{"id":1404,"date":"2018-06-04T10:29:11","date_gmt":"2018-06-04T08:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/?p=1404"},"modified":"2018-06-04T11:05:05","modified_gmt":"2018-06-04T09:05:05","slug":"fame-la-grande-domanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/fame-la-grande-domanda\/","title":{"rendered":"Fame. la grande domanda"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hunger-need.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1406 alignleft\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hunger-need-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hunger-need-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hunger-need-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hunger-need-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hunger-need.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/a>di Piero Gheddo<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 800 e pi\u00f9 milioni di uomini soffrono la fame?<strong> \u00c8 la domanda che molti si fanno, ma non c&#8217;\u00e8 una risposta semplice e univoca.<\/strong> Nei miei numerosi viaggi in paesi extra-europei ho visto quanto \u00e8 difficile risolvere questa tragedia. Nel 1969 a Morato, capitale della regione dei Karimojong nel nord dell&#8217;Uganda, nella vasta area cintata dei Comboniani <strong>si erano rifugiati pi\u00f9 di mille indigeni, seduti per terra in attesa di avere acqua e cibo<\/strong>. Un anno di siccit\u00e0 e quasi senza raccolto li aveva portati a soffrire fame e sete. I pozzi della missione davano acqua e le riserve di mais e grano permettevano di sfamarli. <strong>Centinaia di uomini, donne e bambini scheletriti e sconvolti da dolori atroci<\/strong>, fino a non aver quasi pi\u00f9 aspetto di persone umane. Ho pensato a Ges\u00f9 crocifisso. Tutti quei miei fratelli e sorelle, quei bambini per i quali le mamme non avevano pi\u00f9 latte, erano crocifissi e io mi sentivo impotente, quasi colpevole. <strong>Ricordo indimenticabile, come anche in India, Bangladesh, Somalia, Namibia, Mozambico, Burkina Faso..<\/strong>. Pregavo e mi chiedevo: perch\u00e9, o Signore?<\/p>\n<p><strong>Due sono le cause del sottosviluppo africano.<\/strong> Innanzitutto l&#8217;arretratezza dell&#8217;agricoltura e la corruzione delle <em>\u00e9lite<\/em> locali. I Paesi poveri non producono abbastanza cibo. Il senegalese Jacques Diouf, segretario della FAO, nel 2008 affermava: <strong>\u00abServono circa 44 miliardi di dollari l&#8217;anno per sconfiggere la fame\u00bb<\/strong>. Ma poco prima avevo intervistato a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) <strong>l&#8217;arcivescovo cardinal Paul Zoungrana che diceva: \u00abI soldi sono necessari, ma dati a un popolo che non ha la mentalit\u00e0 e la capacit\u00e0 di produrre con tecniche nuove, non creano sviluppo ma corruzione\u00bb<\/strong>. Infatti, molti Paesi africani hanno pi\u00f9 del 50% di analfabeti, spendono il 2% del bilancio nazionale nell&#8217;agricoltura e il 20% nelle armi. In Africa sono aumentati gli abitanti (oltre un miliardo), ma in proporzione non la produzione agricola. Europa e Stati Uniti producono troppo cibo di base e le leggi limitano la produzione, ma l&#8217;Africa nera produce troppo poco cibo. <strong>I due motori dello sviluppo sono l&#8217;agricoltura e l&#8217;educazione.<\/strong><\/p>\n<p>Da mezzo secolo visito le missioni, e il ritornello che spesso sento ripetere da missionari e volontari italiani presso i contadini meno istruiti \u00e8 questo: <strong>\u00abQui si produce troppo poco per mantenere un Paese la cui popolazione aumenta rapidamente\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto della FAO del 2001 scriveva che l&#8217;Africa nera importa circa il 30% del cibo di base che consuma (riso, grano, mais). Ecco la mia significativa esperienza: a Vercelli produciamo 80 quintali di riso all&#8217;ettaro (in Sardegna di pi\u00f9 perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 sole), nell&#8217;agricoltura africana a sud del Sahara (escluso il Sud Africa e in passato lo Zimbabwe) 5 quintali! La differenza tra 80 e 5 \u00e8 <strong>l&#8217;abisso che c&#8217;\u00e8 tra ricchi e poveri del mondo<\/strong>. E la minor produzione non \u00e8 data dalla mancanza di macchine, ma dalla poca istruzione del contadino. Le campagne africane sono un cimitero di trattori che non funzionano, di pozzi da cui non si sa pi\u00f9 tirar su l&#8217;acqua, di &#8220;progetti&#8221; fatti dall&#8217;Occidente, che i locali non hanno imparato a mantenere.