{"id":2504,"date":"2020-07-01T17:29:14","date_gmt":"2020-07-01T15:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/?p=2504"},"modified":"2020-08-31T20:40:20","modified_gmt":"2020-08-31T18:40:20","slug":"la-festa-dei-santi-pietro-e-paolo-unita-e-profezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/index.php\/la-festa-dei-santi-pietro-e-paolo-unita-e-profezia\/","title":{"rendered":"La festa dei santi Pietro e Paolo: Unit\u00e0 e profezia"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\">\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2507 alignleft\" src=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/culturaeuniversita\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/papa-francesco-7-800x533-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/papa-francesco-7-800x533-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/papa-francesco-7-800x533-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/papa-francesco-7-800x533-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.diocesidiroma.it\/universita\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/papa-francesco-7-800x533.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nella festa dei due Apostoli di questa citt\u00e0, vorrei condividere con voi due parole-chiave: unit\u00e0 e profezia.<\/p>\n<p><i>Unit\u00e0<\/i>. Celebriamo insieme due figure molto diverse: Pietro era un pescatore che passava le giornate tra i remi e le reti, Paolo un colto fariseo che insegnava nelle sinagoghe. Quando andarono in missione, Pietro si rivolse ai giudei, Paolo ai pagani. E quando le loro strade si incrociarono, discussero in modo animato, come Paolo non si vergogna di raccontare in una lettera (cfr\u00a0<i>Gal<\/i>\u00a02,11 ss.). Erano insomma due persone tra le pi\u00f9 differenti, ma si sentivano fratelli, come in una famiglia unita, dove spesso si discute ma sempre ci si ama. Per\u00f2 la familiarit\u00e0 che li legava non veniva da inclinazioni naturali, ma dal Signore. Egli non ci ha comandato di piacerci, ma di amarci. \u00c8 Lui che ci unisce, senza uniformarci. Ci unisce nelle differenze.<\/p>\n<p>La prima Lettura di oggi ci porta alla sorgente di questa unit\u00e0. Racconta che la Chiesa, appena nata, attraversava una fase critica: Erode infuriava, la persecuzione era violenta, l\u2019Apostolo Giacomo era stato ucciso. E ora anche Pietro viene arrestato. La comunit\u00e0 sembra decapitata, ciascuno teme per la propria vita. Eppure in questo momento tragico nessuno si d\u00e0 alla fuga, nessuno pensa a salvarsi la pelle, nessuno abbandona gli altri, ma tutti\u00a0<i>pregano insieme<\/i>. Dalla preghiera attingono coraggio, dalla preghiera viene un\u2019unit\u00e0 pi\u00f9 forte di qualsiasi minaccia. Il testo dice che \u00abmentre Pietro era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui\u00bb (<i>At<\/i>\u00a012,5). L\u2019unit\u00e0 \u00e8 un principio che si attiva con la preghiera, perch\u00e9 la preghiera permette allo Spirito Santo di intervenire, di aprire alla speranza, di accorciare le distanze, di tenerci insieme nelle difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Notiamo un\u2019altra cosa: in quei frangenti drammatici nessuno si lamenta del male, delle persecuzioni, di Erode. Nessuno insulta Erode \u2013 e noi siamo tanto abituati a insultare i responsabili. \u00c8 inutile, e pure noioso, che i cristiani sprechino tempo a lamentarsi del mondo, della societ\u00e0, di quello che non va. Le lamentele non cambiano nulla. Ricordiamoci che le lamentele sono la seconda porta chiusa allo Spirito Santo,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2020\/documents\/papa-francesco_20200531_omelia-pentecoste.html\">come vi ho detto il giorno di Pentecoste<\/a>: la prima \u00e8 il narcisismo, la seconda lo scoraggiamento, la terza il pessimismo. Il narcisismo ti porta allo specchio, a guardarti continuamente; lo