«Vi affido tutti i piccoli e i poveri di questa città, soprattutto i giovani»: la lettera del vicario ai monasteri di clausura

    Nella «domenica della samaritana», in «piena emergenza coronavirus», il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive ai monasteri di clausura, per dire «il grazie che tutta la comunità diocesana sente il bisogno di manifestarvi». Il porporato, accompagnato dal vicario episcopale per la vita consacrata don Antonio Panfili, me ha visitati 28 (26 femminili e 2 maschili) che si trovano sul territorio diocesano: «pozzi di acqua viva», li definisce, dove «tutta la città si reca fisicamente e ora sempre più anche virtualmente, per avere di “quell’acqua” che solo Gesù può dare».

    «E anche in questa circostanza dolorosa e unica della pandemia, in cui tutti siamo costretti a vivere “in clausura” nelle nostre case – scrive ancora il cardinale De Donatis –, voi monache e monaci che avete scelto il chiostro e le grate come stile liberante e santificante, diventate l’esempio di come il “luogo in cui bisogna adorare” è l’intimità del cuore e della famiglia!»

    Ancora: «Vi affido tutti i piccoli e i poveri di questa città, soprattutto i giovani. In questa società senza fonti pure e zampillanti, malata di acque stagnanti e piene di virus, possano scoprire di avere in sé una fonte nascosta che li chiama alla vita piena di felicità».

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    18 marzo 2020