«Dall’incontro tra le ragioni delle nostre scelte e le ragioni dei loro effetti nasce un discernimento autentico». È a partire dalle parole di Papa Leone XIV alla sua diocesi di Roma che Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana, presenta l’Assemblea di inizio anno “La carità che interroga e rigenera” che si svolgerà oggi, a partire dalle 14.30, nella Sala Tiberiade del Seminario Romani Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano, 4).
Sarà il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, a presentare le linee guida del nuovo anno pastorale. Seguirà l’intervento di Chiara Tintori, politologa e saggista, dedicato allo scenario sociale contemporaneo e alle sfide che interpellano oggi la comunità ecclesiale e il servizio della carità. Dopo alcune testimonianze di animatori e volontari Caritas, interverrà il vescovo Stefano Sparapani, ausiliare al quale sono affidati l’Ambito della Diaconia della carità e il Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili; mentre le conclusioni saranno affidate a Giustino Trincia.
Nel corso dell’incontro verrà presentato il Rapporto “Una carità che interroga e rigenera” con le Linee guida per l’anno pastorale 2026/2027 e il Resoconto delle attività 2025.
Non un semplice rendiconto di iniziative e servizi, ma uno strumento di «verifica pastorale» che aiuta a interrogarsi sul perché delle scelte compiute, sui loro risultati e sulla capacità della Caritas di rispondere alle povertà che cambiano.
«Verificare – scrive Trincia – significa imparare a fermarsi, rileggere attentamente ciò che è accaduto nelle nostre comunità, riconoscere con gratitudine ciò che ha portato vero frutto e comprendere con onestà intellettuale ciò che invece non ha funzionato». Da qui la domanda che attraversa il Rapporto: «Perché facciamo ciò che facciamo e quale intenzione evangelica ci muove realmente?». Una prospettiva che si inserisce nel cammino indicato da Papa Leone XIV attraverso tre direttrici: «Incontrare Cristo», «Generare comunità», «Costruire la città e custodire la casa comune».
Le linee programmatiche della Caritas per il triennio 2026-2029, sintetizzate nel titolo «Custodire le radici, perché da esse continui a germogliare vita nuova, con passione e gioia, alla luce del Vangelo», puntano a una Caritas sempre più missionaria, radicata nei territori e capace di tenere insieme urgenza della carità e promozione della giustizia.
Cinque gli orientamenti: rafforzare l’animazione pastorale e l’evangelizzazione; rilanciare le comunità parrocchiali e il volontariato; verificare e rigenerare le opere-segno; prestare attenzione alle nuove povertà, in particolare quelle che riguardano giovani e anziani; garantire sostenibilità, trasparenza ed efficacia dell’organizzazione.
«L’obiettivo – spiega Trincia – è trasformare le esperienze concrete di servizio in percorsi di partecipazione e corresponsabilità, facendo del volontariato e dell’animazione strumenti attraverso cui le comunità imparano a leggere le povertà, costruire relazioni e assumere insieme la responsabilità del territorio. È questa la sfida del nuovo cammino: una Caritas che non si limita a conservare ciò che già esiste, ma verifica, ascolta e si lascia trasformare dalla realtà. Una «carità che interroga e rigenera» per continuare a custodire le radici e, da esse, far germogliare vita nuova.
Dal Resoconto di attività 2025 emerge una presenza della Caritas radicata e sempre più capillare nella città.
L’animazione pastorale, la promozione del volontariato e l’advocacy sono i tre ambiti fondamentali dell’animazione alla carità.
Il radicamento territoriale si sviluppa attraverso 241 parrocchie con Centri di ascolto collegati in rete, con le équipe di Settore e di Prefettura e un’intensa attività di formazione e coordinamento che vede attivi oltre 1.600 volontari nelle parrocchie romane. Altri 600 volontari svolgono servizio almeno una volta a settimana nelle strutture di accoglienza promosse nella diocesi.
Nel 2025 particolare attenzione è stata riservata alle nuove generazioni. Sono stati 3.405 i giovani, di 64 gruppi parrocchiali e 37 classi scolastiche, che hanno svolto un’esperienza di volontariato.
Il Servizio Civile Universale ha coinvolto 42 giovani volontari, inseriti in 19 opere-segno diocesane. Attraverso Young Caritas sono stati inoltre coinvolti 30 giovani tra i 16 e i 18 anni, mentre 181 persone hanno partecipato a esperienze di volontariato nelle opere-segno, comprese le attività estive.
I percorsi educativi nelle scuole, sui temi dell’intercultura, delle dipendenze, della pace, hanno raggiunto 3.608 studenti di 139 classi, attraverso 234 incontri in 34 istituti.
Un progetto è stato rivolto ai giovani neet ed ha coinvolto 66 ragazzi, affiancando all’accompagnamento psicologico percorsi professionalizzanti e laboratori espressivi.
Oltre 200 sono stati gli incontri nelle parrocchie, i convegni e i seminari di formazione; sono stati promossi due corsi universitari: uno sulla Dottrina sociale della Chiesa in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Ecclesia Mater” ed uno sul “Migranti e rifugiati” con Sapienza Università Roma. La Caritas promuove inoltre pubblicazioni periodiche: il Rapporto annuale “Povertà a Roma: un punto di vista” e la collana quadrimestrale di quaderni sociali “Sguardi”.
