{"id":1429,"date":"2022-11-17T11:23:18","date_gmt":"2022-11-17T10:23:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/?p=1429"},"modified":"2022-11-22T09:03:52","modified_gmt":"2022-11-22T08:03:52","slug":"introduzione-alla-liturgia-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/introduzione-alla-liturgia-relazione\/","title":{"rendered":"INTRODUZIONE ALLA LITURGIA (relazione)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1433 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-768x466.jpg 768w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-1024x622.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-600x364.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-696x423.jpg 696w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-1068x649.jpg 1068w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-692x420.jpg 692w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/pexels-zac-frith-918778-1920x1166.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/>\u00abVoglio semplicemente offrire alcuni spunti di riflessione per contemplare la bellezza e la verit\u00e0 del celebrare cristiano\u00bb (DD 1).<\/p>\n<p>\u00abL\u2019immensit\u00e0 del dono e la piccolezza di chi lo riceve, \u00e8 infinita e non pu\u00f2 non sorprenderci\u00bb (DD 3).<\/p>\n<p>\u00abA quella Cena nessuno si \u00e8 guadagnato un posto, tutti sono stati invitati\u00bb (DD 4).<\/p>\n<p>\u00abOccorre solo l\u2019abito nuziale della fede che viene dall\u2019ascolto della sua Parola (cfr. Rm 10,17): la Chiesa lo confeziona su misura con il candore di un tessuto\u00a0<i>lavato nel Sangue dell\u2019Agnello<\/i>\u00a0(cfr. Ap 7,14). (DD 5).<\/p>\n<p>\u00abLa Chiesa ha sempre custodito come il suo pi\u00f9 prezioso tesoro il mandato del Signore: \u201cfate questo in memoria di me\u201d. (DD 8).<\/p>\n<p>Da subito la Chiesa ha compreso, illuminata dallo Spirito Santo, che ci\u00f2 che era visibile di Ges\u00f9, ci\u00f2 che si poteva vedere con gli occhi e toccare con le mani, le sue parole e i suoi gesti, la concretezza del Verbo incarnato, tutto di Lui era passato nella celebrazione dei sacramenti.\u00a0(DD 9).<\/p>\n<p>Con il termine <i>liturgia<\/i>, proveniente dal greco (<i>leitourg\u00eca), <\/i>in origine si indicava un\u2019opera, azione o iniziativa assunta liberamente in proprio da un privato in favore del popolo, del quartiere, della citt\u00e0, dello stato. Con l\u2019andare del tempo, questa spontanea e volontaria attivit\u00e0 svolta dal privato cittadino perse il suo carattere \u00ablibero\u00bb e, cos\u00ec, con la parola <i>liturgia <\/i>si inizi\u00f2 a identificare qualunque lavoro di servizio, pi\u00f9 o meno obbligatorio, reso allo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Stato, alla divinit\u00e0, oppure a un privato.\u00a0Nella traduzione greca della Bibbia detta dei LXX, <i>liturgia <\/i>indica, invece, sempre, senza eccezione, il servizio religioso reso dai leviti a Jahv\u00e8, prima nella tenda e poi nel tempio di Gerusalemme. Il termine, dunque, in tale contesto assume un significato tecnico, che designa il culto pubblico e ufficiale a norma delle leggi levitiche.\u00a0La teologia cristiana adotta dal mondo greco il termine <i>liturgia <\/i>relazionandolo al proprio culto. Se la teologia cristiana ha preso questo vocabolo del mondo greco, lo ha fatto ovviamente pensando al nuovo popolo di Dio nato da Cristo che ha aperto le sue braccia sulla Croce per unire gli uomini nella pace dell\u2019unico Dio. Dal costato aperto di Cristo dormiente sulla croce \u00e8 nata la Chiesa e sono scaturiti i sacramenti della nostra salvezza, nell\u2019acqua (battesimo) e nel sangue (Eucaristia).\u00a0Il soggetto che agisce nella Liturgia \u00e8 sempre e solo Cristo-Chiesa, il Corpo mistico di Cristo. Come dal costato del primo Adamo, dopo aver fatto scendere su di Lui un torpore, Dio trasse Eva, cos\u00ec dal costato del nuovo Adamo, addormentato nel sonno della morte, nasce la nuova Eva, la Chiesa.<\/p>\n<p><i>Liturgia<\/i> \u00e8 \u00ab<i>servizio in favore del popolo<\/i>\u00bb, un popolo che non esiste da s\u00e9, ma che si \u00e8 formato grazie al mistero pasquale di Ges\u00f9 Cristo. Di fatto, il popolo di Dio non esiste per legami di sangue, di territorio, di nazione, ma nasce sempre dall\u2019opera del Figlio di Dio e dalla comunione con il Padre e lo Spirito Santo che Egli ci ottiene.<\/p>\n<p>Il Catechismo indica, inoltre, che \u00abnella tradizione cristiana [la parola <i>liturgia<\/i>]<i> <\/i>vuole significare che il popolo di Dio partecipa all\u2019opera di Dio\u00bb (n. 1069), perch\u00e9 il popolo di Dio come tale esiste solo per opera di Dio. <i>Liturgia<\/i> come azione teandrica = divina-umana.<\/p>\n<p>Il Concilio Vaticano II, cinquant\u2019anni or sono, inizi\u00f2 i suoi lavori proprio con la discussione dello schema sulla Sacra Liturgia, approvato poi solennemente il 4 dicembre del 1963. La costituzione <i>Sacrosanctum Concilium <\/i>fu il primo testo approvato dai padri del Vaticano II. La decisione di iniziare i lavori proprio sullo schema della liturgia si \u00e8 dimostrata molto giusta, anche a partire dalla gerarchia dei temi e dei compiti pi\u00f9 importanti per la Chiesa. Iniziando con il tema della liturgia, il Concilio mise in luce in modo molto chiaro il primato di Dio, la sua priorit\u00e0 assoluta. Prima di tutto Dio: proprio questa priorit\u00e0 assoluta viene evidenziata dalla scelta conciliare di partire dalla liturgia. Poich\u00e9 dove lo sguardo su Dio non \u00e8 determinante, ogni altra cosa perde il suo orientamento. Il criterio fondamentale per la liturgia \u00e8 il suo orientamento a Dio, per poter cos\u00ec partecipare alla sua stessa opera.