(foto: vatican media)
«La tutela non può essere intesa solo come un insieme di norme da applicare o di procedure da osservare: essa chiede una sapienza che investe lo stile delle comunità, il modo di esercitare l’autorità, la formazione degli educatori, la vigilanza sui contesti, la trasparenza dei comportamenti». Parole chiare e piene di speranza quelle che Papa Leone XIV ha voluto inviare in un messaggio a firma del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, ai partecipanti del II Incontro Nazionale dei Servizi Territoriali per la Tutela dei Minori e degli Adulti Vulnerabili, promosso dal Servizio Nazionale Tutela Minori e Persone Vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana, dal tema: “Rispetto. Generare relazioni autentiche” e svolto a Roma dal 16 al 18 aprile.
Continuando la lettura del messaggio del Santo Padre, il cardinale Parolin ha ricordato che la presenza dei più piccoli e dei più vulnerabili interpella la coscienza della Chiesa e misura la sua capacità di esprimere una cura autentica: «Anche per questo l’opera di chi promuove formazione, discernimento, coordinamento e buone prassi rappresenta un contributo prezioso alla maturazione di comunità più accoglienti e consapevoli».
All’incontro, aperto da un intervento di S. Ecc. Mons. Baturi, Segretario della CEI, erano presenti alcuni Ordinari Diocesani, i Referenti dei Servizi Tutela Minori e Persone Vulnerabili delle Diocesi Italiane e i Responsabili dei Centri di Ascolto. Per la Diocesi di Roma hanno partecipato il cardinale Baldo Reina, Vicario di Generale di Sua Santità, la dottoressa Paola Pellicanò, Referente del Servizio Diocesano Tutela Minori e Persone Vulnerabili, l’Avvocato Cinzia Anna Giordano, Responsabile del Centro di Ascolto.
Leggi il testo integrale del Messaggio di Papa Leone XIV: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/04/16/0303/00625.html