
{"id":690,"date":"2018-06-27T09:35:22","date_gmt":"2018-06-27T07:35:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/?p=690"},"modified":"2018-06-27T09:35:22","modified_gmt":"2018-06-27T07:35:22","slug":"ritiro-di-quaresima-con-gli-operatori-pastorali-guidato-da-s-e-mons-paolo-ricciardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/ritiro-di-quaresima-con-gli-operatori-pastorali-guidato-da-s-e-mons-paolo-ricciardi\/","title":{"rendered":"Ritiro di Quaresima con gli Operatori pastorali guidato da S.E. Mons. Paolo Ricciardi"},"content":{"rendered":"<p><strong>PASTORALE della SALUTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Diocesi di Roma &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Giornata di Spiritualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 11 Marzo 2018<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-696\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ritiro-Pastorale-sanitaria-6-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ritiro-Pastorale-sanitaria-6-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ritiro-Pastorale-sanitaria-6-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ritiro-Pastorale-sanitaria-6-600x800.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 mio Prossimo<\/strong><\/p>\n<p><strong>LUCA 10<\/strong><\/p>\n<p><sup>25<\/sup>Ed ecco, un dottore della Legge si alz\u00f2 per metterlo alla prova e chiese: &#8220;Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?&#8221;.\u00a0<sup>26<\/sup>Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?&#8221;.\u00a0<sup>27<\/sup>Costui rispose: &#8220;<strong><em>Amerai<\/em><\/strong><em> il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e<\/em>\u00a0<em>con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso<\/em>&#8220;.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><sup>28<\/sup>Gli disse: &#8220;Hai risposto bene; <strong>fa&#8217; questo e vivrai<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><sup>29<\/sup>Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Ges\u00f9: &#8220;E chi \u00e8 mio prossimo?&#8221;.<\/p>\n<p><sup>30<\/sup>Ges\u00f9 riprese: &#8220;Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.\u00a0<sup>31<\/sup>Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, pass\u00f2 oltre.\u00a0<sup>32<\/sup>Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e pass\u00f2 oltre.<\/p>\n<p><sup>33<\/sup>Invece un Samaritano,<\/p>\n<p>che era in viaggio,<\/p>\n<p><strong>passandogli accanto<\/strong>,<\/p>\n<p><strong>vide<\/strong> e<\/p>\n<p>ne <strong>ebbe compassione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><sup>34<\/sup><\/strong><strong>Gli si fece vicino<\/strong>,<\/p>\n<p><strong>gli fasci\u00f2 le ferite, <\/strong><\/p>\n<p><strong>versandovi olio e vino<\/strong>; poi<\/p>\n<p><strong>lo caric\u00f2<\/strong> sulla sua cavalcatura,<\/p>\n<p><strong>lo port\u00f2<\/strong> in un albergo<\/p>\n<p>e <strong>si prese cura di lui.<\/strong><\/p>\n<p><sup>35<\/sup>Il giorno seguente,<\/p>\n<p><strong>tir\u00f2 fuori<\/strong> due denari e<\/p>\n<p><strong>li diede<\/strong> all&#8217;albergatore, dicendo:<\/p>\n<p>&#8220;Abbi cura di lui;<\/p>\n<p>ci\u00f2 che spenderai in pi\u00f9,<\/p>\n<p>te lo pagher\u00f2 al mio ritorno&#8221;.<\/p>\n<p><sup>36<\/sup>Chi di questi tre ti sembra<\/p>\n<p>sia stato prossimo di colui che \u00e8 caduto nelle mani dei briganti?&#8221;.<\/p>\n<p><sup>37<\/sup>Quello rispose: &#8220;Chi ha avuto compassione di lui&#8221;.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 gli disse:<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Va&#8217; e anche tu fa&#8217; cos\u00ec<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 ci vede\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L<\/em><\/strong><strong><em>asciarsi guardare<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La parabola di Ges\u00f9 parte dalla domanda: \u201cChi \u00e8 il mio prossimo?\u201d e presenta una situazione particolare: un agguato contro un povero uomo e l\u2019indifferenza di chi gli passa accanto. I sacerdoti e i leviti infatti consideravano cosa impura toccare il sangue di un moribondo.