<\/p>\n<p>SC d\u00e0 questa definizione fondamentale di liturgia: \u00ab<i>\u00c8 l\u2019esercizio dell\u2019ufficio sacerdotale di Ges\u00f9 Cristo mediante il quale con segni sensibili viene significata e, in modo proprio a ciascuno, realizzata la santificazione dell\u2019uomo, e viene esercitato dal corpo mistico di Cristo, cio\u00e8 dal Capo e dalla sue membra, il culto pubblico integrale. Perci\u00f2 ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo che \u00e8 la Chiesa, \u00e8 azione sacra per eccellenza e nessun\u2019altra azione della Chiesa ne uguaglia l\u2019efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado<\/i> (SC 7).<\/p>\n<p>Ecco, dunque, che non si tatta di uno sforzo umano, qualcosa che parte da noi, ma si tratta della \u00ab<i>redenzione compiuta da Dio in Ges\u00f9 Cristo per mezzo dello Spirito Santo. E come Cristo fu inviato dal Padre, cos\u00ec anch\u2019egli ha inviato gli apostoli che, colmi di Spirito Santo, non solo predicassero il Vangelo a tutti gli uomini, ma anche perch\u00e9 attuassero, per mezzo del sacrificio e dei sacramenti sui quali si impernia tutta la vita liturgica, l\u2019opera della salvezza che annunziavano. Per realizzare un\u2019opera cos\u00ec grande Cristo \u00e8 sempre presente nella sua Chiesa, in modo speciale nelle azioni liturgiche<\/i>\u00bb.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Da queste affermazioni di SC 7 emerge come nella liturgia l\u2019iniziativa parte da Dio, nella liturgia continua la storia salvezza dove protagonista e attore principale \u00e8 il sommo sacerdote Ges\u00f9 Cristo. Perci\u00f2 la liturgia, che si esprime attraverso i riti e le preghiere, i gesti e le parole, il linguaggio verbale e il linguaggio non verbale, nel tempo e nello spazio, \u00e8 sempre primariamente un evento di grazia che ha come unico scopo la santificazione dell\u2019uomo, la cristificazione, la divinizzazione. \u00c8 la vita di Dio in noi, perch\u00e9 Dio si \u00e8 fatto come noi per farci come Lui.\u00a0Il prefazio IV comune afferma questa realt\u00e0: \u00ab<i>Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva<\/i>\u00bb.\u00a0La liturgia come parola e sacramento \u00e8 caratterizzata primariamente dalla linea strutturale discendente (<i>catabasi<\/i>) che da Dio raggiunge l\u2019uomo. Ma nell\u2019evento liturgico l\u2019uomo non rimane muto passivo spettatore, risponde con la lode, con la gratitudine, la riconoscenza. La Parola di Dio lo spinge a una risposta, la misericordia di Dio lo chiama a un amore riconoscente. Non il singolo uomo ma nella liturgia \u00e8 l\u2019intero corpo di Cristo che risponde. All\u2019azione salvifica di Dio risponde la lode dell\u2019intera Chiesa alla quale si associa Cristo. Perci\u00f2 nella liturgia si ha anche una linea strutturale discendente (<i>anabasi<\/i>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Possiamo dire allora che Cristo \u00e8 il primo <b>soggetto<\/b> agente della liturgia, la Chiesa suo corpo mistico \u00e8 un secondo <b>soggetto <\/b>attivo. Cristo e Chiesa nella liturgia sono inscindibili, non si possono separare proprio come quella goccia d\u2019acqua profusa nel calice all\u2019offertorio della celebrazione eucaristica dove le parole che accompagnano il gesto sono: \u00ab<i>L\u2019acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana<\/i>\u00bb. Un gesto piccolo ma di grande valore simbolico! San Cipriano di Cartagine (III secolo) associa a questo gesto la mescolanza dell\u2019umanit\u00e0 con il Cristo. In una delle sue lettere, quella indirizzata a Cecilio, afferma: \u00ab<i>Se qualcuno offrisse solo vino, il sangue di Cristo inizierebbe a essere senza di noi. Se invece ci fosse solo acqua, allora il popolo inizierebbe a essere senza Cristo<\/i>\u00bb (Epistola 63,13).\u00a0Ecco allora che la liturgia \u00e8 l\u2019opera congiunta del sommo sacerdote Ges\u00f9 e della sua Chiesa per la santificazione dell\u2019uomo e la gloria di Dio. La liturgia non \u00e8 un percorso a senso unico ma un mirabile scambio, <i>sacrum commercium<\/i>. \u00c8 dialogo e scambio tra Dio e l\u2019umanit\u00e0. Queste due parole chiave (<i>dialogo<\/i> e <i>scambio<\/i>) sono immediatamente sperimentabili nella celebrazione eucaristica dove nella Liturgia della Parola \u00e8 pi\u00f9 evidente il dialogo e nella liturgia eucaristica \u00e8 pi\u00f9 evidente lo scambio: \u00ab<i>Accogli, Signore, i nostri doni in questo misterioso incontro tra la nostra povert\u00e0 e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso<\/i>\u00bb (Orazione sulle offerte).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>I testi della liturgia del Natale sono colmi di questa realt\u00e0: \u00ab<i>Meraviglioso scambio<\/i><i>! Il Creatore ha preso un\u2019anima e un corpo, \u00e8 nato da una vergine; <\/i><i>fatto uomo senza opera d<\/i><i>\u2019<\/i><i>uomo, ci dona la sua divinit\u00e0<\/i>\u00bb<b> <\/b>(LO, Prima Antifona Vespri del 1\u00b0 gennaio).