La tenerezza al centro del ritiro di Pastorale sanitaria

Sarà la tenerezza il cuore del ritiro di Quaresima per gli operatori di pastorale della salute, in programma sabato 7 marzo 2026 presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. A guidare la meditazione sarà monsignor Carlo Rocchetta, sacerdote e teologo che da anni approfondisce questo tema come dimensione centrale della vita cristiana e dell’annuncio evangelico.

Il titolo scelto per l’incontro, “La Tenerezza: forza dolce che rivela il volto di Dio”, racchiude una prospettiva spirituale di grande intensità. Nella riflessione di monsignor Rocchetta, infatti, la tenerezza non è un tratto secondario della fede né una semplice disposizione affettiva, ma una forma alta dell’amore cristiano: è il modo con cui Dio si fa vicino all’uomo, soprattutto nei momenti in cui emerge con più evidenza la sua vulnerabilità.

Per questo il tema si rivela particolarmente significativo per gli operatori della pastorale della salute. Accostarsi a chi vive la malattia, la sofferenza o la solitudine chiede certamente competenza, disponibilità e spirito di servizio, ma domanda anche uno stile evangelico capace di custodire la persona nella sua interezza. La tenerezza, in questa prospettiva, diventa il linguaggio della prossimità: non debolezza, ma forza mite; non sentimentalismo, ma capacità di ascolto, rispetto e condivisione.

Nella proposta spirituale di monsignor Rocchetta, che trova una concreta espressione nell’esperienza della Casa della Tenerezza di Perugia, la tenerezza non resta un concetto astratto, ma si traduce in uno stile di incontro, in una pedagogia della vicinanza, in una testimonianza quotidiana del Vangelo nelle situazioni segnate dalla fatica e dalla ferita.

Alla luce di questa esperienza, il ritiro di Quaresima si presenta come un’occasione preziosa per riscoprire un tratto essenziale del volto di Dio: la sua vicinanza misericordiosa, capace di chinarsi sull’umanità ferita senza giudicare e senza allontanarsi. Per chi opera nel mondo della salute, questo significa anche lasciarsi interrogare sul proprio modo di stare accanto agli altri, perché spesso è proprio attraverso una presenza discreta, una parola delicata o un silenzio abitato dalla fede che il Vangelo si rende visibile e credibile.

Nel tempo quaresimale, tradizionalmente segnato dalla conversione e dal ritorno all’essenziale, la tenerezza appare così non come un tema marginale, ma come una via concreta per rinnovare il servizio pastorale. Solo chi si lascia toccare dall’amore di Dio può infatti imparare a farsi prossimo con autenticità. Ed è proprio questa la prospettiva che il ritiro intende offrire agli operatori: riscoprire nella tenerezza una forza evangelica capace di curare, sostenere e restituire speranza.

L’appuntamento del 7 marzo 2026 si annuncia dunque come un momento di preghiera, ascolto e formazione, nel quale il cammino quaresimale si intreccia con la missione quotidiana di chi è chiamato a servire il mondo della fragilità. Un invito a contemplare e testimoniare, anche nel ministero della cura, il volto di un Dio che si rivela nella mitezza, nella prossimità e nella tenerezza.

RITIRO QUARESIMA 2026

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