<\/p>\n<p>Ma un samaritano si ferma. I samaritani \u2013 come sappiamo \u2013 erano malvisti dai Giudei, per motivi storici e religiosi. Eppure un samaritano si ferma.<\/p>\n<p>Proviamo a pensare noi \u2013 come uomini e donne, prima ancora di essere operatori socio-sanitari \u2013 nei panni dell\u2019uomo lasciato mezzo morto. E a pensare a Colui che ci guarda con amore: Ges\u00f9, il Buon Samaritano dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci vede cos\u00ec come siamo. Non giudica, non fa considerazioni. Ci ama e basta. A noi sta lasciarci guardare da Lui, allo stesso modo con cui Ges\u00f9 ha guardato i discepoli (Gv 1,42) o il giovane ricco (Mc 10,21). Lasciarsi guardare da Ges\u00f9 \u2013 nelle varie situazioni della vita: casa, lavoro, intimit\u00e0, relazioni, discussioni, servizio\u2026 &#8211; \u00e8 il primo passo per un discorso di guarigione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cMezzi morti\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lasciarsi sollevare<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il ferito della parabola non ha nome perch\u00e9 in lui ci ritroviamo tutti\u2026 quante volte \u00e8 accaduto nella nostra personale o lavorativa di trovarci come mezzi morti! In quei momenti Ges\u00f9, forse a nostra insaputa, \u00e8 intervenuto, ci ha accolto e ci ha raccolto. Egli si presenta come colui che rialza ognuno di noi dalle pesantezze della vita e dona la certezza e la fiducia di poterci rinnovare nella gioia di amare e di essere amati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ha compassione di noi<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lasciarsi amare<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia,<\/p>\n<p>come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.<br \/>\nHai compassione di tutti, perch\u00e9 tutto tu puoi,<\/p>\n<p>non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento.<br \/>\nPoich\u00e9 tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato;<\/p>\n<p>se avessi odiato qualcosa, non l\u2019avresti neppure creata.<br \/>\nCome potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi?<\/p>\n<p>O conservarsi se tu non l\u2019avessi chiamata all\u2019esistenza?<br \/>\nTu risparmi tutte le cose, perch\u00e9 tutte son tue, Signore, amante della vita.<\/p>\n<p>(<em>Sap 11,22-26<\/em>)<\/p>\n<p>Il Samaritano ha un atteggiamento di attenzione e di premura. Egli ha compassione. In greco e in aramaico il verso ha radici che richiamano un coinvolgimento interiore (\u201csentire con le viscere\u201d) che sa di amore materno.<\/p>\n<p>Il popolo ebreo ha passato un tempo momenti difficili e si \u00e8 rivolto al Signore lamentandosi dicendo: \u00abCi hai abbandonati, ci hai dimenticati!\u00bb. \u00abNo! &#8211; ha risposto per mezzo di Isaia Profeta &#8211; pu\u00f2 forse una mamma dimenticare il proprio bambino? ma anche se succedesse, mai Dio dimenticher\u00e0 il suo popolo\u00bb. Anche noi che siamo qui, abbiamo gli stessi sentimenti; noi siamo oggetti da parte di Dio di un amore intramontabile. Sappiamo: ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. E&#8217; pap\u00e0; pi\u00f9 ancora \u00e8 madre. Non vuol farci del male; vuol farci solo del bene, a tutti. I figlioli, se per caso sono malati, hanno un titolo di pi\u00f9 per essere amati dalla mamma. E anche noi se per caso siamo malati di cattiveria, fuori di strada, abbiamo un titolo di pi\u00f9 per essere amati dal Signore.<\/p>\n<p>(<em>Giovanni Paolo I<\/em>)<\/p>\n<p>Ges\u00f9 compatisce noi, \u201cpatisce \u2013 con\u201d noi. Egli conosce bene gli uomini. Sa i nostri limiti, vede le nostre ferite e i nostri peccati: i silenzi, le incomprensioni, le delusioni, il rischio dell\u2019abitudine\u2026 a noi sta lasciarci amare da Lui, ritrovare nel suo Amore divino tutta la grazia della fede.<\/p>\n<p><strong>Si fa a noi vicino<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lasciarsi avvicinare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cIl maestro \u00e8 qui e ti chiama!\u201d (Gv 11,28)<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 non se ne sta lontano. Egli si avvicina a noi. Si \u00e8 avvicinato a tal punto da morire sulla croce, per darci la certezza della Vita. \u201cNon ti ho amato per scherzo\u201d amava ripetere il crocifisso a Sant\u2019Angela Merici.