{"id":2044,"date":"2020-02-27T09:54:01","date_gmt":"2020-02-27T08:54:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/utsroma\/\/?p=2044"},"modified":"2020-03-13T14:14:54","modified_gmt":"2020-03-13T13:14:54","slug":"clericus-cup-pray-and-play-dal-gioco-alla-formazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidiroma.it\/utsroma\/index.php\/clericus-cup-pray-and-play-dal-gioco-alla-formazione\/","title":{"rendered":"Clericus Cup: Pray and play, dal gioco alla formazione"},"content":{"rendered":"<h2>Clericus Cup: al via la 14\u00aa edizione<\/h2>\n<p>Provengono da 70 paesi diversi, ben 31 le presenze dal Messico, 20 dalla Nigeria. Indossano maglie variopinte e, sorridenti, si prendono per mano sul campo da calcio del centro sportivo Pio XI dei Cavalieri di Colombo. Sullo sfondo la cupola di San Pietro, simbolo da sempre di pace e universalit\u00e0. Sono i rappresentanti delle 16 squadre che, a partire da sabato 7 e domenica 8 marzo, prenderanno parte alla quattordicesima edizione della Clericus Cup, il campionato mondiale pontificio di calcio presentato questa mattina alla stampa.<\/p>\n<p>Anche per il 2020 4 i gironi (due per sacerdoti e due per i seminaristi). Dopo la sosta in aprile per le celebrazioni pasquali, la finale si disputer\u00e0 il 30 maggio, proprio 3 giorni dopo la benedizione della coppa con il saturno e del pallone da parte di Papa Francesco.<\/p>\n<p><strong>Ascolta l&#8217;edizione odierna di Radiopi\u00f9 Sport:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=23254717&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=true&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=false\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<h2>Clericus Cup: tra le novit\u00e0 il debutto del Collegio Argentino<\/h2>\n<p>Tra le novit\u00e0 di quest&#8217;anno il debutto del Collegio Argentino. \u00ab\u00c8 veramente una gioia per noi poter partecipare.\u00a0 &#8211; ha detto ai microfoni di Radiopi\u00f9 Roma il capitano Juan Lucas Alderete &#8211;\u00a0 Non sappiamo se possiamo partecipare un&#8217;altra volta\u00bb. Intanto si lascia comunque \u00abun segno nella storia della Clericus Cup e del Collegio. L\u00ec siamo in 15 e giocheremo in 8\/9\u00bb. Poi, il fatto che Papa Francesco sia argentino \u00abci spinge a fare il<br \/>\nmeglio nel campo\u00bb.<\/p>\n<p>Sono 4 le squadre che hanno preso parte a tutte e 13 le precedenti edizioni. North America Martyrs, Mater Ecclesiae, Sedes Sapientiae e il Pontificio Collegio Urbano che, vincitore di ben quattro campionati (2014, 2015, 2017, 2019) sabato 7 marzo affronter\u00e0 l&#8217;Urbi et Orbi team, la neonata squadra, equipaggiata da don Luigi Portarulo.<\/p>\n<p>\u00abSiamo pronti ad arrivare ancora in finale &#8211; ci racconta l&#8217;atleta Alberto Obama &#8211; Cercheremo di riprendere quello che abbiamo vinto l&#8217;anno scorso. Sono convinto della mia squadra. Abbiamo anche quest&#8217;anno questa sfida perch\u00e9, rappresentando tutto un collegio, abbiamo a cuore di non deludere i compagni. Dobbiamo testimoniare ci\u00f2 in cui crediamo\u00bb.<\/p>\n<h2>Clericus Cup: pregare e giocare<\/h2>\n<p>Pray and play. Pregare e giocare. \u00c8 questo il motto che accompagner\u00e0 gli atleti in campo. Ma non solo. \u00abSe dobbiamo lanciare uno slogan dobbiamo essere i primi che lo fanno vedere, che lo mettano in pratica\u00bb ha detto don Alessio Albertini, prete della diocesi di Milano e assistente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano che ha celebrato questa mattina la Messa nella cappella dei Cavalieri di Colombo. Cos\u00ec la Clericus Cup non \u00e8 solo momento di svago e sana competizione ma anche di formazione.