
{"id":478,"date":"2018-06-18T10:31:06","date_gmt":"2018-06-18T08:31:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=478"},"modified":"2018-06-18T10:32:20","modified_gmt":"2018-06-18T08:32:20","slug":"omelia-per-la-celebrazione-eucaristica-a-conclusione-del-54-anniversario-dalla-nascita-al-cielo-di-nicola-donofrio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/omelia-per-la-celebrazione-eucaristica-a-conclusione-del-54-anniversario-dalla-nascita-al-cielo-di-nicola-donofrio\/","title":{"rendered":"Omelia per la Celebrazione eucaristica a conclusione del 54\u00b0 Anniversario dalla nascita al cielo di Nicola D&#8217;Onofrio"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-479\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Festa-Nicola-camillano-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Festa-Nicola-camillano-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Festa-Nicola-camillano-600x445.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Festa-Nicola-camillano.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>IL SORRISO DI NICOLA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Omelia nella celebrazione per il 54\u00b0 anniversario<\/strong><br \/>\n<strong> della nascita al Cielo del Venerabile Nicola D\u2019Onofrio<\/strong><br \/>\n<strong> Roma \u2013 Villa Sacra Famiglia \u2013 16 giugno 2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;Il giusto fiorir\u00e0 come palma, crescer\u00e0 come cedro del Libano&#8221;.<\/strong><br \/>\n<strong> Questa messa gliela dovevo, a Nicolino. Anche se io mi sento cos\u00ec distante, per et\u00e0 \u2013 avremmo oggi 25 anni di differenza \u2013; cos\u00ec piccolo di fronte alla grandezza e alla bellezza della sua testimonianza di una vita offerta al Signore nella gioia; cos\u00ec inadeguato perch\u00e9 sono l\u2019ultimo qui tra noi ad averne conosciuto la storia. Eppure c\u2019\u00e8 in me la memoria di averne sentito parlare pi\u00f9 di una volta in passato, soprattutto negli anni di formazione, di aver visto sicuramente tante volte la sua foto che sprigiona una gioia non comune.<\/strong><br \/>\n<strong> E cos\u00ec, entrando qualche mese fa in punta di piedi nella sua stanza, e accostandomi alla sua tomba dieci giorni fa a Bucchianico, ho percepito nel suo sorriso contagioso un desiderio di confidenza, un invito a rivelare un segreto; un amico ritrovato. Ora mi piacerebbe, io con voi, sedermi accanto a lui, magari sulle rive del Gave davanti alla grotta di Lourdes o, se me lo concedesse, ai piedi del suo letto di dolore, per imparare, da un fratello maggiore, ad amare. E sentirei la sua flebile voce, i suoi lamenti alternati alle invocazioni e l\u2019invito a noi: \u201cPregate, pregate\u2026\u201d mentre si apre per lui la Porta del Paradiso, il 12 giugno di 54 anni fa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio\u201d: oggi abbiamo due brevi parabole, le uniche in Marco che pongono a tema il Regno.<\/strong><br \/>\n<strong> Nella prima ci sono tre soggetti che vanno visti nel loro intreccio: l\u2019uomo, il seme, la terra. Dell\u2019uomo si coglie un\u2019azione in tre tempi: la semina, un tempo di inattivit\u00e0, la mietitura. Il suo ruolo \u00e8 essenziale perch\u00e9 d\u00e0 principio e compimento al ciclo, avviando all\u2019inizio il percorso del seme e evitando alla fine di disperdere il frutto di cos\u00ec lunga attesa.<\/strong><br \/>\n<strong> C\u2019\u00e8 un seme che con una forza interna straordinaria ha trovato un terreno fecondo nella vita di un bambino: in lui \u00e8 germogliato, nella terra fertile d\u2019Abruzzo, cresciuto nel contesto di una famiglia di sani valori; ha prodotto poi lo stelo dell\u2019ascolto, la spiga della vocazione, poi il chicco pieno nella spiga segnata dalla sofferenza e infine il frutto maturo in un tempo \u2013 secondo le nostre logiche \u2013 prematuro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dio continua ad agire cos\u00ec: sceglie i piccoli perch\u00e9 solo loro sono capaci di accogliere il piccolo granello di senape che ha bisogno di umilt\u00e0 e di purezza per schiudersi, aprirsi, crescere.<\/strong><br \/>\n<strong> \u201cIo voglio diventare sacerdote di San Camillo\u201d: questo per lui era accogliere il seme, per essere un giorno accanto ai sofferenti, per infondere amore, sostegno, attenzione, anche a costo della vita. Un desiderio di un bambino. E un desiderio di Dio, che non lo voleva accanto ai sofferenti, ma lo voleva sofferente accanto a tutti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dopo 54 anni dalla sua nascita al Cielo possiamo dire che chi si apre al Signore con pazienza, come il contadino, vede che Dio agisce, sempre. Se confidassimo infatti nelle nostre capacit\u00e0 (o nei nostri tempi) saremo falliti in partenza\u2026 Occorre invece l\u2019umilt\u00e0 (ricordando che l\u2019humus \u00e8 il terreno fertile) senza pretendere di capire tutto e subito, ma confidando in Dio, fidandoci di Lui e affidandoci alla sua potente misericordia. Solo cos\u00ec potremo aspettare, non i nostri tempi, ma quelli di Dio. E desiderare la santit\u00e0. Infatti \u201cse non ci facciamo santi \u2013 ha detto una volta Nicolino \u2013 \u00e8 veramente triste la vita nostra\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La seconda parabola del vangelo offre un contrasto evidente: il granello di senape, piccolissimo (se ne possono avere a centinaia nel palmo di una mano) diventa un albero enorme, a tal punto che tra i suoi rami gli uccelli vi trovano riparo e ombra.