scoraggiamento, alle lamentele; il pessimismo, al buio, all\u2019oscurit\u00e0. Questi tre atteggiamenti chiudono la porta allo Spirito Santo. Quei cristiani non incolpavano ma pregavano. In quella comunit\u00e0 nessuno diceva: \u201cSe Pietro fosse stato pi\u00f9 cauto, non saremmo in questa situazione\u201d. Nessuno. Pietro, umanamente, aveva motivi di essere criticato, ma nessuno lo criticava. Non sparlavano di lui, ma pregavano per lui. Non parlavano alle spalle, ma parlavano a Dio. E noi oggi possiamo chiederci: \u201cCustodiamo la nostra unit\u00e0 con la preghiera, la nostra unit\u00e0 della Chiesa? Preghiamo gli uni per gli altri?\u201d. Che cosa accadrebbe se si pregasse di pi\u00f9 e si mormorasse di meno, con la lingua un po\u2019 tranquillizzata? Quello che successe a Pietro in carcere: come allora, tante porte che separano si aprirebbero, tante catene che paralizzano cadrebbero. E noi saremmo meravigliati, come quella ragazza che, vedendo Pietro alla porta, non riusciva ad aprire, ma corse dentro, stupita per la gioia di vedere Pietro (cfr\u00a0<i>At<\/i>\u00a012,10-17). Chiediamo la grazia di saper pregare gli uni per gli altri. San Paolo esortava i cristiani a pregare per tutti e prima di tutto per chi governa (cfr\u00a0<i>1 Tm<\/i>\u00a02,1-3). \u201cMa questo governante \u00e8\u2026\u201d, e i qualificativi sono tanti; io non li dir\u00f2, perch\u00e9 questo non \u00e8 il momento n\u00e9 il posto per dire i qualificativi che si sentono contro i governanti. Che li giudichi Dio, ma preghiamo per i governanti! Preghiamo: hanno bisogno della preghiera. \u00c8 un compito che il Signore ci affida. Lo facciamo? Oppure parliamo, insultiamo, e basta? Dio si attende che quando preghiamo ci ricordiamo anche di chi non la pensa come noi, di chi ci ha chiuso la porta in faccia, di chi fatichiamo a perdonare. Solo la preghiera scioglie le catene, come a Pietro; solo la preghiera spiana la via all\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi si benedicono i palli, che vengono conferiti al Decano del Collegio cardinalizio e agli Arcivescovi Metropoliti nominati nell\u2019ultimo anno. Il pallio ricorda l\u2019unit\u00e0 tra le pecore e il Pastore che, come Ges\u00f9, si carica la pecorella sulle spalle per non separarsene mai. Oggi poi, secondo una bella tradizione, ci uniamo in modo speciale al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Pietro e Andrea erano fratelli e noi, quando possibile, ci scambiamo visite fraterne nelle rispettive festivit\u00e0: non tanto per gentilezza, ma per camminare insieme verso la meta che il Signore ci indica: la piena unit\u00e0. Oggi, loro non sono riusciti a venire, per il problema dei viaggi a motivo del coronavirus, ma quando io sono sceso a venerare le spoglie di Pietro, sentivo nel cuore accanto a me il mio amato fratello Bartolomeo. Loro sono qui, con noi.<\/p>\n<p>La seconda parola,\u00a0<i>profezia<\/i>.<i>\u00a0Unit\u00e0 e profezia.\u00a0<\/i>I nostri Apostoli sono stati\u00a0<i>provocati da Ges\u00f9<\/i>. Pietro si \u00e8 sentito chiedere: \u201cTu, chi dici che io sia?\u201d (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a016,15). In quel momento ha capito che al Signore non interessano le opinioni generali, ma la scelta personale di seguirlo. Anche la vita di Paolo \u00e8 cambiata dopo una provocazione di Ges\u00f9: \u00abSaulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti?\u00bb (<i>At<\/i>\u00a09,4). Il Signore lo ha scosso dentro: pi\u00f9 che farlo cadere a terra sulla via di Damasco, ha fatto cadere la sua presunzione di uomo religioso e per bene. Cos\u00ec il fiero Saulo \u00e8 diventato Paolo: Paolo, che significa \u201cpiccolo\u201d. A queste provocazioni, a questi ribaltamenti di vita seguono le profezie: \u00abTu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a016,18); e a Paolo: \u00ab\u00c8 lo strumento che ho scelto per me, affinch\u00e9 porti il mio nome dinanzi alle nazioni\u00bb (<i>At<\/i>\u00a09,15). Dunque, la profezia nasce quando ci si lascia provocare da Dio: non quando si gestisce la propria tranquillit\u00e0 e si tiene tutto sotto controllo. Non nasce dai miei pensieri, non nasce dal mio cuore chiuso. Nasce se noi ci lasciamo provocare da Dio. Quando il Vangelo ribalta le certezze, scaturisce la profezia. Solo chi si apre alle sorprese di Dio diventa profeta. Ed eccoli Pietro e Paolo, profeti che vedono pi\u00f9 in l\u00e0: Pietro per primo proclama che Ges\u00f9 \u00e8 \u00abil Cristo, il Figlio del Dio vivente\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a016,16); Paolo anticipa il finale della propria vita: \u00abMi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore mi conceder\u00e0\u00bb (<i>2 Tm<\/i>\u00a04,8).<\/p>\n<p>Oggi abbiamo bisogno di profezia, ma di profezia vera: non di parolai che promettono l\u2019impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo \u00e8 possibile. Non servono manifestazioni miracolose. A me fa dolore quando sento proclamare: \u201cVogliamo una Chiesa profetica\u201d. Bene. Cosa fai, perch\u00e9 la Chiesa sia profetica? Servono vite che manifestano il miracolo dell\u2019amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio. Tu vuoi una Chiesa profetica? Incomincia a servire, e stai zitto. Non teoria, ma testimonianza. Non abbiamo bisogno di essere ricchi, ma di amare i poveri; non di guadagnare per noi, ma di spenderci per gli altri; non del consenso del mondo, quello stare bene con tutti \u2013 da noi si dice: \u201cstare bene con Dio e con il diavolo\u201d, stare bene con tutti \u2013; no, questo non \u00e8 profezia. Ma abbiamo bisogno della gioia per il mondo che verr\u00e0; non di quei progetti pastorali che sembrano avere in s\u00e9 la propria efficienza, come se fossero dei sacramenti, progetti pastorali efficienti, no, ma abbiamo bisogno di pastori che offrono la vita: di\u00a0<i>innamorati di Dio<\/i>. Cos\u00ec Pietro e Paolo hanno annunciato Ges\u00f9, da innamorati. Pietro, prima di essere messo in croce, non pensa a s\u00e9 ma al suo Signore e, ritenendosi indegno di morire come Lui, chiede di essere crocifisso a testa in gi\u00f9. Paolo, prima di venire decapitato, pensa solo a donare la vita e scrive che vuole essere \u00abversato in offerta\u00bb (<i>2 Tm<\/i>\u00a04,6). Questa \u00e8 profezia. Non parole. Questa \u00e8 profezia, la profezia che cambia la storia.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, Ges\u00f9 ha profetizzato a Pietro: \u201cTu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa\u201d. Anche per noi c\u2019\u00e8 una profezia simile. Si trova nell\u2019ultimo libro della Bibbia, dove Ges\u00f9 promette ai suoi testimoni fedeli \u00abuna pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo\u00bb (<i>Ap<\/i>\u00a02,17). Come il Signore ha trasformato Simone in Pietro, cos\u00ec chiama ciascuno di noi, per farci pietre vive con cui costruire una Chiesa e un\u2019umanit\u00e0 rinnovate. C\u2019\u00e8 sempre chi distrugge l\u2019unit\u00e0 e chi spegne la profezia, ma il Signore crede in noi e chiede a te: \u201cTu, vuoi essere costruttore di unit\u00e0? Vuoi essere profeta del mio cielo sulla terra?\u201d. Fratelli e sorelle, lasciamoci provocare da Ges\u00f9 e troviamo il coraggio di dirgli: \u201cS\u00ec, lo voglio!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"clearfix\">Omelia del Santo Padre Francesca, 29 giugno 2020 nella Basilica di San Pietro<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content parsys\">\n<h6 align=\"center\"><\/h6>\n<h6 align=\"center\"><\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella festa dei due Apostoli di questa citt\u00e0, vorrei condividere con voi due parole-chiave: unit\u00e0 e profezia. Unit\u00e0. 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