{"id":191,"date":"2018-05-10T09:05:12","date_gmt":"2018-05-10T07:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/?p=191"},"modified":"2018-05-10T09:29:21","modified_gmt":"2018-05-10T07:29:21","slug":"gregoriano-contemporaneo-da-mahler-a-messiaen-a-part-cosi-la-musica-sacra-ha-saputo-reinventare-una-tradizione-antichissima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/gregoriano-contemporaneo-da-mahler-a-messiaen-a-part-cosi-la-musica-sacra-ha-saputo-reinventare-una-tradizione-antichissima\/","title":{"rendered":"Gregoriano contemporaneo. Da Mahler a Messiaen a P\u00e4rt, cos\u00ec la musica sacra ha saputo reinventare una tradizione antichissima"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gregoriano-contemporaneo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-192 alignleft\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gregoriano-contemporaneo-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gregoriano-contemporaneo-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gregoriano-contemporaneo.jpg 594w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019immenso arco sinfonico della <em>meditatio mortis<\/em> disegnato da Mahler contiene anche la puntigliosa sperimentazione di tutte le possibili forme di risposta del <strong>rapporto fra religione e arte che sono state consegnate dalla tradizione romantica<\/strong>. Ma la denuncia del punto di non ritorno procede in modo lineare e sempre pi\u00f9 radicale. Il messaggio \u00e8, infine, di trasparente chiarezza: la \u201cgrande musica\u201d del \u201csoggetto romantico\u201d ormai sopravvive a se stessa. Non pu\u00f2 semplicemente regredire, come se nulla fosse successo fra arte e religione.<\/p>\n<p>Di qui la tipica ambivalenza di ogni ricerca musicale del nostro secolo: affascinata dalla nuova frequentazione di costellazioni originarie e dimenticate della sapienza musicale del mondo; ma insieme irrimediabilmente disincantata nei confronti di un\u2019ingenuit\u00e0 irrimediabilmente perduta. <strong>Musicalmente parlando, il XX secolo \u00e8 incominciato<\/strong>. Al termine della separazione ascetica fra composizione e ascolto, al fondo dello scavo dissacratore e del compiacimento nichilistico, la mistica identificazione delle Avanguardie con la pura autogenesi della materia sonora \u00e8 al limite dell\u2019autismo musicale. La domanda che prende ogni giorno vigore &#8211; comprensibilmente imbarazzante &#8211; \u00e8 inaspettata: <strong>non sar\u00e0 forse che il nuovo inizio deve essere atteso da una nuova frequentazione del rito sacro?<\/strong> Non fu questa forse la \u201cprima nascita\u201d della nostra civilt\u00e0 musicale, inconcepibile senza l\u2019apprendistato musicale dei riti della Parola?<\/p>\n<p>Dalla celebre <strong><em>Messa glagolitica<\/em> di Leo\u0161 Jan\u00e1\u010dek<\/strong> (1854-1928), scritta nell\u2019antica lingua della liturgia slava dei santi Cirillo e Metodio, alla rilettura estatica e anti-romantica del gregoriano e della polifonia rinascimentale, condotta dal <strong>compositore estone Arvo P\u00e4rt<\/strong> (1935; <em>Te Deum<\/em>, <em>Magnificat<\/em>, <em>Berliner Messe<\/em>, <em>Stabat Mater<\/em>), la ripresa dell\u2019elemento rituale &#8211; come capace di far risuonare spiritualmente lo spazio-ambiente e di allentare la morsa vorace del tempo-storia &#8211; rappresenta un vettore pi\u00f9 che cospicuo della produzione contemporanea.<\/p>\n<p>Recentemente,<strong> Sof\u00ecja Gubajdulina<\/strong> ha prospettato addirittura l\u2019opportunit\u00e0 di adottare il canone liturgico della messa cristiana come Grundform di una generale prassi compositiva che si volga di nuovo all\u2019elemento spirituale e ai legami dell\u2019interiorit\u00e0 umana. L\u2019interesse generale di questa prospettiva pu\u00f2 sintetizzarsi da due lati. Il primo attiene al fatto che i<strong>l codice liturgico neutralizza la deriva individualistica che ha finito per assorbire la scoperta moderna della soggettivit\u00e0<\/strong>, senza lasciare il soggetto in balia di una pura frammentariet\u00e0 anarchica del molteplice. Il codice liturgico della messa raccoglie tutti gli atteggiamenti fondamentali dell&#8217;interiorit\u00e0 individuale e della relazione comunitaria (vita e morte, giubilo e timore, certezza e speranza, dolore