\u00a0Alla luce di questa visione essenziale, risulta evidente che la liturgia non \u00e8 la somma di tutte le cerimonie e le prescrizioni rubricali riguardanti le azioni liturgiche. Contro questa concezione superficiale, minimalista protestava gi\u00e0 Pio XII nell\u2019enciclica<i> Mediator Dei<\/i> (1947) dove affermava: \u00ab<i>Non hanno un\u2019esatta nozione di liturgia coloro i quali la ritengono come una parte soltanto esterna e sensibile del culto divino o come un cerimoniale decorativo; n\u00e9 sbagliano meno coloro i quali la considerano come la somma di leggi e precetti con i quali la gerarchia ecclesiastica ordina il compimento dei riti<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>SC 10 non esita ad assegnare alla liturgia il rango pi\u00f9 alto dicendo che \u00ab<i>la liturgia \u00e8 il culmine verso cui tende l\u2019azione della Chiesa \u00e8 la fonte da cui promana tutta la sua virt\u00f9<\/i>\u00bb. Nessun\u2019altra azione della Chiesa raggiunge la sua efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado. La liturgia nasce dal mistero pasquale di Cristo e ne attualizza i frutti che sono la santificazione degli uomini e la glorificazione di Dio. Pertanto non c\u2019\u00e8 alcun\u2019altra attivit\u00e0 pi\u00f9 preziosa della Chiesa, pi\u00f9 efficace e necessaria.\u00a0Secondo un\u2019affermazione di Karl Barth: \u00ab<i>La liturgia cristiana \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante, pi\u00f9 urgente e sublime che pu\u00f2 accadere sulla terra<\/i>\u00bb. Non \u00e8 certo la sola attivit\u00e0 ecclesiale: vi \u00e8 l\u2019annuncio, la conversione, l\u2019adesione degli uomini a Cristo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Inoltre la liturgia \u00e8 qualcosa di vivo e incarnato, \u00e8 risorsa di umanit\u00e0 proprio a partire dall\u2019incarnazione, non \u00e8 un tirarsi fuori dal mondo. Alla scuola della liturgia, frequentando i divini misteri, mangiando la Parola e il Pane, celebrando i sacramenti e lasciandoci trasfigurandoci ad immagine del Figlio Ges\u00f9, diventiamo pi\u00f9 umani e siamo inviati a trasfigurare il mondo, a superare i nostri egoismi per continuare la storia della salvezza nell\u2019impegno per il regno di Dio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Attraverso gesti umani e parole umane, quale azione umanissima, la liturgia apre l\u2019accesso al mistero e spinge in uscita la Chiesa, abilitando i credenti a porre nel cuore del mondo rapporti autenticamente umani. La liturgia, azione divina, si d\u00e0 in un\u2019azione umana e chiede di incarnarsi nel vissuto dei partecipanti, permettendo il costituirsi della fraternit\u00e0 e sororit\u00e0 ecclesiale nelle sue linee portanti.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><b>Gli ambiti o settori della liturgia<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/h3>\n<p>Al centro di tutto sta la celebrazione eucaristica e tutte le altre celebrazioni sacramentali che ad essa fanno riferimento. L\u2019evento di redenzione della morte e risurrezione di Cristo \u00e8 il fondamento, la fonte di tutta la liturgia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Attorno all\u2019Eucaristia, come centro, si snodano tutti gli altri sacramenti: i sacramenti dell\u2019<i>iniziazione cristiana<\/i> (o della rinascita) <i>battesimo<\/i> e <i>confermazione<\/i> che introducono il credente nella comunit\u00e0 ecclesiale. Poi i sacramenti di <i>guarigione<\/i> che vengono in aiuto al cristiano in particolari situazioni: la <i>penitenza<\/i> (\u00abla seconda tavola della salvezza dopo il naufragio della grazia perduta\u00bb &#8211; come la chiamano i Padri) o <i>riconciliazione<\/i> e l\u2019<i>unzione degli infermi<\/i> che non \u00e8 il sacramento dei morenti ma dei viventi. I sacramenti di <i>stato<\/i> come l\u2019<i>ordine<\/i> e il <i>matrimonio<\/i> che sono una chiamata e un\u2019abilitazione a particolari servizi nella Chiesa.\u00a0Un ambito della liturgia \u00e8 l\u2019annuncio della Parola nella proclamazione e nell\u2019omelia, i tesori della sacra Scrittura (Bibbia) largamenti aperti a tutti i fedeli, una mensa abbondante.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span><i>Liturgia<\/i> \u00e8 la celebrazione della Liturgia delle Ore, preghiera di Cristo e della Chiesa, il <i>laudis canticum<\/i> al quale la Chiesa della terra si unisce a quella del cielo.\u00a0Appartengono alla liturgia i sacramentali (le diverse benedizioni e la liturgia delle esequie).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Poi vi sono i pii esercizi, cio\u00e8 tutte quelle forme di piet\u00e0 popolare e devozioni presenti nella Chiesa e che devono armonizzarsi con la liturgia (cf. SC 13).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><b>I soggetti della liturgia<\/b><\/h3>\n<p>Sono Cristo e la Chiesa i due soggetti essenziali del culto cristiano. La Chiesa \u00e8 visbile nella liturgia nell\u2019assemblea radunata, convocata nel nome di Cristo e presieduta in suo nome. L\u2019assemblea \u00e8 il soggetto celebrante composta dai ministri ordinati, dai ministri istituti, dai battezzati che esplicano la ministerialit\u00e0 di fatto. Tutti, in forza del sacerdozio comune ricevuto nel sacramento del battesimo e nella confermazione, siamo soggetti della liturgia.\u00a0Il Concilio Vaticano II parla di <i>partecipazione attiva<\/i>, l\u2019atteggiamento cio\u00e8 condiviso dei credenti: piena, consapevole, attiva, devota, comunitaria\u2026 partecipazione richiesta dalla natura della liturgia (dialogo e scambio) e alla quale il popolo cristiano ha diritto e dovere in forza del battesimo (cf. SC 14). Una partecipazione che si articola in molteplici forme che non significano e non idicano <i>attivismo<\/i> <i>compulsivo<\/i> che, a volte, rendono l\u2019animazione liturgica \u00abagitazione liturgica\u00bb o motivo di contesa con i pastori e tra di noi per aggiudicarsi poteri, monopoli e protagonismi, ecc.