<\/p>\n<p>La seconda causa sta nelle tante responsabilit\u00e0 dell&#8217;Occidente cristiano, storiche e attuali. <strong>Lo sviluppo dell&#8217;Europa viene da Ges\u00f9 Cristo e dal Vangelo che hanno cambiato il cammino dell&#8217;uomo<\/strong>, con il precetto dell&#8217;amore al prossimo e del perdono e tanti valori nuovi: il monoteismo, la monogamia, il concetto che rutti gli uomini sono creati a immagine di Dio e la natura a servizio dell&#8217;uomo, i Dieci Comandamenti e le Beatitudini del Vangelo, la certezza che dopo la morte ci attende il giudizio di Dio e il Paradiso&#8230; I cristiani hanno colonizzato gli altri continenti e non viceversa. <strong>La colonizzazione ha aperto i popoli al mondo moderno<\/strong>, ma era fatta non per favorire il loro sviluppo bens\u00ec per arricchire l&#8217;Occidente.<\/p>\n<p><strong>La radice del sottosviluppo \u00e8 storico-culturale-religiosa, prima che economica e tecnica<\/strong>. Nel Congresso di Berlino (1884-1885) le potenze europee si spartirono l&#8217;Africa nera, le cui popolazioni (senza lingue scritte) vivevano pi\u00f9 o meno in un&#8217;epoca preistorica. Il ritardo storico \u00e8 evidente e non \u00e8 possibile che popoli interi (non le loro \u00e9lite) possano, in cento anni, cambiare radicalmente le loro culture e religioni e introdursi nel mondo moderno! Ecco la radicale colpa storica dell&#8217;Occidente. <strong>Luci e ombre che conosciamo<\/strong>. Lo schiavismo, con decine di milioni di africani portati nelle Americhe; la quasi totale assenza di un&#8217;istruzione garantita dagli Stati:<strong> in Africa le scuole (specialmente superiori) erano quelle dei missionari cattolici e protestanti<\/strong>. Quasi tutti i capi politici dell&#8217;Africa nera che hanno ottenuto l&#8217;indipendenza venivano dalle scuole missionarie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/expo-mondi-svelati-3-fame-la-grande-domanda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1407 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/expo-mondi-svelati-3-fame-la-grande-domanda-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/expo-mondi-svelati-3-fame-la-grande-domanda-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/expo-mondi-svelati-3-fame-la-grande-domanda-600x440.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/expo-mondi-svelati-3-fame-la-grande-domanda.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a>Ma ancora oggi, anche dopo l&#8217;indipendenza raggiunta negli anni Sessanta, l&#8217;Occidente continua a sfruttare quei popoli con un sistema economico ingiusto: i prezzi delle materie prime che penalizzano le risorse dei poveri; la corruzione delle classi dirigenti locali favorita dall&#8217;Occidente; la vendita di armi;<strong> il <em>&#8220;land grabbing&#8221;<\/em> ossia l&#8217;acquisto di terreni agricoli africani da parte dei Paesi ricchi per produrre cibo che viene esportato<\/strong>; il disboscamento delle foreste; la rapina di oro, diamanti, metalli preziosi e cos\u00ec via. Perch\u00e9 &#8220;rapina&#8221;? Perch\u00e9 priva l&#8217;Africa di queste ricchezze; e poi i dollari, lo sanno tutti, vengono divorati dalla corruzione delle classi dirigenti. All&#8217;inizio del 2000, la Nigeria aveva un debito estero di 92 miliardi di dollari, ma i depositi delle classi dirigenti nigeriane nelle banche occidentali era di circa 130 miliardi!<\/p>\n<p>L&#8217;Occidente materialista non capisce l&#8217;Africa, perch\u00e9 <strong>ignora i fattori culturali, educativi, religiosi dei popoli, che danno all&#8217;uomo la sua identit\u00e0, il senso di appartenenza, le motivazioni per vivere e agire<\/strong>. Non mi \u00e8 possibile entrare nei particolari, ma chi vive e lavora in Africa (come i missionari che danno la vita per i loro popoli) ritiene che le cause storico-culturali-religiose siano fondamentali per spiegare il mancato o troppo lento sviluppo dell&#8217;Africa nera. Ma la cultura europea le ignora o le considera ininfluenti. C&#8217;\u00e8 un abisso fra cosa pensiamo noi europei degli africani, delle loro culture e religioni, e le realt\u00e0 dell&#8217;Africa. <strong>Quali sono le nostre responsabilit\u00e0 attuali verso i fratelli africani?<\/strong> E che cosa fare, dunque? Vorrei proporre due spunti di riflessione.