Una tradizione recente che si rinnova, e che allo stesso tempo guarda indietro nei secoli. Stamattina, 26 marzo, alle pendici del Palatino, sotto alla chiesa di San Bonaventura, si è proceduto alla potatura degli ulivi del Parco archeologico del Colosseo, i cui rami sono stati donati a 11 parrocchie romane per la prossima Domenica delle Palme. Sul colle dove il mito pone la fondazione di Roma sorgono infatti numerosi esemplari sia centenari sia risalenti agli anni ’70; di questi, 189 sono stati interessati dall’iniziativa organizzata da Coldiretti, PArCo, OP Latium e dal consorzio olivicolo Unaprol.
A ricevere i ramoscelli, le comunità di Santi Cosma e Damiano, Santa Maria in Via, Santa Maria in Trivio, Sant’Anastasia, San Marco Evangelista, Santi XII Apostoli, Sant’Agata in Trastevere, San Giuseppe dei Falegnami, Santa Rita alle Vergini, Santi Fabiano e Venanzio e la basilica di Santa Francesca Romana. Per la maggior parte di queste, al trasporto penserà l’Ama, durante la giornata, portando i ramoscelli direttamente in parrocchia, mentre stamattina sono arrivati direttamente sul posto don Fabio Fasciani, parroco di Santi Fabiano e Venanzio, e don Benedetto Toglia, rettore di Santa Francesco Romana, «con cui giochiamo in casa, perché lui ha gli ulivi centenari proprio davanti alla basilica» scherza l’architetto Gabriella Strano, responsabile dell’Ufficio giardini del Parco archeologico del Colosseo.
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26 marzo 2026