\u00a0Si partecipa con le acclamazioni, le risposte, le preghiere, i canti, le letture, con i gesti di inchinarsi, stare seduti per l\u2019ascolto, stare in piedi, nel presentare i doni, con l\u2019ascolto, con il silenzio. Occorre formarsi continuamente alla scuola della liturgia e dell\u2019anno liturgico per comprendere profondamente il significato di ogni azione che compiamo nella liturgia e il senso proprio della partecipazione come l\u2019ha intesa il Concilio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>La ministerialit\u00e0 come forma di partecipazione, nel senso che si realizzano i diversificati ministeri senza confusione ma dove ognuno compie tutto ci\u00f2 che gli compete: i ministranti, i lettori, i commentatori, il coro, l\u2019organista, chi dispone i fiori, chi fa l\u2019accoglienza, i ministri straordinari della comunione, i sacristi ecc\u2026 tutti ministeri che richiedono una formazione liturgica, biblica, spirituale e una necessaria conoscenza tecnica.\u00a0Importanza ha anche il gruppo liturgico (croce e delizia nelle parrocchie) che in stretta collaborazione con i sacerdoti della parrocchia dovrebbe assicurare una buona regia delle celebrazioni, la cura dell\u2019<i>ars celebrandi<\/i>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Perch\u00e9? Per dire \u00abma come siamo bravi?\u00bb. Sarebbe protagonismo sterile. \u00c8 per aiutare il santo popolo di Dio, di cui tutti facciamo parte, a pregare, a incontrare il Signore risorto che ci sp\u00e8iega il senso delle Scritture e spezza il pane per noi, i fratelli e le sorelle e poi andare a trasfigurare il mondo. Dopo la liturgia terrena c\u2019\u00e8 solo la Gerusalemme celeste, il Paradiso.<\/p>\n<h4><i>Il senso teologico della Liturgia<\/i><\/h4>\n<p><b>16.<\/b>\u00a0Dobbiamo al Concilio \u2013 e al movimento liturgico che l\u2019ha preceduto \u2013 la riscoperta della comprensione teologica della Liturgia e della sua importanza nella vita della Chiesa: i principi generali enunciati dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\"><i>Sacrosanctum<\/i>\u00a0<i>Concilium<\/i><\/a>\u00a0cos\u00ec come sono stati fondamentali per l\u2019intervento di riforma, continuano ad esserlo per la promozione di quella partecipazione piena, consapevole, attiva e fruttuosa alla celebrazione (cfr.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#14\"><i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, nn. 11<\/a>.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#14\">14<\/a>), \u201cprima e indispensabile fonte dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano\u201d (\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#14\"><i>Sacrosanctum Concilium<\/i><\/a>, n. 14). Con questa lettera vorrei semplicemente invitare tutta la Chiesa a riscoprire, custodire e vivere la verit\u00e0 e la forza della celebrazione cristiana. Vorrei che la bellezza del celebrare cristiano e delle sue necessarie conseguenze nella vita della Chiesa, non venisse deturpata da una superficiale e riduttiva comprensione del suo valore o, ancor peggio, da una sua strumentalizzazione a servizio di una qualche visione ideologica, qualunque essa sia. La preghiera sacerdotale di Ges\u00f9 nell\u2019ultima Cena perch\u00e9 tutti siano una cosa sola (Gv 17,21), giudica ogni nostra divisione attorno al Pane spezzato,\u00a0<i>sacramento di piet\u00e0<\/i>,\u00a0<i>segno di unit\u00e0<\/i>,\u00a0<i>vincolo di carit\u00e0<\/i>.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/20220629-lettera-ap-desiderio-desideravi.html#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n<h4><i>La Liturgia: antidoto al veleno della mondanit\u00e0 spirituale<\/i><\/h4>\n<p><b>17.<\/b>\u00a0Ho pi\u00f9 volte messo in guardia rispetto ad una pericolosa tentazione per la vita della Chiesa che \u00e8 la \u201cmondanit\u00e0 spirituale\u201d: ne ho parlato diffusamente nell\u2019Esortazione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_alla_mondanit%25C3%25A0_spirituale\"><i>Evangelii gaudium<\/i><\/a>\u00a0(nn. 93-97), individuando nello gnosticismo e nel neo-pelagianesimo i due modi tra loro connessi che la alimentano.Il primo riduce la fede cristiana in un soggettivismo che chiude l\u2019individuo \u201cnell\u2019immanenza della propria ragione o dei suoi sentimenti\u201d (<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_alla_mondanit%25C3%25A0_spirituale\"><i>Evangelii gaudium<\/i><\/a>, n. 94).\u00a0Il secondo annulla il valore della grazia per confidare solo sulle proprie forze, dando luogo \u201cad un elitarismo narcisista e autoritario, dove invece di evangelizzare si analizzano e si classificano gli altri, e invece di facilitare l\u2019accesso alla grazia si consumano le energie nel controllare\u201d (<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_alla_mondanit%25C3%25A0_spirituale\"><i>Evangelii gaudium<\/i><\/a>, n. 94).\u00a0Queste forme distorte del cristianesimo possono avere conseguenze disastrose per la vita della Chiesa.<\/p>\n<p><b>18.<\/b>\u00a0Da quanto ho voluto sopra ricordare risulta evidente che la Liturgia \u00e8, per la sua stessa natura, l\u2019antidoto pi\u00f9 efficace contro questi veleni. Ovviamente parlo della Liturgia nel suo senso teologico e non certo \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xii_enc_20111947_mediator-dei.html\">gi\u00e0 Pio XII lo affermava<\/a>\u00a0\u2013 come\u00a0<i>cerimoniale decorativo<\/i>\u00a0o\u00a0<i>mera somma di leggi e di precetti<\/i>\u00a0che regolano il culto.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/20220629-lettera-ap-desiderio-desideravi.html#_ftn6\">[6]<\/a><\/p>\n<p><b>19.