<\/p>\n<p>Anche noi, soprattutto in questo cammino nuovo, lasciamoci avvicinare da Ges\u00f9. Non chiudiamogli la porta della nostra casa e del nostro cuore.<\/p>\n<p><strong>Ci fascia le ferite con olio e vino<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lasciarsi curare<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il Samaritano non si ferma a mani vuote davanti al ferito. Porta con s\u00e9 il necessario per dargli sollievo. Si tratta dell\u2019 \u201colio della consolazione e del vino della speranza\u201d necessari a ciascuno di noi ogni giorno. Il samaritano fa atti concreti e li fa con amorevolezza, attenzione affettiva senza limiti, fino all\u2019eccesso.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 entra in contatto \u201cfisico\u201d con noi \u2013 come noi facciamo con i \u201cnostri\u201d malati.<\/p>\n<p>Sfiora gli occhi dei ciechi, tocca con le dite le orecchie e gli occhi di un sordomuto, prende per mano la suocera di Simone ammalata e la figlia di Giairo morta, si lascia toccare il mantello dall\u2019emorroissa.<\/p>\n<p><strong>Ci carica sul suo giumento<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lasciarsi guidare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Non camminare di fronte a me. Non ti potrei seguire;<\/em><\/p>\n<p><em>non camminare dietro a me. Non ti potrei vedere;<\/em><\/p>\n<p><em>cammina accanto a me e sarai mio amico<\/em>.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 si fa compagno di viaggio. Si pone al passo di coloro a cui offre la sua cura, per farli sentire amati e guidarli verso una piena guarigione. L\u2019importante \u00e8 fidarsi di Lui e affidarsi a Lui con tutto il cuore, come a Colui di cui non si pu\u00f2 fare a meno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ha cura di noi<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lasciarsi guarire<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 lascia quell\u2019uomo in un albergo, immagine della Chiesa che ci custodisce con affetto fino al Suo ritorno. Oggi \u00e8 la Chiesa a guarirci, a sostenerci, a donarci fiducia. Ci sentiamo tranquilli in questo \u201calbergo\u201d?<\/p>\n<p><em>Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha pi\u00f9 bisogno oggi \u00e8 la capacit\u00e0 di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimit\u00e0. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. \u00c8 inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite&#8230; E bisogna cominciare dal basso.<\/em><\/p>\n<p>Papa Francesco<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Va\u2019 e anche tu fa\u2019 cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p>I discepoli sono posti sulla scia del Maestro, impegnati a vivere una medesima attitudine di compassione, non a parole, ma in gesti e fatti concreti.<\/p>\n<p>Se siamo stati guariti da Cristo, occorre metterci anche noi a disposizione degli altri bisognosi di aiuto.<\/p>\n<p><em>Che cosa siamo capaci di fare?<\/em><\/p>\n<ol>\n<li>In quest\u2019ultimo periodo sperimentiamo la presenza di Ges\u00f9 nel nostro lavoro?<\/li>\n<li>che cosa significa, in concreto, accettare la sua guarigione nella nostra esistenza?<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ci lasciamo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Guardare?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Sollevare?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Amare?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Avvicinare?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Curare?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Guidare da Lui?<\/strong><\/li>\n<li><strong>Guarire dalla sua Chiesa?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u201cVa\u2019 e anche tu fa lo stesso\u201d. Guariti dal Signore Ges\u00f9 siamo divenuti operatori di guarigione per gli altri, specie per i malati? O anche per i colleghi\u2026?