Sarà la basilica di Sant’Andrea della Valle, in corso Vittorio Emanuele II, a ospitare quest’anno, dal 3 marzo fino alla metà di maggio, “Chi è l’Uomo della Sindone?”, la mostra itinerante sul sacro telo organizzata dal Centro di Ricerca Othonia, in collaborazione con l’Isf-Istituto Scienza e Fede e l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, a seguito del grande interesse suscitato dalla stessa iniziativa lo scorso anno, in occasione del Giubileo, presso la basilica di san Giovanni Battista dei Fiorentini.
La conferenza inaugurale di martedì 3 prenderà il via alle 16.30 con i saluti istituzionali di padre Salvador Rodea González, superiore generale dell’Ordine dei Chierici Teatini, di padre João Marcos Boranelli, rettore della basilica di Sant’Andrea della Valle, e di padre José Enrique Oyarzún, rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Alle 16.45 comincerà la conferenza intitolata “La Sindone tra scienza e fede”, che, con la moderazione a cura del giornalista Francesco Spada, proporrà un confronto tra padre Rafael Pascual, direttore del gruppo di ricerca Othonia e professore della Facoltà di Filosofia dell’Apra, ed Emanuela Marinelli, docente ospite dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Apra, riconosciuta a livello internazionale quale esperta della Sacra Sindone. I due relatori offriranno la loro lettura della Sindone: teologica e antropologica quella di padre Rafael, e mista di rigore scientifico e profondità spirituale quella di Marinelli.
«La mostra “Chi è l’Uomo della Sindone?” si configura come un percorso espositivo di grande valore culturale e spirituale, capace di accompagnare il visitatore attraverso i principali ambiti di studio del Sacro Telo: storico, biblico, scientifico e antropologico – riporta il sito dell’Apra nella presentazione dell’esposizione – coniugando rigore scientifico e sensibilità spirituale e offrendo strumenti di comprensione accessibili ma fondati sulle più recenti ricerche su uno dei reperti più studiati e dibattuti della storia cristiana».
La devozione alla sindone, che la mostra vuole favorire, rimanda all’Uomo della sindone di cui parlano i vangeli, il Crocifisso, deposto dalla Croce e custodito nel sepolcro, avvolto nei teli, che muore nella storia degli uomini, condividendo con essi le conseguenze della loro natura ferita e distante da Dio. Ma c’è un secondo e finale rimando anche al Risorto, colui che si rialza dalla morte, che si libera degli stessi teli che lo avvolgevano riponendoli ordinatamente “da una parte”, a significare che la morte che lo teneva avvolto in suo possesso non ha avuto l’ultima parola. Al fedele o al semplice pellegrino posto davanti alla riproduzione viene implicitamente chiesto di accogliere il potere di liberazione di Cristo dalla morte, di cambiare il suo rapporto personale con l’Uomo della sindone così che l’evento della Risurrezione possa toccarlo direttamente!
16 febbraio 2026