<\/b>\u00a0Se lo gnosticismo ci intossica con il veleno del soggettivismo, la celebrazione liturgica ci libera dalla prigione di una autoreferenzialit\u00e0 nutrita dalla propria ragione o dal proprio sentire: l\u2019azione celebrativa non appartiene al singolo ma a Cristo-Chiesa, alla totalit\u00e0 dei fedeli uniti in Cristo. La Liturgia non dice \u201cio\u201d ma \u201cnoi\u201d e ogni limitazione all\u2019ampiezza di questo \u201cnoi\u201d \u00e8 sempre demoniaca. La Liturgia non ci lascia soli nel cercare una individuale presunta conoscenza del mistero di Dio, ma ci prende per mano, insieme, come assemblea, per condurci dentro il mistero che la Parola e i segni sacramentali ci rivelano. E lo fa, coerentemente con l\u2019agire di Dio, seguendo la via dell\u2019incarnazione, attraverso il linguaggio simbolico del corpo che si estende nelle cose, nello spazio e nel tempo.<\/p>\n<p><b>20.<\/b>\u00a0Se il neo-pelagianesimo ci intossica con la presunzione di una salvezza guadagnata con le nostre forze, la celebrazione liturgica ci purifica proclamando la gratuit\u00e0 del dono della salvezza accolta nella fede. Partecipare al sacrificio eucaristico non \u00e8 una nostra conquista come se di questo potessimo vantarci davanti a Dio e ai fratelli. L\u2019inizio di ogni celebrazione mi ricorda chi sono chiedendomi di confessare il mio peccato e invitandomi a supplicare la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e tutti i fratelli e le sorelle, di pregare per me il Signore: non siamo certo degni di entrare nella sua casa, abbiamo bisogno di una sua parola per essere salvati (cfr. Mt 8,8). Non abbiamo altro vanto che nella croce del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo (cfr. Gal 6,14). La Liturgia non ha nulla a che vedere con un moralismo ascetico: \u00e8 il dono della Pasqua del Signore che, accolto con docilit\u00e0, fa nuova la nostra vita. Non si entra nel Cenacolo se non che per la forza di attrazione del suo desiderio di mangiare la Pasqua con noi.<\/p>\n<h4><i>Riscoprire ogni giorno la bellezza della verit\u00e0 della celebrazione cristiana<\/i><\/h4>\n<p><b>21.<\/b>\u00a0Dobbiamo per\u00f2 fare attenzione: perch\u00e9 l\u2019antidoto della Liturgia sia efficace ci viene chiesto di riscoprire ogni giorno la bellezza della verit\u00e0 della celebrazione cristiana. Mi riferisco ancora una volta al suo senso teologico, come il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#7\">n. 7 della\u00a0<i>Sacrosanctum Concilium<\/i><\/a>\u00a0ha mirabilmente descritto: la Liturgia \u00e8 il sacerdozio di Cristo a noi rivelato e donato nella sua Pasqua, reso oggi presente e attivo attraverso segni sensibili (acqua, olio, pane, vino, gesti, parole) perch\u00e9 lo Spirito, immergendoci nel mistero pasquale, trasformi tutta la nostra vita conformandoci sempre pi\u00f9 a Cristo.<\/p>\n<p><b>22.\u00a0<\/b>La continua riscoperta della bellezza della Liturgia non \u00e8 la ricerca di un estetismo rituale che si compiace solo nella cura della formalit\u00e0 esteriore di un rito o si appaga di una scrupolosa osservanza rubricale. Ovviamente questa affermazione non vuole in nessun modo approvare l\u2019atteggiamento opposto che confonde la semplicit\u00e0 con una sciatta banalit\u00e0, l\u2019essenzialit\u00e0 con una ignorante superficialit\u00e0, la concretezza dell\u2019agire rituale con un esasperato funzionalismo pratico.<\/p>\n<p><b>23.\u00a0<\/b>Intendiamoci: ogni aspetto del celebrare va curato (spazio, tempo, gesti, parole, oggetti, vesti, canto, musica, \u2026) e ogni rubrica deve essere osservata: basterebbe questa attenzione per evitare di derubare l\u2019assemblea di ci\u00f2 che le \u00e8 dovuto, vale a dire il mistero pasquale celebrato nella modalit\u00e0 rituale che la Chiesa stabilisce. Ma anche se la qualit\u00e0 e la norma dell\u2019azione celebrativa fossero garantite, ci\u00f2 non sarebbe sufficiente per rendere piena la nostra partecipazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><b>LA COSTITUZIONE SULLA SACRA LITURGIA<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><em>SACROSANCTUM CONCILIUM<\/em><\/h3>\n<p>Il 4 dicembre 1963 Papa Paolo VI promulg\u00f2 solennemente la Costituzione Conciliare sulla Sacra Liturgia <i>Sacrosanctum Concilium, <\/i>primo documento del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<ul>\n<li><b>Lo schema della Costituzione<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p><b><i>PROEMIO:<\/i><\/b><i> <\/i>la <i>Sacrosanctum Concilium <\/i>inizia con un proemio nel quale si dichiara che la Chiesa, avendo in animo il bene della vita cristiana dei fedeli e avendo intenzione di adattare alle esigenze del tempo tutte quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti e di dare nuovo vigore alle attivit\u00e0 di evangelizzazione e di annuncio del messaggio di salvezza di Cristo, ritiene necessario occuparsi anche della riforma e della promozione della liturgia (\u00ab<i>Il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno pi\u00f9 la vita cristiana tra i fedeli; di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni <\/i><i>che sonp soggette a mutamenti; di favorire ci\u00f2 che pu\u00f2 contribuire all&#8217;unione di tutti i credenti in Cristo; di rinvigorire ci\u00f2 che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa. Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia<\/i>\u00bb SC 1).