Giornata mondiale del malato, il cardinale Reina: «Gli ammalati parte viva della comunità»

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Gli ammalati devono essere messi «al centro dell’azione pastorale della Chiesa», la quale deve farli sentire «parte viva, preziosa della comunità», tenendo ben presente che «quelli che la società considera “gli ultimi”, gli “scartati”, come diceva Papa Francesco, sono i primi agli occhi di Dio e devono esserlo anche per noi». L’appello a non dimenticare chi soffre nella solitudine è stato rivolto dal cardinale vicario Baldo Reina che ieri sera, mercoledì 11 febbraio, ha presieduto la Messa nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia per la XXXIV Giornata mondiale del malato, che si celebra proprio nella memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes.

In una chiesa gremita di fedeli, ammalati, cappellani ospedalieri, religiose, volontari di varie associazioni, tra le quali l’Unitalsi, il porporato si è soffermato sulla speranza riposta nella fede legata al mistero della sofferenza e della malattia, che «supera le forze umane e della ragione». Come la sofferenza dei bambini, che «interroga e interpella». Nei momenti più bui non bisogna dimenticare che «Dio è con noi – ha affermato Reina -. La sua carezza nei nostri confronti non è consolatoria, per darci quasi l’illusione di qualcosa che passa. È un Dio che si fa carico delle nostre sofferenze, le fa sue. Un Dio appassionato che piange con noi». Ha quindi chiesto una preghiera particolare per gli ammalati che «hanno perso o rischiano di perdere la speranza».

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12 febbraio 2026