e gioia, colpa e perdono, sacrificio comunione, ascolto e acclamazione, parola e silenzio) disponendoli lungo l\u2019asse dell\u2019iniziazione sensibile alla qualit\u00e0 spirituale dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>La sequenza dei vari momenti dell\u2019iniziazione rituale non \u00e8 dominata dalla logica costruttiva di un pensiero che si misura in base alla sua capacit\u00e0 di pareggiare la singolarit\u00e0 di un individuo creatore, riconoscibile come il centro dell&#8217;universo che egli stesso ha ricostruito intorno a s\u00e9. Secondo la Gubajdulina, una simile ossessione sarebbe sciolta dalla sua necessit\u00e0 &#8211; estetica ed etica &#8211; proprio perch\u00e9 <strong>nel modello rituale della composizione la musica ha gi\u00e0 scontato l\u2019illusione di un suono creatore<\/strong>, disponendosi piuttosto lungo il solco di una risonanza incantata.<\/p>\n<p>In ogni modo, anche a prescindere da pi\u00f9 specifiche considerazioni analitiche e teoriche, il puro e semplice inventario dell\u2019avventura musicale del Novecento farebbe gi\u00e0 notizia. Non \u00e8 vero che la musica del Novecento \u00e8 il luogo in cui si rende udibile soltanto il puro nichilismo della lacerazione e del vuoto di Dio. Il Novecento musicale \u00e8 fitto di innumerevoli esperienze &#8211; tutti i grandi &#8211; del corpo a corpo della musica con il sacro, con la tradizione religiosa, con Dio stesso. Le passioni e le affezioni della memoria religiosa (e specificamente cristiana) di Dio, che hanno generato l\u2019inedita avventura della storia musicale dell\u2019Occidente, sono la misura del confronto per la ricerca di una musica <strong>capace di parlare delle nostre affezioni e delle nostre passioni<\/strong>, in modo non anacronistico rispetto all\u2019esperienza contemporanea.<\/p>\n<p>Nell\u2019epoca della secolarizzazione &#8211; <strong>delle arti secolarizzate, delle scienze secolarizzate, della politica secolarizzata<\/strong> &#8211; la musica fa una differenza vistosa. La musica non subisce passivamente la secolarizzazione: non si abbandona alla deriva che la risolve nella semplice razionalizzazione della modernit\u00e0, non si concede alla sua facile risoluzione in termini di rimozione di Dio.<\/p>\n<p><strong>La musica del Novecento, pi\u00f9 di qualsiasi altra espressione artistica, interpreta criticamente il compito dell\u2019arte<\/strong>: mettere in tensione tutte le convenzionali riduzioni del rapporto tra affetti pensati e mondo dato. In questa cornice di autenticit\u00e0, la musica porta in campo la sua lotta con l\u2019Angelo. Non vuole la facile armonia di una benedizione a buon mercato. Ma non vuole neppure lasciarsi sfuggire Dio alla chetichella, come fosse stato niente.<\/p>\n<p>Di fatto, tutti <strong>i grandi autori, scuole e stili musicali si sono misurati con la tradizione del sacro<\/strong>, con i testi della Bibbia o le scritture di altre religioni, con le voci dei mistici, dei poeti, dei salmi. E hanno investito in questo confronto le loro opere anche musicalmente pi\u00f9 possenti, raffinate, innovative. Tutti hanno tentato di mettere in scena questo rapporto, nelle forme pi\u00f9 impegnative ed emblematiche della loro ricerca (e spesso della loro riuscita) musicale.<\/p>\n<p>Sotto questo profilo la musica del Novecento fa una grande differenza anche rispetto alle epoche precedenti. Non ce l\u2019aspettavamo, forse: anche da questo punto di vista <strong>essa rappresenta un unicum<\/strong>. L\u00ec dentro \u00e8 successo qualcosa che nel resto della cultura non succedeva, e forse anche tra gli stessi credenti. Sviluppare il massimo dell&#8217;innovazione immaginativa e linguistica, in presa diretta con il nucleo originario della tradizione del sacro.<\/p>\n<p>Misurandosi con gli antichi testi e le antiche esperienze di rivelazione, e con l&#8217;elementare grammatica generativa dell\u2019<em>homo religiosus<\/em>: l\u2019invocazione e la preghiera, il sacrificio e il riscatto, l\u2019enigma dell\u2019origine e la domanda della destinazione. Non \u00e8 cos\u00ec strano. <strong>La musica ha un rapporto privilegiato con il racconto della rivelazione divina e con i riti responsoriali della comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel cristianesimo, poi, in controtendenza con l\u2019apparente superiorit\u00e0 della mistica del silenzio coltivata dalle filosofie ellenistiche e dalle religioni orientali, la partecipazione vocale e sonora del <em>sacrificium laudis<\/em> porta in se stessa il sigillo dell\u2019incarnazione di Dio che stravolge la perfezione mentale dell\u2019espressione del divino nel mondo. Fu proprio <strong>cantando il \u201ccanto nuovo\u201d della fede cristologica che la musica impar\u00f2 a parlare coi suoni<\/strong>: e anche senza parole.