<\/p>\n<p>La <i>Sacrosanctum Concilium <\/i>si apre, dunque, nel segno della riforma e della promozione della liturgia con l\u2019intento di annunciare al mondo moderno la salvezza di Cristo ripartendo dalla viva Tradizione della Chiesa e contestualmente aprendo la via a un legittimo progresso.<\/p>\n<h3><b>CAPITOLO I &#8211; PRINCIPI GENERALI PER LA RIFORMA<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/h3>\n<h4><b>E LA PROMOZIONE DELLA SACRA LITURGIA<\/b><\/h4>\n<p>In questo primo capitolo sono formulati i principi generali che qualificano e determinano la riforma liturgica e la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>promozione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>della Liturgia. \u00c8 un capitolo molto importante, poich\u00e9 da questo derivano tutte le altre sezioni del documento. Alcuni dei principi indicati riguardano la presenza di Cristo nella Liturgia, l\u2019importanza della Liturgia per la vita della Chiesa, la competenza a regolare l\u2019ordinamento liturgico, l\u2019importanza della Sacra Scrittura nella celebrazione, la necessit\u00e0 della partecipazione piena, attiva e consapevole dei fedeli. Si tratta, dunque, dell\u2019impianto strutturale della riforma che nei capitoli successivi, poi, viene definita nel dettaglio.<\/p>\n<h3><b>CAPITOLO II &#8211; IL MISTERO EUCARISTICO<\/b><\/h3>\n<p>In questo capitolo sono indicate le prescrizioni per la riforma della Santa Messa ponendo in evidenza la preoccupazione della Chiesa affinch\u00e9 i fedeli \u00ab<i>non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede, ma che, comprendendolo bene nei suoi riti e nelle sue preghiere, partecipino all\u2019azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente; siano formati dalla parola di Dio; si nutrano alla mensa del corpo del Signore; rendano grazie a Dio; offrendo la vittima senza macchia, non soltanto per le mani del sacerdote, ma insieme con lui, imparino ad offrire se stessi, e di giorno in giorno, per la mediazione di Cristo, siano perfezionati nell\u2019unit\u00e0 con Dio e tra di loro, di modo che Dio sia finalmente tutto in tutti<\/i>\u00bb (SC 48). La riflessione dei Padri conciliari, con le norme che prescrivono la riforma della Santa Messa, sintetizza un pensiero che, in modo particolare, costituisce una novit\u00e0 rispetto al passato: <i>Sacrosanctum Concilium <\/i>56 indica chiaramente che la Liturgia \u00e8 il luogo privilegiato della Parola di Dio e, pertanto, vi \u00e8 un nesso indissolubile tra Eucaristia e Liturgia della Parola (\u00ab<i>Le due parti che costituiscono in certo modo la messa, cio\u00e8 la liturgia della parola e la liturgia eucaristica, sono congiunte tra di loro cos\u00ec strettamente da formare un solo atto di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>culto. Perci\u00f2 il sacro Concilio esorta caldamente i pastori d\u2019anime ad istruire con cura i fedeli nella catechesi, perch\u00e9 partecipino a tutta la messa, specialmente la domenica e le feste di precetto<\/i>\u00bb &#8211; SC 56).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>I Padri conciliari stabiliscono che la Liturgia della Parola \u00e8 inscindibile dalla Liturgia eucaristica. A partire da questa indicazione conciliare il magistero degli anni successivi ha approfondito la riflessione sulla importanza della Parola di Dio nella<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Liturgia, ampliando ulteriormente la sintesi e la comprensione di questa fondamentale dimensione. Con l\u2019Esortazione Apostolica Postsinodale <i>Verbum Domini, <\/i>Benedetto XVI affronta un tema molto significativo riguardante la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><i>sacramentalit\u00e0 della Parola. <\/i>Afferma \u00ab<i>che all\u2019origine della sacramentalit\u00e0 della Parola di Dio sta propriamente il mistero dell\u2019incarnazione: \u201cil Verbo si fece carne\u201d<\/i> (Gv 1,14 ), la realt\u00e0 del mistero rivelato si offre a noi nella \u00abcarne\u00bb del Figlio. La Parola di Dio si rende percepibile alla fede attraverso il \u201csegno\u201d di parole e di gesti umani. La fede, dunque, riconosce il Verbo di Dio accogliendo i gesti e le parole con i quali Egli stesso si presenta a noi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>L\u2019orizzonte sacramentale della Rivelazione indica, pertanto, la modalit\u00e0 storico-salvifica con la quale il Verbo di Dio entra nel tempo e nello spazio, diventando interlocutore dell\u2019uomo, chiamato ad accogliere nella fede il suo dono. La sacramentalit\u00e0 della Parola si lascia cos\u00ec comprendere in analogia alla presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino consacrati. Accostandoci all\u2019altare e prendendo parte al banchetto eucaristico noi comunichiamo realmente al corpo e al sangue di Cristo. La proclamazione della Parola di Dio nella celebrazione comporta il riconoscere che sia Cristo stesso ad essere presente e a rivolgersi a noi per essere accolto.\u00a0Sull\u2019atteggiamento da avere sia nei confronti dell\u2019Eucaristia, che della Parola di Dio, san Girolamo afferma: \u00ab<i>Noi leggiamo le sante Scritture. Io penso che il Vangelo \u00e8 il Corpo di Cristo; io penso che le sante Scritture sono <\/i><i>il <\/i><i>suo insegnamento. E quando egli dice: Chi non manger\u00e0 la mia carne e berr\u00e0 il mio sangue<\/i> (Gv 6,53), <i>bench\u00e9 queste parole si possano intendere anche del Mistero [eucaristico], tuttavia il corpo di Cristo e il suo sangue \u00e8 veramente la parola della Scrittura, \u00e8 l\u2019insegnamento di Dio. Quando ci rechiamo al Mistero [eucaristico], se ne cade una briciola, ci sentiamo perduti. E quando stiamo ascoltando la Parola di Dio, e ci viene versata nelle orecchie la Parola di Dio e la carne di Cristo e il suo sangue, e noi pensiamo ad altro, in quale grande pericolo non incappiamo?