<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Parabola di oggi\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Da Gerusalemme &#8211; la citt\u00e0 posta sul monte, la sposa del gran Re \u2013 l\u2019uomo scendeva verso Gerico, nella pianura del gran lago salato, sotto il livello del mare. Scendeva per le vie tortuose e impervie della storia, quando, ad una svolta della strada, incontr\u00f2 i Tempi Moderni. Non erano di natura loro briganti, non peggio di tanti altri Tempi, ma si accanirono subito contro la persona, non trovando di loro gusto la sua pace, che rispecchiava ancora la luce della citt\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Gli rubarono prima di tutto la fede, che bene o male aveva conservato fino a quel momento come un fuoco acceso sotto la cenere dei secoli. Poi lo spogliarono dell&#8217;umanit\u00e0 e della fedelt\u00e0, della gioia; infine le tolsero la serenit\u00e0 dell\u2019amicizia, la solidariet\u00e0 con il vicinato, l&#8217;ospitalit\u00e0 sacra per i viandanti e i dispersi&#8230; Lo lasciarono cos\u00ec semivivo sull&#8217;orlo della strada e se ne andarono a banchettare con il Materialismo, l&#8217;Individualismo, l&#8217;Edonismo, il Consumismo, ridendo tutti assieme della sorte sventurata dell\u2019uomo. Pass\u00f2 per quella strada un sociologo, vide l\u2019umanit\u00e0, la studi\u00f2 a lungo e disse: &#8220;Ormai \u00e8 morta&#8221;, andando oltre. La trov\u00f2 un prete e si mise a sgridarla: &#8220;Dovevi opporti ai ladroni! Perch\u00e9 non hai resistito meglio? Eri forse d&#8217;accordo con chi ti calpestava?&#8221;. Le venne accanto uno psicologo e sentenzi\u00f2: &#8220;L\u2019umanit\u00e0 non poteva andare avanti cos\u00ec. Meglio cos\u00ec!&#8221;.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 alla fine il Signore, ne ebbe compassione e si chin\u00f2 sull\u2019uomo a curarne le ferite, versandovi sopra l&#8217;olio della sua tenerezza e il vino della speranza. Poi, caricatolo sulle spalle, lo port\u00f2 fino alla Chiesa e gliela affid\u00f2, perch\u00e9 ne avesse cura, dicendo: &#8220;Ho gi\u00e0 pagato per lei tutto quello che c&#8217;era da pagare. L\u2019ho comprato con il mio sangue e voglio farne il mio dono prezioso. Non lasciarlo pi\u00f9 solo sulla strada, in balia dei Tempi. Ristoralo con la mia Parola e il mio Pane. Al mio ritorno, ti chieder\u00f2 conto di lui&#8221;.<\/p>\n<p>Quando si riebbe, l\u2019uomo ricord\u00f2 il volto di Dio chino su di lui.<\/p>\n<p>Assapor\u00f2 tutta la gioia di quell&#8217;Amore e chiese a se stesso: &#8220;Come ricambier\u00f2 per la salvezza che mi \u00e8 stata donata?&#8221;. Guarito dalle sue divisioni, dalla sua aridit\u00e0, dalla sua solitudine egoista, si propose di tornare per le strade del mondo a guarire le ferite del mondo. Si sarebbe fermato vicino a tutti i malcapitati della vita per assisterli e dire loro che c&#8217;\u00e8 sempre un Amore che salva, un Amore che si ferma accanto a chi soffre, a chi \u00e8 solo, a chi \u00e8 disprezzato, a chi si disprezza da se stesso, avendo dilapidato tutta la propria umana dignit\u00e0. Alla finestra della sua casa avrebbe messo una lampada, sempre accesa, come segno per gli sbandati della notte, e la sua porta sarebbe rimasta sem\u00adpre aperta, per gli amici e per gli sconosciuti, perch\u00e9 chiunque &#8211; affamato, assetato, stanco &#8211; potesse sedersi alla mensa della fraternit\u00e0 universale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"PASTORALE della SALUTE Diocesi di Roma &#8211;\u00a0Giornata di Spiritualit\u00e0 Domenica 11 Marzo 2018 Chi \u00e8 mio Prossimo LUCA 10 25Ed ecco, un dottore della Legge si alz\u00f2 per metterlo alla prova e chiese: &#8220;Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?&#8221;.\u00a026Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?&#8221;.\u00a027Costui rispose: &#8220;Amerai [&hellip;]","protected":false},"author":2,"featured_media":702,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21,30,25],"tags":[],"class_list":["post-690","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-iniziative","category-riflessioni_vescovo-ricciardi","category-vescovo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=690"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":703,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690\/revisions\/703"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/702"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/sanitaria\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}