Santa Maria in Campitelli, “Porto della Romana sicurezza”

    Nascosto tra l’anfiteatro di Marcello e il monastero di Santa Francesca Romana si trova il santuario parrocchiale di Santa Maria in Campitelli, luogo di profonda spiritualità appartenente alla devozione del popolo di Roma. L’importanza di questo luogo rimonta alla devozione a Maria, Porto della Romana sicurezza. La bellissima icona di Santa Maria in Campitelli, lavorata in lamina di rame dorato con fondi a smalto, presenta Maria con Gesù in braccio su sfondo azzurro tra due querce sormontate dalle teste dei santi Pietro e Paolo. Oggi alle 18.30 il cardinale vicario Angelo De Donatis sarà qui per celebrare la Messa.

    L’icona della Madre di Dio, qui custodita a corona dell’altare maggiore in una gloria in stucco, rimandante a quella vaticana del Bernini, è la stessa che, secondo la tradizione, apparve nel portico d’Ottavia a Santa Galla. Quest’ultima, infatti, il 17 luglio del 524, si trovava intenta ad accudire i malati di peste, quando il portico fu illuminato da una luce intensa. Accorse perciò anche il papa del tempo, Giovanni I, che chiese a Dio il senso di tale prodigio. Apparvero subito due serafini che posero nelle mani del pontefice l’icona della beata Vergine Maria con la quale lo stesso benedì la città dalla quale immediatamente la peste scomparve.

    Fu sempre poi, dinanzi alla stessa icona, che i romani rivolsero incessanti preghiere il 1° febbraio 1703 per il terremoto scatenatosi nella città che, per intercessione di Maria, rimase miracolosamente illesa. Il senato romano pertanto stabilì con voto solenne che la città avrebbe digiunato ogni 1° febbraio per 100 anni e che il popolo romano si sarebbe lì riunito ogni anno per ricevere la solenne benedizione.

    In quest’icona mariana attraverso la quale oggi, come ogni anno, sarà benedetta la città, è contenuto un compendio dei protettori celesti della città eterna: la Vergine Santissima e i santi patroni dell’urbe romana, Pietro e Paolo. È nel portico della loro fede dunque che, oggi come allora, cerchiamo rifugio, e nello splendore del loro esempio che cerchiamo l’unica via che ci conduce alla mèta: Cristo Gesù.

    A cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

    1 febbraio 2019