito, sono figlio in Ges\u00f9, il Figlio. Ges\u00f9 non va cercato lontano, rimpianto come una presenza perduta, ma vissuto e annunciato nella gioia.<br \/>\nPensiamo al diacono Filippo. Abitato dallo Spirito \u00e8 abilitato a parlare di Cristo. La sua parola fa corpo con la vita, perch\u00e9 chi \u00e8 innamorato di Cristo, \u00e8 fecondo. Chi ama vive. E amando, rende possibile all\u2019umanit\u00e0 di conoscere la vera gioia, perch\u00e9 l\u00e0 dove arriva il Vangelo, fiorisce la vita; come un terreno arido che, irrigato dalla pioggia, subito rinverdisce.<br \/>\nUn cristianesimo senza gioia non appassiona nessuno, ancor meno i giovani che si innamorano di Cristo solo se avvertono una testimonianza vivace e gioiosa; e si inseriscono in comunit\u00e0 dove non si sentono orfani, ma dove avvertono l\u2019aria di una famiglia, dove ci sono sacerdoti che, come padri, generano vita; e dove trovano una chiesa-madre, che d\u00e0 fecondit\u00e0.<br \/>\nSiate \u201cpronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che \u00e8 in voi\u201d. E poich\u00e9 la speranza del cristiano \u00e8 Cristo, raccontiamo quanto per noi ha fatto, gridando il Vangelo con la vita, con dolcezza e rispetto.<br \/>\nUscire dall\u2019isolamento di questi giorni sia un\u2019immagine forte di una Chiesa che rende visibile l\u2019Invisibile; Chiesa in uscita veramente, che non si perde in parole disincarnate, perch\u00e9 il mondo \u00e8 assetato della Parola incarnata, carica di tutto il dolore e di tutta la speranza di quest\u2019ora.<br \/>\nMaria, che sa cosa significa essere ricolmati di Spirito Santo, ci aiuti.<br \/>\nDa domani, finalmente, potremo, con le dovute precauzioni, tornare nelle nostre chiese per le celebrazioni, di cui abbiamo tutti desiderio e nostalgia.<br \/>\nCon l\u2019intercessione di Giovanni Paolo II, spalanchiamo con gioia le nostre porte a Cristo e all\u2019uomo, per non chiuderle mai, non solo per far entrare, ma anche perch\u00e9 possiamo uscire a portare il Vangelo a tutti.<br \/>\nAffinch\u00e9 il mondo non sia mai orfano di Dio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4292\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/VI-Domenica-di-Pasqua-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/VI-Domenica-di-Pasqua-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/VI-Domenica-di-Pasqua.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"17 maggio 2020 Omelia di S.E. mons. 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