
{"id":520,"date":"2018-06-20T09:34:48","date_gmt":"2018-06-20T07:34:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=520"},"modified":"2018-06-20T09:42:00","modified_gmt":"2018-06-20T07:42:00","slug":"omelia-nei-secondi-vespri-cappella-della-fiducia-pontificio-seminario-romano-maggiore-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/omelia-nei-secondi-vespri-cappella-della-fiducia-pontificio-seminario-romano-maggiore-roma\/","title":{"rendered":"Omelia nei Secondi Vespri  Cappella della Fiducia \u2013 Pontificio Seminario Romano Maggiore \u2013 Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong>FESTA DELLA MADONNA DELLA FIDUCIA 2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>Omelia nei Secondi Vespri<\/strong><\/p>\n<p><em>Cappella della Fiducia \u2013 Pontificio Seminario Romano Maggiore \u2013 Roma<\/em><\/p>\n<p><em>Sabato 10 febbraio 2018<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-522\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/dsc_9744_ridotta-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/dsc_9744_ridotta-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/dsc_9744_ridotta-600x399.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/dsc_9744_ridotta.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Dio mand\u00f2 il suo figlio, nato da donna, perch\u00e9 ricevessimo l\u2019adozione a figli.<\/em><\/p>\n<p>Tutti noi avevamo bisogno di questa Donna, di una madre, per poi dire a Dio \u201cPadre\u201d, \u201cAbb\u00e0\u201d. E in seminario, in questo seminario, era necessario avere questa Madre, la Fiducia, per ritrovarci tutti nel seno del Padre, come discepoli che Ges\u00f9 ama.<\/p>\n<p>Mi pare tanto strano celebrare i secondi vespri della Fiducia, nel <em>25<\/em>\u00b0 del mio sacerdozio e vestito da qualche settimana in questo modo\u2026 Mi pare strano anche perch\u00e9 \u2013 ai nostri tempi \u2013 la maggior parte di noi in questo giorno neanche li diceva i vespri (ad eccezione forse del vostro rettore) impegnati come eravamo in un giorno preparato da mesi con prove di oratorio, e poi da una settimana di pulizie, di spostamento di sedie e di banchi, e poi dai primi vespri, le prove generali, le lodi, l\u2019apparecchiamento, la messa, il pranzo e subito dopo la cappella che si riempiva di centinaia di giovani per l\u2019incontro con Giovanni Paolo II, che si fermava infine a cena con noi. Giornata intensissima \u2013 in cui ci dispensavamo dai vespri \u2013 ma che rivivrei mille volte, con tutte le fatiche ripagate dallo sguardo e la gioia degli ex alunni che vedevo venire qui e qui pregare, dialogare con Lei, con la Fiducia. Ripagate dallo sguardo del Papa che rendeva in quel giorno pi\u00f9 luminoso il nostro seminario.<\/p>\n<p>Ed ora anche voi, noi stasera, dopo la novena e l\u2019intensit\u00e0 di queste ultime 24 ore, siamo qui, per questo ultimo atto della Fiducia, forse con gi\u00e0 lo sguardo e il desiderio della gita di classe o almeno di un meritato riposo. Ma, spero, con una pienezza nuova, con tanti sguardi di preti o vescovi ex alunni, giovani o anziani, che abbiamo visto qui, in questi due giorni, dialogare con Lei. Di loro, ma anche di noi. Di fatto, se in questo giorno veniamo qui non \u00e8 solo per ricordare con gratitudine e un po\u2019 di nostalgia i tempi passati, ma perch\u00e9 vediamo in voi una continuit\u00e0, una chiesa che cresce, una speranza giovane, che si avvia al ministero sacerdotale con l\u2019atteggiamento del discepolo che sotto la croce accoglie con fiducia una nuova Madre.<\/p>\n<p>Mi ha sempre toccato scoprire quanto la Fiducia fosse venerata non solo dai preti ma anche da tanti laici. Vi basti sapere che i miei genitori, grazie al loro viceparroco, ex alunno, in una parrocchia qui vicina, erano abituati a pregare la fiducia, e anche a venire qui nel giorno della festa nel breve spazio in cui il seminario era vuoto perch\u00e9 i seminaristi erano a passeggio ed era permesso persino alle donne, in quell\u2019occasione, di salire qui in cappella.