<\/i>\u00bb <i>(In Psalmum <\/i>147: CCL 78, 337-338).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Cristo, realmente presente nelle specie del pane e del vino, \u00e8 presente, in modo analogo, anche nella Parola proclamata nella liturgia. Approfondire il senso della sacramentalit\u00e0 della Parola di Dio, dunque, pu\u00f2 favorire una comprensione maggiormente unitaria del mistero della Rivelazione in \u00ab<i>eventi e parole intimamente connessi<\/i>\u00bb, giovando alla vita spirituale dei fedeli e all\u2019azione pastorale della Chiesa\u00bb (VD, 56). Possiamo dunque rilevare come l\u2019origine della sacramentalit\u00e0 sia nel mistero dell\u2019incarnazione del Verbo ma, allo stesso modo, anche la Parola di Dio \u00e8 Corpo di Cristo, presente realmente sotto le specie del pane e del vino consacrati. Questo \u00e8 un concetto molto importante, perch\u00e9 se la Parola di Dio \u00e8 Corpo di Cristo, allora durante la Liturgia della Parola i fedeli si comunicano una prima volta al Corpo di Cristo attraverso l\u2019ascolto e successivamente si accostano all\u2019altare ove si comunicheranno nuovamente al Corpo e Sangue di Cristo attraverso il pane e il vino consacrati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><b>CAPITOLO III &#8211; GLI ALTRI SACRAMENTI E I SACRAMENTALI<\/b><\/h3>\n<p>In questo capitolo sono prescritti i criteri per la revisione dei riti dei sacramenti e dei sacramentali al fine di rivedere quegli elementi che sono stati introdotti<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nel corso dei secoli e che, per\u00f2, hanno reso meno chiari la natura e il fine degli stessi riti. Tra le prescrizioni inserite in questo capitolo vi \u00e8 il ripristino del catecumenato degli adulti, la disciplina della lingua liturgica, la revisione del rito del Battesimo, della Confermazione, della Penitenza, dell\u2019Unzione degli infermi, dell\u2019Ordine, del Matrimonio. Allo stesso modo \u00e8 prescritta la revisione dei sacramentali e del rito della consacrazione delle vergini, la composizione di un rito per la professione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>religiosa e la rinnovazione dei voti e la revisione dei riti funebri.<\/p>\n<h3><b>CAPITOLO IV \u2013 L\u2019UFFICIO DIVINO<\/b><\/h3>\n<p>\u00ab<i>Il divino ufficio, secondo la tradizione cristiana, \u00e8 strutturato in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina. Quando poi a celebrare debitamente quel mirabile canto di lode sono i sacerdoti o altri a ci\u00f2<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>deputati per istituzione della Chiesa, o anche i fedeli che pregano insieme col sacerdote secondo le forme approvate, allora \u00e8 veramente la voce della sposa che parla allo sposo, anzi \u00e8 la preghiera che Cristo unito al suo corpo eleva al Padre<\/i>\u00bb (SC 84 ). Poich\u00e9, dunque, la santificazione del giorno e di tutta l\u2019attivit\u00e0 umana rientra nelle finalit\u00e0 della Liturgia delle Ore, il Concilio Vaticano Il ha disposto il rinnovamento del suo ordinamento in modo da far corrispondere, per quanto possibile, la celebrazione delle Ore al loro vero tempo, sempre tenendo conto, per\u00f2, delle condizioni della vita contemporanea in cui si trovano specialmente coloro che attendono all\u2019apostolato. Si deve inoltre considerare la forte correlazione che lega la celebrazione dell\u2019Ufficio Divino alla celebrazione dell\u2019Eucarestia. La Liturgia delle Ore diviene estremamente significativa e fruttuosa spiritualmente, infatti, quando il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fedele la celebra come prolungamento del mistero eucaristico \u00ab<i>La Liturgia delle Ore<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>estende alle diverse ore del giorno le prerogative del mistero eucaristico, \u201ccentro e culmine di tutta la vita della comunit\u00e0 cristiana\u201d: la lode e il rendimento di grazie, la memoria dei misteri della salvezza, le suppliche e la pregustazione della gloria celeste. La celebrazione dell\u2019Eucaristia viene anche preparata ottimamente mediante la Liturgia delle Ore, in quanto per suo mezzo vengono suscitate e accresciute le disposizioni necessarie alla fruttuosa celebrazione dell\u2019Eucaristia, quali sono la fede, la speranza, la carit\u00e0, la devozione e il desiderio dell\u2019abnegazione di s\u00e9<\/i>\u00bb (Principi e Norme per la Liturgia delle Ore, 12).<\/p>\n<h3><b>CAPITOLO V \u2013 L\u2019ANNO LITURGICO<\/b><\/h3>\n<p>I Padri del Concilio Vaticano II, consapevoli che nel corso dei secoli era stato inserito un numero molto elevato di feste dei santi e dei martiri, tanto da aver offuscato la celebrazione del mistero di Cristo, intervengono anche sul calendario stabilendo chiaramente, per la prima volta nella storia della cristianit\u00e0, che l\u2019anno liturgico costituisce il momento della celebrazione di tutto il mistero di Cristo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>La santa madre Chiesa \u00ab<i>Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, fa memoria della risurrezione del Signore, che essa celebra anche una volta all\u2019anno, unitamente alla sua beata passione, con la grande solennit\u00e0 di Pasqua. Nel corso dell\u2019anno poi, distribuisce tutto il <\/i><i>mistero di Cristo dall\u2019Incarnazione e dalla Nativit\u00e0 fino all\u2019Ascensione, al giorno di Pentecoste e all\u2019attesa della beata speranza e del<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ritorno del Signore. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, le rende come presenti a tutti i tempi e permette ai fedeli di venirne a contatto e di essere ripieni della grazia della salvezza<\/i>\u00bb (SC 102). Non esistono, dunque, feste isolate come se fossero sfere di cristallo, poich\u00e9 l\u2019unico mistero di Cristo \u00e8 distribuito nel corso dell\u2019anno e nei diversi periodi del tempo liturgico.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><b>CAPITOLO VI &#8211; LA MUSICA SACRA e CAPITOLO VII \u2013 L\u2019ARTE SACRA E LA SACRA SUPPELLETTILE<\/b><\/h3>\n<p>Gli ultimi due capitoli della costituzione conciliare sono i pi\u00f9 disattesi del concilio. I Padri conciliari avevano ben rilevato la necessit\u00e0 per la Chiesa di dover tornare a dialogare con l\u2019arte, in modo da rendere il culto anche momento della bellezza. Dio, infatti, non \u00e8 solo vero, puro e giusto, ma \u00e8 anche bello ed \u00e8 per tale motivo che la Liturgia deve essere costituita di quella bellezza espressa anche dall\u2019arte, cos\u00ec come nei secoli passati \u00e8 sempre accaduto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>L\u20198 dicembre 1965, al termine del Concilio Vaticano II, il papa Paolo VI indirizz\u00f2 un messaggio agli artisti sottolineando proprio l\u2019importanza del rapporto tra la verit\u00e0 divina e la bellezza: \u00ab<i>Da lungo tempo la Chiesa ha fatto alleanza con voi. Voi avete edificato e decorato i<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>suoi templi, celebrato i suoi dogmi, arricchito la sua liturgia. L\u2019avete aiutata a tradurre il suo messaggio divino nel linguaggio delle forme e delle figure, a rendere comprensibile il mondo invisibile. Oggi come ieri la Chiesa ha bisogno di voi e si rivolge a voi. Essa vi dice con la nostra voce: non lasciate che si rompa un\u2019alleanza tanto feconda! Non rifiutate di mettere il vostro talento al servizio della verit\u00e0 divina! Non chiudete il vostro spirito al soffio dello Spirito Santo! Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verit\u00e0, \u00e8 ci\u00f2 che infonde gioia al cuore degli uomini, \u00e8 quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell\u2019ammirazione<\/i>\u00bb.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Anche Benedetto XVI ha posto in rilievo il rapporto tra Dio e la bellezza, nesso che viene evidenziato nella vera arte: \u00ab<i>Voi sapete bene, cari artisti, che l\u2019esperienza del bello, del bello autentico, non effimero n\u00e9 superficiale, non \u00e8 qualcosa di accessorio o di secondario nella ricerca del senso e della felicit\u00e0, perch\u00e9 tale esperienza non allontana dalla realt\u00e0, ma, al contrario, porta ad un confronto serrato con il vissuto quotidiano, per liberarlo dall\u2019oscurit\u00e0 e trasfigurarlo, per renderlo luminoso, bello&#8230; La bellezza, da quella che si manifesta nel cosmo e nella natura a quella che si esprime attraverso le creazioni artistiche, proprio per la sua caratteristica di aprire e allargare gli orizzonti della coscienza umana, di rimandarla oltre se stessa, di affacciarla sull\u2019abisso dell\u2019Infinito, pu\u00f2 diventare una via verso il Trascendente, verso il Mistero ultimo, verso Dio<\/i>\u00bb (Benedetto XVI agli artisti, 21 novembre 2009).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Purtroppo, per\u00f2, \u00e8 possibile constatare che ancora oggi molte prescrizioni in materia sono disattese e spesso, ad esempio nella realizzazione di nuove chiese o nella musica liturgica, ancora molto deve essere fatto per poter dare realmente attuazione ai dettami del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<h4><b>APPENDICE &#8211; DICHIARAZIONE DEL CONCILIO VATICANO II CIRCA LA RIFORMA DEL CALENDARIO<\/b><i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/h4>\n<p>La Costituzione conciliare termina con un\u2019Appendice che contiene due dichiarazioni dei Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II in merito al desiderio rappresentato da molti di fissare la festa di Pasqua in una domenica fissa del calendario gregoriano e di adottare un calendario perpetuo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">***<\/h3>\n<p><strong>Per scaricare il file della relazione <a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/INTRODUZIONE-ALLA-LITURGIA.docx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui!<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVoglio semplicemente offrire alcuni spunti di riflessione per contemplare la bellezza e la verit\u00e0 del celebrare cristiano\u00bb (DD 1). \u00abL\u2019immensit\u00e0 del dono e la piccolezza di chi lo riceve, \u00e8 infinita e non pu\u00f2 non sorprenderci\u00bb (DD 3). \u00abA quella Cena nessuno si \u00e8 guadagnato un posto, tutti sono stati invitati\u00bb (DD 4). \u00abOccorre solo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1433,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-1429","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1429"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1429\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1451,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1429\/revisions\/1451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1433"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/ufficioliturgico\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}