Il volto della povertà: ascolto e prossimità
Nel 2025 i tre Centri di ascolto hanno incontrato 12.619 persone. Nei tre centri diocesani si sono rivolte 4.423 persone: 3.004 nel Centro per migranti e rifugiati, 1.220 nel Centro per le famiglie italiane e 199 nel Centro di Ostia. Il 43% delle persone è arrivata alla Caritas per la prima volta nel corso del 2025. Sono stati registrati inoltre 8.307 contatti di primo ascolto e orientamento, prevalentemente telefonici.
Nella rete parrocchiale, 241 Centri di ascolto hanno accompagnato 8.196 persone; considerando anche i familiari, l’azione ha raggiunto 16.132 persone.
Diritto al cibo
Le tre mense sociali hanno accolto 12.297 persone e distribuito 310.565 pasti; il 76% degli utenti era di origine straniera e 3.535 persone si sono presentate per la prima volta.
I cinque Empori della solidarietà attivi nel corso dell’anno hanno accompagnato 1.362 famiglie, pari a circa 4.200 persone. A fine 2025 è stato attivato un sesto Emporio, nel quartiere Tuscolano.
Attraverso i Buoni spesa, 1.039 famiglie, per complessive 3.210 persone, hanno ricevuto un sostegno.
Il sistema di distribuzione alimentare ha inoltre consentito di distribuire 237 tonnellate di prodotti AGEA a 6.190 persone, attraverso 26.112 pacchi alimentari.
Educazione, giovani e inclusione
La dimensione educativa è diventata una componente sempre più importante dell’intervento. Nel 2025-2026 il programma di sostegno allo studio ha coinvolto 82 comunità parrocchiali che hanno attivato dei doposcuola, 39 per la prima volta grazie al contributo Caritas.
Il Centro di aggregazione giovanile 5D ha accolto 176 minori, mentre la Scuola di italiano per stranieri ha coinvolto 285 persone provenienti da 66 Paesi, con sette classi e 27 volontari. L’azione educativa si è sviluppata anche nelle scuole: oltre 3.600 studenti sono stati coinvolti in percorsi di cittadinanza, volontariato, giustizia sociale, pace e intercultura in 34 istituti superiori.
Diritto all’abitare e accoglienza
La povertà abitativa viene letta come un fenomeno che non riguarda soltanto chi vive in strada, ma anche famiglie sottoposte alla pressione di affitti e mutui, precarietà e rischio di esclusione. Per questo nel 2025 la Caritas ha istituito l’Area «Abitare e domiciliarità».
L’Ostello Don Luigi Di Liegro ha accolto 554 persone, con 63.826 pernottamenti; Casa Santa Giacinta ha accolto 126 persone, con 28.983 pernottamenti.
Nei servizi per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale nel programma SAI, Casa “Santa Bakhita” ha accolto 35 persone, mamme con bambini, mentre Ferrhotel 53 uomini.
L’Accoglienza diffusa ha coinvolto 45 persone appartenenti a 10 nuclei familiari, mentre il programma di Housing sociale Don Roberto Sardelli ha accompagnato 56 persone.
Famiglie e minori
Tra i servizi per madri e minori, Casa di Cristian ha accolto 36 persone, tra cui 20 minori, e Casa dell’Immacolata 29 persone, di cui 17 minori. Casa San Giacomo, che ospita famiglie che hanno bambini in cura negli ospedali romani e famiglie provenienti dai “corridoi umanitari”, ha accolto 43 persone appartenenti a 12 nuclei familiari, tra cui 21 minori, e ha avviato anche un’esperienza di co-housing per sei studenti universitari.
Salute, lavoro, diritti e giustizia
L’azione sanitaria comprende servizi ambulatoriali e specialistici rivolti alle persone che incontrano maggiori difficoltà di accesso alle cure. Nel Poliambulatorio alla Stazione Termini sono state incontrate complessivamente 3.707 persone provenienti da 117 Paesi, sono stati presi in carico 2.486 pazienti, di cui 1.318 nuovi, e sono state erogate 17.112 prestazioni sanitarie dirette. Il Centro odontoiatrico ha assistito 788 pazienti, con 3.330 prestazioni.
Sul fronte dell’inclusione lavorativa, il servizio “Officina delle Opportunità” ha accompagnato 560 persone attraverso orientamento, formazione e inserimento lavorativo.
Il Servizio di assistenza legale ha assistito 134 persone e realizzato 275 consulenze, 230 in ambito civile e 45 in ambito penale.
Grazie a un accordo con la Prefettura di Roma e con la Diocesi di Porto-Santa Rufina, nel 2025 la Caritas diocesana di Roma ha attivato un presidio legale all’interno del Centro per Rimpatri di Ponte Galeria; nella sezione femminile, inoltre, viene promossa la scuola di italiano.
Educazione finanziaria e contrasto al sovraindebitamento
La Fondazione Salus Populi Romani, ente collegato alla Caritas diocesana, ha seguito 156 persone e nuclei familiari, offrendo a 42 di essi un intervento diretto di sostegno finanziario. Gli strumenti di garanzia e sostegno hanno mobilitato circa 700 mila euro.
Con il programma di microcredito sociale «Mi fido di noi», operativo dal settembre 2025, in quattro mesi sono state raccolte 51 richieste e avviate 23 istruttorie: 11 sono state approvate, per un valore complessivo di 72.200 euro.
10 ottobre 2026













