Incontro del Papa con il clero: l’intervento del cardinale Reina

Santo Padre,
La ringraziamo di cuore per averci convocato qui nell’Aula Paolo VI per un momento comunitario proprio all’inizio del cammino quaresimale. L’incontro tra il Vescovo di Roma e i suoi presbiteri appartiene alla storia e alla tradizione di questa chiesa; con esso si esprimere la volontà di dare insieme l’avvio al tempo forte di Quaresima sostenuti da vincoli di comunione e di unione d’intenti. Come collaboratori al suo ministero episcopale siamo qui attorno a lei per raccogliere quanto oggi vorrà dirci e per farne motivo di riflessione e di impegno in preparazione alla Pasqua del Signore.

A Lei portiamo il cammino di questi mesi dell’anno pastorale. Ci siamo incontrati a San Giovanni in Laterano lo scorso 19 settembre; in quell’occasione ci ha consegnato il piano pastorale per l’anno in corso. Raccogliendo le tante spinte del cammino sinodale ci invitava a lavorare mettendo al centro Cristo, a rivedere l’impegno nell’iniziazione cristiana collegandola sempre più strettamente all’evangelizzazione e a provvedere ad una pastorale familiare e giovanile in grado di rispondere alle tante esigenze di questi tempi.

Su questi punti abbiamo impostato i nostri incontri di settore e quelli nelle prefetture. Stiamo cercando di dare vita alle Commissioni degli ambiti pastorali appena citati per coinvolgere ancora di più i laici e i diversi operatori pastorali non solo a livello parrocchiale ma anche nelle prefetture, che raccolgono alcune parrocchie in territori piuttosto omogenei.
Ci stiamo provando, Santo Padre, con tanta generosità e con la voglia di chi vuol mettersi in gioco in mezzo a difficoltà crescenti e a un clima culturale che sembra voler mettere da parte Dio. Le nostre parrocchie, animate dai presbiteri qui presenti, sono comunità vive e vivaci. La fraternità presbiterale è un punto di forza del clero romano e, al di la delle fatiche pastorali che non mancano è ammirevole la voglia di stare insieme, di confrontarsi sulle sfide quotidiane, di immaginare e di desiderare il meglio per le persone che ci sono affidate.

Santo Padre, in questo cammino ci sentiamo da Lei sostenuti e incoraggiati. Le siamo molto grati per aver ripreso la visita pastorale alle parrocchie della Diocesi, segno concreto della sua cura e del suo amore alla Diocesi.

Qualche settimana fa scrivendo ai sacerdoti di Madrid così delineava l’identità presbiterale nell’attuale contesto: “Certamente non uomini definiti dal moltiplicarsi di compiti o dalla pressione dei risultati, ma uomini configurati a Cristo, capaci di sostenere il proprio ministero a partire da una relazione viva con Lui, nutrita dall’Eucaristia ed espressa in una carità pastorale contrassegnata dal dono sincero di sé.”

Il cammino quaresimale appena iniziato ci veda tutti impegnati in questo cammino. Mentre La ringraziamo sin da adesso per quanto vorrà dirci ci impegniamo a pregare per Lei e per il suo delicato ministero. Anche a Lei chiediamo preghiere per tutti i presbiteri della Diocesi.

Grazie di cuore. Le vogliamo bene

19 febbraio 2026