Papa Francesco al Te Deum: «Roma è una città in cui Dio manda la sua Parola»

    «Vorrei stasera che il nostro sguardo sulla città di Roma cogliesse le cose dal punto di vista dello sguardo di Dio. Il Signore gioisce nel vedere quante realtà di bene vengono compiute ogni giorno, quanti sforzi e quanta dedizione nel promuovere la fraternità e la solidarietà. Roma non è soltanto una città complicata, con tanti problemi, con disuguaglianze, corruzione e tensioni sociali. Roma è una città in cui Dio manda la sua Parola, che si annida per mezzo dello Spirito nel cuore dei suoi abitanti e li spinge a credere, a sperare nonostante tutto, ad amare lottando per il bene di tutti. Penso tante persone coraggiose, credenti e non credenti, che ho incontrato in questi anni e che rappresentano il “cuore pulsante” di Roma. Davvero Dio non ha mai smesso di cambiare la storia e il volto della nostra città attraverso il popolo dei piccoli e dei poveri che la abitano».

    Papa Francesco ha parlato da vescovo di Roma nell’ultima celebrazione dell’anno 2019, appena concluso. Come consuetudine, nel pomeriggio del 31 dicembre, per la precisione alle ore 17, il Santo Padre, nella basilica di San Pietro, ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, cui ha fatto seguito l’esposizione del Santissimo Sacramento, il tradizionale canto dell’inno “Te Deum”, a conclusione dell’anno civile, e la benedizione eucaristica. Al termine della celebrazione, Papa Francesco si è recato in visita al presepio allestito in piazza San Pietro. Nell’omelia dei Vespri, si è soffermato sulla nostra città e la nostra diocesi.

    «Il Signore cosa chiede alla Chiesa di Roma? – ha aggiunto infatti il Pontefice – Ci affida la sua Parola e ci spinge a buttarci nella mischia, a coinvolgerci nell’incontro e nella relazione con gli abitanti della città perché “il suo messaggio corra veloce”. Siamo chiamati a incontrare gli altri e metterci in ascolto della loro esistenza, del loro grido di aiuto. L’ascolto è già un atto d’amore! Avere tempo per gli altri, dialogare, riconoscere con uno sguardo contemplativo la presenza e l’azione di Dio nelle loro esistenze, testimoniare con i fatti più che con le parole la vita nuova del Vangelo, è davvero un servizio d’amore che cambia la realtà. Così facendo, infatti, nella città e anche nella Chiesa circola aria nuova, voglia di rimettersi in cammino, di superare le vecchie logiche di contrapposizione e gli steccati, per collaborare insieme, edificando una città più giusta e fraterna».

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    2 gennaio 2020