In Giordania, per riscoprire «l’alba del cristianesimo»

Petra, l’affascinante città dei Nabatei scavata nella roccia. Il Monte Nebo, tappa dell’Esodo del popolo di Israele verso la Terra Promessa. Betania, dove Gesù fu battezzato. E ancora, il dialogo con il nunzio apostolico monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, la visita all’Arsenale dell’Incontro del Sermig. Sono solo alcune delle tappe e degli incontri che scandiranno il pellegrinaggio in Giordania, iniziato oggi, 3 febbraio, che si concluderà sabato 7 febbraio. Con l’organizzazione di Opera romana pellegrinaggi, volo della Royal Jordanian, e con la collaborazione del Jordan Tourism Board e del ministry of Tourism, guidati da don Giovanni Biallo, assistente di Orp, e da suor Rebecca Nazzaro, un gruppo di una trentina di viaggiatori, tra cui numerosi sacerdoti e operatori della comunicazione.

«La Giordania è un punto fondamentale per la storia del cristianesimo – sottolinea suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio della diocesi di Roma -. Qui c’è stata l’alba del cristianesimo. Qui Mosè ha visto da lontano la Terra promessa; qui c’è stato il battesimo di Gesù». Una terra da scoprire, dunque, in particolar modo per i cristiani. Lo spiega don Giovanni Biallo: «La Giordania è molto importante dal punto di vista biblico, ma anche da quello naturalistico, storico e archeologico».

3 febbraio 2026