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 la ferma convinzione che il maggior dono che possiamo fare all&#8217;Africa \u00e8 l&#8217;annunzio di Cristo e del Vangelo. Nella <em>Redemptoris Missio<\/em> di Giovanni Paolo II (1990, l&#8217;ultima enciclica missionaria) si legge (n. 59): <strong>\u00abLo sviluppo dell&#8217;uomo viene da Dio, dal modello di Ges\u00f9 uomo-Dio e deve portare a Dio. Ecco perch\u00e9 tra annunzio evangelico e promozione dell&#8217;uomo c&#8217;\u00e8 una stretta connessione\u00bb<\/strong>. Alla radice del sottosviluppo ci sono mentalit\u00e0, culture e religioni fondate su visioni inadeguate di Dio, dell&#8217;uomo e della donna, del creato. <strong>Santa Madre Teresa di Calcutta diceva: \u00abLa pi\u00f9 grande disgrazia dell&#8217;India \u00e8 di non conoscere Ges\u00f9 Cristo\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Ancora nella <em>Redemptoris Missio<\/em> si legge: \u00abII Vangelo \u00e8 il primo contributo che la Chiesa pu\u00f2 dare allo sviluppo dei popoli (&#8230;). <strong>\u00c8 l&#8217;uomo il protagonista dello sviluppo, non il denaro o la tecnica.<\/strong> La Chiesa educa le coscienze rivelando ai popoli quel Dio che non conoscono (&#8230; e) il dovere di impegnarsi per lo sviluppo di tutto l&#8217;uomo e di tutti gli uomini\u00bb (n. 58). Questa la realt\u00e0: fra i popoli arretrati i cristiani, a parit\u00e0 di condizioni, si sviluppano prima e meglio di altri. Il cristiano ha questo ideale: non essere egoista ma altruista, imitare Ges\u00f9 Cristo e i missionari che danno la vita per i fratelli. Padre Giuseppe Fumagalli del Pime, dal 1968 nella trib\u00f9 dei Felupe in Guinea-Bissau, mi diceva: \u00abSono i cristiani che pensano al bene pubblico e non solo della propria famiglia e trib\u00f9: <strong>parlano di pace e portano la pace, tengono aperte le strade in modo che la nostra auto-ambulanza possa andare in tutti i villaggi, combattono contro i capi-villaggio e gli anziani corrotti, danno l&#8217;esempio di famiglie monogamiche e di figli educati bene<\/strong>, accettano per primi le nuove tecniche dell&#8217;agricoltura\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/burkina-faso-poverta-ansa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1408 alignleft\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/burkina-faso-poverta-ansa-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/burkina-faso-poverta-ansa-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/burkina-faso-poverta-ansa-600x344.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/burkina-faso-poverta-ansa.jpg 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/a>Il secondo punto riguarda ci\u00f2 che posso fare in prima persona per aiutare i poveri. Giovanni Paolo II dice: \u00abContro la fame cambia la vita\u00bb (R.M. 59). Per essere fratello dei poveri, devo cambiare il mio &#8220;stile di vita&#8221;, secondo il comando di Ges\u00f9: <strong>\u00abIl vostro superfluo datelo ai poveri\u00bb (Lc 11,41)<\/strong>. \u00abChi ha pi\u00f9 ricevuto deve dare di pi\u00f9\u00bb diceva l&#8217;industriale Marcella Candia, che ha venduto le sue fabbriche a Milano andando in Amazzonia a spendere la sua vita e i suoi capitali per i poveri.<\/p>\n<p>Il cristiano deve testimoniare un &#8220;modello di sviluppo&#8221; alternativo. Cambiare la convinzione che sviluppo \u00e8 uguale alla continua crescita economica e alla ricerca di un benessere pi\u00f9 opulento, quando invece \u00e8 dare a tutti gli uomini il necessario alla vita. <strong>Ecco l&#8217;impegno politico del cristiano, convinto che Ges\u00f9 e il suo Vangelo indicano l&#8217;ideale di un&#8217;umanit\u00e0 nuova secondo la volont\u00e0 di Dio<\/strong> e che la Dottrina sociale della Chiesa traduce al meglio cosa dicono il Vangelo e la Tradizione cristiana riguardo ai problemi dell&#8217;uomo. Per\u00f2 non bastano soldi e macchine, leggi e giustizia internazionale, ci vogliono persone, <strong>perch\u00e9 lo sviluppo \u00e8 un problema di educazione, di formazione delle mentalit\u00e0, di evoluzione delle culture, di condivisione.<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro modello attuale \u00e8 materialista, volto all&#8217;avere sempre di pi\u00f9, al migliorare il nostro livello di vita e di consumi. Impossibile, con questo ideale, essere fratelli dei poveri. <strong>Dobbiamo allora tornare a interrogarci: noi cosa possiamo fare?<\/strong><\/p>\n<p>(Articolo di Piero Gheddo pubblicato su <em>Luoghi dell\u2019Infinito. Mensile di itinerari, arte e cultura<\/em> \u2013 N. 195, maggio 2015)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piero Gheddo Perch\u00e9 800 e pi\u00f9 milioni di uomini soffrono la fame? \u00c8 la domanda che molti si fanno, ma non c&#8217;\u00e8 una risposta semplice e univoca. 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