In un clima di conflitti e di crescenti polarizzazioni, i rappresentanti delle diverse religioni rilanciano il dialogo. Lo fanno con il convegno “Conoscersi, dialogare, costruire il futuro – La via italiana del dialogo”, promosso per il 18 novembre al Centro Mariapoli Internazionale di Castel Gandolfo. L’incontro sarà incentrato sulla presentazione delle Schede per una corretta conoscenza sia dell’ebraismo che dell’islam, promosse e realizzate sotto l’egida della Cei, e offrirà una visione della “via italiana del dialogo” e del cammino compiuto dai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle diverse religioni presenti nel nostro Paese, insieme all’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei (Unedi), che ha condotto alla firma della Patto tra le religioni, avvenuta a Roma il 25 giugno 2026 e presentata al presidente della Repubblica quello stesso giorno.
Il convegno è organizzato dalla Commissione pastorale scolastica e IRC e dalla Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale laziale (Cel) ed è rivolto in modo particolare ai docenti e a tutti gli operatori pastorali e culturali interessati ai temi del pluralismo e dell’educazione.
In programma, tra gli altri, interventi di monsignor Manuel Nin Guell, vescovo delegato della Cel per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso; di monsignor Vincenzo Viva, vescovo di Albano; di monsignor Marco Gnavi, incaricato della Commissione regionale per l’ecumenismo e il dialogo della Cel; di Gabriella Maestri; di rav Ariel Di Porto; di Wasim Salman, preside del Pisai; e di Nadja Kebour, docente del Pisai.
Ancora, la professoressa Barbara Ghiringhelli, antropologa e collaboratrice dell’Unedi, racconterà il cammino che ha portato a redigere il patto “Via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico”. Interverranno anche Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) e Abdellah Massimo Cozzolino, segretario generale della Confederazione Islamica Italiana. Alcuni studenti delle scuole superiori saranno presenti al convegno e offriranno video e altri materiali da loro preparati.
«Questo incontro si inquadra nel patto siglato lo scorso 25 giugno – spiega monsignor Gnavi –, che definisce la sostanza, l’obiettivo e le aspirazioni di un dialogo a servizio della convivenza, dell’umanesimo, della coabitazione e della pace».