<\/p>\n<p>Non credete al luogo comune romantico, per cui si dice che la musica nacque perch\u00e9 a un certo punto non bast\u00f2 pi\u00f9 la Parola. Fu proprio il contrario: <strong>la musica si port\u00f2 oltre le parole perch\u00e9 la Parola la gener\u00f2<\/strong>. La Parola di Dio si incarn\u00f2 fra noi, e dentro portava tutta la musica possibile: l\u2019intelligenza e l\u2019intimit\u00e0 dell\u2019anima dovevano solo trovarla, portarla alla luce e suonarla.<\/p>\n<p>Quando non \u00e8 pensata come luogo di rivelazione mediante la parola, e dunque come luogo di vero discorso per l&#8217;intelligenza degli afferri, la musica \u00e8 suono ripetitivo e grido inarticolato. O al massimo, <strong>pura geometria mentale del silenzio<\/strong>. Nell\u2019ultimo capitolo del suo incompiuto <em>De musica<\/em>, al momento di stabilire un ordine \u2013 una gerarchia &#8211; della perfezione qualitativa dell\u2019armonia del significante musicale, <strong>Agostino non indica come compiuta saturazione della sua bellezza (e del suo senso) l\u2019armonia del cosmo, i cori degli angeli<\/strong>, e nemmeno la lode delle pure anime incorporee, bens\u00ec la condizione sensibile-spirituale della musica dei corpi risorti che deve venire.<\/p>\n<p>Nessun filosofo greco avrebbe potuto immaginare una simile associazione. L\u2019ideale della perfezione spirituale, per i saggi del neoplatonismo che pure si servivano della metaforica dell&#8217;armonia musicale per descriverla, \u00e8 la v<strong>ibrazione afona e silenziosa dell&#8217;anima<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante tutto ci\u00f2, la conoscenza dei molti modi in cui la spiritualit\u00e0 del cristianesimo \u00e8 frequentata nell\u2019ambito delle poetiche e delle pratiche del Novecento musicale \u00e8 quasi inesistente nell\u2019odierno racconto cristiano del rapporto fra religione e arte. In questa nuova collocazione epocale dell&#8217;intreccio fra musica e mistica, eredit\u00e0 <em>extra moenia<\/em> dell\u2019invenzione liturgica cristiana, operano fior di credenti: <strong>famosi nel mondo, sconosciuti ai loro stessi fratelli (Olivier Messiaen, 1908-1992, fra i molti)<\/strong>.<\/p>\n<p>La perdurante rimozione della pura e semplice conoscenza di questo immenso territorio contribuisce grandemente allo stallo di un\u2019autorappresentazione del cristianesimo quale sterilmente ripiegato sulla nostalgia di bei tempi andati e avvilito dal racconto depressivo del tempo presente.<\/p>\n<p>(Articolo di Pierangelo Sequeri su <em>Luoghi dell\u2019Infinito.<\/em> <em>Rivista di itinerari, arte e cultura \u2013 <\/em>N\u00b0 169 anno XVII gennaio 2013)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019immenso arco sinfonico della meditatio mortis disegnato da Mahler contiene anche la puntigliosa sperimentazione di tutte le possibili forme di risposta del rapporto fra religione e arte che sono state consegnate dalla tradizione romantica. Ma la denuncia del punto di non ritorno procede in modo lineare e sempre pi\u00f9 radicale. Il messaggio \u00e8, infine, di trasparente chiarezza: la \u201cgrande musica\u201d del \u201csoggetto romantico\u201d ormai sopravvive a se stessa. Non pu\u00f2 semplicemente regredire, come se nulla fosse successo fra arte e religione.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":192,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[23,30,32,31,33,34],"class_list":["post-191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica","tag-arte","tag-gregoriano","tag-musica","tag-musica-contemporanea","tag-novecento","tag-tradizione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=191"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1033,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/191\/revisions\/1033"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}