<\/p>\n<p>\u00abLa grandezza di uno sport, soprattutto come quello del calcio, \u00e8 il coraggio di rischiare. Di rischiare di vincere, ma rischiando di perdere. Questa \u00e8 l&#8217;emozione dell&#8217;attivit\u00e0 sportiva. La vita \u00e8 sempre un rischio. Sta a te decidere se giocarla fino in fondo con tutta la tua forza confidando anche in qualcuno che ti possa accompagnare e dove c&#8217;\u00e8 un rischio c&#8217;\u00e8 sempre Dio. Allora mi piace pensare che dietro allo slogan Pregare e giocare si nasconda proprio<br \/>\nquesto: sappi giocare la tua partita con il meglio di te stesso e mettiti anche nelle mani di Dio.<\/p>\n<p>Non ti far\u00e0 mai vincere, come non ti far\u00e0 mai perdere. Ti dar\u00e0 la forza necessaria per affrontare la partita e quella pi\u00f9 importante si chiama vita\u00bb.<\/p>\n<p>A insistere sulla dimensione educativa dello sport anche monsignor Melchor Sanchez, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della cultura e presidente dell&#8217;Associazione Sportiva Athletica Vaticana. \u00abNon basta giocare. Dopo il soggiorno a Roma sarete chiamati a incarichi di responsabilit\u00e0 nelle vostre diocesi come formatori ed educatori. Qui avete l&#8217;opportunit\u00e0 di imparare come fare dello sport uno strumento di pastorale. Molti sacerdoti giovani non vogliono avere a che fare con i giovani per paura. Paura di rinunce, accuse false. I grandi santi educatori mostrano il contrario, don Bosco, San Leonardo Murialdo, San Filippo Neri, don Pino Puglisi che ha pagato con il sangue la sua scelta di far giocare i bambini per sottrarli dalla mafia. Dunque c&#8217;\u00e8 una responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Approfittate del vostro soggiorno in Italia\u00a0 &#8211; questo\u00a0 il messaggio lanciato ai giocatori della Clericus Cup &#8211; per capire cos&#8217;\u00e8 l&#8217;oratorio, per capire come fare dello sport un&#8217;occasione di crescita per i ragazzi\u00bb.<\/p>\n<h2>Coronavirus: don Alessio Albertini, &#8220;Non possiamo stare lontani dagli altri&#8221;<\/h2>\n<p>Con l&#8217;occasione si \u00e8 parlato, oggi, anche dell&#8217;emergenza Coronavirus che, tra allarmismi e timori, sta paralizzando il nostro Paese.<\/p>\n<p>\u00abIn tutto il nord lo sport \u00e8 fermo: dalla piccola partita dell&#8217;oratorio al campionato di serie A fino all&#8217;Europa League. &#8211; ha ricordato don Alessio Albertini &#8211; \u00c8 paradossale perch\u00e9 la pi\u00f9 grande devastazione che sta facendo \u00e8 di separarci e di tenerci lontano.<\/p>\n<p>Ma in questo momento ci rendiamo conto che non possiamo farlo, che non possiamo stare lontani dagli altri, che siamo una relazione, al di l\u00e0 di ci\u00f2 che il mondo continua a farci credere, che dobbiamo essere isolati, che il soggetto viene prima di tutto.<\/p>\n<p>Noi dipendiamo nella guarigione e nella malattia dagli altri. Vorrei che noi lanciassimo questo messaggio: siamo felici perch\u00e9 siamo insieme. Il mondo \u00e8 pi\u00f9 felice nella misura in cui tutti si impegnano a rendere gli altri felici\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Clericus Cup: al via la 14\u00aa edizione Provengono da 70 paesi diversi, ben 31 le presenze dal Messico, 20 dalla Nigeria. Indossano maglie variopinte e, sorridenti, si prendono per mano sul campo da calcio del centro sportivo Pio XI dei Cavalieri di Colombo. 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