<\/strong><br \/>\n<strong> Questa immagine \u00e8 segno di una Grazia che va al di l\u00e0 di ci\u00f2 che noi prevediamo. Ogni volta che si avvia un\u2019opera secondo l\u2019ispirazione di Dio, il frutto che ne d\u00e0 credibilit\u00e0 \u00e8 l\u2019apertura agli altri, l\u2019accoglienza, l\u2019estensione. Purtroppo a volte succede il contrario. \u201cAffezionati\u201d al nostro seme e al nostro albero, cacciamo via tutti gli uccelli che crediamo lo rovinino.<\/strong><br \/>\n<strong> Chi sa sorridere come Nicolino non caccia nessuno, anzi. Quel ramoscello di soli 21 anni, preso dalla cima del cedro \u00e8 stato trapiantato in terra ed \u00e8 morto, per diventare un cedro magnifico. Lui che ha preferito \u2013 come dice san Paolo ai cristiani di Corinto \u2013 essere in esilio dal corpo e abitare presso il Signore, \u00e8 cresciuto in pi\u00f9 di 50 anni e tanti, in tante parti del mondo, hanno trovato riparo e ombra tra i suoi rami.<\/strong><br \/>\n<strong> Qual \u00e8 l\u2019attualit\u00e0 del suo messaggio? In che modo il suo sorriso pu\u00f2 servire ancora, in particolare per i giovani di oggi?<\/strong><br \/>\n<strong> L\u2019attualit\u00e0 sta nella sua vita vissuta con una gioia profonda, che d\u00e0 forza ai momenti di prova, come scrive Papa Francesco nell\u2019ultima esortazione sulla santit\u00e0: \u201cCi sono momenti duri, tempi di croce, ma niente pu\u00f2 distruggere la gioia soprannaturale, che si adatta e si trasforma, e sempre rimane almeno come uno spiraglio di luce che nasce dalla certezza personale di essere infinitamente amato, al di l\u00e0 di tutto. \u00c8 una sicurezza interiore, una serenit\u00e0 piena di speranza che offre una soddisfazione spirituale incomprensibile secondo i criteri mondani\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In questo, Nicola \u00e8 attuale, come \u00e8 sempre attuale Teresa di Lisieux, la sua santa preferita. E con lui e con lei sono tanti altri i giovani testimoni di Gioia soprannaturale anche nei tempi di croce. Penso ad esempio a Chiara Corbella, nata al cielo, a 28 anni, il 13 giugno di sei anni fa, giovane romana, sposa, madre, il cui sorriso, simile a quello di Nicola, sta coinvolgendo sempre pi\u00f9 giovani e famiglie di ogni parte, desiderosi di testimonianze autentiche di Vangelo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Da queste due parabole e dalla vita di Nicola ci viene un insegnamento importante: il Regno di Dio richiede la nostra collaborazione, ma \u00e8 soprattutto iniziativa e dono del Signore. La nostra debole opera, apparentemente piccola di fronte alla complessit\u00e0 dei problemi del mondo, se inserita in quella di Dio non ha paura delle difficolt\u00e0. La vittoria del Signore \u00e8 sicura: il suo amore far\u00e0 spuntare e far\u00e0 crescere ogni seme di bene presente sulla terra. Questo ci apre alla fiducia e alla speranza, nonostante i drammi, le ingiustizie, le sofferenze che incontriamo. Il seme del bene germoglia e si sviluppa, perch\u00e9 lo fa maturare l\u2019amore misericordioso di Dio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lasciamo agire il Signore, diamo spazio a Lui nella nostra vita. Nicola pu\u00f2 ancora gridare ai giovani: Se cercate il grande amore della vita, fidatevi di Dio e vi mostrer\u00e0 l\u2019Amore pi\u00f9 grande.<\/strong><br \/>\n<strong> Eccomi, eccoci, Nicola, cedro magnifico, alla cui ombra ci ritroviamo. Il tuo sguardo \u00e8 ancor pi\u00f9 luminoso e la tua voce, unita a quella della piccola Teresa canta: \u201cIl mio Cielo \u00e8 sorridere al Dio che adoro e, se vuol celarsi provando la mia fede, soffrire in attesa che mi guardi ancora: ecco il mio Cielo!\u201d<\/strong><br \/>\n<strong> Da questo Cielo dove ti trovi, Nicola, continua a sorriderci e a riempirci di Dio.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"IL SORRISO DI NICOLA Omelia nella celebrazione per il 54\u00b0 anniversario della nascita al Cielo del Venerabile Nicola D\u2019Onofrio Roma \u2013 Villa Sacra Famiglia \u2013 16 giugno 2018 &#8220;Il giusto fiorir\u00e0 come palma, crescer\u00e0 come cedro del Libano&#8221;. Questa messa gliela dovevo, a Nicolino. 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