<\/p>\n<p>I miei genitori scelsero come loro data di matrimonio la festa della fiducia, 11 febbraio 1961. E fu anche un caso che qualcuno regal\u00f2 loro per il terzo figlio, cio\u00e8 io, una medaglietta della fiducia per il mio battesimo, che io ho fatto incastonare nel calice della mia prima messa.<\/p>\n<p>Madre mia fiducia mia, in italiano, concludeva le mie preghiere di bambino e solo quando venni per la prima volta nella cappella maggiore, a 16 anni, per partecipare alla festa della fiducia 1984 e all\u2019incontro del Papa con i giovani, ritrovai quella giaculatoria, che forse avevo rimosso, nel mosaico in fondo, che mi risuon\u00f2 familiare.<\/p>\n<p>Ma penso anche, pi\u00f9 recentemente, ad uno dei miei viceparroci, che insegnava sempre ai bambini questa giaculatoria facendogliela letteralmente gridare, per tre volte, a conclusione di ogni incontro, di ogni preghiera. E vi assicuro che era una gioia, da parroco, sentire quel \u201cFiducia mia\u201d urlato da duecento ragazzini insieme.<\/p>\n<p>Mi piace anche ricordare, tra tanti, un vescovo, collaboratore anziano nella mia parrocchia, che aveva questa giaculatoria come motto, e che concluse la sua vita morendo in canonica con noi, e le sue ultime parole furono proprio \u201cmater mea fiducia mea\u201d.<\/p>\n<p>Forse una storia fin troppo segnata, la mia, che ora mi ritrova in questo tratto della mia vita, a quasi 50 anni di et\u00e0 e a 25 di sacerdozio, da vescovo appena ordinato per la pastorale della Salute, alla vigilia della Giornata del Malato, in questa cappella.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 la storia di tanti altri, che sono qui rappresentati da noi. In questa sera della Fiducia le pareti di questa cappella si allargano, per accogliere tutti gli ex alunni del mondo, con voi, comunit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>E sono felice di questo, esortandovi a trovare qui il vostro posto sacro, ricordando che uno dei miei primi compagni di gruppo, ora missionario <em>fidei donum<\/em> in Brasile, mi insegn\u00f2, nei miei primi giorni di seminario, che non si poteva chiudere la giornata senza passare dalla Fiducia, da qui. E qui sono tornato in tante sere, o, una volta lasciato il seminario, in alcune mattine della mia vita, in particolare quando sono stato chiamato a rispondere ad altre chiamate, al passaggio da una parrocchia all\u2019altra o, nel novembre scorso, nel giorno in cui mi \u00e8 stata comunicata la mia nomina. Questo luogo, la Fiducia, \u00e8 crocevia di storie, passate presenti e future, dove tutti ci ritroviamo figli, fratelli, discepoli\u2026 Tutti, sacerdoti o vescovi o cardinali, di tutte le parti del mondo, in diverse situazioni, ci ritroviamo di nuovo in qualche modo seminaristi, perch\u00e9 non si smette mai di crescere, di imparare, anche e soprattutto sbagliando.<\/p>\n<p>Ora che la Fiducia la ritrovo sul mio anello, penso che viene una fase della vita in cui il prete, senza anche questo \u201cscoglio\u201d dell\u2019episcopato, impara a guardare a Maria Madre chiedendo il dono di una rinnovata fedelt\u00e0 alla chiesa, una fedelt\u00e0 materna e nuziale, che diventa fecondit\u00e0 per tanti. Perdonateci se non sempre vi testimoniamo, noi ex alunni, questa fecondit\u00e0 gioiosa e preghiamo stasera il Magnificat augurandoci che ogni sera della nostra vita possiamo ripartire per voi fisicamente e per tanti spiritualmente da qui, da questa cappella, per gioire di un Incontro che ci ravviva, che ci rinnova, che ci richiama.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"FESTA DELLA MADONNA DELLA FIDUCIA 2018 Omelia nei Secondi Vespri Cappella della Fiducia \u2013 Pontificio Seminario Romano Maggiore \u2013 Roma Sabato 10 febbraio 2018 Dio mand\u00f2 il suo figlio, nato da donna, perch\u00e9 ricevessimo l\u2019adozione a figli. Tutti noi avevamo bisogno di questa Donna, di una madre, per poi dire a Dio \u201cPadre\u201d, \u201cAbb\u00e0\u201d. 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